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mercoledì 8 settembre 2010

Eroi dei nostri giorni


Visualizza All'asilo di Amanda in una mappa di dimensioni maggiori

Per evitare il traffico di Pietralata che spesso è feroce, per fare un po' di moto (dato che il budget annuale non prevede più la piscina...) e per fare una cosa bella, ho cominciato a portare Amanda al nido a piedi (lei in passeggino, ovviamente).Sulla mappa vedete la linea rossa che è il percorso il macchina, mentre in verde potete seguire la scorciatoia che faccio a piedi. Passo davanti a una grossa clinica privata in cima a una collina, ma poi proseguo dentro la misteriosa periferia romana, per cui a sinistra ho un cantiere stradale (che continua attorno alla piscina che sarebbe dovuta servire per i mondiali di nuoto del 2009 e che invece ha aperto da qualche giorno) ma se mi buttassi a destra dopo la clinica mi perderei per un viottolo di campagna.
Insomma mi sembra di fare una cosa giusta, e forse riesco a limare qualche taglia di girovita, tra andare e tornare saranno in tutto un paio di km, non è proprio da buttare via, come esercizio fisico.
Ma proprio mentre mi congratulo da solo, mi vengono in mente i compaesani di mia nonna, che all'inizio del Novecento, da Salzano, ai margini della provincia di Venezia, ogni lunedì mattina si alzavano alle 4 per andare a lavorare, a piedi, nei primi stabilimenti di Porto Marghera. Si facevano 16 km al passo prima di cominciare il turno in fabbrica, di dieci ore. Tornavano il sabato sera, e la mattina della domenica, dopo la messa, andavano da Bacchion, il parroco, per chiedere il permesso per poter lavorare il pezzo di terra che avevano dietro casa.
Viviamo in un altro pianeta rispetto a loro, non c'è dubbio, ma sempre più spesso mi domando chi dei due (loro antichi, noi moderni) sia vissuto veramente sulla Terra.

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