2011/12: INFORMAZIONI PER CHI AVEVA 12 CFU E TUTTI GLI MP3 DELLE LEZIONI

venerdì 6 ottobre 2017

Antropologia culturale #02

05 ottobre 2017. Siamo ripartiti un po’ più indietro rispetto a dove avevamo concluso la lezione precedente, e ci siamo di nuovo concentrati sulla differenza tra sapere innato e sapere appreso. A parte il modo di ACQUISIZIONE (per via biologica o genetica il sapere innnato, per comunicazione il sapere appreso) è fondamentale comprendere che il sapere acquisito è proprio di un tipo differente, dato che le modalità della sua TRASMISSIONE lo rendono assolutamente peculiare. Abbiamo finto per qualche minuto che la nostra classe fosse un alveare, e ci siamo chiesti come avremmo potuto sopravvivere di fronte a una crisi ecologica che avesse fatto sparire i fiori, fonte primaria del nostro sostentamento. Abbiamo dovuto ammettere che sarebbero necessarie almeno DUE CONDIZIONI per ipotizzare una sopravvivenza del nostro alveare di fronte a una tale crisi ecologica.

Q1. QUALI CONDIZIONI sono necessarie perché l’alveare (un gruppo naturale) possa sopravvivere?
Abbiamo poi proposto lo stesso esperimento fittizio con un caso diverso, fingendo cioè che la nostra classe fosse una banda di cacciatori e raccoglitori primitivi. Data una crisi ecologica, a quali condizioni il nostro gruppo potrebbe sopravvivere di fronte alla sparizione improvvisa della principale fonte di sostentamento (i conigli, abbiamo detto)?

Q2. QUALI CONDIZIONI sono necessarie perché un gruppo culturale sopravviva?

Insomma, il sapere innato è accolto in forma passiva dai riceventi, e passa sempre per il corpo dei donatari, mentre il sapere appreso pretende una attivazione dinamica del ricevente (che IMPARA, non si limita a ricevere una quota di informazione, come l’ape che acquisisce il suo dna) e non ha bisogno di alcun canale biologico. Questo rende il sapere appreso estremamente più FLESSIBILE (rispetto al contesto in cui si espleta) del sapere biologico/innato: se c’è una crisi ecologica il sapere innato deve sperare in una mutazione biologica di più individui, in grado di elaborare nuovi strumenti di sfruttamento dell’ambiente (mutato) e in grado di trasmettere quegli strumenti alle nuove generazioni. Invece il sapere appreso può reagire a una crisi ambientale con una AZIONE INTENZIONALE di cambiamento di pratiche, e non ha assolutamente bisogno di attendere una mutazione biologica dei soggetti per trasmettere questo mutamento alle nuove generazioni. In pratica, il sapere appreso SI LIBERA DELLA SELEZIONE NATURALE e attiva meccanismi di selezione culturale, che superano del tutto l’idea di ADATTAMENTO AMBIENTALE dato che sono i soggetti portatori del mutamento culturale a CREARE il proprio AMBIENTE NATURALE (una volta che iniziano a considerare il pesce nel fiume una fonte di energia; oppure il petrolio sotto terra…).

Ma questa flessibilità si associa per forza a una intrinseca FRAGILITÀ del sapere trasmesso per via culturale. Una volta stabilizzato, una volta cioè superata la fase critica di adattamento ambientale, il sapere innato può proseguire per inerzia, per iterazione e in forma standardizzata. Una volta che la “nuova” ape regina ha acquisito il saper fare nuovi insetti adatti a quel nuovo ambiente, tutto rientra nei ranghi, non c’è bisogno di sistemi di allarme costanti, e fino alla prossima crisi il sistema tende a riprodursi senza sforzo se non quello biologico di acquisire energia sufficiente. Un sistema culturale invece ha l’enorme problema che ogni generazione riparte da zero, che non basta aver elaborato un sistema culturalmente perfetto per aver risolto i problemi di sopravvivenza del gruppo, dato che ogni generazione deve IMPARE il sistema se vuole sperare di sopravvivere (esempio delle bici in Olanda presentato nella lezione 1, di cui qui trovate un video esplicativo, che è importante anche perché ci spiega che se vogliamo comprendere un fenomeno culturale dobbiamo includerne LA STORIA, visto che il sapere appreso implica il flusso del mutamento storico).

Chiarito, speriamo, questo punto essenziale, ci siamo soffermati a questo punto sulle conseguenze generali del fatto che la nostra specie animale (homo sapiens sapiens) attribuisce al sapere appreso un ruolo PREPONDERANTE nella sua interazione con l’ambiente.

Una NOTA TRA PARENTESI. Il sapere appreso NON è una CARATTERISTICA ESCLUSIVA degli esseri umani. Molta parte del vivente è in grado di apprendere, e anzi possiamo dire che costruiamo mentalmente scale evolutive proprio in base alla quota disponibile o potenziale di sapere appreso, e consideriamo più “evoluti” o intelligenti gli animali che hanno più spazio per il sapere appreso. Se la cultura è dunque sapere appreso, possiamo tranquillamente dire che esistono CULTURE ANIMALI, forme apprese di sapere. Si sa, ad esempio, che i canarini imparano le loro melodie anche secondo “dialetti” locali, e un canarino sottratto alla nascita dalla sua regione e immesso in un nido in una regione diversa imparerà a cantare secondo lo stile locale, non quello della sua regione di nascita, segno evidente che c’è una quota interessante di sapere appreso anche in quel che inevitabilmente appare come un sapere innato come l’arte del gorgheggio tra i canarini. Quindi, non è in discussione il fatto se la cultura (sapere appreso) sia una prerogativa umana oppure se esistano forme di cultura animale. Esistono, eccome se esistono, ma quel che conta sul serio è altro. Se prendete un bel cagnolino addestrato (che sappia fare la capriola a comando, che vi porti il giornale a letto la mattina, che faccia “il morto” eccetera…) avrete di fronte a voi un animale che sa fare un sacco di cose, e potete sommare tutte le cose che sa fare distinguendo quelle che sa per natura (abbaiare, scodinzolare, alzare la gamba quando fa pipì se è maschio) e quelle che invece ha imparato dopo un programma di addestramento (come, appunto, mettersi a cuccia quando richiesto). Ora, se togliete il sapere appreso dal sapere complessivo di quel cagnetto, vi resterà di sicuro un cane, magari meno carino da sfoggiare con gli amici, ma pur sempre un cane fatto e finito, che abbaierà, ringhierà di fronte al pericolo, e cercherà di scavare una buca se gli date un osso.

Se invece fate la stessa cosa con qualunque essere umano, se cioè gli togliete via il sapere appreso, quel che vi resterà non sarà un “uomo naturale” o poco addestrato. Vi resterà invece una specie di mostro, che non saprà parlare alcuna lingua e dunque non saprà articolare sequenze di pensiero complesso o inferenziale. Che non saprà neppure camminare su due zampe visto che non avrà avuto il contesto sociale di attivazione di questa disposizione naturale. Che non sarà in grado di distinguere quando è addolorato e quando è arrabbiato, quando ha la febbre e quando invece è malinconico, che non avrà idea di come ci si nutre (visto che siamo onnivori ma non nel senso che mangiamo ogni cosa, ma piuttosto nel senso che impariamo a considerare commestibili cose che in altri posti sono considerate del tutto immangiabili). La cultura, per chiudere questa digressione, è quel di più di cui l’uomo non può fare a meno se vuole veramente essere umano. Mentre praticamente a qualunque altro animale potete togliere via tutto il sapere appreso e vi resterà comunque l’animale al suo stato “naturale”, per l’uomo questa operazione di “naturalizzazione” non è possibile, come togliere il guscio a una tartaruga e sperare che resti viva…

L’uomo è dunque quello strano animale che ha come caratteristica peculiare quella di non avere doti naturali, modelli di azione, sistemi di preferenza comportamentale, ma è piuttosto caratterizzato dalla sua DISPONIBILITÀ ALL’APPRENDIMENTO. L’essere umano può imparare praticamente a fare tutto quel che gli consente la sua forma biologica, può decidere di vivere in cima a un palo come uno stilita, oppure sugli alberi come il Barone rampante di Calvino, può farsi crescere i capelli tutta la vita o tagliarli sistematicamente a zero, può parlare lingue tonali o decidere di celebrare riti di iniziazione nella foresta. Non c’è nulla di naturale o di innaturale in tutto questo, perché tutto è, piuttosto culturale, cioè sapere appreso, cioè naturale disposizione degli uomini ad apprendere.
Rapidamente, abbiamo detto che questa disposizione naturale all’apprendimento dipende da una curiosa interazione tra la nostra condizione biologica pre-umana e la disposizione pre-esistente all’apprendimento, al fatto insomma che la cultura esisteva già prima che esistessero gli umani come noi. Gli ominidi (come l’homo abilis) sapevano già costruire strumenti e meta-strumenti (strumenti per fare strumenti) e questa organizzazione sociale in cui la cultura aveva già un ruolo importante ha prodotto degli effetti straordinari e ha di fatto “fabbricato” l’homo sapiens. Per ragioni evolutive abbiamo iniziato al alzarci in piedi in mezzo alla savana (chi lo sapeva fare vedeva prima i predatori e scappava, portando in salvo il proprio patrimonio genetico). Liberando le zampe anteriori poteva iniziare a utilizzarle per manipolare l’ambiente (tipo scheggiare pietre per farci strumenti come raschiatoi o lame). La postura eretta ha complicato la vita alle femmine, costrette ora a partorire con grande sforzo (se ti vuoi alzare in piedi devi stringere le ossa del bacino rispetto a qualunque quadrupede) e un trucco evolutivo è stato spingerle a partorire cuccioli prematuri, con tanto di scatola cranica elastica (fontanella) e sistema nervoso centrale (cervello) immaturo e in formazione, con buona parte delle sinapsi (collegamenti tra neuroni, base fisica del nostro pensiero) ancora da costituire e attivate dalla stimolazione ambientale. Siamo dunque nati al mondo con una struttura neuronale instabile e in formazione, che richiede molti anni per “concludersi” e che anzi tende a modificarsi per tutto il corso della vita, come se fossimo sempre dei cuccioli (una caratteristica detta NEOTENIA). Risultato: la cultura ha addirittura plasmato il nostro cervello nella forma generale che ha oggi, vale a dire in due emisferi asimmetrici, utili per controllare in modo diverso le due mani (destra più abile, sinistra più stabile, come il martello e la morsa per un fabbro: le mani erano lo strumento principale degli ominidi costruttori di strumenti, e quindi specializzare le due mani voleva dire aumentare notevolmente la possibilità di costruire tecnologia efficace). Essendo in grado di costruire strumenti, i nostri antenati pre-umani avevano già la cultura, e questa capacità di costruire strumenti ha selezionato quegli individui che avevano funzioni specializzate per i due emisferi! Il nostro cervello è un prodotto della cultura, non viceversa!

Ho raccontato l’esempio dei tassisti londinesi, preso da Demenza digitale di Manfred Spitzer.

Q3. QUAL È IL SENSO DI QUESTO ESEMPIO?

Basta, non ho il tempo materiale per ulteriori sintesi. Chiudo con un ulteriore paio di nomi, già accennati in classe. Il primo è quello di Stephen Jay Gould, il paleontologo americano che ha influenzato molto questa mia visione della cultura come mezzo per sfuggire ai meccanismi deterministici dell’evoluzione biologica. Lui ce l’aveva in particolare con la sociobiologia, una disciplina pseudo-scientifica che cerca di spiegare il comportamento umano fondandolo sulla base genetica. Se avete letto La scimmia nuda di Desmond Morris avete presente di che si tratta. È un linguaggio descrittivo oggi tornato prepotentemente di moda, sulla scia dell’ossessione genetista che pretende di individuare “Il gene di X”, qualunque cosa sia X (il crimine, l’alcolismo, il tradimento).
Ricordo poi Il bel libro di Yuval Noah Harari, Da animali a dei. Breve storia dell’umanità, dove si spiega con cenni rapidi ma molto godibili come la “rivoluzione cognitiva” di circa 70mila anni fa abbia completamente mutato la forma dell’ambiente naturale in cui viviamo, riempito da allora dei frutti della nostra immaginazione condivisa (dei, leggi, sistemi politici, economie, prodotti artistici, tutte cose maledettamente umane, indispensabilmente umane eppure così “irreali”).

Ci sarà modo nelle lezioni successive di parlare invece di Clifford Geertz, che mi ha insegnato nel suo saggio L’impatto del concetto di cultura sul concetto di uomo che la natura umana semplicemente non esiste e che dovremmo seriamente lavorare sulla differenza culturale, se vogliamo comprenderla e non considerarla una specie di sovrappiù curioso che ricopre la nostra “vera” natura.

228 commenti:

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Francesco Gazzini ha detto...

Q1: Perché un gruppo naturale sopravviva durante una crisi c'è bisogno di una mutazione "vincente" e la capacità di perpetuarla di generazione in generazione come patrimonio genetico.
Q2: Perché un gruppo culturale sopravviva ad una crisi serve la capacità di adattare il sapere appreso per risolvere il problema e, non meno importante, tramandare questo sapere. La principale differenza con la prima domanda è che il sapere culturale non si trasmette geneticamente ma va insegnato ad ogni nuova generazione.
Q3: L'esempio dei tassisti di Londra evidenzia in che modo la cultura opera cambiamenti anche rilevanti sul nostro corpo; i tassisti di questa città, per ottenere la licenza, devono diventare delle mappe viventi e sviluppano il proprio cervello adattandolo alla mole di informazioni che devono ritenere.

Davide Di Buono ha detto...

(Q1 e Q2) Per la sopravvivenza di un gruppo naturale è essenziale la mutazione, più specificatamente una mutazione che sia adattiva e che consenta quindi di aumentare le probabilità di sopravvivenza delle api. Questo è proprio quello che è accaduto alle farfalle londinesi. La mutazione ha portato ad un adattamento delle farfalle conseguente ad un cambiamento ambientale. L'inquinamento portò all'annerimento degli alberi di Londra. Le farfalle che nascevano nere prima di questo cambiamento ambientale ovviamente erano svantaggiate perchè venivano avvistate subito dai predatori sui tronchi bianchi. Successivamente al cambiamento del colore degli alberi, quella casualità nella mutazione (la farfalla nera) risultò essere un vantaggio per la specie (perchè adattiva). E' così che una mutazione svantaggiosa si trasforma in adattiva.
Una seconda ed essenziale condizione è quella della riproduzione. Le api e le farfalle, come qualsiasi gruppo naturale, hanno bisogno di riprodursi per trasmettere la mutazione, di trasmettere il sapere innato. Ci vuole quindi una mutazione e la capacità di trasmetterla.
Nel caso in cui prendiamo come esempio un gruppo di cacciatori e raccoglitori, che si trovano davanti alla sparizione della loro principale fonte di sostentamento, le cose cambiano. Come per le api, il gruppo dovrà fare un cambiamento (trovare un'altra fonte di sostentamento, imparare a cacciare qualcos'altro) e dovrà trasmettere questo cambiamento. Proprio nella trasmissione c'à la differenza sostanziale: le api devono affidarsi alla natura per la trasmissione della mutazione, così come le farfalle non hanno deciso da un giorno all'altro di diventare nere. Gli esseri umani hanno la consapevolezza di dover cambiare e possono farlo in maniera veloce trasmettere questo nuovo sapere perchè non devono passare per via genetica. Da qui si può vedere chiaramente quanto il sapere appreso sia più flessibile di quello innato. Il sapere appresso passando da un soggetto all'altro infatti si modifica continuamente: apprendere significherà averere il proprio modo di cacciare l'altro animale, il proprio modo di pescare, fino a cercare di trovare un altro animale ancora. In un gruppo culturale quindi per sopravvivere, come nel gruppo naturale, un cambiamento e la trasmissione. Nel gruppo culturale però il cambiamento porta numerosi sconvolgimenti che invece non troviamo nel mutamento biologico (le api ricostruiscono la loro routine, ci saranno sempre le stesse gerarchie nell'alveare, ci saranno le api operaie e tutto continuerà come era prima della strage dei fiori ma trovando nutrimento da altre fonti).

(Q3) Sono poche le connessioni neuronali che abbiamo "naturalmente". Le connessioni neuronali vengono prodotte dall'ambiente in cui viviamo, così come acquisiamo la lingua nell'ambiente che ci circonda. Molti studi hanno evidenziato come le differenti lingue portino a differenti conformazioni dell'apparato fonatorio. Così accade con il nostro cervello. E' l'interazione con l'ambiente, ciò che apprendiamo che va a modificare al forma fisica del nostro cervello. Questo è chiaro nel famoso esperimento sullo spessore dell'amigdala degli aspiranti tassisti londinesi. Quest'ultimi devono imparare moltissime strade e percorsi per passare l'esame finale. Nello studio è emerso che gli studenti che hanno passato la prova finale (quelli cioè che hanno realmente appreso) hanno l'amigdala più spessa di quelli che non lo hanno passato.

Lisa Pavone ha detto...

Q1
Posto che le api vivessero una crisi ecologica per cui non avrebbero più avuto la fonte del loro sostentamento, i fiori, poiché intaccati, pensiamo, da pesticidi, le condizioni per cui un esploratore poteva trovarle vive, erano:
a) un sostituto del fiore, valido quanto quest'ultimo, commestibile;
b) una MUTAZIONE CASUALE, grazie alla quale le api non avrebbero più avuto la ligula per prendere il nettare, ma avrebbero sviluppato un altro organo capace eventualmente di scavare la corteccia degli alberi. Queste mutazioni avvengono in seguito agli errori causati dalla copiatura di codici, alcuni IRRILEVANTI, altri NON ADATTIVI con la conseguente mancata trasmissione e morte dell' animale, altri ancora ADATTIVI per cui quell'animale era avvantaggiato. E' il caso delle farfalle londinesi bianche, sostituite in pochi anni da quelle nere poiché, in seguito all'oscurarsi delle cortecce degli alberi a causa dello smog, erano le uniche in grado di mimetizzarsi per non essere mangiate, ad esempio, da cornacchie.

