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mercoledì 5 novembre 2008

L'America e gli Stati Uniti

Ho appena ascoltato il discorso di Obama vincitore. Ora che è andata, posso dire di essere molto felice che abbia vinto lui. E' la vittoria dell'America sugli Stati Uniti, del sogno sul cinismo, della speranza sulla necessità.

Obama è un grandissimo retore, ha parlato per 17 minuti senza buttare un occhio agli appunti, come stesse improvvisando. E poi ha una qualità che non riesco a trovare in nessun politico italiano. Anzi, che nessun politico italiano prova mai a perseguire (a parte Veltroni e Bertinotti, con alterni risultati direi), vale a dire la capacità di commuovere i suoi interlocutori. Ascoltando il discorso di Obama mi sono dovuto asciugare un paio di volte gli occhi. Da noi regna il cinismo, la voglia di sparlare dell'avversario più che di far sognare chi ascolta. Avete sentito le parole che Obama ha detto di McCain? E quelle dello sconfitto nei confronti del nuovo Presidente? Nessuno in Italia potrebbe mai proporre un simile rispetto per l'avversario. Ma forse è proprio questa la differenza tra noi e loro: sanno ancora sognare, sanno ancora crederci.

Per questo non ho mai capito gli antiamericani di professione, si perdono il pezzo migliore del genere umano (l'America) per paura di quello peggiore (gli Usa), e non riescono ad accettare che i due convivano nello stesso identico posto.

5 commenti:

NoirPink - Modello PANDEMONIUM ha detto...

Quando abbiamo superato delle prove apparentemente insuperabili; quando ci hanno detto che non eravamo pronti o che non dovevamo provare o che non potevamo, generazioni di americani hanno risposto con una semplice frase che riassume lo spirito di un popolo.

Sì, noi possiamo.

Questa frase era scritta nei documenti fondatori che dichiaravano il destino di un paese.

Sì, noi possiamo.

È stata mormorata dagli schiavi e dagli abolizionisti, aprendo uno spiraglio di luce verso la libertà nella notte più buia.

Sì, noi possiamo.

Lo hanno cantato i migranti che lasciavano terre lontane e i pionieri che progredivano verso ovest nonostante una natura spietata.

Sì, noi possiamo.

È stato l'appello degli operai che si organizzavano in sindacati; delle donne che lottavano per il diritto di voto; di un presidente che ha fatto della Luna la nostra nuova frontiera; e di un re che ci ha portato in cima alla montagna e ci ha mostrato la strada verso la Terra promessa.

Sì, noi possiamo avere giustizia e uguaglianza. Sì, noi possiamo avere possibilità e prosperità. Sì, noi possiamo guarire questa nazione. Sì, noi possiamo riparare questo mondo.

Sì, noi possiamo.

Barack Obama

ROBERTO SOTTILE ha detto...

Ho seguito fino alle 6 della mattina le presidenziali USA in tv... devo dire che è stato davvero emozionante vedere il volto dell'America che in questi anni era stato offuscato... Il volto dell'America che ci crede... Obama con la sua elezione ha consegnato ancora una volta (questa volta nel bene) l'America alla storia... Ho solo una piccolissima invidia...l'attaccamento che gli americani hanno verso la loro Bandiera a stelle e strisce, mi piacerebbe che anche qua, in Italia il nostro Tricolore rappresentasse davvero "l'Italianità"... il punto di incontro dove ritrovarsi al di là delle bandiere politiche... succederà mai?...

ROBERTO SOTTILE

AmorAmaro ha detto...

anche in musica ;)
http://it.youtube.com/watch?v=1yq0tMYPDJQ&feature=related

Anonimo ha detto...

imparato molto

Anonimo ha detto...

imparato molto