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giovedì 9 novembre 2006

Recensione: Babel

Ho visto ieri sera Babel. A parte che Iñarritu poteva farci tre film (ma questa è una scelta sua) e che il tutto mi dà l’impressione di un didascalismo camuffato da artistismo, quello che mi sono chiesto tutta la sera è stato: perché la produzione ha deciso di doppiare i messicani imponendo un accento chiaramente veneto (direi trevisano, per la precisione)? Va bene che la protagonista messicana principale è una tata e quindi associabile alle schiere di servette venete della commedia italiana, ma non si è riusciti a trovare tre doppiatori sudamericani veri? Ti immagini che maggior credibilità avrebbe avuto il nipote della tata se fosse stato doppiato da quello che dice “el rum più vevuto nei peggìjori var de Caracas?”