Q2
Ora invece poniamo il caso di una tribù cacciatrice di conigli. Con la crisi ecologica, questi animali spariscono. Le condizioni affinché un esploratore, l'anno successivo, la trovasse viva, erano:
a) APPRENDERE la caccia di qualcos'altro. In che modo? La stessa rete che usavano per cacciare i conigli, l'avrebbero potuta impiegare per gettarla nel fiume dove prima si abbeveravano solamente. Avrebbero così pescato i pesci, altrettanto commestibili;
b) dopo aver appreso il sapere, bisognava TRASMETTERLO ai loro compagni. E' proprio qui che si pone la differenza tra l'ape e la tribù: mentre per l'animale è sufficiente che trovi un'ape compatibile geneticamente per la trasmissione naturale, biologica, l'uomo invece, il pescatore in questo caso, deve comunicare il modo in cui ha REAGITO con la sua AZIONE INTENZIONALE, creando il suo AMBIENTE NATURALE.

Q3
Dopo un ampio excursus sull'evoluzione umana, abbiamo concluso dicendo che, per facilitare il parto, indaginoso su due zampe, il tempo di gestazione si è ridotto a 9 mesi con la conseguenza primaria di nascere con un encefalo in cui molte connessioni neuronali sono del tutto assenti. Come si formano allora? In seguito all'INTERAZIONE SOCIALE. Infatti il cervello umano è in origine flessibile e naturalmente predisposto all'APPRENDIMENTO prodotto dall'ambiente in cui viviamo. Un esempio lampante è il caso dei tassisti londinesi che diventano tali solo dopo aver sostenuto un esame di "knowledge" che richiedeva la conoscenza, appunto, di tutte le strade della città. In seguito ad un esame statistico, si è notato che proprio in coloro che avevano superato l'esame, l'amigdala era più spessa e misurabile fisicamente.

Simona Antuoni ha detto...


1) 2)Premesso che gli animali si affidano per lo più a comportamenti innati (ossia che fanno parte del loro codice genetico); affinché l’alveare possa sopravvivere le api non devono far altro che fare ciò che naturalmente fanno, ossia trasmettere il loro comportamento innato direttamente alla prole.
Questo per loro ( o comunque per un gruppo naturale) accade facilmente, poichè accade per via biologica.
Gli umani invece devono apprendere quasi tutto quello che fanno (l’unica specializzazione umana è l’imparare!). Per cui, di fronte alla sparizione improvvisa della principale fonte di sostentamento , devono apprendere un nuovo modo per accaparrarsi un’altra fonte di sostentamento. Questo riescono a farlo in tempi rapidi e senza mutare la natura dell’uomo stesso, anzi affermandola maggiormente, diventando "ancora più uomo”. Colui che scopre l’alternativa alla caccia non deve aspettare che la sua prole erediti competenze al riguardo ma gli basterà insegnare e trasmettere il suo sapere alla prole.
Un gruppo culturale sopravvive se il sapere e il comportamento di quel gruppo stesso viene non solo insegnato ma anche RINNOVATO e TRASMESSO costantemente alle nuove generazioni.

3) Il senso dell’esempio dei tassisti londinesi sta nella flessibilità e nella forte PLASTICITà della specie umana. Con l’esempio si ribadisce il concetto che la specie umana non ha alcuna specializzazione se non quella di imparare TUTTO ( anche tutte le vie della città di Londra) con tutto ciò che ne consegue (aver magari sviluppato l’amigdala più spessa).


Giulia Sellati ha detto...

Q1
Perché sia possibile la sopravvivenza di un gruppo naturale ad una crisi è fondamentale che avvenga una mutazione genetica di tipo adattivo (abbiamo visto l'esempio delle farfalle londinesi e delle api). Questa mutazione casuale garantisce la sopravvivenza del gruppo solo se la si lega alla possibilità dei membri della specie portatori della mutazione di riprodursi.
Nel caso di una tribù dedita alla caccia al coniglio, si avrebbe la sopravvivenza del gruppo qualora, avendo un membro scoperto un'altra fonte di sussistenza, la riferisse agli altri membri. Non c'è dunque bisogno di una mutazione genetica bensì di un mutamento culturale.

Q2
Affinché un gruppo culturale sopravviva è necessario che il sapere appreso da uno o più membri venga condiviso con gli altri membri del gruppo. Si lega a questo il concetto di volizione, che ha come conseguenza il fatto che il sapere acquisito sia un sapere flessibile, non standardizzato, soggetto a variazioni.

Q3
L'esempio dell'esame a cui sono sottoposti i tassisti londinesi vuole dimostrare come le capacità neuronali umane siano il prodotto dell'interazione dell'uomo con l'ambiente: "knowledge" pretendeva la conoscenza da parte degli esaminandi di tutte le strade di una grande area di Londra e, a seguito dell'esame, si è potuto dimostrare come coloro che lo avevano superato avessero l'amigdala più spessa di chi non lo aveva superato. Si può dunque mettere in rilievo la predisposizione umana ad apprendere, evidente anche su un piano biologico.

Giuliamaria Casella ha detto...

Q1: La condizione necessaria per far sì che un gruppo naturale, come ad esempio un alveare, sopravviva è la mutazione adattiva. Se per esempio non esistessero più i fiori, le api non potrebbero più nutrirsi. A quel punto le api dovrebbero in qualche modo "affidarsi" alla natura che porterà, probabilmente, a un loro mutamento genetico. Un mutamento potrebbe essere quello di avere una "paletta" al posto del pungiglione, in modo che l'ape possa ad esempio scavare la corteccia di un albero. Ma questo non avviene automaticamente a tutte le api nello stesso momento: magari muta per prima un'ape, ed essa riesce a sopravvivere grazie al nutrimento che l'albero le può dare. Dopo di che quest'ape comincerà a riprodursi mentre le altre, che sono rimaste con il pungiglione, si estingueranno. Quindi, oltre al mutamento, è importante anche avere la possibilità di trasmetterlo attraverso la riproduzione.
Nel caso di una banda di cacciatori e raccoglitori primitivi invece, ciò che è importante per la loro sopravvivenza è la mutazione culturale. Nel momento in cui la loro principale fonte di sostentamento sparisce, in questo caso il coniglio, qualcuno con particolare spirito d'adattamento potrebbe avere l'idea di cacciare un altro animale, come ad esempio il cerbiatto. Il passo successivo è che questa persona condividi (e quindi trasmetta) la sua scoperta con il resto della banda, in modo che tutti possano adattarsi. Questo tipo di mutazione è più facilmente trasmittibile rispetto alla mutazione adattiva, poichè non ha bisogno della riproduzione per essere condivisa. Tuttavia, è più imprecisa perchè magari qualcuno ha deciso invece di iniziare a coltivare, oppure ha trovato un altro animale ancora da cacciare.
(Q2:) Quindi, per far sì che un gruppo culturale sopravviva c'è bisogno di un cambiamento (mutazione culturale) e della possibilità che questo cambiamento venga trasmesso.

Q3: L'esempio dei tassisti londinesi sottolinea come la cultura influenzi anche alcune parti del nostro corpo, in questo caso la forma del nostro cervello. Per poter ricevere la licenza da tassista, bisogna superare un corso che richiede di imparare a memoria molte strade e i diversi percorsi possibili. Alla fine si è notato come coloro che superavano il corso avevano l'amigdala più spessa rispetto agli altri che, invece, non l'avevano superato e che quindi non avevano veramente imparato tutte le strade.

Federica De Matteo ha detto...

1)2 condizioni sono necessarie affinché un alveare possa sopravvivere sono:
a)Mutazione,cambiamento.Ogni variabile nasce casualmente quindi può rivelarsi vantaggiosa, così come non o anche neutra.Quello che la rende utile è la circostanza,il contesto,l’ambiente.Può essere inutile per un certo periodo di tempo ma divenire fondamentale con il cambiamento di condizioni esterne.Abbiamo presentato in aula l’esempio della selezione delle farfalle nere di Londra.In un primo momento il colore bianco era necessario e in seguito si è rivelato determinante per l’estinzione.

b)Riproduzione.In modo che la mutazione utile possa essere trasmessa.

2)Se un gruppo di cacciatori perdesse la sua prima forma di sostentamento dovrebbe trovarne
un’altra,scoprire le altre forme che l’ambiente offre,sfruttare le sue
potenzialità,crearle in modo intenzionale.

Mentre un animale o una pianta hanno bisogno di una riproduzione perchè la mutazione si trasmetta,l’uomo con la cultura sovverte questo schema.Egli comunica,insegna e apprende rompendo così la trasmissione per canali biologici.
3)Il senso dell’esempio è dimostrare che non è la biologia che ci ha determinato ma è la cultura che con la sua potenzialità riesce,ed è riuscita,a tramutare,plasmare,forgiare la nostra struttura somatica.Dimostrando così la nostra plasticità,la possibilità di imparare tutto non limitandoci a convivere con ciò che è già stato determinato,perchè niente è determinato veramente.L’uomo è un essere predisposto per apprendere quindi non si può circoscrivere in suo sapere ad una struttura,ma è il sapere che modifica ciò che si crede sia fisso.

mariacarmen petrolo ha detto...

(Q1-Q2)La condizione necessaria per la sopravvivenza di un alveare è la mutazione adattiva, cercare nuovi mezzi in modo da aumentare le probabilità di sopravvivenza in questo caso delle api. Questa mutazione si trasmette tramite la riproduzione, l’animale dopo aver trovato una soluzione al suo "problema" reistalla la routine, una volta stabilito il mutamento biologico la trasmissione facilmente. Anche l’uomo si adatta all'ambiente ma il suo sapere non sarà trasmesso per via riproduttiva ma tramite l’apprendimento (una caratteristica fondamentale per l’uomo). Questo, ci fa capire che il sapere innato e il sapere appreso non costituiscono un solo sapere, perché il sapere innato è cristallizzato, trasmissibile passivamente dal punto di vista di chi lo riceve, mentre, il sapere appreso è molto flessibile, reagisce alle mutazioni ambientali in maniera imprevedibile.
(Q3) l’esperimento sullo spessore dell’amigdala degli aspiranti tassisti londinesi ci fa capire che, le connessioni neuronali sono dovute all’ambiente in cui ci si trova.
L’apprendimento in un determinato ambiente fa in modo di aumentare di spessore la nostra amigdala, questo è molto importante perché ci fa capire che l’uomo al momento della nascita ha poche connessioni neuronali però grazie alla sua caratteristica di apprendere è in grado di sviluppare il proprio cervello.
(Maria Carmen Petrolo)

Alice Dionisi ha detto...

(1-2)
Premessa una crisi ecologica, le condizioni necessarie per la sopravvivenza (delle api, dell'essere umano primitivo cacciatore, delle farfalle londinesi...) dipendono dalla modalità di trasmissione del sapere -tipiche di quella determinata specie che risente del cambiamento-, dalla trasmissione, quindi, della nuova acquisita capacità di adattarsi, ovvero se essa sarà una trasmissione di carattere biologico o trasmissione per comunicazione. Con l'esempio delle api abbiamo appurato come esse mutino in modo casuale per adattarsi alla novità (e per sopravvivere) e abbiamo visto perciò il carattere adattivo della loro mutazione e come in primo luogo essa stessa sia necessaria per la sopravvivenza (le farfalle nere potevano meglio mimetizzarsi per scappare dai predatori, le api potevano continuare a sopravvivere grazie alla nuova forma di sostentamento). Secondo punto necessario per la sopravvivenza delle nostra nuova specie di api è la riproduzione, la possibilità di potersi accoppiare con un'altra ape ugualmente mutata e di trasmettere tale cambiamento.
Nel caso analizzato dell'uomo primitivo che si ciba di conigli la situazione è differente, anch'egli in modo più o meno casuale trova il modo di adattarsi ma sono diverse le condizioni di sopravvivenza nel gruppo culturale, il cacciatore che non ha più conigli una volta trovato il modo di adattarsi alla crisi ecologica non ha bisogno di riprodursi per trasmettere il suo sapere e la sua capacità alla sua prole, ma la sua condizione necessaria alla sopravvivenza è la comunicazione.
Entrambi gli esempi trattano di saper fare e di sopravvivere nell'ambiente, la differenza sta nella modalità diversa di trasmissione della mutazione e anche nelle tempistiche in cui avviene: la trasmissione culturale permette tempi molto più rapidi rispetto a alla trasmissione genetica.

(3)
Attraverso l'esempio dei tassisti londinesi sottoposti all'esame "the knowledge" sulla conoscenza di migliaia di strade e percorsi abbiamo scoperto come l'amigdala di coloro che passavano l'esame fosse più spessa rispetto a chi non lo passava e come questi tassisti avessero sviluppato una serie di connessioni neuronali misurabili fisicamente, il loro cervello risultava così essere un prodotto dall'ambiente. Grazie a questo esempio si è potuta sottolineare la plasticità della specie umana, tale da renderci biologicamente predisposti ad avere la sola capacità di imparare qualunque cosa.
L'acquisizione del sapere plasma ed ha sempre plasmato l'uomo, la nostra forma biologica è un prodotto della cultura, della sua interazione con l'ambiente.

Simone Perrone ha detto...

1-2) Le condizioni necessarie per la sussistenza di un gruppo naturale, quale una comunità di api, sono due:
(1) l’adattamento alla nuova situazione tramite una mutazione casuale adattiva trasmessa geneticamente (selezione naturale);
(2) avere la possibilità di riprodursi per trasmettere la mutazione alla progenie.


Rispetto all’esempio della tribù primitiva alle prese con una crisi ecologica, i fattori esaminati in classe che determinerebbero la conservazione del gruppo sono l’apprendimento di nuove tecniche di caccia, da applicare ad animali diversi da quelli scomparsi (i conigli, stando all’esempio esposto a lezione), nonché cambiamenti nello stile di vita e nelle credenze. In questo frangente, è possibile notare le radicali differenze tra la trasmissione culturale (e.g. tribù) e quella genetica (e.g. alveare): la prima, infatti, è assai più rapida e permette di raggiungere un numero di individui notevolmente superiore rispetto alla seconda; inoltre, è molto più flessibile, reagisce alle mutazioni ambientali in modo imprevedibile per un’analisi stocastica, ha a che fare con la volizione, ossia la possibilità di accettazione - che può anche essere violata, qualora, verbigrazia, si fosse pressati, come accade oggi intorno al dibattito sullo ius soli – e, rispetto a colui che impara, presenta una dimensione agentiva, da cui deriva la maggiore imprecisione e fertilità rispetto alla trasmissione genetica, in cui non c’è bisogno della collaborazione di alcuno, poiché procede autonomamente; viceversa, il sapere appreso va ricostituito ad ogni nuova trasmissione, poiché non viene recepito passivamente in forma cristallizzata.

3) L’esempio proposto a lezione ha lo scopo di mostrare come la cultura, oggetto extra somatico, sia così potente da condizionare la forma somatica degli uomini. Da ciò deriva che non esiste un uomo naturale, ossia inquadrabile indipendentemente dalla sua cultura, dal momento che la stessa fisionomia consegue ad essa, la quale, pur essendo un surplus, tuttavia ci costituisce ed è capace persino di modificare la nostra struttura fisica, come l’amigdala nel caso dei tassisti londinesi che, rispetto alla media, è più spessa in ragione della mole d’informazioni che debbono memorizzare per ottenere la licenza. Da quanto detto, consegue che la plasticità della specie umana si manifesta nella predisposizione biologica all’apprendimento – la sola capacità innata dell’uomo: ergo, nessuna delle produzioni umane relative ad un certo ambito può considerarsi la sola naturale, poiché tutto potrebbe esserlo in egual misura: rispetto agli arabi, ad esempio, siamo noi che scriviamo nel modo più naturale o loro? Non si può rispondere a tale quesito, giacché entrambi i modi sono naturali.

Francesca Acostachioae ha detto...

Q1. Le condizioni necessarie perché un gruppo naturale sopravviva di fronte ad una crisi sono almeno due. La prima condizione necessaria è la MUTAZIONE, in particolar modo una mutazione casuale, spontanea e adattiva. La mutazione genetica può rivelarsi vantaggiosa perché migliora l’adattamento della popolazione al nuovo ambiente. La seconda condizione essenziale è la RIPRODUZIONE grazie alla quale si trasmette la mutazione alle future generazioni. Il cambiamento e la possibilità di trasmetterlo avvengono per via genetica.

Q2. Per il gruppo naturale parliamo di un mutamento biologico mentre per il gruppo culturale parliamo di un mutamento culturale. Nel caso di una tribù specializzata nella caccia ai conigli, di fronte ad una crisi ecologica che vede la scomparsa di quest’ultimi, le condizioni necessarie per far sì che la tribù sopravviva sono il CAMBIAMENTO e la TRASMISSIONE. Nella tribù, il cacciatore di conigli si adatterà al cambiamento ambientale individuando alternative per assicurarsi un’altra fonte di sostentamento, così da cacciatore diventerà pescatore e dovrà trovare il modo di trasmettere questo nuovo sapere acquisito. A differenza dell’ape che si affida alla natura sperando che ci sia un’ape compatibile geneticamente per trasmettere la mutazione, l’uomo, è consapevole di dover cambiare e può farlo velocemente perché per trasmettere questo nuovo sapere non deve farlo per via genetica. In questo caso il cacciatore diventato pescatore comunicherà, trasmetterà il suo sapere al resto della tribù e di conseguenza alle nuove generazioni.

