2011/12: INFORMAZIONI PER CHI AVEVA 12 CFU E TUTTI GLI MP3 DELLE LEZIONI

venerdì 24 marzo 2017

Registrazioni Mp3 Tor Vergata Storia delle religioni 2016/2017

Con un filo di trepidazione (mi trovo infatti a insegnare un argomento per me troppo difficile, dal quale mi sono sempre tenuto alla larga come studioso, anche se non come studente, metto online le registrazioni del corso 2016/17 di Storia delle religioni che tengo a Tor Vergata. La cartella è appena stata attivata con le prime lezioni, e verrà aggiornata mano a mano che il corso prosegue.
Abbiamo iniziato con una lunga e direi dettagliata disamina di un saggio di Clifford Geertz molto importante e, a mio modesto parere, non abbastanza studiato, vale a dire "La religione come sistema culturale". Ci siamo soffermati a lungo sulle motivazioni profonde di questo testo, sulla sua rilevanza teorica e su quanto si contrapponga al modello canonico di riflessione antropologica sulla religione, vale a dire l'impostazione durkheimiana (la religione come proiezione della struttura sociale) o malinowskiana (la religione come consolazione delle nostre umane frustrazioni). Geertz, ma non mi pare che il suo modello sia stato granché discusso, propone una lettura che oserei chiamare demartiniana (se avesse letto De Martino) cioè preoccupata prima di tutto di delimitare la religione nel suo meccanismo di funzionamento interno, come struttura di significati, piuttosto che nei suoi legami funzionali verso, l'esterno, verso la fragilità della società o della psicologia umana.
Fatto questo, proseguiremo leggendo la bella sintesi che Marcello Massenzio ha fatto del rapporto tra antropologia culturale e storia delle religioni, una vera carrellata storica molto utile per chi si avvicina per la prima volta a questo tipo di letture.
Nella seconda parte del corso punteremo gli occhi più in dettaglio sui rituali, sulle iniziazioni (Brelich) e su alcune applicazioni inusuali del concetto di liminarietà. Ma di questo ne parleremo (e ne registreremo in mp3) a tempo debito.

lunedì 20 marzo 2017

Una lezione insolita

Le lezioni di storia delle religioni proseguono, con pochi studenti e molto impegno.
La lezione di mercoledì 22 marzo coinciderebbe quasi per intero con un importante incontro, organizzato da Religions for Peace - Sezione italiana,  cui voglio partecipare, anche a nome del CSPS di Tor Vergata, con cui abbiamo in piedi un'interessante progetto di mappatura della diversità religiosa nella città di Roma, per cui se volete venire a lezione mercoledì 22 marzo, sappiate che si terrà a Palazzo Ferrajoli, in piazza Colonna (a Roma), e che per poter accedere è necessario accreditarsi, mandando una mail con il proprio nome a luigidesalvia@virgilio.it, oppure un messaggio sempre con il proprio nominativo al numero 333.2731245. Si parlerà di Religioni, Europa, e Pace, e vediamo come riusciamo a far quadrare i conti...

mercoledì 1 marzo 2017

Il Fienile di domani

Giovedì 2 marzo, alle ore 15:30, inauguriamo l'Ex Fienile, "Polo di sviluppo educativo e culturale", come un po' pomposamente ci chiamiamo.
E' una fase un po' così, per provare ad essere ottimisti. A Roma non si capisce da che parte voltarsi, visto che da un lato sgomberano tutto, dall'altro progettano non ci sa bene con quale retropensiero.
Per fortuna c'è l'Ex Fienile, vien da dire. Uno spazio appena nato ma con potenzialità letteralmente immense. Paghiamo l'affitto, non ci possono sgombrare, siamo sul territorio, non ci possono sfruttare. Abbiamo tantissima voglia di fare, ma ci servono le energie di tutte e tutti. Educare alla bellezza è un lavoro durissimo, godersi quella bellezza assieme è un impegno che ci siamo presi e che manterremo ad ogni costo. Giovedì 2 marzo non è neppure l'inizio, visto che l'Ex Fienile è già attivo da settimane. I bambini del quartiere hanno già tante attività, i giovani tengono vivo un punto di aggregazione con presentazioni e incontri culturali, la 21 Luglio continua il suo lavoro meritorio di attenzione alle fasce emarginate. Tor Vergata ha attivato un Laboratorio di etnografia urbana e ancora tanto si prospetta per la musica e il teatro. Abbiamo spazi, abbiamo tempo, vogliamo veramente che l'Ex Fienile diventi un perno, un polo di attività sul territorio. Anzi, un cuneo infilato nel profondo del cuore vampiro de sta città, che lo mandi in pezzi per portare nuova vita. Venite, siate i benvenuti a casa vostra, la vostra città.

