2011/12: INFORMAZIONI PER CHI AVEVA 12 CFU E TUTTI GLI MP3 DELLE LEZIONI

sabato 21 ottobre 2017

Lettera a 330 studenti

Che poi sono gli iscritti (finora) al corso di Antropologia culturale 1718 che tengo a Lettere di Tor Vergata. Vorrei chiarire un po’ le regole del gioco, in modo che questo corso (modulo A per tutte e tutti, B per chi ha 12cfu) sia veramente un’occasione di fair play.
Due terzi si sono iscritti nella prima settimana di lezione, un centinaio è arrivato “dopo”. E’ giocoforza che avrò un occhio di piccolo riguardo per gli early birds, tanto più se hanno risposto ai quesiti dei post con costanza fin dall’inizio.

Siccome poi vi sto insegnando che c’è un significato, una dimensione simbolica e significativa, in qualunque azione umana, voglio ricordare a tutti che anche la compilazione di un banale questionario di dati può portare incorporata un sacco di informazione. Consente molto spesso di riconoscere la sciatteria, che non è l’atteggiamento migliore che mi aspetto da uno studente. Così, se qualcuno ha messo il cognome nel campo del nome e viceversa, o se addirittura ha scritto in modo errato il proprio cognome non è che questo mi ispiri simpatia. È successo, e con un po’ di pazienza ci si arriva a capirlo, soprattutto se la persona in questione ha messo, poniamo (esempio fittizio) Mario.Cascio nell’indirizzo email e invece Cascip nel campo Cognome, evidente errore di battitura da tastiera virtuale.

Piccoli segnali di disattenzione come questi, oppure rifiutarsi di comunicare l’indirizzo email (che a me serve, ad esempio, per inviare l’esito di eventuali prove scritte, senza dover rendere pubblici i “voti” sul mio blog o in bacheca) sono tutti indizi dello scroccone, una figura che studieremo nel programma di Antropologia economica ma che sapete intuitivamente essere uno che cerca di ricavare dalle situazioni investendo il meno possibile, possibilmente zero.

Il sistema che ho deciso di adottare per la verifica, vale a dire il sistema dei commenti al post, non è certamente inteso per lavorare di meno, anzi. Per me sta diventando un vero incubo stare solo dietro alla mole di lavoro da archiviare, e spero che per molti e molte di voi sia un buon sistema per restare al passo, per pensare allo studio come un habitus progressivo e costante, non un’abbuffata la settimana prima dell’appello. Forse pretendo molto, ma mi aspetto serietà e impegno professionale da tutti i miei studenti. Eviterei, così, di scopiazzare i commenti di qualcun altro per rispondere a qualche domanda dei post e, se fossi uno studente, terrei in grande considerazione la mia capacità di essere originale, non ripetitivo, non banale. Alla quindicesima variante della stesso identico esempio ripreso pari pari per rispondere a una domanda, io un pochino mi scoccio, come dire, e tendo a prendere il tutto come una farsa poco interessante. Eh! Dice quello, ma che ci posso fare se anche io ho pensato a quell’esempio, mica avevo letto i commenti precedenti. Giusto, ma se hai avuto un guizzo di creatività, fattelo venire subito dopo la pubblicazione del post, non cinque giorni dopo…

Comunque, mediamente sono decisamente soddisfatto di come sta procedendo la cosa, con una piccola variazione in corsa. Visto che ho deciso che d’ora in poi le domande saranno sempre più incentrate sulla vostra creatività, ho deciso di soprassedere alla relazione finale per chi ha risposto sul blog. Questo, tradotto in soldoni, vuole dire niente più tesina finale per chi sta rispondendo al blog.
E allora, pacchia per tutti? L’opposto, direi. Invece della tesina (che mi serviva per comprendere se sapete utilizzare i concetti appresi) devo ora utilizzare un altro sistema, che mi consenta di verificare se avete studiato e memorizzato ciò che avete inteso.
Tutti, quindi, faranno una verifica orale finale sul mio testo, Vite di Confine, che non avremo modo di vedere a lezione se non molto rapidamente.
A partire dalla fine del modulo A, quindi dai primi di novembre, potete cominciare a prenotarvi negli orari che vi indicherò, per essere interrogati (durante il ricevimento e anche in altri orari specifici) sui molti e complessi contenuti storici e antropologici del mio libro. Per molti si tratterà di un orale rapidissimo, di cinque e dieci minuti, per altri diventerà una seria verifica dei miei dubbi (anche esistenziali).

L’idea di fondo, il nocciolo di questo cambio di strategia, è veicolarvi l’idea che il mio è un esame dannatamente difficile, che si può passare solo dedicandoci un adeguato studio, che io cerco di insegnarvi a spalmare nel corso del semestre, accompagnati dalle mie lezioni e dal vostro dialogo come classe, invece di comprimere tutto in uno studio individuale, autoreferenziale e troppo nevrotico per i miei gusti.
Vi aggiorno presto sullo stato dei commenti al blog.
Un caro saluto
pv


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