Q3. Il senso dell’esempio dei tassisti londinesi è che l'ambiente in cui viviamo influenza i mutamenti del nostro cervello. I tassisti per poter ottenere la licenza devono sostenere un esame che richiede di dimostrare di aver imparato tutte le strade di Londra. In seguito a questo esame si è notato che coloro che lo hanno superato hanno l’amigdala più spessa rispetto a coloro che sono stati bocciati. Il nostro cervello è naturalmente predisposto all’apprendimento ed è prodotto dall’ambiente in cui viviamo. La plasticità della specie umana è tale per cui noi siamo biologicamente predisposti a non avere alcuna capacità se non quella di imparare qualunque cosa. Notiamo quindi come l’ambiente in cui viviamo va a modificare la forma fisica del nostro cervello. Questo dimostra la nostra plasticità, flessibilità e la predisposizione ad apprendere. L’uomo grazie alla sua predisposizione ad apprendere è in grado di sviluppare il proprio cervello.

FRANCESCA ANNA-MARIA ACOSTACHIOAE

Mirko D ha detto...

1)Un gruppo naturale può sopravvivere a una crisi ecologica se si presentano due condizioni: la possibilità di cambiare cibo (abbiamo ipotizzato la corteccia degli alberi) e la mutazione genetica, che può portare alla creazione di una nuova specie. Se poi ci sarà la possibilità di riprodursi, la mutazione di tipo adattiva sarà trasmessa geneticamente alle generazioni future.

2)La condizione necessaria perché un gruppo culturale sopravviva è la capacità di apprendimento. La mutazione che riguarda l'uomo in caso di crisi ecologica è di tipo culturale e si tratta di un'azione intenzionale. Al cacciatore che impara a pescare non sarà sufficiente riprodursi per trasmettere queste conoscenze ai propri discendeti, ma ogni generazione dovrà apprenderle di nuovo.

3)I tassisti londinesi, che per essere abilitati alla professione devono imparare a memoria ogni singola via della capitale inglese, hanno un ippocampono molto più sviluppato rispetto alla media degli altri eseri umani. Questo esempio serve a comprendere che il nostro cervello è, come detto a lezione, un prodotto della cultura, non viceversa. Questo esempio ci facapire come la cultura, già esistente in specie pre-umane, abbia contribuito alla lateralizzazione emisferica a partire dall'homo abilis.

Mirko Donati

Simone Longobardi ha detto...

RISPOSTA PRIMA E SECONDA DOMANDA:

In caso di crisi ecologica (in particolare quella analizzata in classe, dove si ipotizzava la scomparsa dei fiori dalla Terra) quali sono le condizioni minime affinchè l'alveare possa sopravvivere?
Le condizioni sono due. La prima è indubbiamente quella della variazione genetica casuale. Riprendendo infatti la teoria di Darwin sulla selezione naturale, in caso di mancanza dei fiori le api dovranno trovare un altro mezzo per mantenere in vita la loro specie, altrimenti andranno incontro all'estinzione. Si tratta di una mutazione adattiva, che permetterà alle api di sopravvivere nell'ambiente modificato. I tratti modificati verranno poi trasmessi alla generazione successiva attraverso il codice genetico, permettendo di completare l'adattamento della specie e la sua sopravvivenza. Da qui viene naturale anche la seconda condizione sopra richiesta, ovvero la possibilità per l'ape in questo caso, di riprodursi e quindi, di trasmettere il nuovo patrimonio genetico alla specie successiva.
Nel secondo caso analizzato invece (nel quale la classe era una banda di cacciatori e raccoglitori primitivi) cosa accadrebbe se la principale fonte di sostentamento per il nostro gruppo, in questo caso i conigli, scomparissero improvvisamente?
In questo caso c'è bisogno di una premessa. L'uomo si differenzia dagli animali in quanto ha una maggiore capacità di apprendere rispetto a tutti gli altri. Detto ciò la prima cosa da fare sarà apprendere a cacciare un'altra fonte di sostentamento rispetto a quella precedente. Durante la lezione infatti, si ipotizzava che ad un tratto un componente della tribù avesse imparato a pescare il pesce, tramite la stessa rete che aveva usato fino a quel momento per cacciare i conigli.
Nel momento in cui viene appreso che ci si può nutrire di altre specie viventi lo si deve comunicare agli altri membri della triubù. Qui vi è la condizione in sè di sopravvivenza, ovvero il fatto di trasmettere agli altri quanto appreso ma ciò avviene anche in maniera diversa rispetto a tutte la altre specie animali. Tra gli animali infatti, è indispensabile che il cambiamento sia trasmesso attraverso la genetica mentre nel caso umano, possiamo comunicare il sapere appreso agli altri in maniera diretta. Gli esseri umani dunque, non devono sperare nella natura ne riprodursi per garantire la variazione.
L'uomo è consapevole di tutto ciò e dal messaggio trasmesso, a differenza degli animali, ognuno avrà il suo metodo di mettere in pratica quanto gli è stato comunicato. Ci sarà chi apprenderà a pieno, chi non comprenderà quanto gli è stato trasmesso e chi vorrà persino spingersi oltre, escogitanto un nuovo metodo di pesca rispetto a quello della rete, come l'esempio fatto in classe del giavellotto.
Da tutto ciò è possibile comprendere come il sapere appreso sia molto più flessibile di quello innato. Tutto ciò che ne deriva, tutto questo sapere culturale, è molto fragile e dovrà essere ritrasmesso a ogni generazione. A differenza del sapere appreso quello innato si cristallizza e viene automaticamente trasmesso alle generazioni successive.

RISPOSTA TERZA DOMANDA:

Durante la lezione ci è stato proposto l'esempio riguardante i tassisti di Londra. Chiunque voglia infatti intraprendere questa attività, dovrà necessariamente memorizzare la cartina stradale di una parte della città e condurre l'esaminatore durante l'esame nel punto prestabilito senza l'ausilio di cartine stradali o navigatori satellitari. Questo per dimostrare quanto la cultura operi sul nostro cervello plasmandolo e non viceversa. Gli studi svolti sui partecipanti al "Knowledge", hanno mostrato come in chi avesse superato l'esame, l'amigdala (parte del cervello che gestisce anche i sistemi di memoria emozionale) fosse più spessa rispetto a quella di chi non fosse riuscito a superare l'esame. La plasticità della specie umana risulta quindi una logica conseguenza alla nostra grande capacità di apprendimento.

Gabriela Baican ha detto...
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Gabriela Baican ha detto...

1)Le condizioni necessarie affinchè un gruppo naturale, come ad esempio un alveare, possa sopravvivere possono dipendere da una mutazione casuale o adattiva e dalla possibilità di riprodursi della specie, dunque di trasmettere alla progenie le caratteristiche geneticamente vincenti.
2)Per quanto riguarda invece la sopravvivenza di un gruppo culturale, essa dipenderà dalla capacità di trasmissione del sapere acquisito da parte di esso. Ciò dovrà però avvenire di generazione in generazione.
Infatti la caratteristica peculiare che differenzia i gruppi naturali da quelli culturali è da individuare nel fatto che il primo possiede una conoscenza innata che lo rende specifico di per sé, mentre il secondo può essere definito come un gruppo “specializzato ad imparare” (ovviamente gli uomini non sono gli unici in grado di imparare, basti pensare ad esempio ai cani, i quali però a differenza degli uomini, rimarrebbero cani a prescindere da ciò che hanno imparato o meno).
Il sapere innato dell’uomo risiede nella sua disposizione ad apprendere, di conseguenza l’uomo può essere definito come un animale “bio-culturale neotenico".
3)Troviamo il senso dell’esempio riguardante i tassisti londinesi proprio in questa particolare caratteristica dell’uomo, in poche parole quella di plasmare se stesso attraverso l’apprendimento, basato su stimoli e interazioni con l’ambiente esterno.

Carola Genovese ha detto...

Q1) In caso di crisi ecologica con annessa sparizione dei fiori, unica fonte di sostentamento delle api, un alveare potrebbe sopravvivere a due condizioni: la prima è che avvenga una mutazione casuale adattiva che consenta alle api di procurarsi del cibo altrimenti, ovverosia la trasmissione del codice genetico potrebbe casualmente produrre un errore di copia che però andrebbe a vantaggio dell'animale (abbiamo fatto l'esempio di un ipotetico arpione che potrebbe consentire all'ape di ricavare del cibo dalla corteccia degli alberi); la seconda condizione è che ci sia la possibilità di trasmettere queste caratteristiche per via genetica, quindi attraverso la riproduzione con un'ape avente le stesse caratteristiche. Praticamente stiamo parlando di eventi incontrollabili che però danno vita ad una nuova specie dotata di caratteristiche biologiche che le permetteranno di sopravvivere.

Q2) Se una crisi ecologica privasse una tribù della propria fonte di sostentamento, la tribù dovrebbe imparare a procurarsi del cibo in un altro modo. Poniamo il caso che la tribù in questione sia abituata a cacciare conigli, e che i conigli ad un tratto si estinguano. A questo punto la tribù potrebbe per esempio imparare a pescare. Questo genere di sapere, una volta appreso, può essere trasmesso alla prole in qualità di sapere acquisito utile alla sopravvivenza. Siamo di fronte a un mutamento di tipo culturale.

Q3) I tassisti londinesi sono chiamati a svolgere un test chiamato "The knowledge": il test prevede che gli aspiranti tassisti vengano messi alla prova da esaminatori i quali hanno il compito di verificare se effettivamente i candidati sono in grado di raggiungere determinati luoghi senza mappe o navigatori. È stato dimostrato che quelli che passano l'esame hanno l'amigdala più spessa di quelli che vengono bocciati, quindi, quelli che hanno appreso, hanno creato delle connessioni neuronali misurabili fisicamente. Ciò dimostra che nasciamo con un cervello plastico, flessibile, predisposto a creare connessioni neuronali prodotte dall'interazione con l'ambiente.

Carola Genovese

Mery Mastandrea ha detto...

1) La maggior parte dei comportamenti degli animali appartengono al loro corredo genetico e possono quindi essere trasmessi biologicamente ai successori della specie.
Le condizioni necessarie per la sopravvivenza di una specie animale sono: -le mutazioni casuali (che permettono all'individuo della specie un adattamento a nuove situazioni) e -la riproduzione (che permette quindi di trasmettere geneticamente la mutazione)
Sono quindi il cambiamento e la possibilità di trasmetterlo (entrambi fattori genetici) le condizioni necessarie per far si che una determinata specie animali possa sopravvivere alle varie condizioni ambientali che gli si presentano. Il tutto implica ovviamente delle grandi difficoltà e soprattutto la questione dell'imprevedibilità.
Nel caso in cui invece, a dover sopravvivere sia un gruppo di umani, la cosa è molto diversa, infatti poichè gli esseri umani fondano la loro esistenza sull'apprendimento, essi possono cambiare molto più rapidamente e trasmettere attraverso l'insegnamento il cambiamento ai loro simili, permettendo più facilmente l'adattamento del gruppo.

2) Perchè un gruppo culturale sopravviva è necessario (poichè il cambiamento in questo caso non viene trasmesso geneticamente) che ciò che è stato appreso venga tramandato. Il sapere acquisito è caratterizzato da questa fragilità di dover essere sempre ricostituito, deve essere imparato ogni volta e richiede una parte attiva da parte del soggetto che apprende.

3) La plasticità cerebrale rappresenta dal punto di vista morfologico la possibilità di apprendimento dell'uomo.
L'esempio dei tassisti londinesi, i quali hanno la necessità di studiare migliaia di strade di Londra, mostra come, attraverso un osservazione della struttura cerebrale si vede che in essi la dimensione dello spessore dell'amigdala aumenta a causa proprio delle tante informazioni immagazzinate a livello cerebrale.
L'uomo è biologicamente predisposto ad avere la sola capacità di imparare (la plasticità cerebrale ne è la dimostrazione) e di poter imparare qualunque cosa.
L'uomo è un essere bio-culturale.

Annamaria ha detto...

Q1: affinché un gruppo naturale possa sopravvivere in presenza di variazioni ambientali critiche, che mettono a repentaglio l'esistenza dello stesso, occorre una mutazione genetica che permetta di superare l'ostacolo per la sopravvivenza. Inoltre è necessario che ciò avvenga mantenendo intatta anche la capacità riproduttiva.

Per quanto concerne l'uomo invece possiamo dire che ha la capacità di superare una crisi ecologica grazie ad un'azione intenzionale, e "pensare" per adattarsi. Questo sapere appreso forma la cultura che va acquisita da ogni individuo poiché l'uomo di sapere innato rispetto ad altre specie animali ... Ha ben poco.

Q2: per la sopravvivenza di un gruppo culturale è necessario che il sapere appreso guidi gli individui al superamento della crisi, in modo intenzionale, "escogitando" strategie per il superamento delle difficoltà. Questo sapere appreso però non è trasmissibile per via genetica, pertanto è necessario che ogni generazione riparta da zero e non perda di vista la storia che rappresenta un tassello importante di tutto il processo.

Q3: La "conoscenza" dei tassisti londinesi, ci fa comprendere l'enorme plasmabilita della mente umana, che in risposta alle sollecitazioni che si trova ad affrontare, si plasma e si modifica per arrivare ad ottenere i risultati necessari. Nel caso specifico si avrà uno sviluppo maggiore dell'amigdala, ottenuto grazie alla sollecitazione per imparare i percorsi da seguire, mentalmente e senza alcun ausilio.

Annamaria Ravioli

Il GuruX ha detto...

Q1. QUALI CONDIZIONI sono necessarie perché l’alveare (un gruppo naturale) possa sopravvivere?
Un gruppo naturale, come l’alveare, Può sopravvivere ad una crisi ecologica se vengono soddisfatti due requisiti fondamentali.
- Una mutazione casuale in grado di rende quella determinata specie più adattiva, quindi in grado di sopravvivere al ‘’nuovo ambiente’’ (nel caso proposto a lezione le api devono aver sviluppato una mutazione in grado di riuscire ad alimentarsi di qualcosa che non siano fiori)
- Tale mutazione deve essere trasmessa e trasmissibile per dare vita alla nuova specie che meglio sopravvivrà nel nuovo ambiente.
Non è dunque condizione sufficiente anche se necessaria che avvenga la mutazione casuale, serve la possibilità di trasmissione come ulteriore elemento determinante.

Q2. QUALI CONDIZIONI sono necessarie perché un gruppo culturale sopravviva?

Un gruppo culturale perché sopravviva necessita sempre di un mutamento, ma non necessariamente tale mutazione avviene casualmente e soprattutto ciò che differenzia un mutamento biologico da un mutamento culturale è la diversa forma di trasmissione.
Il cacciatore che vede scomparire i conigli dovrà inventarsi una nuova maniera di cacciare per cacciare altri animali (mutazione) e successivamente trasmettere tale conoscenza agli altri membri della tribù. E’ evidente come il sapere acquisito sia molto più flessibile e molto più efficacie in quanto trascende la variabile della casualità. Il sapere appreso è quindi un sapere comunicabile, sicuramente più complesso ma al tempo stesso anche più fragile perché va di volta in volta ricostituito. Ecco cosa ci spinge a definire l’uomo un animale bionaturale, ovvero un essere ‘’naturale ma non naturale del tutto’’ caratterizzato da una naturalità che diviene tale solo attraverso l’acquisizione di un sapere extra-somatico.

Q3
L’esempio dei tassisti londinesi è una risposta ad una domanda fondamentale che caratterizza non solo l’antropologia ma anche altri campi del sapere, come le neuroscienze: Il cervello umano può mutare sulla base di condizionamenti ambientali? Tali mutamenti possono avere un carattere fisiologico oltreché funzionale?
Il maggiore spessore dell’amigdala dei tassisti londinesi sembrerebbe suggerirci che la natura del nostro cervello è una natura di tipo plastico e che può subire delle modificazioni fisiche sulla base dell’ambiente (cultura).
La cultura dunque si dimostra un elemento così potente da condizionare a livello fisico e biologico il nostro stesso soma.

MICHELE DAINI

Veronica Orsini ha detto...

Q1.
Affinché un gruppo naturale come quello che abita un alveare possa sopravvivere ad una crisi ecologica che ne azzeri la fonte principale di sostentamento, sono necessarie due condizioni. La prima è che deve avvenire una mutazione adattiva, ovvero una mutazione casuale, un errore anche, che anziché svantaggiare il soggetto lo avvantaggi nella ricerca di cibo, di una nuova fonte di sostentamento. La seconda condizione fondamentale e conseguente è la possibilità di trasmettere tale mutazione, ossia la riproduzione. Essa permette che la mutazione sia radicale e quindi che si formi sostanzialmente una nuova specie.
Q2.
Perché un gruppo culturale sopravviva nel caso in cui vi sia una crisi che ne azzeri la principale fonte di sostentamento, è necessaria che inyervenga la capacità di apprendimento, cioè che si impari a cacciare altro. Una volta che, per esempio, anziché cacciare conigli, il soggetto riesca a catturare un pesce, non c'è bisogno che si riproduca per trasmettere questo cambiamento alle generazioni future, come sarebbe invece per un gruppo naturale come le api. Basta che il soggetto comunichi la novità agli altri. Quindi, il sapere acquisito è estremamente più flessibile di quello innato. Tuttavia, esso non garantisce la trasmissione della novità in quanto è necessaria la collaborazione degli altri, al contrario di quella genetica che automaticamente trasmette la mutazione.
Q3.
L'esempio dei tassisti londinesi è molto utile per comprendere la plasticità umana, ossia quanto l'uomo sia un essere biologicamente predisposto ad imparare. I tassisti londinesi, infatti, hanno un'amigdala più spessa e quindi più sviluppata degli altri poiché imparano tantissimi percorsi stradali dettagliati a memoria. Questo apprendimento letteralmente aumenta lo spessore della amigdala, ossia aumenta le connessioni neurali necessarie a ricordare tutti quei percorsi. Il sistema neuronale umano è dunque incredibilmente plastico e modificabile e le connessioni neurali si formano con l'interazione sociale.