mercoledì 15 febbraio 2017

Migrando al Fienile

Allora, il 16 febbraio alle 18.30 i ragazzi e le ragazze di Torbellamonaca che stanno dando una mano mostruosa a tenere accesso il neonato progetto dell'ex Fienile hanno organizzato il terzo appuntamento di "febbraio migrante". Ci incontriamo in diverse e diversi, per parlare questa volta di pratiche di integrazione. Ci saranno quelli di Asinitas, che da anni lavorano come forsennati per far quadrare il cerchio dell'integrazione senza assimilazione. Ci saranno alcuni protagonisti della Liberi Nantes, l'associazione sportiva dilettantesca che festeggia quest'anno il decennale di attività con rifugiati e richiedenti asilo. Ci sarò io a raccontare quel che hanno fatto in questo senso le maestre della Pisacane e dell'Iqbal Masiq (ricordando anche Simonetta Salacone, maestra di tutti in integrazione, scomparsa da poco), lottando contro politici locali e nazionali.
Ci saranno anche il direttore del CAS di Pietralata e alcuni membri del Ti.Pi Attivi (Tiburtina e Pietralata), il comitato di quartiere che sta cercando di resistere con iniziative volte all'integrazione alla marea di xenofobia e chiusura.
Prima che l'onda prevalga, venite a parlare e conoscere alcuni degli uomini "di cui" si parla, ci saranno anche loro a portare la loro testimonianza, per chi vorrà, e la loro presenza. Per non parlare di migranti senza pensarli e vederli come persone.
Poi si mangia e si socializza a Fienile, un posto che è fatto per incontrarsi e incontrare.

lunedì 6 febbraio 2017

Quando il gioco si fa duro

Allora pare che ci siamo. Lunedì 13 febbraio, alle ore 16:00, cominciamo gli incontri del Laboratorio di etnografia urbana al polo ex Fienile di Torbellamonaca, in fondo a largo Mengaroni (snc), a Roma, dall'altra parte della Casilina venendo da Tor Vergata.
Gli incontri vengono proposti come "altre attività" nel quadro dei laboratori didattici (4cfu per quest'anno, diventeranno 6cfu il prossimo anno) ma nelle mie intenzioni sono aperti a tutti e tutte, sul territorio.
L'intento è lavorare con la strumentazione dell'antropologia culturale per provare a capire un poco cosa significa vivere la città di Roma, oggi. Utilizzeremo la metodologia canonica, vale a dire l'etnografia, in particolare l'osservazione partecipante e la raccolta di storie di vita. Alcuni incontri preliminari verranno organizzati presso il polo exFienile, perché Tor Vergata partecipa come attore importante alle iniziative di questo nuovo aggregatore sociale e culturale, e perché vogliamo contribuire a far uscire "l'Accademia" dal rischio dell'isolamento. Ci sono già tante torri nel nostro Municipio, non abbiamo bisogno anche della Torre d'Avorio e vogliamo anzi che Tor Vergata si apra sempre di più, che didattica e ricerca siano accompagnate da una costante presenza attiva sul territorio.
Alcuni giovani studiosi ci verranno a raccontare le loro esperienze di ricerca sul contesto urbano, e forse una o due "lezioni" sul senso del fare ricerca etnografica a Roma le farò anche io, ma presto ci sposteremo in giro, per raccogliere materiale sul campo.
Una serie di incontri, tra aprile e maggio, saranno concordati assieme allo "Sportello delle memorie", una bella iniziativa dei Ti.Pi. Attivi, un'associazione del V municipio (Ti.burtina-Pi.etralata) che sta facendo un sacco di belle iniziative.
Un'altra parte del lavoro, sempre dai primi di aprile, si incrocerà con il mio corso di Storia delle religioni e con il lavoro che stiamo facendo, come CSPS di Tor Vergata, per mappare la diversità religiosa nel V e VI municipio, attraverso i contatti con il Tavolo Interreligioso del VI municipio che abbiamo attivato lo scorso anno con la precedente amministrazione e che sta proseguendo con una serie di incontri ora anche negli spazi delle diverse comunità religiose.
Insomma, si andrà in giro a perdere tempo, come sanno fare solo gli antropologi tra gli scienziati sociali, a chiacchierare, a farci raccontare storie e storiacce, incastrando i nostri grandi concetti teorici (progettazione urbana, vivibilità, socialità, cittadinanza, conflitto, integrazione, immigrazione, secolarizzazione, sacro) dentro le storie e i racconti di persone "comuni". L'intento è far partire un archivio delle memorie anche a Torbellamonaca, uno spazio dove le vite dei singoli riconquistino nel racconto lo spessore che sempre meritano, e che a volte "la città" assottiglia.

