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martedì 4 gennaio 2011

Ti amo anch'io

Cercavo di fare un po' di spazio nel mio cellulare tra gli sms di troppo, e sono finito nella sezione Messaggi salvati, che non sapevo di avere. Che messaggi mai avrò salvato, mi sono detto? In realtà la cartella era vuota, ma ne contiene un'altra, Modelli, che raccoglie messaggi che con tutta evidenza il fabbricante del mio comunissimo telefono considera standard, e rende quindi già disponibili per il cliente. Senza quindi prendersi la briga di digitare il testo, se si ha fretta o si è molto pigri si può rispondere a un sms ricevuto con risposte preconfezionate: "Sono in ritardo. Arriverò alle", "Sono in riunione, chiamami alle", "Adesso sono impegnato. Richiamerò più tardi", e così via.
Anzi, no, non "e così via". Già mi ha dato fastidio riconoscere in quei messaggi il tono di alcuni che io stesso ho ricevuto, trattato dall'interlocutore come una pratica da sbrigare, ma mi ha procurato un vero capogiro il seguente messaggio:
Ti amo anch'io!
Con tanto di punto esclamativo. E' la congiunzione anche che mi ha stroncato. Implica che questo messaggio è una risposta a qualcuno che ti ha scritto finendo con "ti amo", e allora tu, che stai facendoti i cazzi tuoi, che non hai proprio voglia o tempo di rispondere, a una persona che ti scrive "Ti amo" rispondi con un pacchetto preconfezionato, prendi un grumo di lettere e gliele butti in faccia facendo finta di averci pensato, di aver spostato il pollice 14 volte sopra la tastiera, pigiato il numero necessario di volte i tasti adeguati per far sì che un pezzetto di sentimento che dal cuore è arrivato al cervello, è stato processato rapidamente da qualche milione di neuroni per formularsi in pensiero ("Anch'io provo per questa persona lo stesso sentimento che lei mi ha appena comunicato") e quindi per produrre una serie di impulsi elettrici verso il braccio, la mano, le dita, atti a manifestare la correlazione adeguata tra il sentimento e il gesto compiuto.
E invece no, hai fatto solo finta di fare tutto questo e invece hai pigiato il tasto "modelli" e scelto quello più adeguato.
Il mio terrore, d'ora in poi, sarà leggere "Ti amo anch'io" nelle risposte della mia compagna...

PS A meno che non ci sia, da qualche parte, in qualche cellulare, un modello che dice "Ciao amore mi manchi tanto, pensavo proprio a te in questo momento. Ti amo". Sarebbe la fine del mio universo, credo.
Intanto ho smesso di trafficare tra le funzioni del mio cellulare, non si sa mai.

3 commenti:

cacioman ha detto...

Da un lato trovarsi così pragmaticamente omologati anche nei sentimenti, è sconcertante; dall'altro dà un senso di sicurezza: a livello planterio siamo sulla stessa barca coi nostri preconfezionati: "la risposta è NO","la risposta è SI'", "sto parcheggiando", "sono in riunione, richiamo io", "sono arrivato, voi dove siete?" e "ti amo anche io" (che alla fine è un messaggio come gli altri; utile ad averlo sotto mano se uno sta guidando o è incasinato in riunione).
Ecco, c'è sempre che siamo occupati a fare qualcos'altro e cerchiamo sempre di dare i resti a tutti (via mail, sms, blog, facebook). E' il solito discorso su cui si ricade: apparentemente la tecnologia ci si facilita l'esistenza (e lo fa veramente, non lo nego) ma se non ci difendiamo, ce la rende solo più concitata e piatta.

A ben guardare fino a prima degli SMS (ben vengano, sono utilissimi) pensare di mandare "parole d'amore scritte a macchina" era un non senso. Se si scriveva di sentimenti all'amata/o, lo si faceva rigidamente a mano. Ora viviamo la cosa con meno problemi ma quel retaggio c'è sempre (giustamente): vogliamo che non sia stato un semiautomatismo o un T9 a scrivere i nostri sentimenti (che poi sono sempre gli stessi). Vogliamo che sia un fatto vero vero. Insomma qualcuno deve averci perso del tempo a pigiare quei tasti del "Ti amo anche io".

Anche io ho preconfezionato sul mio telefonino dei testi per gli SMS (fa parte delle funzioni standard, prova a trafficarci): essendo pendolare, gli SMS avvisano casa quando arrivo: "Arrivo alle 19:30. " o "Arrivo alle 20:30. ". Ammetto però che al messaggio aggiungo sempre un "Ciao" a mano (anche se aiutato dal T9): almeno il saluto sa di più vero, ma alla fine che cambia? Boh.

Quest'anno tra i vari auguri spersonalizzati via SMS (noto che quelli via mail si sono quasi del tutto azzerati e quelli SMS molto diminuiti) ne ho ricevuto uno che, anche se generico e spedito a tutta la rubrica del mittente, esordiva col il mio nome proprio come se lo stessero mandando proprio e solo a me (un incoraggiante "Ciao Claudio" seguito dai soliti bla bla). Che dire: il mittente ha un blackberry, compratelo e farete un figurone (a Pasqua perchè già a Natale sarà una feature base).

Ciao

rrr ha detto...

fatti forza. Il cuore ci mette lo stesso tempo per decidere di scrivere un sms usando un preset e decidere di scrivere una divina commedia.

D'altra parte la determinazione per scrivere una divina commedia non manca solo nel campo dell'amore.

spaziokultura ha detto...

Omologazione, standardizzazione e forse anche format! Insomma questa società ci costringe ad essere predefiniti! Ma siamo sicuri che è questo che vogliamo? Addirittura predefiniti i sentimenmti...e mi sembra proprio troppo! Mi auguro che ci sia un'inversione di tendenza e l'uomo riesca a sottrarsi a queste logiche globali.