2011/12: INFORMAZIONI PER CHI AVEVA 12 CFU E TUTTI GLI MP3 DELLE LEZIONI

sabato 29 settembre 2007

Abbasso il multitasking

Prendo spunto da un bel post di un’amica (che affronta da pasionaria un tema collegato), per sintetizzare il mio disagio corrente, che diventa anche un modo di rispondere a qualche (altro/a) amico/a che mi aveva sollecitato a una maggior partecipazione a certe iniziative in rete.
Da qualche tempo ho preso l’abitudine di non rimanere più collegato a internet tutto il tempo che sono davanti al computer. Soprattutto, quando inizio a lavorare, al mattino, NON controllo la posta elettronica e non controllo il mio aggregatore per nuovi post. In questo modo, mi metto a lavorare a un unico obiettivo, e vedo che funziona, dato che il mio livello di produttività sale vertiginosamente, il mio livello di stress scende di conseguenza ed è meno probabile che alle tre di notte sia ancora davanti al pc a smadonnare perché non ho finito il lavoro che devo spedire domani mattina oppure ad alienarmi con l’ennesima partita di Asteroids.
Non dico che per tutti debba essere così. È probabile che personalità più salde della mia abbiano gli strumenti per non naufragare sistematicamente nel mare della rete, ma per me – e mi pare anche per altri, a leggere in giro – non è così, e la semplice possibilità di cliccare su qualche cosa che potrebbe vagamente avere attinenza con quel che faccio in quel momento è una sorta di imperativo a cliccare, con conseguente dispersione totale di quel che sto facendo. Se, ad esempio, traduco e sono online, ogni dubbio diventa un mare magnum nel quale mi lancio, a fondo (affondo). Se invece sono offline mi segno a parte i veri dubbi. Poi, alla fine, diciamo dopo quattro ore di vero lavoro, mi collego e mi metto a cercare le informazioni che mi servono per risolvere i dubbi che mi sono annotato.
Certo, in questo modo leggo meno post, e questo per certi versi è un male. Ma, di fatto, mi accorgo che leggo quel che mi serve di più (o mi piace veramente). Soprattutto, non ho più il minimo tempo da buttare per twitter o altre cazzate. Il social networking è divertente quando hai tempo di farlo, ed è improbabile che di tempo vero per cose del genere ce ne resti dopo il compimento del 24esimo anno d’età (o il conseguimento della laurea), a meno di non sottrarlo al lavoro, cosa che mi pare insensata non solo se si è veramente schiavi del lavoro, ma anche se dal lavoro si vuole essere veramente liberi. Ora non twitto più, ma vedo che telefono più spesso a quelle cinque-sei persone cui tengo e che sono lontane. Non passo tante ore a navigare, ma mi resta un sacco di tempo in più per qualche spritz con la mia compagna. Insomma, ho bisogno di una pedagogia della rete, o di una disciplina, per usare una parola fuori moda.

11 commenti:

giovanna ha detto...

Eheh Piero...
mi trovo in sintonia!
anche io sto mollando di brutto il "social networking" e twitter vari...
Mi sono accorta di non farcela più appena ripreso a lavorare, ma sentivo già una certa "stanchezza", una certa "saturazione", di tutto questo mondo-blogger, a prescindere.
Controllo sempre il mio aggregatore, ma non leggo tutti i post, nè tantomeno vado sui relativi blog. Seleziono.
sto imparando a scegliere meglio!
Il mio è stato un tuffo nel web 2.0, con la voglia di esplorare, sperimentare tutto.... mi stavo facendo coinvolgere perfino in certi aspetti che davvero mi stanno diventando odiosi.... evvivaddio si rinsavisce :-)
Ho iniziato perfino a eliminare dal blog stupidate di widgets... e non ho finito.
Insomma anche io volto pagina!
Ps. Il blog di Piero Vereni lo leggo sempre! :-)
A parte scherzi, oltre trovare contenuti, è gradevole NON trovare quegli "odiosi aspetti......"

Annarita ha detto...

Sono d'accordo, Piero! Anch'io ho mollato twitter, ci capito qualche volta quando un follower mi aggiunge per curiosità, ma non seguo più nessuno. In quanto alle iniziative in rete: touchè. Ma sono ancora nella fase sperimentale in cui voglio andare a fondo di questo fenomeno per cercare di capirlo. Ho iniziato il blogging da pochi mesi e ancora la mia curiosità non si è esaurita. E poi devo dire che ho allacciato diverse relazioni a cui tengo: una di queste sei tu;).
Però, devo dire che non posto tutti i giorni come vedo fare alla maggior parte dei blogger. A volte passa anche una settimana prima che pubblichi un articolo....e quando lavoro mi concentro su quello che sto facendo, staccando da tutto. Ho un vantaggio, senza alcuna intenzionalità autocelebrativa: mi bastano poche ore di sonno e sono rapida e concentrata quando lavoro per cui riesco a fare parecchio in un tempo relativamnete ridotto.

