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martedì 22 dicembre 2009

La vita è meravigliosa


Si titolava così un film di Frank Capra che va in onda ogni Natale, di cui ho il dvd e che rivedo regolarmente perché è uno dei miei top five di tutti i tempi. È il film per me in asoluto più natalizio mai prodotto, lo amo per la sua ingenuità e per il suo incrollabile ottimismo.
Voglio tenerlo a mente mentre racconto questa storia.
Tutti sapete della genialata del sindaco di Coccaglio (Brescia) che aveva promesso ai suoi concittadini un “White Christmas”, vale a dire un Natale senza gente dalla pelle di colore strano, visto che entro il 24 avrebbe provveduto a fare piazza pulita degli “irregolari” e dei “clandestini”. La cosa ha suscitato riprovazione universale (ecco qui cosa ne dice il Guardian). Su Facebook (con buona pace degli schizzinosi che si lamentano che “su Fb sono tutte cazzate”) Igiaba Scego si è mossa aprendo un gruppo che si chiama Color Xmas, con questo intento:
Siete tutti a conoscenza dell'iniziativa di Coccaglio di White Xmas. Non ne parlo perché è tra le più tristi che io abbia mai sentito. Poi siamo tutti al corrente purtroppo. Io non sono cristiana. Ma il Natale so che è una festa di accoglienza, pace e amore. Maria e Giuseppe erano migranti, Gesù figlio di migranti. Fare un White Xmas è contro il DNA del Natale.
Questo 25 Dicembre trasformiamo il Natale nella nostra festa. Non consumista, non razzista.
Ecco la mia proposta. Io vorrei organizzare un Color Xmas, un Natale a colori.
Perché non organizziamo in tutta Italia dei Natali a COLORI e poi mandiamo le nostre foto a Coccaglio e ai principali giornali nazionali? Natali in famiglia, con gli amici, con i senza fissa dimora, con i migranti, con i richiedenti asilo, con gli anziani, in ospedale, nelle carceri, a casa, per strada.
Un Natale politico e in felicità è quello che ho sempre sognato. Una festa della gente.
Aderite all'iniziativa? Uniamo le forze e i Natali?


Al gruppo si iscrivono tante persone, il sindaco di Coccaglio manda una lettera dove cerca di spiegare le sue patetiche ragioni, viene giustamente sbeffeggiato come campione mondiale di arrampicata sugli specchi, e da uno degli iscritti (ripeto, uno degli iscritti al gruppo), arriva questa lettera:

Mi sono iscritto perchè non sono razzista come la maggior parte degli Italiani, perchè siamo un popolo buono alla fine e simpatico. Forse troppo buono però a volte e troppo simpatico, sei ignorante, perchè se leggi la risposta del sindaco attentamente e avresti anche una minima cognizione di civiltà giuridica dentro di te capiresti che quello che ha detto è sensato, che in una nazione civile che vive di diritto, vanno fatti controlli, ci sono leggi da rispettare e non si può fare quello che cazzo si vuole come avviene in paesi meno sviluppati dove legge, rispetto della vita umana e razzismo si che sono una piaga. Ho risposto male perchè mi sono rotto di sentir lamentare gente che viene in Italia trovando una situazione un miliardo di volte migliore di quella che lasciano nei loro paesi di origine, ed invece di impegnarsi e rompere i coglioni ai loro govenranti, ai loro sindaci che li veramente fanno schifo e trattano la gente in modo orribile criticano le nostre istituzioni. Mettiti in testa che qui in Italia non hai niente da insegnarci, proprio nulla, rispetta questa terra e se vuoi cambiare qualcosa comincia dalla tua. Ciao.

