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venerdì 27 novembre 2015

Ancora su Islam Giustizia Violenza

I ragazzi di Soggiorno Stampa (so che "ragazzi" suona paternalistico e poco professionalizzante, ma veramente "sorragazzi", anche se "sobbravi") hanno stesso un pezzo sull'incontro che si è tenuto a Tor Vergata il 20 novembre scorso con Jasser Auda. Lo riporto qui di seguito, con il link alla sintesi audio.
La legge islamica condanna gli attentati di Parigi  Camminando per le strade si sentono voci e culture che spesso si scontrano tra loro, ma che comunque mantengono la peculiarità della dimensione multiforme della società. “Quelli di Parigi erano attentatori islamici provenienti dalla Siria: cacciamoli dall'Italia” oppure “ho paura ad andare in giro: sai quanti musulmani ci sono a Roma?”. Il terrore e l'odio dell'altro è quello che gli attentatori vogliono far passare nelle teste dei popoli 'occidentali'. Ma davvero la legge islamica, la famosa Shari'a, obbliga i musulmani a sterminare i cristiani?  Il ricercatore di Antropologia culturale presso l'Università degli studi di Roma “Tor Vergata”, Piero Vereni, ha organizzato l’incontro “Islam Giustizia Violenza” proprio per discutere della legge islamica e della comunità musulmana che rappresenta una realtà importante della società italiana del Ventunesimo secolo.  Sabrina Lei, direttrice di “Tawasul Europe”, ha spiegato che “secondo la Shari'a, ogni credente islamico è responsabile singolarmente davanti a Dio e non si può parlare di collettività in caso di errore personale”. Questo vuol dire che anche chi ha provocato la morte di altre persone, come a Parigi, non deve essere preso come unione di più persone ma come individuo singolo. “Islam”, continua Lei, “è un invito che fa Dio nei confronti dell'uomo e la comunità islamica è fondata sull'equilibrio: chiunque si avvicini all'estremismo non segue la vita islamica”.  Jasser Auda, direttore esecutivo del “Maqasid Institute” di Londra, ha spiegato che “la parola Shari'a non vuol dire legge islamica ma etica islamica. È un modo di vivere che proviene dal divino, ispirato dal Profeta”. C'è un'altra parola, Kanun, che invece indica la 'legge del posto', basata sulla Costituzione di uno Stato. Quest'ultima è molto diversa dalla Shari'a.  “La parte stabile delle legge islamica”, continua Auda, “è legata alle azioni di culto e si lega all'etica delle persone. C'è anche una parte variabile che riguarda le attività quotidiane dei musulmani. Bene, la Giustizia islamica è equilibrio”.
 AUDIO Jasser Auda 

Il cambiamento non avverrà se il popolo islamico non vorrà. Finché le persone non sentiranno il bisogno di cambiare e trovare una base comune, ci saranno sempre dei conflitti. Il convegno ha rivelato come organizzazioni come l'Isis siano il frutto di violenze e tirannie pregresse: queste creano delle bestie che non rappresentano la parte religiosa, ma quella cattiva. Auda descrive l'Isis e gli attentatori come persone non intelligenti. Queste 'bestie' non rappresentano e non rappresenteranno mai l'Islam. Non confondiamo.