Veronica Orsini ha detto...

Q1.
Affinché un gruppo naturale come quello che abita un alveare possa sopravvivere ad una crisi ecologica che ne azzeri la fonte principale di sostentamento, sono necessarie due condizioni. La prima è che deve avvenire una mutazione adattiva, ovvero una mutazione casuale, un errore anche, che anziché svantaggiare il soggetto lo avvantaggi nella ricerca di cibo, di una nuova fonte di sostentamento. La seconda condizione fondamentale e conseguente è la possibilità di trasmettere tale mutazione, ossia la riproduzione. Essa permette che la mutazione sia radicale e quindi che si formi sostanzialmente una nuova specie.
Q2.
Perché un gruppo culturale sopravviva nel caso in cui vi sia una crisi che ne azzeri la principale fonte di sostentamento, è necessaria che inyervenga la capacità di apprendimento, cioè che si impari a cacciare altro. Una volta che, per esempio, anziché cacciare conigli, il soggetto riesca a catturare un pesce, non c'è bisogno che si riproduca per trasmettere questo cambiamento alle generazioni future, come sarebbe invece per un gruppo naturale come le api. Basta che il soggetto comunichi la novità agli altri. Quindi, il sapere acquisito è estremamente più flessibile di quello innato. Tuttavia, esso non garantisce la trasmissione della novità in quanto è necessaria la collaborazione degli altri, al contrario di quella genetica che automaticamente trasmette la mutazione.
Q3.
L'esempio dei tassisti londinesi è molto utile per comprendere la plasticità umana, ossia quanto l'uomo sia un essere biologicamente predisposto ad imparare. I tassisti londinesi, infatti, hanno un'amigdala più spessa e quindi più sviluppata degli altri poiché imparano tantissimi percorsi stradali dettagliati a memoria. Questo apprendimento letteralmente aumenta lo spessore della amigdala, ossia aumenta le connessioni neurali necessarie a ricordare tutti quei percorsi. Il sistema neuronale umano è dunque incredibilmente plastico e modificabile e le connessioni neurali si formano con l'interazione sociale.

Veronica Orsini

Simone De Socio ha detto...

SIMONE DE SOCIO

1- Abbiamo analizzato il caso dell'alveare in cui venga a mancare la fonte di sostentamento della api, cioè il fiore. Quindi il caso in cui una crisi ecologica azzeri il sostenamento. Per salvarsi le api hanno che avvenga una mutazione casuale adattiva (abbiamo visto essere un errore di copiatura del DNA) che consenta alle api di procurarsi del cibo, quindi un cambiamento del corredo genetico vantaggioso. Il secondo aspetto importantissimo è la riproduzione. L'ape che ha subito un mutamento deve trovare un ape simile a lei con cui potersi riprodurre e trasmettere così ereditariamente la mutazione.

2- Se all'interno di una tribù si dovesse verificare una crisi ecologica che la privi di cibo la tribù dovrebbe cercare un'altra fonte di sostentamento (abbiamo fatto l'esempio della tribù che impara a pescare). Il nuovo sapere appreso verrà definito acquisito e potrà essere trasmesso alle nuove generazioni solo tramite la cultura e quindi l'insegnamento, non sarà quindi innata la capacità di un bambino a pescare. Questo è appunto quello che poi abbiamo definito meglio come capacità innata dell'uomo all'apprendimento.

3- I tassisti londinesi svolgono un test chiamato "The knowledge": il test prevede che gli aspiranti tassisti vengano messi alla prova sulla capacità di raggiungere una determinata strada senza l'uso di mappe o navigatore. È stato dimostrato che chi passa l'esame ha l'amigdala più spessa e ha quindi ha una capacità di maggiori collegamenti neurali. Coloro che superano l'esame, creano delle connessioni neuronali misurabili fisicamente. Ciò dimostra che abbiamo un'innata capacità ad imparare e di creare collegamenti, possediamo un cervello flessibile, predisposto a creare connessioni neuronali prodotte dall'interazione con l'ambiente.

Carolina Cristino ha detto...

1-2) La condizione necessaria affinchè l’alveare sopravviva è che nella specie, nel momento in cui c’erano ancora i fiori, si siano sviluppati degli individui con mutazioni genetiche. Supponiamo che siano nate delle api che al posto della ligula per prendere il nettare avevano un altro organo che consentiva loro di grattare la corteccia degli alberi. Quella che costituiva una mutazione casuale e in un certo senso “invalidante”, nel momento della crisi ecologica si mostra come più vantaggiosa. Per trasmettere questo comportamento l’ape deve accoppiarsi e sperare che la sua prole presenti il suo stesso corredo genetico. Come possiamo notare, dunque, la trasmissione di un comportamento per via genetica richiede molto tempo e in alcuni casi può portare anche alla costituzione di una specie completamente differente da quella di partenza.
Ipotizziamo ora che la crisi ecologica colpisca un gruppo umano che ha imparato a nutrirsi solo di conigli. In assenza di conigli, uno degli uomini del gruppo, scopre che può utilizzare la stessa rete anche per pescare i pesci di cui ugualmente può nutrirsi. Affinchè questo comportamento venga adottato anche da altri elementi del gruppo, a differenza di come accade con le api, non sarà necessario che si unisca ad una donna che sappia praticare la pesca e speri che questa capacità venga trasmessa alla prole. Utilizzerà un sistema molto più facile e veloce: l’insegnamento. In poco tempo tutti gli uomini del gruppo avranno imparato a pescare, anche se in maniera diversa, data l’eterogeneità del gruppo.
L’uomo, infatti, ha come capacità innata peculiare quello dell’apprendimento. L’apprendimento così come viene trasmesso in maniera rapida, viene rapidamente perduto. Mentre cioè, rientrata la crisi di adattamento, il sapere innato prosegue per inerzia in maniera standardizzata; la trasmissione del sapere appreso deve essere rinnovata ogni generazione.


3) questo esempio ci permette di dimostrare come la nostra forma fisico-biologica sia una conseguenza del nostro essere animali culturali e dunque della nostra predisposizione all’apprendimento. Per diventare tassisti a Londra è necessario sottoporsi ad un esame, “The Kownledge”, e dimostrare di aver imparato a muoversi, senza l’aiuto di cartine e navigatori, all’interno della città. Uno studio ha dimostrato, attraverso un confronto tra tassisti e individui campione, che i primi avevano l’ippocampo più sviluppato. Ciò significa dunque, che sottoposto a sollecitazioni, il nostro cervello, anche in età adulta, può sviluppare nuove capacità.

Federica Sorrentino ha detto...


1.Ciò che consente la sopravvivenza di un gruppo naturale in una situazione di cambiamento ambientale repentino è una mutazione genetica adattiva che, accompagnata dalla possibilità e dalla capacità di riprodursi, riesca a tramandarsi alle nuove generazioni portando in tal modo ad una speciazione, ossia alla nascita di una nuova specie. La mutazione genetica in questione, derivante da un errore casuale ed imprevedibile, può costituire un vantaggio e una possibilità di adattamento per la specie animale, in tal caso le api.

2.Le condizioni necessarie per la sopravvivenza di un gruppo culturale in una situazione di crisi e cambiamento sono la capacità e la propensione ad apprendere, ma anche la comunicazione con gli altri che possa garantire l’insegnamento e la trasmissione, in questo caso non genetica, di quanto appreso. Lo sforzo volontario dell’uomo, che dinamicamente impara e mette in atto, è indispensabile per far muovere tale meccanismo di adattamento e garantire la sopravvivenza del gruppo.

3. Per avvalorare e dimostrare l’affermazione fatta secondo cui il cervello è prodotto dall’ambiente e dalla cultura è stato riportato l’esempio dei tassisti londinesi. Agli studenti del corso per tassisti è stato misurato lo spessore dell’amigdala, riscontrandolo maggiore in coloro che avevano superato l’esame; ciò deriva dal fatto che, avendo appreso determinate informazioni, gli studenti promossi avevano sviluppato connessioni neuronali misurabili fisicamente. Il nostro sistema neuronale risulta infatti prematuro e plastico alla nascita: tale flessibilità permette al cervello di formarsi a seconda delle nostre interazioni con l’ambiente in cui siamo immersi. Ciò permette di comprendere meglio che l’uomo è un animale culturale, predisposto unicamente all’apprendimento: è la cultura a modificare i suoi tratti somatici e a forgiarlo nel suo essere uomo.

mariagiulia mattozzi ha detto...
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Alessio Bernabucci ha detto...

Domanda 1 e 2
Affinché un gruppo naturale (nel caso del nostro esempio, un alveare) possa sopravvivere in seguito a una crisi ecologica, è necessaria una mutazione genetica di tipo adattivo. Proseguiranno dunque la specie soltanto quegli individui in grado di adattarsi alla mutate condizioni di vita. Infatti riusciranno a sopravvivere soltanto coloro che svilupperanno, secondo mutazioni genetiche casuali, delle caratteristiche specifiche tali da consentire loro di trovare sostentamento secondo una modalità diversa da quella non più praticabile. E’ inoltre necessario che l’esemplare che presenta la caratteristica mutata sia in grado di riprodursi per poter tramandare alle future generazione la mutazione che consente la sopravvivenza. In riferimento all’esempio delle api, riusciranno a mantenere viva la specie dopo il disastro ecologico soltanto quelle api che avranno la capacità (assunta geneticamente in modo del tutto casuale) di trarre nutrimento da una fonte alternativa. Invece nel caso di un gruppo di uomini cacciatori, per ovviare alla carenza di cibo data da una crisi ecologica, si parlerà di mutamento culturale. La variazione, e la conseguente trasmissione, non è più data dalla casualità naturale, poiché interviene il sapere acquisito dell’uomo. La trasmissione culturale è molto più rapida poiché non necessita della riproduzione, e molto più flessibile, poiché necessita in sé un grado di accettazione del mutamento. Potrà dunque essere il pretesto per nuove successive scoperte, accettazioni ed errori.

Domanda 3
L’esempio dei tassisti londinesi e dell’esame del “Knowledge” mostra come la cultura possa influenzare anche aspetti biologici dell’uomo. Per acquisire la licenza da tassista a Londra è infatti necessario memorizzare un numero enorme di nomi di via, piazze e incroci e i relativi percorsi più brevi per raggiungerli. Si è notato che coloro che hanno superato con successo l’esame, presentavano un’amigdala (zona del cervello deputata alla memoria) molto più spessa rispetto alla norma. Ciò evidenzia come il sapere acquisito trascini dietro di sé anche conseguenze di natura biologica.

Alex DeLarge ha detto...
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Alex DeLarge ha detto...
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Alex DeLarge ha detto...

1.
Dato un disastro ecologico come la scomparsa dei fiori, un gruppo naturale, come le api, ha bisogno di sviluppare una mutazione genetica tale che possa rendere in grado gli animali stessi di potersi nutrire di un nuovo prodotto e soprattutto di poterlo trasmettere biologicamente per la sopravvivenza della nuova specie.
In parole povere le api che non trovano più i fiori con i quali nutrirsi, dovranno trovare un nuovo prodotto da consumare per vivere e perciò mutare; questa mutazione dovrà poi essere trasferita biologicamente alle nuove generazioni.

2.
Per quanto riguarda invece la sopravvivenza di una tribù che si trova, per puro caso, a dover sopravvivere ad un disastro ecologico che ha portato via la loro principale fonte di sostentamento, ad esempio i conigli, non interviene una mutazione e un coseguente trasferimento biologico ma la capacità di apprendimento intrinseca dell'uomo.
Gli uomini della tribù impareranno a cacciare altri animali o a pescare con una rete gettata per sbaglio nel fiume e tutto ciò non dovrà essere trasmesso biologicamente da generazione a generazione(molto più lenta), ma comunicato agli altri appartenenti della tribù e appresa da loro stessi(molto più rapida).

3.
Il saper apprendere è la vera caratteristica dell'essere umano che lo rende UMANO.
Questa caratteristica è sempre stata presente nell'uomo, fin dai primi ominidi che hanno imparato, come l'homo abilis, a creare oggetti utilizzando gli arti anteriori.
Questo sapere appreso ha condizionato non solo la cultura degli ominidi ma anche la condizione neuronale del cervello.
Un altro esempio è quello dei tassisti inglesi che per prendere la licenza hanno dovuto imparare tutte le strade di Londra.
Si è notato che ogni tassista che ha superato il corso presenta un'amigdala più grande anche rispetto a coloro che hanno partecipato, studiato ma non superato il test.
Questo per dire che il sapere appreso, non solo intacca su quello che sappiamo e quindi sulla nostra cultura, ma condiziona la struttura fisica del nostro cervello (amigdala più spessa) e incredibilmente i collegamenti neuronali grazie alle interazioni socali.

Trincia Leonardo

mariagiulia mattozzi ha detto...

1) se dovesse accadere una crisi ecologica un animale in generale per sopravvivere è costretto a cercare una nuova tipologia di cibo. Ciò che consentirebbe a lui di vivere è una mutazione genetica casuale e adattiva che lo aiuterebbe a procurarsi nuovo cibo. Per mettere a tutta la specie di vivere deve l' animale con la mutazione accoppiarsi e trasmettere così il gene alla sua prole.
2) nel caso dovesse avvenire una crisi ecologica una tribù invece sarebbe molto agevolata rispetto ad un animale. Questo perché l' uomo ha come capacità l'apprendimento, e quando impara un nuovo modo di cacciare a lui basta trasmetterlo tramite l' insegnamento. Tutta la tribù impara così a sopravvivere.
3)"the knowledge" è un esame che devono affrontare i tassisti londinesi. Loro devono essere in grado di orientarsi a Londra senza alcun aiuto da parte di navigatore o GPS. Con uno studio si nota che l' amigdala dei tassisti londinesi è più spessa di quella delle persone che non avevano superato il test. Questo fa capire che il cervello umano se esposto a pressioni può variare, ciò ci fa comprendere di quanto l' uomo sia un animale culturale e che anche il suo corpo è condizionato dalla cultura.

Miriam D'Ascenzi ha detto...

Q1: Per fa sì che un alveare sopravviva ad una crisi ecologica è necessaria una mutazione delle api stesse. Questa mutazione è sì casuale, ma deve anche essere adattativa. Infatti, nel momento della trasmissione del codice genetico, deve prodursi un errore che determina un vantaggio per l’animale. Tutto questo però non basta. L’ape ha bisogno di un simile che presenti la sua stessa mutazione per potersi riprodurre. Si può così sostenere che sono necessarie almeno due condizioni per la sopravvivenza di un alveare. Queste condizioni sono appunto un cambiamento e la possibilità di trasmettere tale cambiamento. Come possiamo notare, entrambe le condizioni sono biologiche.

Q2: Un gruppo culturale, a differenza di quello naturale, per poter sopravvivere dinanzi ad una crisi ecologica, ha bisogno di effettuare un cambiamento e poi di trasmetterlo. Questo cambiamento però, non è trasmesso geneticamente. L’esempio fatto a lezione è quello di una tribù specializzata nella caccia dei conigli. Se i conigli sparissero, gli uomini dovrebbero trovare una nuova fonte di sostentamento, ad esempio la pesca. Così l’uomo, una volta imparato a pescare, dovrà trasmettere il proprio sapere agli altri. L’individuo, per trasmettere il sapere culturale, non ha bisogno di riprodursi, ma soltanto di comunicare con coloro che lo circondano.

Q3: L’esempio dei tassisti londinesi mostra come la forma biologica del cervello sia prodotta dall’interazione dell’uomo con l’ambiente. La cultura, e cioè la capacità di apprendere, ha quindi da sempre condizionato la nostra forma somatica. A Londra, i tassisti, per diventare tali, devono superare un esame molto complesso. Esso richiede la conoscenza di tutte le strade della città e, attraverso uno studio, è emerso che tutti coloro che riescono a superare questo esame, possiedono un’amigdala molto spessa. Questo testimonia quanto il sapere culturale sia in grado di modificare il nostro corpo e, più nello specifico, il nostro cervello.
Miriam D'Ascenzi

Marta Tramontana ha detto...

1-L’alveare sopravviverà solo se si verificherà una mutazione vantaggiosa, rispetto all’ambiente, che fornisca alle api un nuovo strumento per procacciarsi del cibo. La mutazione non deve solo avvenire, ma devono esserci le condizioni affinché si trasmetta alle generazioni successive, ovvero, un’ape che presenta la mutazione vantaggiosa deve trovare un partner portatore della stessa mutazione per avere più probabilità di trasferirla alla prole.
2-Nel caso della tribù invece, la situazione è completamente differente. L’uomo, a differenza dell’ape, ha la capacità di imparare a cacciare un’altro animale rispetto al coniglio, che avevamo preso in considerazione nell’esempio. C’è molta più possibilità che un uomo cambi il suo modo di cacciare, piuttosto che avvenga una mutazione genetica favorevole in alcune api. Inoltre l’uomo, una volta imparato a cacciare altri animali, non ha bisogno di trovare un partner con la stessa capacità. L’unica cosa che deve fare è insegnare ai suoi compagni la nuova tecnica, che in questo così verrà trasmessa più velocemente ma in modo meno preciso rispetto alla trasmissione biologica.

3-L’esempio dei tassisti londinesi, costretti ad orientarsi senza GPS, mostra in concreto come il cervello umano sia fatto per l’apprendimento. Dalle analisi fatte su i tassisti che superarono il test risulta infatti una morfologia del cervello differente con particolari aspetti anatomici.

Federica Palazzi ha detto...