Ecco. Non starò a infierire sull’uso improbabile della consecutio (“se avresti”) né il tono volgare del tutto. Mi dà invece da pensare l’esplosione con cui la cosa si manifesta, la sua natura violenta. Il signore in questione (di cui non riporto il nome per carità cristiana) sembra voler dire che proprio non ce la fa più, che lui pure uno sforzo l’ha fatto, ci ha messo la buona volontà di capirli, ’sti stranieri, ma loro di stare al loro posto proprio non ci riescono, lo hanno fatto veramente uscire dai gangheri con le loro petulanti richieste e le loro critiche fuori luogo.
Questo signore è un esempio di un atteggiamento sempre più diffuso, che potrei riassumere con “Ma adesso basta”. È la posizione ideologica di chi deve giustificare in qualche modo lo squallore morale che si porta dentro, e lo fa attribuendone la responsabilità all’esterno. È lo stesso atteggiamento di quello che “finalmente” sbrocca e picchia la moglie, e si giustifica proprio descrivendosi come calmo e mite, quindi “se ti ho picchiata la colpa è tua”. Si tratta del colmo del colmo dell’ideologia, come si può vedere, perché il tipo calmo e pacifico si dimostra tale proprio quando la moglie fa una cosa sbagliata (facile essere calmi e pacifici quando tutto fila liscio), e il mondo occidentale e civile e regolato e pieno di sindaci illuminati si dimostra tale proprio quando ha a che fare con il disagio sociale, con le difficoltà di inserimento, con la reciproca incomunicabilità. Facile fare i democratici quando tutti stanno al loro posto, quando tutti sono nataliziamente bianchi e accendono le lucine nelle loro casette imbiancate da poco. Questo signore, che purtroppo incarna la voce di troppi miei connazionali, temo, è la faccia dell’Italia con la quale ci tocca fare i conti sempre più spesso.

1 commento:

Guaina ha detto...

Professore io ancora non riesco ad accettare come molte persone, tra cui anche i miei parenti più stretti, insistano col dire; "se stanno qua devono accettare le nostre regole, altrimenti vadano a casa loro a fare come gli pare." di solito suffragano questa opinione con un bel: " Che se vai da loro provaci ad aprire una chiesa nei paesi islamici!" mostrando così una presunta superiorità che è data dalla semplice accettazione\sopportazione sempre più passiva del fenomeno migratorio. Cioè molti pensano che mentre di la ci manca poco che ti buttano in una pentola e ti cucinano qua siamo superiori a quei quattro beduini con un asciugamano in testa ( per dirla alla Walter Sobcheck) perchè tolleriamo la loro presenza... basta che non rompono il cazzo con moschee, minareti, crocifissi in divieto di sosta! Queste persone che amano fregiarsi di una croce, pur non essendo cristiane in sostanza, sono una parte considerevole nella nostra nazione. Io non so come comunicarle il disgusto la nausea che provo quando sento di queste opinioni. Non ce la faccio più ho un insofferenza fisiologica, il distacco necessario per avere una qualsivoglia prospettiva critica va a farsi fottere! Non riesco più a guardare al rapporto noi\loro anche perchè non so più qual' è il loro-noi e quale il mio-loro. In questo momento mi sento somalo per quanto mi fanno ribrezzo questi italiani!
La mia domanda è lei riesce ad essere distaccato, oppure le girano le palle come a me? Magari le girano ma con distacco?

p.s.
vorrei chiederle un paio di cose su come internet possa aver contribuito a ridisegnare i paradigmi dell' identità delle persone: per esempio io mi sono scelto il soprannome quando sono davanti al computer come se più che una persona fossi un personaggio- tra l' altro se guarda lì c'è scritto: "scegli un' identità"-, altri si nascondono nell' anonimato denunciando un processo di " spersonalizzazione" e altri, come lei, continuano nella maniera old school con nome e cognome.
Volevo sapere se e come posso farle alcune domande in merito a questo e ad altre cose in attesa che esca il suo lavoro sui social network.



Al di la di questo colgo l' occasione per fare gli auguri a lei e alla sua famiglia.


Alessandro Guainella