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martedì 10 febbraio 2009

Il carattere nazionale

Per capire la follia di questo paese si deve partire da una sorta di assioma generale: il Parlamento italiano è veramente l'espressione di questo paese, lo rappresenta perfettamente nella sua cultura e nei suoi sistemi di valori. NOn si deve cioè fingere che questo paese sia retto da un governo delegittimato e autoritario, o che il parlamento sia espressione della "casta": il governo e il parlamento italiani sono pienamente legittimi e legittimati, e sono la più compiuta espressione della volontà popolare e del carattere nazionale. Solo se partiamo da questa premessa possiamo capire quel che è successo questa settimana.
Non parlerò di quello di cui tutti, questa mattina, stanno parlando. Ho espresso il mio dubbioso e sofferto parere all'epoca di Terry Schiavo, e non sarà il passaporto italiano della nuova vittima a farmi cambiare opinione. Ma voglio parlare invece di quel che ha fatto il Parlamento, il luogo dove si esercita la sovranità popolare, il luogo principe per capire gli italiani.
La settimana scorsa ha votato un emendamento della Lega Nord associato al "pacchetto sicurezza" che di fatto rende le cure mediche improponibili a centinaia di migliaia di persone residenti sul nostro territorio. La possibilità per i medici di denunciare alle autorità un immigrato irregolare che si sia presentato in ospedale per farsi curare è una barbarie immensa, una vergogna politica il cui solo similare in Italia sono le leggi razziali del 1938. Eppure è passata, ed è passata perché la maggioranza degli italiani è d'accordo.
La corsa per fare una legge "anti Peppino Englaro" è finita, ma non è finito lo "spirito" che l'ha animata: gli italiani hanno veramente "sofferto" pensando a Eluana, e io sono sicuro che veramente Berlusconi sia stato malissimo pensando a quella povera ragazza in stato vegetativo, e al pensiero che l'interruzione dell'alimentazione forzata l'avrebbe fatta spegnere come un piccolo animale abbandonato. Leggete Bossi oggi su Repubblica: "chi non l'ha provato non può capire". Ed è lo stesso Bossi che ha imposto l'emendamento che costringerà migliaia di clandestini a morire senza cure mediche. Ma "i clandestini" sono un'entità astratta anche se li vediamo tutti i giorni, anche se lavorano per noi, puliscono i culi dei nostri nonni e anche i nostri bagni, portano fuori il cane e l'immondizia, riparano i nostri impianti elettrici e ristrutturano le nostre case, ci procurano la coca e certi servizi sessuali particolari, cucinano nei nostri ristoranti e mangiamo il pane e la pizza fatti da loro. Ma continuano a essere invisibili. Invece Eluana è presente nella sua sofferenza di fronte agli occhi degli italiani, anche se non l'abbiamo (per fortuna e grazie al buon senso del padre) mai vista. Eluana, non so se vi siete resi conto, è un nome, un flatus vocis attorno al quale ci siamo stretti addolorati.
Come era successo con Alfredino Rampi, esattamente allo stesso modo, con Berlusconi a fare la parte che allora fu di Sandro Pertini. Perché Eluana è FIGLIA, com'era Alfredino, mentre i "clandestini" non sono un cazzo, per dire le cose come stanno.
Siamo italiani perché abbiamo bisogno di un "rapporto umano", non siamo in grado di pensare per principi astratti (cure mediche, assistenza, diritti, doveri) e abbiamo invece bisogno di incarnare tutto nella rete di quel che conosciamo, altrimenti qualunque cosa sia ci resta sostanzialmente incomprensibile e soprattutto moralmente irrilevante. Se si tratta di Alfredino o di Eluana, del loro essere "figli", allora il cuore ci si inonda, ci sentiamo stroncati da questo amore infinito (perfino "duri" come Umberto Bossi e Giuliano Ferrara, che hanno sempre fatto del pelo sullo stomaco la loro principale arma politica, perfino loro, capite?) e reagiamo. Notate ancora il carattere nazionale: non abbiamo fatto qualcosa per chiudere i pozzi artesiani italiani, no. Ma ci abbiamo ficcato dentro un nano e sondini e telecamere e presidenti piangenti non appena si è presentata l'emergenza Alfredino. E non abbiamo fatto una legge con calma quando la Cassazione ha dato ragione al papà di Eluana, più di un anno fa. No, abbiamo scatenato l'inferno legale cinque giorni prima che morisse, ci siamo inventati il disegno di legge sotto l'urgenza della tragedia, l'unica cosa che ci faccia smuovere il nostro culo di pietra. Una legge da discutere con la massima urgenza, ma ovviamente non il sabato e la domenica, ci dovesse andare di traverso il Campionato di calcio.
Siamo italiani perché tutto questo ci appartiene, non possiamo veramente chiamarci fuori, e dire che ci vergogniamo di questo presidente del consiglio o del ministro Sacconi. Siamo italiani perché non possiamo fare a meno di andare in fibrillazione se una povera ragazza in coma viene condotta (secondo la sua volontà) a liberarsi definitivamente da quello stato e la identifichiamo con nostra sorella, o figlia, o mamma, o persona cara. Mentre le centinaia di clandestini che moriranno di tubercolosi perché non possono andare in ospedale ci passano sopra come acqua fresca, perché sono lontani, diversi, e proprio non ce la facciamo a identificarci con loro.
Siamo italiani perché siamo infantili, narcisisti patologici, e facciamo piuttosto schifo.