Q1 e Q2:
Le condizioni necessarie affinché un gruppo naturale come l’alveare possa sopravvivere di fronte ad una crisi ecologia sono le seguenti: la mutazione casuale adattiva, ovvero quella mutazione che porta l’animale, in questo caso l’ape, ad adattarsi e a sopravvivere al nuovo ambiente, al cambiamento; come nell’esempio fatto in classe, le api, nel momento in cui non vi sono fiori, devono riuscire ad alimentarsi di qualcosa che non siano fiori, per esempio grattare la corteccia degli alberi. Negli animali con mutazione casuale adattiva la trasmissione del codice ha prodotto un errore di copiatura che però ha un effetto tale che quell’animale sia avvantaggiato, come le farfalle di Londra, dove, a seguito dell’inquinamento che aveva annerito gli alberi dove c’erano le farfalle bianche, le farfalle che nascevano nere grazie alla selezione naturale vivevano più a lungo. La seconda condizione è la riproduzione, grazie alla quale si ha la possibilità di trasmettere la mutazione alle generazioni future per sopravvivere meglio al nuovo ambiente. Tutto questo avviene per via genetica.
Se la crisi ecologica colpisce una tribù di cacciatori che si nutriva di conigli, con la sparizione dei conigli un uomo della tribù trova il modo di cacciare altro e scopre che può utilizzare la rete anche in acqua; riesce a pescare dei pesci. Avendo scoperto un altro tipo di sostentamento, a differenza delle api, non c’è bisogno che il cacciatore ormai pescatore si unisca ad una donna con stesse capacità per poi trasmetterle alla prole, bensì troverà il modo di trasmetterle attraverso l’insegnamento, chiamerà quindi la tribù per spiegare l’accaduto. Così, in poco tempo, tutti gli uomini della tribù impareranno a pescare, ognuno a modo suo; questo perché l’essere umano ha infatti l’apprendimento come capacità innata peculiare.
Quando si parla di un gruppo culturale bisogna parlare di mutamento culturale e non più biologico o genetico come nel caso dell’alveare; le condizioni necessarie affinché un gruppo culturale sopravviva, sono in primis il cambiamento (nel caso della tribù è imparare a cacciare altro che non siano i conigli) e la trasmissione del sapere acquisito agli altri del gruppo, come spiegato precedentemente.

Q3:
In classe abbiamo analizzato l’esempio dei tassisti londinesi che svolgono un test denominato “The Knowledge”; questo esempio presenta l’influenza da parte dell’ambiente in cui viviamo verso i mutamenti del nostro cervello: i tassisti, per poter ottenere la licenza, si sottopongono a questo esame mettendo alla prova la loro capacità di sapersi muovere per la città senza l’uso di nessun strumento, né mappe né navigatori; è stato dimostrato che, coloro che lo hanno superato hanno l’amigdala più spessa, quindi una maggior capacità creare delle connessioni neuronali misurabili fisicamente rispetto ai bocciati. Il risultato dimostra che il nostro cervello (flessibile) è un prodotto della cultura poiché è naturalmente predisposto all’apprendimento ed è prodotto dall’interazione con l’ambiente in cui viviamo; l’ambiente modifica la forma fisica nel nostro cervello e la plasticità della specie umana si manifesta nella predisposizione biologica all’apprendimento.


Sarah Tamimi ha detto...

1) Le condizioni per cui un gruppo naturale potrebbe sopravvivere ad una crisi ecologica sono due :
- riuscire a trovare una fonte di sostentamento alternativa
- una mutazione genetica, casuale ma soprattutto adattativa.
La mutazione adattativa consente la sopravvivenza di determinati elementi, in questo caso api, che tramite una mutazione sviluppano capacità diverse rispetto agli altri componenti dell'alveare.
Questa mutazione in una situazione "normale" non gli avrebbe permesso di sopravvivere, ma in una circostanza di crisi ecologica permette alla specie mutata di riprodursi e di trasmettere il gene della mutazione, creando una nuova specie mutata di api, in questo esempio.
La mutazione biologia assume l'aspetto di un sapere innato, in quanto non è oggetto di apprendimento da parte delle api il sviluppare una nuova capacità di sussistenza in assenza dei fiori.

2) Le condizioni invece per cui una mutazione culturale avviene e può sopravvivere passano attraverso il sapere appreso.
Per esempio una comunità di cacciatori di conigli che perde la fonte prima di sostentamento e deve trovarne un'altra, l'informazione su come procurarsi questo sostentamento non viene trasmessa dal patrimonio genetico ma attraverso la comunicazione tra i membri della comunità.
È un mutamento flessibile, più impreciso ma tuttavia prolifico in quanto permette una dimensione agentiva di chi impara e ascolta questa nuova informazione.
L'apprendimento infatti è l'unica caratteristica innata dell'essere umano, detto bioculturale, in quanto specializzato nell'imparare qualsiasi cosa.

La mutazione genetica non intacca la routine delle api, al contrario, la mutazione culturale si, modifica le abitudini umane.

Sarah Tamimi ha detto...

3) Il senso dell'esempio dei tassisti londinesi sottoposti al test "the knowledge" vuole sottolineare come l'essere umano sia così flessibile all'apprendimento.
L'amigdala dei tassisti che sono riusciti a superare l'esame sulle strade di Londra risulta infatti più ingrossata, questo a testimoniare come la cultura possa modificare anche fisicamente l'essere umano e come l'essere umano abbia proprio come caratteristica la plasticità e la capacità di adattamento e di apprendimento.

Sarah Tamimi

Ilenia Scaccia ha detto...

1: Un gruppo naturale, come l’alveare, è un società basata su sistemi molto complessi, per far sì che questa riesca a sopravvivere è necessaria una collaborazione generale tra le varie api. Ognuna di essere svolge un compito ben preciso all'interno dell’alveare ed utilizzano un linguaggio molto sofisticato. Si pensi che per comunicare il ritrovamento di un nuovo prato, praticano una danza e con determinati movimenti indicano alle altre api le coordinate esatte.
Ci troviamo in una situazione di cambiamento radicale di crisi ecologica: abbiamo una tribù di cacciatori abituati a cacciare conigli che di punto in bianco scompaiono. Il cacciatore deve adattarsi alla nuova situazione cercando un rimedio a questa situazione. Cercano quindi e molto velocemente una soluzione al problema, trovando un modo alternativo di sostentamento: catturando pesci. Quindi il cacciatore apprende un nuovo metodo di caccia e ha il compito di comunicare la sua scoperta al resto della tribù ed alla fine insegnare questo nuovo metodo di sostentamento. Possiamo concludere dicendo che il sapere appreso è flessibile ed imprevedibile e reagisce ai cambiamenti ambientali.

2: Per poter sopravvivere un gruppo culturale deve imparare adattarsi ai cambiamenti circostanti a collaborare e comunicare gli uni con gli altri. L’apprendimento è una caratteristica fondamentale per l’uomo e il sapere culturale appreso è fragile perché va sempre ricostruito ad ogni nuova trasmissione.

3: Per diventare tassisti i londinesi devono superare un esame, “the knowledge”, molto complesso e per questo studiano e imparano migliaia di strade, utilizzando, così, connessioni neuronali che sviluppano lo spessore della amigdala. Questo esempio ci vuole far capire che la plasticità della mente umana in quanto noi siamo biologicamente preparati ad IMPARARE QUALUNQUE COSA. Per noi tutto è naturale. Il sapere innato dell’uomo è sapere imparare.

Lucilla Damico ha detto...

1.
Nell'eventualità in cui si verifichi una crisi ecologica come, ad esempio, la scomparsa dei fiori che permettono alle api di nutrirsi, è necessaria una mutazione genetica che renda l'animale in grado di cibarsi con qualcosa che sia diverso rispetto al passato; questa capacità deve poi essere trasmessa attraverso la riproduzione per garantire la sopravvivenza della nuova specie. Ciò sarà assicurato dagli individui della specie che svilupperanno mutazioni genetiche casuali e che saranno in grado di adattarsi alle nuove condizioni di vita.

2.
Per garantire la sopravvivenza di una tribù culturale è necessario porre l'attenzione su due componenti: il cambiamento e la trasmissione. Nel caso in cui l'uomo fosse privato della forma di sostentamento di cui aveva goduto fino a quel momento, la sua capacità adattiva e di apprendimento gli consentiranno la sopravvivenza attraverso l'elaborazione di nuove strategie. Riportando l'esempio del cacciatore di conigli, egli trovandosi in difficoltà per la scomparsa della sua fonte di nutrimento riuscirà ad escogitare una nuova maniera di cacciare che poi sarà trasmessa ad altri membri della tribù assicurando in tale modo la sopravvivenza. Il processo appare delicato in quanto nel caso in cui la trasmissione avviene nella cultura risulta più imprecisa rispetto a quando avviene in biologia ( il mutamento biologico non ha bisogno della collaborazione di nessuno ). Il sapere culturale va ricostruito ad ogni nuova trasmissione e quindi risulta più fragile ma garantisce la sopravvivenza del gruppo culturale.

3.
I tassisti londinesi per accedere alla professione devono sostenere un esame di knowledge che richiede la conoscenza di tutte le strade della città senza l'ausilio di aggeggi tecnologici. Dalle ricerche condotte emerge che coloro i quali passano l'esame risultano avere un amigdala più spessa rispetto ai non promossi.
Facendo questo semplice esempio è possibile spiegare la plasticità della mente umana: l'uomo non ha alcuna capacità se non quella di apprendere qualsiasi cosa.

Martina Pochiero ha detto...

Risposte 1 e 2.
Partendo dall’esempio dell’alveare siamo giunti alle conclusione che affinché un gruppo naturale sopravviva ad un cambiamento, o più specificatamente ad una crisi ecologica, è necessario che avvenga una mutazione casuale adattiva unita alla possibilità degli individui portatori della mutazione di riprodursi e quindi di trasmettere la mutazione stessa.
Vorrei riportare di seguito un ulteriore possibile esempio facendo riferimento ad una notizia che lessi qualche tempo fa e che mi colpì particolarmente, tornatami alla mente ascoltando gli esempi del Professor Vereni a lezione. Si tratta di un caso di evoluzione e speciazione animale di recente scoperta, quindi ancora in fase di studio.
In etologia l’orso polare o orso bianco e l’orso bruno, pur condividendo una stessa linea evolutiva originale, sono considerati come due specie distinte. Diverse condizioni di vita, climatiche e ambientali (habitat) innanzitutto, e conseguenti diversi bisogni, hanno contribuito alla speciazione pur partendo da antenati comuni. A partire dall’inizio del XX secolo, a causa del riscaldamento globale e del conseguente profondo mutamento climatico, i ghiacciai artici, habitat naturale degli orsi bianchi, si sono ridotti progressivamente. In particolare in Alaska e in Canada, gli orsi polari sono costretti a spingersi fino alla terra ferma in cerca di cibo, invadendo di conseguenza l’habitat dei grizzly, sottospecie nordamericana dell’orso bruno, costretti a loro volta a spostarsi nelle propaggini più settentrionali del continente dall’innalzamento eccessivo delle temperature a latitudini più meridionali. Nell’ultimo decennio è stato osservato come degli esemplari delle due specie, compatibili sessualmente per via dell’evoluzione genetica in parte comune, incontrandosi, invece di scontrarsi per il territorio, si siano accoppiati (generalmente femmine di orso polare e maschi di grizzly), generando degli ibridi in grado di riprodursi. L’avvento di questi orsi cosiddetti “grolari”, con caratteristiche più adatte alla sopravvivenza nel nuovo habitat, potrebbe decretare una ulteriore speciazione e addirittura, secondo alcuni studiosi, la definitiva estinzione degli orsi polari. (Non ricordo da quale fonte appresi in origine la notizia, riporto qui alcuni articoli abbastanza esaustivi sull’argomento, in ordine cronologico di pubblicazione
- http://news.bbc.co.uk/2/hi/science/nature/4766217.stm
- http://news.nationalgeographic.com/news/2010/12/photogalleries/101215-pizzly-grolar-bear-polar-grizzly-hybrids-nature-arctic-global-warming-pictures/
- https://www.theguardian.com/environment/2016/may/18/pizzly-grolar-bear-grizzly-polar-hybrid-climate-change)
La trasmissione di queste mutazioni casuali adattive generalmente avviene quindi per via genetica.
Nel caso dell’uomo però, come abbiamo visto partendo dall’esempio della tribù di cacciatori di conigli, la mutazione delle condizioni di vita e di sopravvivenza può portare a mutazioni non biologiche ma culturali e la trasmissione in questo caso non è genetica. L’uomo infatti possiede una capacità di adattamento unica rispetto agli altri animali che è l’innata predisposizione all’apprendimento. L’uomo è animale bio-culturale specializzato nell’imparare e ha la capacità di comunicare quanto acquisito ai suoi simili e quindi di trasmettere il proprio sapere acquisito, la propria cultura. Per far si che un gruppo culturale si mantenga, per far si quindi che un sapere acquisito si mantenga, non facendo questo parte del corredo genetico, la sua trasmissione deve essere rinnovata di generazione in generazione.

Martina Pochiero ha detto...

Risposta 3.
A chiunque voglia intraprendere la professione di tassista ed ottenere la licenza a Londra è richiesto di superare un test molto impegnativo, the Knowledge of London Examination System, che prevede la conoscenza mnemonica di tutte le strade, degli indirizzi della città e dei relativi tragitti per raggiungerli. Secondo uno studio condotto presso lo University College (http://www.cell.com/current-biology/fulltext/S0960-9822(11)01267-X) su un campione di partecipanti al “the Knowledge”, la memorizzazione di una mole così imponente di dati causa, negli esaminati che superano il test con successo, una modifica strutturale del cervello. Le connessioni neurali nell’ippocampo di questi individui aumentano, infatti, di numero. Un cambiamento che non si registra nell’ippocampo di coloro che invece non superano il test. L’esempio proposto ha lo scopo di dimostrare come nell’uomo il sapere acquisito mediante l’apprendimento, la cultura quindi, sia in grado di modificarne la forma biologica. La forma biologica dell'encefalo umano è prodotta in parte dall'interazione con l'ambiente che lo circonda. Le connessioni neurali del cervello umano infatti si sviluppano in gran parte dopo la nascita ed è la capacità di acquisire sapere mediante l'apprendimento che condiziona e forgia la forma fisica del cervello.

Fabrizio Vona ha detto...

Buonasera Professore
Di seguito la risposta Q1 (in un altro commento Q2 e Q3 per motivi di numero di caratteri)
Fabrizio Vona

Q1. QUALI CONDIZIONI sono necessarie perché l’alveare (un gruppo naturale) possa sopravvivere?
Abbiamo poi proposto lo stesso esperimento fittizio con un caso diverso, fingendo cioè che la nostra classe fosse una banda di cacciatori e raccoglitori primitivi. Data una crisi ecologica, a quali condizioni il nostro gruppo potrebbe sopravvivere di fronte alla sparizione improvvisa della principale fonte di sostentamento (i conigli, abbiamo detto)?

La sparizione dei fiori, fondamentale alimento per le api, dopo una eventuale crisi ecologica, creerebbe una situazione molto delicata. Una situazione molto pericolosa proprio per la sopravvivenza della api stesse. A questo punto devono sopraggiungere due condizioni:
1) UNA MUTAZIONE: Una mutuazione del tutto casuale e genetica, attraverso la quale tra le api rimaste senza fiori, ce ne sia almeno una che abbia imparato a sopravvivere nutrendosi di qualcos’altro (per esempio alcune foglie, o la corteccia degli alberi, o il grano, ecc).
2) LA POSSIBILITA’ DI RIPRODURSI: L’ape che ha casualmente, naturalmente, geneticamente “appreso” come mangiare altro rispetto ai fiori potrà certamente sopravvivere. Ma per consentire la sopravvivenza delle api come specie, dovrà riprodurre questo comportamento e lo potrà fare soltanto per via biologica, cioè attraverso la riproduzione. E per far questo dovrà accoppiarsi e sperare di avere successori con il suo stesso corredo genetico. Altro esempio fatto a lezione concerne le farfalle bianche e nere a Londra. In questi casi parliamo di cambiamenti biologici. Se dopo un anno torniamo nell’alveare probabilmente troveremo un'altra specie di API.

Se invece dell’alveare prendessimo in considerazione una banda di cacciatori e raccoglitori primitivi, capaci di cacciare soltanto conigli, e ponessimo il caso che questa volta a causa della crisi ecologica a sparire fossero i conigli, le condizioni necessarie affinché il gruppo possa sopravvivere sarebbero le seguenti:
1) I CACCIATORI DOVREBBERO IMPARARE A CACCIARE ALTRO: un cacciatore in maniera casuale o meno ha imparato a pescare.
2) IL CACCIATORE DEVE TRASMETTERE LE NUOVE SCOPERTE DI CACCIA. Qui è importante notare che avendo la cultura una flessibilità straordinaria, la trasmissione della nuova possibilità di caccia sarà velocissima. Non ci sarà bisogno di aspettare il processo riproduttivo, ma basterà “insegnare”, “comunicare”, quanto di nuovo (casualmente o no) è stato appreso. La sostanza è che mentre per le api è necessario UN MUTAMENTO BIOLOGICO, per l’uomo è sufficiente un ADATTAMENTO CULTURALE.

Fabrizio Vona

Fabrizio Vona ha detto...

Buonasera Professore
ecco le Q2 e Q3
Fabrizio Vona

Q2. QUALI CONDIZIONI sono necessarie perché un gruppo culturale sopravviva?

Per rispondere a questa domanda dobbiamo ripartire dal discorso fatto sopra. E’ vero che la cultura ha una flessibilità straordinaria e che questa peculiarità le permette una trasmissione in tempi rapidissimi, ma è altrettanto vero che proprio per questo è al tempo stesso più dinamica, più imprevedibile, e quindi è terribilmente fragile. In maniera altrettanto veloce, quindi, può andare perduta se non viene costantemente trasmessa ai più giovani e se non viene rinnovata e ricostruita ad ogni nuova trasmissione. Questa è la condizione per far sopravvivere un gruppo culturale, non essendo il sapere APPRESO standardizzato e cristallizzato come il SAPERE INNATO.

