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giovedì 5 novembre 2009

Blasfemi al governo e all'opposizione

Volevo scriverlo io, questo post. Invece ci ha già pensato Pietro Clemente, che fa finta di fare il nonno ma invece è ancora bello pimpante sull'attualità.
E poi non ditemi che noi antropologi non ci occupiamo del presente. Siete voi che continuate a consultare i sociologi e i filosofi...
Il post è perfetto perché coglie il punto che tutti sottovalutano: il Potere è la posta in gioco, non la Tradizione o la Fede. POTER esporre il Crocefisso è in questo momento l'unica cosa che conta per chi si straccia le vesti per una sentenza ragionevole.
Clara Gallini ha scritto nel 2007 il libro Croce e delizia. Usi e abuso di un simbolo, ed. Bollati Boringieri, nel 2009 ha scritto Il ritorno delle croci, ed. Manifestolibri, e anche la voce Crocefisso, in "Antropologia Museale" n.22.
Ha anticipato il dibattito attuale, ma pur avendo pubblicato con editori significativi, è come se nessuno dovesse far riferimento alla sua ricerca.
Ieri se avessi avuto un blog avrei intitolato :
Blasfemi al governo e all'opposizione, infatti sia il Ministro Gelmini, sia il segretario del PD Bersani ci hanno fatto sapere che non si può togliere il Crocefisso dalle scuole perchè è una antica tradizione, e perchè costituisce l'identità italiana, e, ha aggiunto Bersani il diritto è andato contro il senso comune.Tradizione identità senso comune sono parole degli antropologi, quando le usano i politici dovrebbero essere più attenti, Bersani ha equiparato il Crocifisso a Babbo Natale e a Re Carnevale, e la Gelmini alla pizza e alla pastasciutta. Mi sembra che più blasfemi di così non si possa essere. Per negare che il Crocefisso è un simbolo della fede cristiana, che però si usa esporre nei luoghi istituzionalmente laici solo nel cattolicissmo mondo d'Italia, e che quindi privilegia una religione sulle altre, lo si fa diventare un simbolo generico. Cosa c'è di più contrario al senso comune del crocifisso? Nella narrazione cristiana la crocifissione è stato un sacrificio straordinario per il bene degli uomini, come è possibile ridurlo al senso comune, all'identità e alla tradizione.
Direi che chi rispetta quel simbolo sente che c'è sotto una questione di potere, di voti, di paura della laicità.
Leggete per piacere e fate leggere gli scritti di Clara Gallini
pietro

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