2011/12: INFORMAZIONI PER CHI AVEVA 12 CFU E TUTTI GLI MP3 DELLE LEZIONI

martedì 8 giugno 2010

Conti della serva

Giuseppe Pisauro, sul sito Lavoce.info spiega quali saranno le conseguenze della recente manovra finanziaria per il pubblico impiego. Vale la pena una citazione prima di alcune mie considerazioni ulteriori:

Vediamo nel dettaglio le varie misure. Riguardo alle retribuzioni, il comma 1 dell’articolo 9 stabilisce il principio generale: per gli anni 2011-2013 il trattamento economico complessivo dei dipendenti delle amministrazioni pubbliche non può superare il trattamento in godimento nell’anno 2010. In pratica ciò avviene con la sospensione delle procedure contrattuali relative al triennio 2010-2012 [...]
Il decreto prevede il blocco degli automatismi stipendiali per il triennio 2011-2013. Ciò comporta nel 2013 una minore spesa netta di 139 milioni. È un risparmio di tipo strutturale solo per professori e ricercatori universitari e dirigenti dei corpi di polizia e delle forze armate: gli aumenti maturati nel periodo 2011-2013 sono CANCELLATI. Al contrario, per la magistratura ordinaria, amministrativa, contabile e militare e per gli avvocati e procuratori dello Stato si tratta solo di un differimento: gli aumenti maturati nel triennio saranno recuperati nel 2014. Senza recupero è anche il blocco degli automatismi disposto per il personale della scuola, con un risparmio netto di quasi 500 milioni nel 2013.
 Questo significa che io, che sono ricercatore non confermato, cioè senza aver ancora avuto un solo aumento (o scatto che dir si voglia) e che sono entrato in servizio il primo ottobre 2008, avrò lo stesso identico stipendio immobilizzato fino almeno al primo gennaio 2014. Lo stesso, ovviamente, vale anche per i professori ordinari con vent'anni di carriera, è chiaro, ma sul mio stipendio la perdita si fa molto più evidente in termini percentuali.
Conti alla mano. Come ricercatore non confermato (avrò da passare la conferma a fine 2011) prendo attualmente (dati ufficiali del mio Ateneo) un lordo annuo di 29.213,58. Se non avessero bloccato i tagli fra un anno sarei passato (come ricercatore confermato) a 33.851,89, con un mancato incremento assoluto di 4638,31 euro, corrispondente a un (mancato) aumento percentuale del 15,86 circa.
Vediamo qual è il taglio che invece subirà un professore ordinario, poniamo al settimo anno di carriera, per cui avrebbe dovuto avere il prossimo anno lo scatto biennale dell'ottavo anno. Ora prende lordi 73.376,47 euro, che sarebbero dovuti diventare nel 2011 77.769,92, con un incremento assoluto in euro di 4393,45, che in percentuale fanno il 5,98.
In sostanza, i ricercatori in conferma ci rimettono il 15,86 percento, mentre gli ordinari ci rimettono  molto di meno, e tanto meno quanto più sono avanti con la carriera, dato che gli aumenti dello stipendio sono sia in termini assoluti sia in termini percentuali sempre minori quanto più sale la retribuzione lorda. Per esempio, un ricercatore confermato con 9 anni di anzianità dovrebbe passare il prossimo anno da 41.427,32 a 43.633,86 euro. Con il "blocco degli automatismi" ci rimetterà 2206,54 euro, che corrispondono a una percentuale del 5,31 del suo stipendio attuale.
 Altro esempio, dall'altra parte della scala: un ordinario con 21 anni di anzianità da ordinario sta ora a 96.003,47, che il prossimo anno sarebbero dovuti diventare 99.463,50. Con il blocco, quell'ordinario ci ha rimesso 3460,03 euro, che corrispondono a una percentuale del 3,6 del suo stipendio attuale.
La cosa è intuibile, dato che gli "scatti" sono tanto più interessanti percentualmente quanto più è basso lo stipendio di partenza e dato il fatto fondamentale che gli stipendi "d'ingresso" nell'Università italiana sono oggettivamente molto, ma molto bassi per qualunque standard europeo o americano, per cui  uno scatto di 200 euro al mese su uno stipendio si 1500 euro si nota e come, ma lo stesso scatto su uno stipendio netto di 4000 euro diventa ovviamente molto meno interessante.
Morale della favola: grazie alla nuova meritocrazia, alle nuove regole che prevedono una più equa ripartizione delle risorse in base al merito e alla qualità, nell'Università italiana più si scende lungo la scala del reddito e più aumenta la percentuale di perdita stipendiale, in modo assolutamente indipendente dalla qualità del lavoro svolto. Mi devono spiegare come pensano che possiamo digerire una cosa del genere senza reagire.
E come sperano di far passare la cosa con la frase: "non abbiamo messo le mani nelle tasche degli italiani"? Forse perché le mani non le anno usate, e come un famoso personaggio di Altan stanno usando un ombrello, che ci hanno ficcato non propriamente nelle tasche...

1 commento:

Riccardo Uccheddu ha detto...

Diceva ottimamente S. Agostino ne "La città di Dio".
Egli diceva infatti che senza giustizia, gli Stati sono solo "magna latrocinia", grandi associazioni di delinquenti.
E non c'è giustizia quando chi tira la proverbiale carretta per "salari" miseri, deve continuare ad essere "tagliato."
La speculazione finanziaria, invece, quella cioè che ha causato la crisi, è stata non tagliata bensì salvata.
Concludo con la nota definizione marxiana dei governi borghesi come "comitati d'affari."
E da Agostino a Marx, mi pare di riscontrare una circolarità perfetta, almeno quanto al problema della giustizia sociale.
Ciao!