Good morning...ormai!

giovanna ha detto...

ciao Pie',
ti lascio solo un saluto,
Buona domenica!
g.

Anonimo ha detto...

Sarà un po' superficiale la mia opinione a riguardo, però candidamente credo che, come per ogni cosa, sia opportuno ricercare il giusto equilibrio...

Sono tornata tra voi!
Un abbraccio Piero e Giovanna!
Annamaria

Piero Vereni ha detto...

Un saluto a Giovanna e Annarita. Certo, est modus in rebus, come dice Annamaria, ma è proprio che non abbiamo una "tradizione" in questo senso che possa guidarci. Oppure smettila di parlare al plurale, Piero: è che io non ho trovato ancora una mia "misura" e continuo a oscillare tra immersioni in cui rischio di affogare e emersioni in cui mi interessa solo arrivare a riva. Devo ancora trovare un mio modo di nuotare serenamente in questo mare. Ma non è un problema che riguardi solo internet, per quel che mi riguarda. Ricomincierò da Billy Collins, credo, e dalle lezioni di antropologia che cominciano questa settimana. Potrei magare postare qualche cosa di collegato ai temi che incrocio a lezione.

giovanna ha detto...

yes! ti aspetto con Billy Piero :-)
ciao Annamaria bella!
g.

Mark ha detto...

ciao, vorrei fare uno scambio link,questo è il mio:

http://mark-be.blogspot.com/
IL BLOG DELLA SIMPATIA
fammi sapere

Saverio ha detto...

D'accordo in toto...
Vedo e rialzo... Mi viene in mente un passo di Bauman in "Amore Liquido" (mi sembra) in cui si evidenzia come evidentemente il vero successo di Internet nelle relazioni e nei sentimenti a distanza sia, non solo il poter essere connessi con chiunque, ma anche (e più spesso) il poter far "cadere la connessione" a piacimento...

Anonimo ha detto...

..mi chiedo se esista una particolare regola di netiquette x la quale un commento debba essere inerente all'argomento trattato in un post.. beh, se così fosse il mio è indubbiamente fuori luogo, proprio come un triccheballacche in una sinfonia di Cajkovskij...Mi chiamo Rosa e ho frequentato il suo corso di antropologia culturale presso l'università di Napoli "L'Orientale".Qualche giorno fa navigando in internet ho casualmente trovato qst blog e riconosciutone senza alcun indugio il curatore non ho potuto fare a meno di scriverle qualche riga. Dopo l'esame, non ho avuto la possibilità di ringraziarla x quelle piacevolissime 50 ore( trascorse talvolta in un cinema fatiscente e tetro, talora in ampie aule arredate da ikea)di full immersion nell'antropologia, x cui colgo qst occasione x farlo. Suppongo ke x lei nn sia stato facile condensare in poco tempo alcuni tra i fenomeni precipui che rientrano nel campo di interesse di qst disciplina, tuttavia le garantisco che è riuscito a trasmettermi qualcosa ke va ben oltre il consuetudinario, nonchè sterile e mirato insegnamento accademico. Dopo aver partecipato alle sue lezioni, ho avuto come l'impressione che mi si fosse spalancata una nuova finistra sul mondo attraverso la quale avrei potuto guardare tutto in una prospettiva probabilmente desueta, ma senz'altro più veritiera e meno stereotipata di quella fino ad allora accolta. Dunque Riconosco a lei il merito di questo "cambiamento" indi x cui voglio sinceramente ringraziarla per aver messo a disposizione di noi studenti nn solo la sua conoscenza, ma la sua xsona.GRAZIE MILLE!

giovanna ha detto...

ciao Piero,
ti lascio un saluto.
Ehi? mi mancano i tuoi post! :-)
Ma non solo a me, ne sono certa!
g.

Anonimo ha detto...

Buongiorno professore, ho trovato il suo blog per caso, ho seguito il suo corso a Firenze nel 2005, portando un saggio-intervista breve sulla questione Greco-Turca. Ha poi contattato quel mio amico per approfondire l'argomento?

Un saluto e buon proseguimento.

Andrea Parti