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martedì 21 novembre 2006

Concorsi

Pietro Ichino sul fondo del Corriere di oggi propone l’improponibile. Abolire i concorsi pubblici, e passare alle assunzioni dirette. L’argomentazione è semplice: intanto si abolisce il valore legale del titolo di studio poi, invece di finanziare gli atenei, lo Stato finanzia gli studenti (lui parla di 80 per cento, ma forse sarebbe il caso di variare la percentuale dal 50 al 100 per cento, in base al reddito, no?) che vanno nelle università che preferiscono (le migliori, si suppone). In questo modo campano solo le università che hanno un numero sufficiente di studenti e per farlo devono attrarli, e per attrarli (dato che il titolo in quanto tale non vale nulla) devono formarli, e per formarli sarà il caso che reclutino personale motivato e competente. Non fa una grinza. Quindi non lo faranno mai.

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