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lunedì 22 maggio 2017

Che cos'è l'Europa se la vedi da dietro un filo spinato? Che cos'è essere africani se la forma del tuo continente sembra sempre più quella di una prigione da cui provi ad evadere?













Cos'è il mondo se basta un cellulare per raccontarne il delirio, i contrasti, le illusioni, le assurde frenesie framezzate di noia?


Martedì 23 maggio, dalle ore 20, vedremo il documentario Les Sauters,
 all'ex Fienile di Torbellamonaca (siamo in largo mengaroni 29)  per cercare di raccontare assieme un percorso complicato e doloroso, che (anche avendo le peggiori intenzioni) è proprio difficile ridurre a un viaggio di piacere o al tentativo di approfittare della "nostra bontà":
Il Monte Gurugu affaccia sull'enclave spagnola di Melilla, sulla costa mediterranea settentrionale dell'Africa. L'Unione europea e l'Africa sono separate qui da un impianto di confine ad alta sicurezza, composto da tre recinzioni. I rifugiati, per lo più provenienti dalla regione sub-sahariana, vivono in un centro ai piedi del monte. Da qui sono in molti a tentare di attraversare la frontiera terrestre tra il Marocco e la Spagna. Uno di loro è Abou Bakar Sidibé, proveniente dal Mali, che in Les Sauteurs è sia il protagonista che uno dei registi. Dopo 14 mesi nel campo e numerosi tentativi - falliti - di battere il sistema di recinzione, Abou inizia le riprese di un documentario, concentrandosi sulla sua routine quotidiana, le perlurstrazioni della zona e le attese noiose tra un "salto" e l'altro.Le immagini che ne derivano sono un documento imprescindibile per capire l'organizzazione sociale della comunità dei rifugiati, senza tralasciare quel velo di tristezza rappresentato dalla presunta Eldorado d'Europa.
L'organizzazione pratica della giornata avverrà grazie ad alcuni migranti dei CAS e dei militanti dei collettivi delle realtà partecipanti.
Iniziativa promossa da
Comunità di Largo Ferruccio Mengaroni
Giulia Casentini (Università Tor Vergata)
Cubo Libro
Collettivo errezero


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