domenica 22 gennaio 2017

Libertà diminuita

E' un concetto a cui non pensiamo mai in questi termini, di diminuizione, per noi la libertà è un blocco tutto intero, o c'è o non c'è. E invece normalmente le istituzioni statali ci pensano come termometri, graduati per il diverso livello di libertà di cui disponiamo. Per fortuna che c'è un "garante", una persona che cioè ha il compito principale di verificare che le persone le cui libertà sono "diminuite"  in vario modo non soffrano di lesioni dei loro altri diritti fondamentali.
Mauro Palma è una persona colta, profonda e molto informata su questo tema, e riesce ad essere sempre molto chiaro su un punto importante che spesso dimentichiamo: la società esiste, nel senso che il reato non è una questione privata, ma riguarda tutto il corpo sociale che ne viene affetto. Parimenti, la limitazione della libertà non riguarda solo le persone direttamente colpite, ma tutto il  corpo sociale che vede diminuita la sua libertà complessiva. Quando diciamo "mettiamoli in galera e buttiamo via la chiave" stiamo urlando a favore della nostra incarcerazione. Martedì 24, le ore 11:30 non sono indicatissime (ma l'ora è stata scelta per facilitare l'afflusso degli studenti) ma vi prego di fare uno sforzo. Del carcere non si parla mai abbastanza, e delle persone in libertà diminuita (compresi i migranti dei CIE) non si parla proprio mai.

giovedì 15 dicembre 2016

Occupazioni a scopo abitativo e teoria urbana

Le occupazioni a scopo abitativo hanno sempre avuto, in Italia e in particolare a Roma, una connotazione politica chiara, superando di molto la “semplice” richiesta di un diritto di base per porsi come progetto alternativo nella gestione dello spazio pubblico urbano. Con la progressiva visibilità degli stranieri tra gli occupanti, la rappresentazione delle occupazioni nella sfera pubblica è scivolata sempre più nella sua criminalizzazione, inevitabile compendio dell’alterizzazione in un contesto politico-economico alla ricerca di facili capri espiatori. La resistenza a questo processo è praticata in modo anche contraddittorio dagli occupanti: da un lato si è intensificata la visibilità del sistema organizzativo delle occupazioni, in una sorta di intenzionale “uscita dall’ombra”; dall’altro si è proceduto a un duplice mutamento degli obiettivi originari dell’occupare. A volte, infatti, capita che gli occupanti leggano lo squatting come una paradossale chiave d’accesso all’altrimenti irraggiungibile decoro borghese; d’altro canto, molti vivono le occupazioni sempre meno come spazio liminare (provocazione rituale auto-segregante che interpella le istituzioni in vista di una prossima reintegrazione alla piena cittadinanza dell’alloggio sociale) e sempre più come spazio neo-topico di alternativa radicale (e soprattutto definitiva) alla reclusione degli affetti nello spazio domestico confinato al di qua della porta di casa. La combinazione di queste divergenti (e anche contraddittorie) resistenze allo sguardo criminalizzante del discorso pubblico fa delle occupazioni a scopo abitativo uno degli ambienti culturalmente più fertili per teorizzare lo spazio urbano. GIOVEDI 15 dicembre  ore 17:00. Roma Sapienza.