A lezione abbiamo parlato dell’esempio dei tassisti londinesi, preso da Demenza digitale di Manfred Spitzer.

Q3. QUAL È IL SENSO DI QUESTO ESEMPIO?

Coloro che vogliono fare i tassisti a Londra devono sostenere un test chiamato “The Knowledge”: per ottenere la licenza da tassista è necessario memorizzare, studiare, apprendere, e quindi conoscere molte strade, e percorsi vari per raggiungere determinati posti e indirizzi. Tutto questo senza navigatore.
Uno studio ha dimostrato che coloro che superano l’esame, hanno l’amigdala più spessa, quindi un cervello che ha sviluppato maggiori capacità.
Il senso dell’esempio è che anche il nostro corpo (in questo caso il cervello, ma potremmo anche parlare del movimento, della capacità di stare su due piedi, ecc) si modifica con l’ambiente, gli stimoli e il mondo in cui viviamo.

Fabrizio Vona

Flaminia Donnini ha detto...

(Q1-Q2)
Le condizioni necessarie e indispensabili per le quali un gruppo naturale possa sopravvivere sono da individuare nella mutazione casuale e nella possibilità di riproduzione. Riguardo la prima condizione, significative sono le parole di Charles Darwin che scrive: ‘’Non è la specie più intelligente a sopravvivere e nemmeno quella più forte. E’ quella più predisposta ai cambiamenti’’. Infatti la necessità di adattamento comporta necessariamente trasformazioni che si tramandano con il corredo genetico, per cui una particolarità che inizialmente sembra essere un ostacolo e sinonimo di diversità diviene fondamentale per la sopravvivenza della specie. Fattore determinante di questo processo genetico è da ricercarsi nella capacità di adeguamento alle trasformazioni dell’ambiente cui appartengono. Il secondo fattore decisivo è quello della possibilità di riproduzione, in quanto un singolo elemento che possiede il mutamento deve necessariamente trasmetterlo, in modo che si diffonda e, in conclusione, che abbia origine una nuova specie in grado di imporsi sull’altra. Nel caso in cui invece la catastrofe ecologica riguardi l’uomo il cambiamento che deve avvenire è di natura culturale. Infatti, ipotizzando la nostra classe come un gruppo di cacciatori che si vede mancare la fonte primaria di sostentamento (i conigli), la necessità di adattamento è legata alla capacità umana di sviluppare nuove tecniche di caccia e individuare una nuova fonte di cibo. La mutazione culturale presenta alcuni vantaggi rispetto a quella genetica in quanto è più rapida e coinvolge un maggior numero di soggetti.
(Q3)
L’esempio dei tassisti londinesi dimostra come la cultura condizioni la forma fisica e sia un fattore costitutivo della specie umana. Infatti dallo studio sui tassisti londinesi di Manfred Spitzer è emerso che coloro che superavano il test obbligatorio per ottenere la licenza possedevano un’amigdala più spessa di coloro che invece non lo passavano. Da ciò si evince come l’essere umano non sia un soggetto compiuto che si presenta nella sua forma definitiva ma, al contrario, sia in continua evoluzione e predisposto a modifiche che ne facilitino e ne migliorino la condizione.

Flavio S. ha detto...

Risposta domanda n°1 e n°2
È stata presa in considerazione la metafora dell'alveare (un organizzazione complessa con un raffinato tipo di comunicazione) per poter delineare le condizioni necessarie della sua sopravvivenza.
Queste condizioni biologiche sono la mutazione adattiva e la riproduzione, quindi la trasmissione alle nuove generazioni delle caratteristiche dominanti, ovvero vincenti.
Successivamente abbiamo considerato un gruppo di cacciatori che affronta una crisi ecologica. L'uomo ha maggiori capacità di apprendimento, e per prima cosa penserà a come sopravvivere cacciando altro. Quando avrà imparato che puó sopravvivere nutrendosi di altro lo trasmetterà agli altri componenti, avendo appreso una nuova modalità di sopravvivenza (la rete usata per i conigli ora è usata per prendere i pesci attraverso la pesca). Da ció deriva che l'uomo, se vuole, puó sempre apprendere cose nuove se perspicace oppure rimanere statico senza imparare nulla, e dimostra quanto il sapere appreso sia molto piú flessibile rispetto a quello innato.

Risposta domanda n°3
Nell'ultima parte della lezione abbiamo considerato l'esempio dei tassisti di Londra che sostengono l'esame "the knowledge" (la conoscenza) per ottenere la promozione. Devono dimostrare all'esaminatore di sapere ogni via londinese senza cartine e navigatori, e studiano per molti mesi. I neo tassisti londinesi hanno quindi dimostrato che la plasticità della specie umana è tale per cui noi siamo biologicamente predisposti a imparare qualsiasi cosa.

Flavio Sabbatini




Lorenzo Natella ha detto...

Q1. Affinché l'alveare possa sopravvivere è necessaria la combinazione di due diverse condizioni, tra loro correlate: 1. Una mutazione adattiva, per cui una mutazione casuale diventa vantaggiosa per affrontare il cambiamento ambientale (ad es. la mutazione dell'organo di suzione del polline in un organo in grado di svolgere altre funzioni per il nutrimento). 2. La possibilità di trasmettere biologicamente il cambiamento avvenuto, attraverso la riproduzione.
Nel caso della tribù di cacciatori, il mutamento avverrà non geneticamente ma culturalmente. Anche qui il sapere cambierà per "tentativi" ed "errori" dell'uomo (il cacciatore impara a pescare), però la trasmissione della mutazione non avverrà più in maniera naturale ma tramite la comunicazione e l'apprendimento. Ne beneficerà la velocità all'adattamento, rispetto al mutamento biologico. La diffusione del sapere acquisito avviene in maniera rapida e dunque l'espansione dei cambiamenti è quantitativamente maggiore.

Q2. Le condizioni necessarie alla sopravvivenza di un gruppo umano sono le sue capacità di cogliere le potenzialità al cambiamento, metterle in atto e trasmetterle socialmente. La trasmissione del sapere, quando avviene dentro la cultura, è imprecisa, variabile, e dunque è più fertile perché soggetta ad ulteriori mutazioni altrettanto impreviste. Questa complessità garantisce la sopravvivenza perché, grazie al sapere trasmesso, è in grado di produrre adattamento in tempi brevi.

Q3. I tassisti londinesi memorizzano migliaia di vie e indirizzi, studiandole mesi prima di poter prendere la licenza. Dopo il corso, i tassisti hanno letteralmente sviluppato un'amigdala più spessa del normale, fisicamente misurabile. Questo dimostra che la forma biologica del cervello è dipendente dall'interazione con l'ambiente. E' la cultura, nell'uomo, a determinarne i cambiamenti fisici poiché immagazzinando il sapere acquisito, esso diventa parte della nostra natura. Anche nell'evoluzione della specie umana, è venuta prima la cultura (intesa come predisposizione al sapere acquisito), la quale poi, per selezione, ha determinato la nascita della specie homo sapiens sapiens. La stessa cosa vale per la bilateralità del cervello umano, comparsa a seguito della predisposizione selettiva culturale di alcuni individui.

Lorenzo Natella

claudia spinozzi ha detto...

Q1
Affinché un alveare o gruppo naturale possa sopravvivere ad una crisi sono necessarie almeno due condizioni: una mutazione genetica di tipo adattivo, casuale, che non si configuri dunque in un atto di volontà; la possibilità di riprodursi della specie portatrice di mutazioni e che quindi possa permettere la trasmissione di quest'ultime per via biologica (passiva e standardizzata) alle future generazioni. Nel caso di una banda di cacciatori e raccoglitori primitivi, si avrebbe la sopravvivenza del gruppo qualora, avendo scoperto un altra fonte di sussistenza, avvenga un adattamento della specie, al quale si lega strettamente la comunicazione tra gli stessi membri del gruppo e un apprendimento delle nuove tecniche scoperte (esempio della rete per cacciare i conigli, utilizzata ora per la pesca). Il sapere è dunque acquisito in maniera attiva e si configura come un mutamento culturale, non genetico.
Q2
Affinché un gruppo culturale sopravviva è necessario che il sapere appreso da un membro venga comunicato e condiviso con gli altri membri. Questo sapere è acquisito in maniera attiva, non standardizzata o per via biologica. è un sapere molto più flessibile e fragile, soggetto a variazioni.
Q3
L'esempio dei tassisti londinesi è volto a dimostrare come le capacità neuronali dell'uomo siano il prodotto della sua relazione con l'ambiente circostante. L'esame che i tassisti hanno dovuto affrontare prevedeva la conoscenza di tutte le strade di Londra; al termine dell'esame si è potuto notare come coloro che erano riusciti a superarlo avevano l'amigdala più grande di chi non ci era riuscito. Da questo episodio si può evincere come la predisposizione umana ad apprendere comprenda anche il piano biologico. L'uomo difatti risulta essere un essere predisposto all'apprendimento.

Alessandra Marcelli ha detto...

ALESSANDRA MARCELLI

Q1. QUALI CONDIZIONI sono necessarie perché l’alveare (un gruppo naturale) possa sopravvivere?

Supponendo di essere api che stanno vivendo una crisi ecologica per la quale i fiori (la nostra fonte di sostentamento) sono scomparsi, dobbiamo cercare dei modi per mantenere viva la specie. Le condizioni affinché l'alveare possa sopravvivere sono:
- mutazione adattiva: le mutazioni genetiche non sono unicamente il risultato di eventi chimici casuali, ma anche adattamenti meccanici indotti dalla risposta dell’organismo (in questo caso delle api) ad una particolare esperienza. Le api, dunque, non rispondono solamente al patrimonio genetico ereditato ma agli stimoli dell’ambiente in cui vivono, ed hanno la facoltà di cambiare il loro patrimonio genetico al fine di adattarsi a diversi stimoli e diverso ambiente.

- mutazione genetica: questo tipo di mutazione consiste nella riproduzione, che è la condizione primaria e più semplice di sopravvivenza della specie. Attraverso il processo di riproduzione, viene trasmesso il sapere innato, che è cosi accolto in maniera totalmente passiva dai riceventi.

Nel caso di una tribù - abbiamo fatto l'esempio dei cacciatori - è possibile la sopravvivenza della specie nel caso in cui un membro della tribù stessa scoprisse una diversa forma di sopravvivenza, riferendola poi agli altri. Il ricevente dunque non ha più un ruolo passivo, ma partecipa attivamente al sapere, in quanto APPRENDE.

Q2. QUALI CONDIZIONI sono necessarie perché un gruppo culturale sopravviva?

La condizione perché un gruppo culturale sopravviva è la mutazione culturale, che a differenza di quella genetica è molto più flessibile: il gruppo culturale per sopravvivere non ha più bisogno di aspettare una mutazione biologica dei soggetti, ma è necessario che un soggetto comunichi con l'altro al fine di insegnare e trasmettere una informazione acquisita. Ecco perché la mutazione culturale ha una parte fondamentale di ACCETTAZIONE: il soggetto accetta di imparare, ma questo spessore di volizione umana potrebbe violare se il soggetto viene pressato. Quindi il gruppo culturale non si adatta all'ambiente ma crea il proprio ambiente sfruttando intenzionalmente il sapere appreso grazie alla DISPONIBILITÀ all'apprendimento.

Q3. QUAL È IL SENSO DI QUESTO ESEMPIO?

I londinesi, per fare i tassisti a Londra, devono sottoporsi ad un esame, The Knowledge. Loro devono dimostrare che entro una certa porzione di città conoscono tutte le vie, anche le meno conosciute. Analizzando l'amigdala dei londinesi che partecipavano al corso, si è scoperto che questa era più spessa rispetto a chi non superava l'esame da tassista: i promossi quindi hanno sviluppato delle connessioni neuronali misurabili fisicamente prodotte dall'ambiente. Questo perché la plasticità della specie umana è tale per cui noi siamo predisposti a non avere nessuna capacità se non quella di imparare, qualunque cosa. La cultura, cioè la capacità di apprendere e sapere, nei nostri antenati pre-umani ha forgiato la forma fisica del cervello. Non esiste un essere umano prima della cultura: la nostra forma fisica e biologica è una conseguenza del fatto che siamo animali culturali continuamente predisposti ad imparare e adattare i nostri comportamenti in risposta agli stimoli dell'ambiente che viviamo.

Matteo Colafrancesco ha detto...

Risposta domanda numero 1: Le condizioni necessarie affinche un gruppo naturale sopravviva ad una crisi ecologica sono principalmente due: La MUTAZIONE e la RIPRODUZIONE. La prima deve essere adattiva, le api per sopravvivere devono saper convivere con il processo evolutivo che le sta intorno, se si adattano sopravvivono. Per esempio un mutamento genetico potrebbe essere quello che al posto del pungiglione hanno una paletta per scavare la corteccia di un albero; tutte le api sono pronte al mutamento?? Ovviamente no, per poter sopravvivere tutte, devono potersi riprodurre. Nel caso della banda di cacciatori cio che deve avvenire è la mutazione culturale, se finisce il loro sostentamento che in questo caso è il coniglio, devono poter trovare altre vie per il loro mantenimento. In questo caso alcuni, andranno a caccia di altri animali, e magari si renderanno conto che possono trovare altro sostentamento grazie a processi che prima gli sembravano sconosciuti. Il passo successivo quindi è poter condividere questo sapere a tutta la banda, in modo che tutti possano adattarsi. Risposta numero 2: Per far si che un gruppo culturale sopravviva vi è bisogno di un cambiamento che possa essere condiviso e trasmesso. Risposta numero 3. L uomo non ha doti naturali, soltanto la capacita di apprendere tutto cio che lo circonda. L esempio dei tassisti, sta a significare che è la cultura che ha forgiato il nostro cervello e non il contrario, l apprendimento di un determinato ambiente sviluppa la nostra amigdala, che grazie alla capacita di apprendere, sviluppa totalmente il nostro essere. Matteo Colafrancesco

Simone Agati ha detto...

1) Di fronte a una crisi ecologica di vasta portata, un alveare necessita di 2 cambiamenti per sopravvivere a) una mutazione genetica casuale ma soprattutto adattiva ; b) la possibilità di riprodursi. Una mutazione adattiva permette all'animale coinvolto di ottenere il miglioramento della vita dell'animale stesso. Nel caso specifico delle api, nel caso la crisi ecologica riguarda la scomparsa dei fiori, ci deve essere un ape che abbia trovato una fonte di sostentamento alternativa e si cibi dunque di qualcos'altro. I portatori di questa mutazione trasmetteranno la mutazione stessa ai nuovi individui biologicamente, cioè attraverso la riproduzione con altre api e questo permetterà la trasmissione delle caratteristiche vincenti, garantendo la sopravvivenza della specie.

2) Data una crisi ecologica, che comporta la sparizione della loro fonte principale di sostentamento (abbiamo ipotizzzato i conigli), una banda di cacciatori e raccoglitori primitivi deve:
a) Imparare a cacciare altro (il cacciatore può anche iniziare a pescare e mangiare dunque prodotti diversi) b) trasmettere ciò che ha imparato a tutti i componenti della sua tribù (non servirà la riproduzione per trasmettere le innovazioni ma gli basterà riunire la tribù). Tuttavia, la trasmissione se avviene dentro la cultura è più imprecisa rispetto alla trasmissione biologica. Infatti, il sapere appreso va ricostruito ad ogni generazione, mentre per gli animali tutto accade geneticamente. Il sapere innato è cristallizzato, trasmissibile e standardizzato.

3) Per ottenere la licenza, i tassisti di Londra sostengono l'esame "the knowledge", consistente nella conoscenza di tutte le strade della città e il raggiungimento di esse nel minor tempo possibile, senza aver la possibilità di consultare una mappa. Chi ha superato il test quindi ha effettuato uno studio che si è prolungato per molti mesi ma necessario per la conoscenza di tutte le strade. Su di loro è stato verificato come questo studio abbia permesso loro di sviluppre un'amigdala più spessa del normale. L'esempio riportato è una dimostrazione di come l'uomo sia un animale predisposto all'apprendimento e una dimostrazione che lo sviluppo del cervello umano è legato all'interazione con l'ambiente naturale.

Simone Agati

alessia capotondi ha detto...

Alessia Capotondi
Prima e seconda domanda:
In caso di crisi ecologica quali sono le condizioni necessarie affinchè l'alveare possa sopravvivere?
La prima condizione è la mutazione genetica che permetterà alle api di sopravvivere.
La seconda condizione consiste nella possibilità di riprodursi, quindi di trasmettere il nuovo codice genetico alla generazione successiva.
Da queste condizioni possiamo dedurre che le api, acquisiscono il cambiamento (cibarsi di un altro fiore) necessario alla sopravvivenza attraverso un canale genetico, dunque in maniera assolutamente passiva e hanno bisogno di un canale naturale (la riproduzione) per trasmettere tale cambiamento.

Secondo caso: Abbiamo proposto un caso diverso, una banda di cacciatori e raccoglitori primitivi. Data una crisi ecologica e la sparizione improvvisa della principale fonte di sostentamento, a quali condizioni il nostro gruppo potrebbe sopravvivere?
L'uomo, come più volte ripetuto a lezione, più di qualsiasi altro animale, possiede una naturale disposizione ad apprendere. Di conseguenza di fronte a una crisi cercherà di acquisire una nuova tecnica di caccia per una nuova fonte di sostenamento (1° condizione di sopravvivenza). Nel momento in cui avrà immagazzinato la nuova tecnica, la trasmetterà in modo diretto agli altri membri della comunità (2 ° condizione di sopravvivenza).
A differenza del caso delle api precedentemente analizzato, l'uomo reagisce in maniera intenzionale al cambiamento (cibarsi di un altro animale): non ha bisogno della mutazione per acquisirlo e non ha bisogno di un canale naturale come la riproduzione per trasmetterlo.
Da tutto ciò possiamo desumere due caratteristiche del sapere appreso: la flessibilità e la fragilità. In riferimento a quest'ultima, il sapere innato una volta superato il momento di crisi, prosegue senza alcuno sforzo e in forma cristallizzata. Il sapere appreso invece, a ogni generazione deve ripartire da zero, cioè ogni nuova generazione deve apprendere il nuovo sistema per poter sopravvivere.