7 commenti:

hb ha detto...

La tua è una delle riflessioni più sensate e lucide che ho letto su questo "argomento". Aggiungerei, forse superficialmente, che trovo irritanti i mille messaggini che si leggono in giro anche per la rete. Condivisibile il discorso dei FIGLI che fai, ma forse ad un livello più basso c'è che è più semplice commuoversi e "mobilitarsi" per un corpo senza vita, salvo poi dimenticarsi dei vivi che ti circondano tutti i giorni. Mi torna alla mente un passo del "Giovane Holden" che nota come le signore impellicciate che piangono commosse davanti ad un film... uscite dal cinema tornano ad essere delle vere "bastarde" nei confronti del prossimo appena finita la proiezione. Un saluto

Grazia ha detto...

Quanta amara verità nelle sue parole..Perchè NOI italiani Siamo così?...Mi chiedo: é un fattore sociale che scaturisce da un determinato tipo di cultura, oppure è qualcosa che ci viene imposto dalla strumentalizzazione politica e mediatica? E' molto più semplice provare dolore per Eluana e non per i clandestini..Eluana è entrata nelle nostre case tutti i giorni da qualche settimana, le sue foto, il dolore di suo padre, la sua triste storia. Chi sono i clandestini invece? Il rumeno che ha stuprato quella ragazza, il marocchino che guidava ubriaco e ha provocatol'incidente.
L'impatto che le notizie dei giornali hanno sulle vite della maggioranza degli italiani è stavolgente.NOI italiani siamo ciò che qualcuno/qualcosa (Politica, Vaticano?)vogliono che sia?

elena ha detto...

Sono d'accordo sull'analisi che fai di questo popolo ridicolo a cui per caso appartengo, e sono pure tristemente convinta che il Parlamento sia esattamente l'espressione di questo paese.

Ma NON credo che Berlusconi sia stato malissimo a pensare a Eluana.
Non ci credo neanche se lo vedo, anzi soprattutto perché lo vedo.

Berlusconi semplicemente ha colto, con la grandissima capacità che lo contraddistingue, l'istinto populista del piazzista che lo ha portato a sedere sulla poltrona del primo ministro, l'occasione di sfruttare, con l'avvallo sacreggiante della Chiesa, il momento emotivamente saturo dell'italico popolo, per sfidare per l'ennesima volta le istituzioni.
Le istituzioni gli stanno strette, si sa. Il Parlamento è un impiccio, il Presidente pure, e poi lo vuole fare lui, il Presidente e governare a colpi di decreti legge. Che glie frega di Camera e Senato e opposizione (quale opposizione?). Ha colto il momento, con gran fiuto, per fissare i confini del suo territorio, sicuro dell'appoggio del suo popolo. Secondo me neanche ha bisogno di pensarci tanto, non credo che il "pensiero" sia tra le sue caratteristiche. E'il fiuto che lo porta a certe scelte.
Questa volta però non so se gli è andata del tutto bene.
Quindi d'accordo sul suo essere completamente "italiano", ma che sia stato mosso dalla compassione proprio no.

Anonimo ha detto...

A me pare che il caso eluana l'abbiano mandato avanti solo tv, giornali, 10% di cattolici invasati e 20% di girotondini-dipietrini-grillini-laicini etc.

Il problema fondamentale è che mentre tutti erano presi a preoccuparsi del fatto che i media
favorissero elettoralmente berlusconi, lui ha aggirato le linee nemiche imponendo un'agenda, anzichè delle opinioni. Ed ora galoppa al di qua della linea maginot.

hilashirvan ha detto...

Non sono nessuno per farlo, ma credo di dover dissentire ad un'idea di un governo e parlamento pienamente legittimi e legittimati,espressione della volontà popolare e del carattere nazionale.
Il tema fondamentale che molti antropologi evitano(forse a ragion veduta) è che la legittimità si crea attraverso pianificazioni culturali ben precise.
Poi si può discutere di come si attuino e di come rintracciare le logiche e gli attori che elaborano quei modelli di costruzione ed acquisizione del mutamento.


Ps: sto apprezzando molto identità catodiche

Faust ha detto...

Infantili e narcisisti patologici... sarà sbagliato dare etichette ad un popolo, ma non saprei come meglio descrivere gli italiani.

Anonimo ha detto...

good start