Sintesi della Lezione 11 di Antropologia Culturale - Modulo A Registrata il 25 ottobre 2024
Introduzione alla lezione e
organizzazione del corso
La lezione si apre con una
panoramica sulla programmazione del corso, sottolineando la conclusione di
alcuni aspetti fondamentali del lavoro di Olivier de Sardan, che saranno
oggetto di verifica nell’esonero. Inoltre, viene introdotto il saggio di Clifford
Geertz, “Verso una teoria interpretativa della cultura”, che sarà oggetto
di lettura e approfondimento nelle lezioni successive. Il docente fornisce
anche dettagli pratici sul calendario delle prossime lezioni e sulla gestione
dell’esonero scritto e orale.
Metodologie di raccolta dei
dati etnografici
Viene ripreso il tema dei quattro
modi di produzione del dato etnografico, già trattato in precedenza:
- Osservazione
partecipante
- Colloqui (sia strutturati che informali)
- Dati
di censimento
- Fonti
scritte
Si evidenzia l’importanza del racconto
di vita (slices of life) come strumento etnografico e si cita un
esempio di ricerca personale del docente, in cui la raccolta di storie di vita
ha avuto un ruolo centrale.
La politica del campo e la
triangolazione dei dati
Il concetto di politica del
campo, introdotto da Olivier de Sardan, viene esaminato nel
dettaglio. Si discute la necessità di adottare strategie per verificare
l’attendibilità delle fonti attraverso la triangolazione:
- Triangolazione semplice: verifica dell’attendibilità di un’informazione
confrontandola con altre fonti indipendenti.
- Triangolazione complessa: analisi dei giudizi sociali e della collocazione
degli attori all’interno di uno spazio sociale, secondo una prospettiva
ispirata a Pierre Bourdieu.
L’esempio del conflitto
israelo-palestinese viene usato per mostrare la difficoltà di evitare bias nel
selezionare informatori e nel dare valore alle testimonianze.
Serendipità e imprevisti nella
ricerca
Viene introdotto il concetto di
serendipità, ovvero la capacità di scoprire qualcosa di inatteso mentre
si sta cercando altro. L’etnografia si basa su un atteggiamento aperto e
ricettivo che permette di cogliere elementi inattesi e imprevisti. Si
discute l'importanza di mantenere una mente flessibile e di non
lasciarsi guidare esclusivamente da ipotesi preconcette.
Iterazione e costruzione della
conoscenza
Si distingue tra:
- Iterazione concreta: la trasmissione non lineare di informazioni tra
informatori, creando reti di collegamenti tra persone e conoscenze.
- Iterazione teoretica: il processo attraverso cui la ricerca sul campo
può portare a rivedere e ridefinire le categorie teoriche di partenza.
Si fa l’esempio dei matrimoni
misti in Macedonia, che inizialmente il docente aveva pensato come categorie
fisse, ma che poi si sono rivelati più fluidi e situazionali grazie
all’iterazione teorica.
Saturazione e Diario di Campo
Viene chiarito il concetto di saturazione
nella ricerca etnografica: la raccolta dati si considera “satura” quando
ulteriori interviste non aggiungono nuove informazioni rilevanti. Si distingue
tra la raccolta dati empirica (che può raggiungere una saturazione) e
l’interpretazione teorica (che invece resta sempre aperta e in continua
evoluzione).
Si discute l’uso del diario
di campo, che permette di sistematizzare e categorizzare le informazioni
raccolte, utilizzando strumenti come il coding per organizzare i dati e
individuare pattern ricorrenti.
Selezione degli informatori e
distorsioni della ricerca
Si approfondisce il concetto di
gruppo sociale testimone e di informatori privilegiati. Il
docente porta esempi dalla sua esperienza di ricerca in Grecia e in Irlanda del
Nord, sottolineando i rischi di cadere in cricche chiuse, ovvero di
raccogliere informazioni solo da gruppi che confermano una determinata visione
politica o culturale.
Viene sottolineata la necessità
di evitare il monopolio delle fonti e di essere consapevoli della
propria soggettività di ricercatori, che può influenzare la raccolta e
l’interpretazione dei dati.
Introduzione alla
Globalizzazione e Arjun Appadurai
Si passa poi all’introduzione
della teoria di Arjun Appadurai, un antropologo indiano che ha proposto
una nuova visione della globalizzazione nel libro Modernity at Large
(1996, tradotto in italiano come Modernità in polvere).
Appadurai rifiuta la visione
tradizionale delle culture come entità statiche e delimitate, e propone
di analizzare la globalizzazione come un processo di circolazione di
idee, immagini e immaginari culturali.
Economia culturale globale e
disgiuntori
Appadurai introduce il concetto
di economia culturale globale, intendendo l’economia non solo come
produzione di beni materiali, ma come circolazione di immagini, idee e
simboli. Un elemento chiave della sua teoria è quello dei disgiuntori
(disjunctures), ovvero la perdita di sincronizzazione tra i vari livelli della
globalizzazione:
- Flussi
di persone (ethnoscapes)
- Flussi
di tecnologie (technoscapes)
- Flussi di immagini e media (mediascapes)
- Flussi
di capitali (finanscapes)
- Flussi di ideologie e religioni (ideoscapes)
Secondo Appadurai, questi
elementi della globalizzazione non procedono in modo deterministico uno rispetto all'altro, ma si
influenzano e si modificano in modi imprevedibili.
Conclusione e anticipazione
della prossima lezione
Si chiude la lezione con un
video che mostra un esempio di appropriazione culturale e reinterpretazione
dell’immaginario globale, ponendo le basi per il successivo approfondimento
sulla teoria degli -scapes di Appadurai e sul concetto di immaginazione
globale.