Terza domanda: In aula è stato proposto l'esempio dei tassisti londinesi. A Londra, se si vuole intraprendere la professione di tassista occorre superare un esame (The Knowledge) che richiede un grande sforzo mnemonico: condurre l'esaminatore in un determinato punto della città, senza poter contare di cartina stradali o qualsiasi altro sussidio tecnologico. Uno studio condutto sui partecipanti, ha registrato un forte inspessimento dell'amigdala soltanto in coloro che erano risolutati idonei all'esame. Ciò dimostra come la cultura modelli il nostro cervello, e quanto quest'ultimo abbia una struttura fortemente instabile, flessibile che si modifica per tutto il corso della nostra vita.

Mario Sancamillo ha detto...

RISPOSTA DOMANDA N.1
Per far si che l'alveare sopravviva anche a seguito di una crisi ecologica (la sparizione dei fiori e perciò del nettare) c'è bisogno di due fondamentali condizioni:
1) La MUTAZIONE ADATTIVA, ovvero il vantaggio di un determinato animale (in questo caso le api) nell'adattarsi ad un certo cambiamento ambientale. Il vantaggio è dovuto ad un errore di copiatura prodotto dalla trasmissione del codice genetico (es. la selezione naturale delle "farfalle di Londra") ;
2)La RIPRODUZIONE, ovvero la possibilità di trasmettere questa mutazione alla propria progenie (se non ci fosse questa possibilità, si tratterebbe di speciazione).
Nel caso di una tribù di cacciatori che vede la propria fonte di sostentamento sparire, la condizione principale per sopravvivere avverrà tramite una MUTAZIONE CULTURALE (es. un membro della tribù butta una rete in acqua e si accorge di aver pescato dei pesci, poi andrà a raccontarlo ai suoi simili che apprenderanno e impareranno). Questo avviene tramite il linguaggio e la comunicazione, e dimostra quanto il sapere appreso nell'uomo sia più flessibile del sapere innato.

RISPOSTA DOMANDA N.2
Il sapere appreso, essendo più fragile, va ricostituito ad ogni nuova trasmissione (al contrario del sapere innato, che è più cristallizzato e trasmissibile passivamente a chi lo riceve). Quello che ci fa umani rispetto agli altri animali è la capacità di apprendimento.
Ed è proprio questa la condizione per far sopravvivere un gruppo culturale, ovvero trasmettere alle generazioni successive il sapere appreso, altrimenti andrebbe perduto.

RISPOSTA DOMANDA N.3
Abbiamo poi discusso dei tassisti londinesi, che per diventare tali devono passare un esame denominato "The Knowledge". Per superare questo esame, i partecipanti al corso devono memorizzare migliaia di vie e percorsi, e per superarlo devono far giungere l'esaminatore nella via da lui indicata senza far uso di mappe o navigatori. Uno studio ha dimostrato che le persone che superano il test hanno un'amigdala più spessa del normale, misurabile fisicamente. Questo dimostra che il cervello è prodotto dall'interazione con l'ambiente e molte delle connessioni neurali si formano con l'interazione sociale.Ed è proprio l'ambiente che ci circonda che modifica la forma fisica del nostro encefalo.

Alessia Mauri ha detto...

1) Affinché un gruppo naturale sopravviva ad una crisi ambientale sono necessarie due condizioni: una mutazione genetica adattiva e la sua trasmissione (accolta passivamente dai riceventi). Una volta avvenuto l'adattamento ambientale subentra la selezione naturale, la quale fa sì che si crei una nuova specie (speciazione).

2) Affinché un gruppo culturale sopravviva ad una crisi ambientale sono necessarie due condizioni: un mutamento culturale e la sua trasmissione mediante l'insegnamento (accolto attivamente dai riceventi). Una volta avvenuto il mutamento culturale, le generazioni successive devono imparare il nuovo sistema per sopravvivere. Il sapere appreso risulta, ad un tempo, più flessibile e più fragile di quello innato: non si deve sperare in una mutazione genetica e non servono canali biologici per trasmetterla, ma questo sapere procede mediante uno sforzo e non in forma standardizzata. L'innovazione culturale (a differenza di quella genetica) non cambia la specie, anzi intensifica la specificità.

3) L'esempio dei tassisti londinesi, che hanno l'amigdala più sviluppata perché sottoposti ad un apprendimento intensivo, dimostra che la cultura è talmente potente da modificare il nostro corpo. Corpo e cultura costituiscono la nostra umanità: a differenza degli altri animali non esiste "un uomo naturale" (cioè privo di cultura) perché l'uomo è un animale bio-culturale; la sua disposizione ad imparare è innata.

Alessia Mauri

Enda Meti ha detto...

domanda n.1
Le condizioni necessarie affinché l'alveare possa sopravvivere a una crisi ecologica sono:
-Mutazione, più nello specifico una mutazione adattiva nella trasmissione casuale del codice genetico che abbia un effetto tale da avvantaggiare quell'animale.
-Riproduzione, un solo animale mutato non ha senso se non si ha la possibilità di trasmettere la mutazione.
Tutti questi cambiamenti sono genetici, somatici, biologici.
Per quanto riguarda la tribù di cacciatori, per sopravvivere devono:
-Imparare a cacciare altro(esempio:pescare, coltivare)
-Trasmettere il nuovo sapere. A differenza degli animali, che trasmettono geneticamente, l'uomo non ha bisogno di riprodursi per trasmettere il suo sapere.
Quando parliamo di trasmissione del sapere, parliamo di comunicazione e dunque di mutamento culturale, poichè è soggetto a possibili variazioni.
domanda n.2
Le condizioni necessarie, perchè un gruppo sopravviva, sono le seguenti:
-Accettazione. Il soggetto deve accettare di imparare affinchè avvenga il cambiamento gli permetta di sopravvivere.
-Adattamento, sapersi adattare al meglio
-Potenzialità, bisogna avere le basi ed essere predisposti al cambiamento
-Trasmissione, la quale nell'uomo è molto più imprecisa e fertile rispetto alla trasmissione biologica.
domanda n.3
L'esempio dei tassisti londinesi che per avere la licenza, devono imparare tutte le strade di una specifica zona di Londra, senza usare mappe o navigatore, vuole farci presente la plasticità, la flessibilità e la naturale predisposizione all'apprendimento del sistema neuronale umano. La plasticità della specie umana è tale per cui siamo biologicamente predisposti a non avere alcuna capacità, se non di imparare.
E' stato verificato che l'amigdala dei tassisti era fisicamente più spessa. Grazie a ciò, possiamo affermare che la forma biologica dell'encefalo è prodotta dall'interazione con l'ambiente e che dunque il cervello è il prodotto dell'ambiente.
La nostra forma somatica è fortemente condizionata, in particolare dalla cultura.

giulia morè ha detto...

Q1) Quando avviene una crisi ecologica ci sono delle condizioni affinché l'alveare (o un altro esempio di gruppo naturale) possa sopravvivere. E' necessario, infatti, che avvenga una mutazione genetica di tipo adattivo. Quest'ultima non coinvolgerà tutte le api nello stesso momento; essa prima riguarderà una sola ape. Deve essere presa in considerazione un'altra condizione necessaria: la mutazione casuale renderà possibile la sopravvivenza della specie solo nel caso in cui essa potrà essere trasmessa attraverso la riproduzione.

Q2) Una delle condizioni necessarie alla sopravvivenza di un gruppo culturale è la mutazione di tipo culturale. L'adattamento dell'uomo alle mutazioni dell'ambiente circostante comporta delle mutazioni che non vengono trasmesse per via riproduttiva, ma tramite l'apprendimento. La cultura (che è un sapere appreso) viene, quindi, impiegata come soluzione a tali cambiamenti.

Q3) L'esempio dei tassisti londinesi (caratterizzati da un aumento della grandezza dell'amigdala) offre un importante spunto di riflessione e fornisce una testimonianza di come l'essere umano non sia determinato dalla biologia. E' la cultura,infatti, che è riuscita ad apportare delle modifiche al sistema biologico. In questo modo il cervello di questi tassisti rappresenta un prodotto dell'ambiente circostante ed evidenzia la plasticità della specie umana che è potenzialmente predisposta ad apprendere qualsiasi cosa.
Giulia Moré

Luca Renzi ha detto...

Prima risposta: Un alveare (o gruppo naturale) necessita di una mutazione del proprio stesso corpo secondo il principio della selezione naturale, questo può verificarsi secondo l'esempio che abbiamo portato a lezione, secondo il quale le api che non dispongono più di fiori ma posseggono ancora le caratteristiche fisiche adatte all'estrazione del polline, saranno sfavorite rispetto alle stesse api "mutate" che magari hanno uno strumento alternativo per la produzione di cibo, nel caso specifico un estrattore di linfa e mandibole abbastanza sviluppate da scavare la corteccia degli alberi.
In secondo luogo saranno necessarie favorevoli condizioni alla proliferazione di questa specie mutata, che si assicurerà la sopravvivenza tramite la normale riproduzione di api dello stesso genere mutato.
Una tribù umana che sviluppa la propria economia e società intorno ad un bene (in questo caso i conigli), trovatasi difronte all'insorgenza di una crisi ecologica e conseguente estinzione dei conigli dovrà adattarsi a questo nuovo stato e mutare le proprie abitudini al fine di garantire la sopravvivenza della tribù.
Questo processo spesso avviene casualmente (abbiamo portato l'esempio del cacciatore di conigli che getta la rete nel fiume e procaccia cibo per la tribù, sviluppandosi sulla pesca, da prima in modo casuale e poi con consapevolezza).


Seconda risposta: Perché un gruppo culturale sopravviva è necessario (come nel caso della tribù sopracitata) che questo gruppo si adatti ai continui cambiamenti che caratterizzano l'area dove la tribù vive o eventualmente migrando in un luogo più favorevole alle proprie competenze acquisite "al proprio sapere appreso".


Terza risposta: I tassisti londinesi possiedono un Amigdala più sviluppata, questo è frutto dell'intensa preparazione a cui sono sottoposti e che è alla base del loro lavoro. Questo esempio ci fa capire che l'uomo e profondamente modificato da ciò che apprende, tanto da subire considerevoli modifiche al proprio corpo in funzione di questa cultura appresa.
Questa sorprendente capacità deriva dalla naturale propensione dell'uomo all'apprendere e non basarsi su meccanismi innati come gli altri animali.

Federico Dinella ha detto...

DOMANDA 1: Le condizioni necessarie affinchè un alveare possa sopravvivere ad una crisi ecologica che azzera la fonte principale di sostentamento sono essenzialmente due: ci deve essere una MUTAZIONE (un errore) vincente ed adattiva che avvantaggia e adatta un determinato animale in un determinato ambiente, la quale viene determinata da una selezione naturale. La seconda condizione è la RIPRODUZIONE, ovvero la possibilità di trasmettere questa "mutazione", questo "sapere innato", di generazione in generazione attraverso processi genetici. Questo processo viene accolto passivamente da chi lo riceve.

DOMANDA 2: Per quanto riguarda il gruppo culturale, abbiamo affrontato l'esempio della tribù primitiva specializzata nella caccia ai conigli che è stata colpita da una crisi ecologica come nell'esempio precedente. Affinchè questa tribù sopravviva a questa crisi sono neccessarie anche qui due condizioni simili alle precedenti: la prima è che bisogna saper adottare il "sapere appreso" attraverso una MUTAZIONE CULTURALE e la seconda è quella di saper tramandare questo sapere di generazione in generazione attraverso non più la riproduzione ma attraverso un INSEGNAMENTO, che viene accolto, a differenza del precedente, in maniera attiva da chi lo riceve. In questo caso il "sapere appreso" viene costantemente mutato poichè viene insegnato e trasmesso in maniera più rapida non affidandosi alla natura come nell'esempio dell'alveare, inoltre questo sapere ha come caratteristica quella di reagire alle mutazioni ambientali in maniera imprevedibile (proprio a causa dell'ambiente che lo circonda), richiede uno sforzo di apprendimento ed ha la fragilità di essere ricostituito ad ogni nuova trasmissione, invece dall'altra parte, il "sapere innato" ha una matrice più "standardizzata", ovvero avviene in maniera precisa proprio perchè è trasmesso biologicamente.

DOMANDA 3: L'esempio dei tassisti londinesi ci permette di capire quanto la nostra struttura neuronale sia in formazione, predisposta al costante apprendimento che tende sempre a modificarsi nel corso della vita. Per questo i tassisti devono conoscere tutte le strade della città, diventare dei veri e proprio navigatori viventi per poter avere questa licenza. Infatti da specifici studi è emersa la questione che l'amigdala dei tassisti è più sviluppata delle persone normali ed inoltre hanno connessioni neuronali fisicamente misurabili che dipendono dall'ambiente che li/ci circonda. Questo sottolinea il fatto di come il CERVELLO è prodotto dall'AMBIENTE e la plasticità della specie umana ci permette, biologicamente, di avere la capacità di imparare continuamente.


FEDERICO DINELLA

Matilde Tramacere ha detto...

Q1.
In un ipotetico scenario di forte crisi ecologica con come conseguenza la totale sparizione dei fiori, le api rischierebbero, a loro volta, l’estinzione. Due sono le condizioni essenziale perché ciò non avvenga: la mutazione e la riproduzione. Deve, innanzitutto, avvenire una mutazione genetica. Un’ape ogni dieci, cento, mille, ha una mutazione, una particolarità che non sopravvive perché non necessaria. La casualità, la genetica potrebbe però apportare una modifica che diventi essenziale per la salvezza in caso di sparizione dei fiori: un artiglio per scavare il legno e prenderne nutrimento, piccole zanne per mordere funghi o altro ancora. Perché tale variazione genetica diventi la base della vita delle nuove api deve esserci una seconda condizione: la possibilità di riprodursi. L’insetto mutato deve avere la possibilità di accoppiarsi e trasmettere le proprie caratteristiche alla prole, che, a differenza delle altre api, riuscirà a vivere e che potrà diffondersi e creare, in definitiva, una nuova specie. Tutto avverrà, quindi, secondo genetica.
Q2.
Discorso diverso per la tribù cacciatrice di conigli. All’improvvisa sparizione della fonte principale di nutrimento, l’uomo primitivo non può rispondere autoinducendosi una mutazione genetica. Deve imparare a sopravvivere con altro, cercare un altro animale da cacciare, diventare pescatore o agricoltore e quindi vegetariano. Per natura l’essere umano è predisposto ad imparare e troverà una nuova via. Questa è la prima condizione a cui ne segue direttamente una seconda. Il sapere appreso dall’uomo non sarà trasmissibile geneticamente, come quello delle api, ma dovrà essere espanso al resto della tribù attraverso la comunicazione. La persona che avrà trovato la nuova fonte di cibo dovrà spiegare e insegnare al resto della sua comunità la nuova strada da seguire. Questo meccanismo di comunicazione e apprendimento dovrà poi ripetersi in tutte le generazioni future, il nuovo sapere non sarà trasmesso geneticamente.
Q3.
Gli aspiranti tassisti londinesi per avere la licenza ed iniziare a lavorare devono superare un esame dal nome “The Knowledge”. Devono dimostrare di conoscere a memoria migliaia di nomi di vie e luoghi e di saper anche formulare un tragitto per raggiungerli. Un grande sforzo di memoria che ha effetto, come è stato dimostrato scientificamente, anche sulla forma del loro cervello. Chi supera il test sviluppa una serie di connessioni neuronali che causano un ispessimento della amigdala. Questo a dimostrazione della grande plasticità del nostro cervello. Molte delle nostre connessioni neuronali si formano con l’interazione sociale, siamo biologicamente predisposti ad imparare qualsiasi cosa e a cambiare così la forma del nostro cervello.

Matilde Tramacere

Martina Gerace ha detto...

1) Perché un alveare possa sopravvivere di fronte a un’eventuale crisi ecologica è necessario innanzitutto un cambiamento, ovvero una vera e propria mutazione biologica casuale di tipo adattivo (per esempio non essendoci più i fiori, le api dovranno sperare che la loro forma fisica cambi e gli fuoriesca magari una sorta di arpione con cui scavare la corteccia dell’albero invece del nettare). In secondo luogo è necessaria la possibilità di trasmettere questo nuovo strumento di sfruttamento dell’ambiente alle nuove generazioni. Dunque entrambe le condizioni perché l’alveare sopravviva sono genetiche, somatiche perché passano attraverso il corpo e sostanzialmente si tratta di eventi incontrollabili in quanto non programmabili.

2) Se un gruppo di cacciatori e raccoglitori primitivi si trovasse di fronte a una crisi ecologica, che porterebbe alla sparizione improvvisa dei conigli, loro fonte principale di sostentamento, le condizioni necessarie perché tale gruppo sopravviva sono innanzitutto il cambiamento intenzionale delle pratiche di sopravvivenza (per esempio impareranno a usare la stessa rete, che prima utilizzavano per cacciare i conigli, per pescare i pesci che sono altrettanto commestibili). La seconda condizione necessaria perché tale gruppo sopravviva è che dovranno trovare un modo trasmettere il sapere alla propria progenie.
La differenza, rispetto al caso dell’alveare che deve sopravvivere a una crisi ecologica, sta nel fatto che c’è la dimensione della volizione nell’ adattamento del gruppo di cacciatori, essendo frutto di un’azione intenzionale. Altra differenza sta nella diversa forma di trasmissione di questa mutazione: i membri del gruppo dovranno insegnare alle future generazioni il modo in cui hanno reagito a questo cambiamento e ogni nuova generazione dovrà imparare come sopravvivere. È un adattamento molto più veloce perché non dovranno aspettare, come le api, una mutazione biologica; difatti il sapere appreso non si trasmette geneticamente. Il problema sta bel fatto che, mentre il sapere innato è standardizzato e cristallizzato (come il caso della trasmissione del sapere delle api), il sapere appreso, dunque quello culturale, possiede una fragilità perché andrà ricostituito ad ogni nuova trasmissione.

