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mercoledì 22 settembre 2010

Mammina e papino in conferenza stampa

Oggi pomeriggio conferenza stampa congiunta del ministro Gelmini e  del ministro Tremonti.
La Gelmini, è partita dicendo che la conferenza è stata convocata per presentare alcuni punti raggiunti, come l’emanazione del Decreto ministeriale 7 sui requisiti minimi, che sostanzialmente riprende la famosa (o famigerata) nota 160 che era ferma da oltre un anno.
Vengono confermati i principi di quella nota: riduzione dei CdL, non ci sarà più spazio per criteri “provvisori” per tenere in vita corsi che non rispettino i requisiti minimi, 5-6 CFU minimo per modulo, federazione e/o fusione di Atenei con pochi studenti, 10% del finanziamento in base alla qualità (lo scorso anno era del 7%), anagrafe delle pubblicazioni per monitorare il lavoro di rircerca.
Cose note, che aspettavano da oltre un anno di essere ratificate. Nessuna novità oltre il criterio puramente ragionieristico che ha mosso il decreto, l’assoluto appiattimento dell’Università sui conti economici, senza alcuna considerazione per il valore culturale e scientifico degli effettivi corsi. Se un corso “ha pochi studenti”  si chiude, e poco importerà se i corsi di astrofisica avranno certamente pochi studenti.
Sui ricercatori la ministra è stata geniale. Ha spiegato l’intenzione del governo a favorire i ricercatori “migliori”, ma non ha detto in alcun modo come questi migliori verranno valutati.
Sulla sospensione della didattica la sua perla retorica:
“L’interruzione della didattica non si capisce cos’è. Non è uno sciopero perché non comporta una riduzione dello stipendio…”
Non dice che NON ABBIAMO ALCUN OBBLIGO DI FARE DIDATTICA, ma ci fa passare per “fannulloni”, che possono permettersi di non lavorare tanto lo stipendio non viene toccato.
Poi Tremonti ha messo le cose in chiaro con i Rettori:
Riforma universitaria = dotazione finanziaria
In pratica: se si fa la riforma il governo riapre i cordoni della borsa, altrimenti possiamo crepare tutti. Ma non dice nulla, assolutamente nulla, sull’effettiva dotazione, che non sappiamo a quanto ammonterà e per quali spese effettive (dato che il decreto parla solo di tagli, non di investimenti).
Nel finale la Gelmini esplicita con il suo notorio candore il ricatto che Tremonti aveva detto in modo meno velato: “ risorse in cambio di riforme”.
Alla fine, quando dice di star riassumendo, la ministra butta lì che tra le priorità ci sarebbero non meglio precisati “concorsi da associato per premiare i migliori ricercatori”, di cui non avevamo avuto notizia per tutta la conferenza.
Si alzano e se ne vanno.
La cosa che più mi ha fatto incazzare è il paternalismo delle loro parole
Soldi, sì, ma se fate i bravi.
Quanti?
Vedremo, non vi preoccupate, ci pensiamo noi. Per i bimbi buoni ci sarà anche la promozione.
E come si fa ad essere considerati buoni?
Eh, bricconcelli, dai che lo sapete, su, non fateci dire troppo! Lo sapete che poi così la sorpresa si rovina!  E ora a nanna, su, tutti quanti, lattuccio e via si va, che domani è una giornata lunga e dovete andare a scuola.
Mi viene da vomitare, a 47 anni, ad essere trattato come un bambino capriccioso, un po’ blandito e un po’ rimproverato. Mi aspettavo dati, numeri, o proposte chiare, e invece mi dovrei accontentare di vaghe promesse, ricatti e appelli al mio senso di responsabilità.
Grazie, ho deciso di smettere. 

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