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martedì 13 febbraio 2007

Travagli più antichi

Mi ricordavo che Travaglio l'aveva sparata grossa contro Sofri anni fa (lo citava anche il figlio Luca, al quale rivolgo intanto le mie scuse per avergli stupidamente dato del "moscio" anni fa, mentre è invece uno dei migliori giornalisti del nostro Paese) ma non avevo il riferimento preciso né il tempo di andarlo a cercare. Ci ha pensato Adriano Sofri a rinfrescarmi la memoria nella sua Piccola Posta del Foglio di sabato scorso (10 febbraio). Lo riporto tanto perché ci si ricordi della pasta di cui è fatto l'uomo:

Preoccupato per la sobrietà con la quale, interpellato dal Corriere, Travaglio si era accontentato d iintimarmi un dignitoso silenzio, ho spedito al Corriere la solita letterina, tesa a far conoscere anche a quei lettori la versione di Travaglio cui resto attaccatissimo. Questa letterina: "Gentile direttore, ho notato la nuova moderazione con la quale Marco Travaglio si è pronunciato ieri sul mio conto, limitandosi a segnalare che sono stato condannato, e che 'trafficavo con Craxi e Martelli' (sic). Eppure, trattandosi della mia partecipazione a una discussione assai pubblica, aveva l'occasione apropriata alle più nitide parole che sul mio conto scrisse dieci anni fa: 'Quando uscirà di galera, lo faccia in punta di piedi, scrisciando contro i muri magari nottetempo, senza farsi vedere né sentire... Meglio che scompaia dalla circolazione. Perché a qualcuno, sentendolo ancora parlare, potrebbe venire la tentazione di ripensarci e di andarlo a cercare. Lievemente incazzato'. Da allora io non ho cambiato le mie abitudini e, quando non sono in galera, vado a piedi, prendo l'autobus, viaggio in treno (a mie spese, anche quando mi invitano a un dibattito) e non sono fisicamente in gran forma: non ho ancora visto comparire sulla mia strada Travaglio, squadrista per conto terzi. Cordiali saluti". Cordiali saluti.

Una mia postilla: Travaglio è quello che in sostanza vorrebbe che Adriano Sofri rimanga in prigione non per essere responsabile dell'omicidio Calabresi (colpevolisti, mettetevi il cuore in pace: sul quel fatto NON CI SONO PROVE, solo un cumulo di contraddizioni di Leonardo Marino, leggete i documenti e giudicate da voi) ma invece per aver detto cose terribili più di trent'anni fa, cose che possono aver istigato l'odio. Mi domando come giudicherebbe l'intera faccenda, il buon Travaglio, se quell'uomo da lui condannato per le sue opinioni e minacciato con toni paramafiosi la pensasse allo stesso modo sul suo conto. Pensasse cioè che è giusto condannare un uomo a vent'anni di galera per avere (forse) istigato qualcuno a commettere del male.

4 commenti:

Luca ha detto...

scuse accettate, già che ci siamo. L.

Piero Vereni ha detto...

grazie, saperle accettate mi solleva da un peso che sentivo da tempo

Luca ha detto...

però non sfottere... L.

Piero Vereni ha detto...

No. Non so se suona strano, ma è vero. Avevo postato una cosa su un blog e, del tutto incidentalmente, avevo fatto riferimento a te come "figlio del Sofri quello buono" o qualcosa del genere, come se tu non lo fossi. Poi ho iniziato a seguire Wittgenstein (che ora leggo ogni volta che ho un collegamento a internet), ad ascoltare Radio Wittgenstein e Condor (che adesso mi scarico in podcast e mi porto in giro nei viaggi in treno). E' una questione di stile, oltre che di contenuti, quello che apprezzo. E mi piace vederci un "patrimonio" che si trasmette. E mi spiaceva davvero aver detto una cattiveria senza ragione.