3) L’esempio dei tassisti londinesi è stato fatto per dimostrare come il cervello sia prodotto dall’ambiente. Misurando l’amigdala di coloro che hanno superato il corso per diventare tassisti a Londra è stato dimostrato che i tassisti londinesi hanno l’amigdala più spessa perché devono conoscere migliaia di nomi di vie. Dunque la forma biologica del cervello è prodotta dall’interazione con l’ambiente; le connessioni neuronali non sono altro che frutto dell’ambiente in cui viviamo. Quest’esempio dimostra anche la plasticità della specie umana perché noi esseri umani siamo predisposti naturalmente ad apprendere, a imparare qualunque cosa (anche migliaia di vie di Londra).
Martina Gerace

Gianluca Evangelista ha detto...

1) La prima condizione affinché un gruppo naturale sopravviva ad una crisi ecologica è che si verifichi una mutazione genetica adattiva che permetta di procurarsi del nutrimento in modo differente. Tale mutazione, casuale e incontrollabile, favorisce solo la sopravvivenza del singolo animale, che di conseguenza per la selezione naturale avrà anche maggiori probabilità di riproduzione rispetto ai soggetti in cui non si è verificata la mutazione. La trasmissione biologica della mutazione attraverso la riproduzione è la seconda condizione per la sopravvivenza del gruppo naturale, che dunque sarà dotato biologicamente (sapere innato ricevuto passivamente) delle caratteristiche favorevoli rispetto al nuovo ambiente; in questo modo sarà avvenuta una vera e propria speciazione, cioè la nascita di una specie differente rispetto a quella del gruppo originario privo della mutazione adattiva.
2) Un gruppo culturale per sopravvivere alla sparizione della propria fonte di sostentamento deve acquisire un sapere che gli permetta di procurarsi un altro tipo di nutrimento; si tratta di un sapere appreso in modo volontario e agentivo da parte del soggetto attraverso un mutamento culturale. A questo punto il sapere appreso deve essere tramesso agli altri membri del gruppo attraverso l’insegnamento, che prevede una partecipazione attiva anche da parte del ricevente (la flessibilità del sapere appreso permette al gruppo culturale di reagire molto rapidamente ad un cambiamento ambientale e di avere molte più probabilità di sopravvivenza, poiché non deve affidarsi alla trasmissione biologica del sapere).
3) I tassisti londinesi per ottenere la licenza devono superare un esame chiamato “The knowledge”, che consiste nel ricordare a memoria tutte le strade di Londra e nel sapersi muovere in città senza l’aiuto di altri strumenti. E’ stato riscontrato che coloro che superano l’esame, e che dunque hanno effettivamente appreso, manifestano un aumento percepibile dello spessore fisico dell’ippocampo (durante la lezione ha nominato l’amigdala, ma approfondendo l’argomento ho riscontrato che lo studio effettuato fa riferimento all’ippocampo). Questo esempio dimostra la plasticità del cervello umano, che è predisposto per natura ad apprendere e a creare continuamente nuove connessioni neuronali in base all’interazione sociale e ambientale; in questo modo la cultura, che è un oggetto extra-somatico, incide anche a livello biologico e fisico sull’uomo.

Gianluca Evangelista

federica minicozzi ha detto...

FEDERICA MINICOZZI

PRIMA DOMANDA:l'alveare (o gruppo naturale), affrontando la crisi ecologica che comporterà alla sparizione dei fiori e di conseguenza nettare, per sopravvivere dovrà attuare delle condizioni:
-La prima è la Mutazione Adattiva ovvero un cambiamento genetico dovuto all'adattamento ad una particolare esperienza (crisi ecologica) che permetterà la sopravvivenza della specie.
-Questa Mutazione casuale però garantisce la sopravvivenza solo se si da la possibilità di Riproduzione ai membri portatori del mutamento, in modo che si diffonda una nuova specie in grado di imporsi e sopravvivere.
Questo meccanismo però è di natura genetica e biologica basato su una tempistica lunga, in quanto non avviene contemporaneamente a tutte le api, ma comunque facilmente trasmissibile in generazioni.

SECONDA DOMANDA: invece si prenda in considerazione una tribù (o gruppo culturale) basata sulla caccia al coniglio, che per motivi ecologici, perda la sua fonte di sostentamento. Sappiamo che l'uomo, a differenza dell'animale, attua una Mutazione Culturale ovvero cercherà di apprendere casualmente altre tecniche per nutrirsi (es. la pesca).
Così come le api nell'alveare, anche l'individuo della tribù dovrà trasmettere agli altri il suo sapere appreso, per cercare di sopravvivere.
La trasmissione di questo sapere non avviene più biologicamente (attraverso la riproduzione) ma in modo più semplice ovvero riunendo la tribù e insegnando al gruppo.
Ovviamente i tempi di questa trasmissione culturale saranno più rapidi rispetto a quelli della trasmissione biologica, perchè può avvenire in più individui contemporaneamente. Vi è però uno svantaggio in quanto non essendo tramandato biologicamente in generazioni diverse, il sapere è facilmente perdibile.

TERZA DOMANDA:L'esempio sui tassisti di Londra ci fa capire in che modo la cultura operi sul nostro corpo attraverso cambiamenti rilevanti. I tassisti londinesi per prendere la licenza, devono imparare tutte le strade della città a memoria, adattando il proprio cervello alle moltissime informazioni del caso.
Questo provoca una modifica della struttura celebrale per chi supera il test con successo, al contrario di coloro che invece non lo superano.
Questo esempio ci dimostra che il sapere appreso dell'uomo, sia in grado di modificarne il sistema biologico attraverso un rapporto con l'ambiente che lo circonda.

Alessia Stirpe ha detto...

1- Nell'ipotesi di una crisi ecologica che in qualche modo giunge ad azzerare la fonte primaria di sostentamento delle api, cioè i fiori, le condizioni necessarie affinché l'alveare possa sopravvivere sono quelle di una mutazione casuale che porti le api stesse a trovare una fonte di sostentamento alternativa: un sostituto cioè del fiore, che possa in qualche modo essere consumabile dalle api. La mutazione casuale, per avere effetto, deve diventare una mutazione adattiva, che diventi funzionale attraverso la trasmissione biologica, genetica o somatica. Nel caso, invece, di una tribú o banda di cacciatori e raccoglitori primitivi che prima si cibava di conigli e poi invece si trova a dover affrontare una grave crisi ecologica, data dalla sparizione della fonte primaria di approvvigionamento, le condizioni necessarie che consentono a questo gruppo di sopravvivere sono quelle di un cambiamento che peró, in questo caso, si manifesta come sapere acquisito perché la rete utilizzata prima per cacciare, viene casualmente utilizzata in acqua per la pesca ma il cambiamento viene trasmesso agli altri membri del gruppo e puó essere accettato o meno. Tale innovazione comunicativa spinge al cambiamento culturale e diventa quindi un sapere acquisito. La trasmissione del sapere acquisito avviene quindi in ambito culturale e la trasmissione culturale è molto piú complessa rispetto ad una trasmissione di tipo genetico o biologico.
2- Le condizioni necessarie affinché un gruppo culturale possa sopravvivere sono date dall'apprendimento che é la caratteristica degli esseri umani ed è quello che caratterizza il sapere acquisito rispetto al sapere innato. Tale sapere è sganciato dalla genetica a tal punto che non risulteremmo uomini senza l'acquisizione della cultura: non ci sono esseri umani naturali perché tutti siamo predisposti ad imparare tramite le connessioni neuronali che consentono l'interazione tra l' encefalo e l'ambiente. Il sapere acquisito comunque risulta flessibile ed implica una buona quota di accettazione e di volizione: proprio perché quasi sempre l'innovazione comunicativa che segue al cambiamento, risultando un gravame data la pigrizia dell'uomo, spinge al rifiuto.
3- L'esempio si basa sulla funzione essenziale svolta dalle amigdale, le quali appunto adottano la ricezione neuronale all'ambiente stesso. Ed è proprio questa la ragione per cui nei tassisti che riescono a superare il corso, l'amigdala risulta piú sviluppata proprio perché ha accumulato una serie maggiore di connessioni neuronali che risultano fisicamente misurabili.
Alessia Stirpe

Cristiana Chiarelli ha detto...

1)Nel caso di una crisi ecologica, le condizioni affinché un gruppo naturale sopravviva sono due: una MUTAZIONE ADATTIVA e la RIPRODUZIONE. La prima condizione consiste in una mutazione genetica del tutto casuale che implichi lo sviluppo di un sistema di nutrimento diverso, cosicché, ad esempio, delle api in assenza di fiori trovino nuove forme di nutrimento e sostentamento; mutazione quindi ‘adattiva’ in quanto permette all'ape mutata di adattarsi alla nuova condizione ambientale. La seconda condizione invece è altrettanto necessaria perché l’ape mutata possa trasmettere tale carattere che consentirebbe alla sua nuova specie di sopravvivere. Infatti, in natura una forma animale mutata perde di compatibilità riproduttiva con la specie non mutata (poiché si genererebbe prole infertile che non contribuirebbe alla continuazione della specie), mentre cercherebbe di riprodursi con forme simili, dando vita ad una specie del tutto nuova, la sola ora in grado di sopravvivere.
2)In un sistema culturale, invece, una crisi ecologica permetterebbe ad un gruppo di cacciatori di conigli di trovare nuove forme di sostentamento (come la pesca), in maniera ATTIVA (non per mutazione genetica, quindi passiva, ma quasi per una sorta di accettazione), senza che questa debba essere trasmessa per via biologica ai propri simili. Gli esseri umani infatti, essendo animali culturali, trasmettono il proprio sapere appreso (cultura) attraverso la COMUNICAZIONE. Il problema di tale trasmissione è che non essendo legato alla biologia è sì più flessibile, ma anche più fragile; pertanto quel sapere acquisito va ritrasmesso ad ogni generazione. IL sapere innato, al contrario, risulta standardizzato e cristallizzato (componente AGENTIVA assente).
3)I tassisti londinesi, dopo anni di duro esercizio della memoria, devono essere in grado di ricordare la collocazione di ogni singola strada della metropoli. Uno studio ha rilevato che coloro i quali superano l’esame per diventare tassisti, chiamato “The knowledge”, hanno subito un ispessimento dell’amigdala. Tale esempio ci fa vedere come l’animale culturale che è l’uomo sia naturalmente predisposto solo all'apprendimento, come dimostra il fatto stesso che la morfologia del nostro cervello è dalla nascita, e nel corso della vita, in evoluzione (NEOTENIA), sottoposta agli stimoli dell’ambiente in cui l’uomo agisce.

Cristiana Chiarelli

Antonio Mendicino ha detto...

1) La prima condizione necessaria per la sopravvivenza dell'alveare è che, tra le innumerevoli mutazioni genetiche che continuamente avvengono tra una generazione e un'altra, ne avvenga una che sia adattiva, cioè riesca a fornire una caratteristica utile all'ape per godere di un diverso nutrimento. La mutazione è casuale e indipendente dalla volontà dell'ape. La seconda condizione è che questa mutazione si trasmetta; ciò è possibile solo attraverso la riproduzione e tramite selezione naturale rimarranno solo le api con il mutamento genetico. Si noti che le api dopo la crisi ecologica saranno molto probabilmente di una specie diversa rispetto a quelle di prima.
2) Per quanto riguarda la tribù di primitivi, la mutazione che deve avvenire è di tipo culturale: un membro della tribù deve trovare una nuova nuova fonte di nutrimento e una tecnica per acquisirla. Questo sapere deve essere poi trasmesso, non per via riproduttiva come prima, ma comunicativa, cioè deve insegnare agli altri la nuova scoperta. Quindi il cambiamento dipende dalla volontà dell'individuo e non porta a una speciazione, bensì a un aricchimento culturale della specie.

3) L'esempio parla dell'esame "The Knowdledge", un test che i tassisti londinesi devono passare per essere assunti, e che presuppone una conoscenza pressochè totale delle strade di Londra. Si è riscontrato che coloro che hanno superato l'esame hanno un ippocampo più spesso rispetto alle persone normali. L'ippocampo è proprio quella zone del cervello che svolge un ruolo importante nella memoria a lungo termine e nella navigazione spaziale, e che è stata esercita dai tassisti. Questo testimonia della grande flessibilità del cervello umano e che la cultura (=sapere appreso), di natura extra-somatica, può condizionare la natura fisica. La nostra natura non è quindi qualcosa di assoluto e predestinato, ma è in continua trasformazione a opera nostra e dell'ambiente.

Francesca Paradisi ha detto...

1. Le condizioni necessarie per permettere all'alveare di sopravvivere sono: LA MUTAZIONE GENETICA,che modifica alcune caratteristiche delle api. Quest'ultima avviene attraverso alcuni errori nella copiatura di codici, errori che posso essere NON ADATTIVI ovvero che producono un effetto di non trasmissione e morte dell'animale oppure ADATTIVI dove si ha un effetto che permetterà all'animale di essere avvantaggiato. Un chiaro esempio di mutazione è quello delle farfalle londinesi che inizialmente erano per la maggior parte bianche e quindi avvantaggiate rispetto a quelle nere poichè si mimetizzavano sugli alberi e riuscivano quindi a non farsi uccidere. Successivamente l'inquinamento annerì tutti gli alberi di Londra e la situazione si capovolse. La seconda condizione sta invece nella possibilità dei membri della specie di riprodursi. Ci vuole quindi un cambiamento e la possibilità di trasmetterlo.
2. Nell'esempio della tribù specializzata nella caccia dei conigli il gruppo dovrà fare un cambiamento che consiste nel trovare un'altra fonte di sostentamento e dovrà trovare il modo di trasmettere questo cambiamento. A differenza delle api il cacciatore può trasmettere questo cambiamento senza passare per la genetica. E' da qui che si capisce chiaramente la differenza radicale tra sapere innato e sapere acquisito, dove il sapere acquisito è molto più flessibile. La trasmissione che avviene in una cultura è molto più imprecisa di quella che avviene biologicamente dove troviamo quindi un sapere innato molto più trasmissibile e standardizzato.
3. L'esempio legato ai tassisti londinesi vuole arrivare a sottolineare il fatto che molte delle connessioni neuronali si formano con l'interazione sociale. L'esame che i londinesi devono fare per diventare tassisti (the knowledge) consiste nel dimostrare di saper conoscere tutte le strade della zona importante di Londra e, si è dimostrato che tutti coloro che hanno superato l'esame hanno l'amigdala più spessa di coloro che non lo hanno superato, dimostrando così quella che è la nostra plasticità e predisposizione ad apprendere.

FRANCESCA PARADISI

alessia tardioli ha detto...

prima domanda: un gruppo naturale ha bisogno di due condizioni necessarie per sopravvivere di fronte ad una crisi ecologica che colpisce la fonte primaria di sostentamento.La prima è una mutazione casuale che permette di trovare un sostituto della fonte primaria e la sopravvivenza del gruppo naturale in questione.Tutto ciò non basta,infatti la seconda condizione necessaria è la capacità di riprodursi per poter trasmettere questo sapere innato.Servono,quindi,un cambiamento e la possibilità di trasmetterlo.
seconda domanda: un gruppo culturale,anche lui davanti ad una crisi ecologica,ha bisogno anche lui delle stesse due condizioni di cui si è parlato per quanto riguarda il gruppo naturale: attuare un cambiamento (trovare una nuova fonte di sostentamento) e trasmetterlo. La differenza è nella trasmissione: il gruppo culturale,a differenza di quello naturale,non deve passare per via genetica e affidarsi alla natura per trasmettere il sapere culturale,il quale però ha la fragilità di dover essere ricostituito ad ogni nuova trasmissione. Questo significa che ogni generazione deve imparare per sopravvivere e che il sapere appreso,non accolto in forma passiva (come invece quello innato), è più flessibile.
terza domanda: le connessioni neuronali dell'uomo sono prodotte dall'interazione con l'ambiente in cui si vive. Si parla di plasticità del cervello umano: gli uomini possono imparare qualunque cosa perché dotati di una grande capacità di apprendimento innata. Tutto ciò che essi imparano non è naturale o innaturale ma è culturale. La cultura,ciò che apprendiamo,cambia anche ciò che riguarda la forma fisica del nostro cervello. Un esempio di tutto ciò è quello degli aspiranti tassisti londinesi,i quali devono imparare numerose strade per poter passare,con un esito positivo,la prova finale. Si è osservato che coloro che sono riusciti nell'intento di passare la prova finale hanno l'amigdala con uno spessore maggiore rispetto a quelli che non ci sono riusciti e che,quindi,non hanno effettivamente appreso. Il nostro cervello è un prodotto della cultura!

Giuseppe Grieco ha detto...

Q1: il gruppo naturale (l'alveare in questo esempio) per sopravvivere ha bisogno che si manifesti una mutazione casuale che permetta al gruppo di adattarsi al nuovo ambiente in cui si trova, e che questa mutazione sia trasmessa sessualmete, per dare vita a nuovi individui muniti di questa nuova caratteristica.
Q2: per sopravvivere il gruppo culturale ha bisogno di un cambiamento, che presenta però una differenza rispetto a quello del gruppo naturale. Mentre quest'ultimo passa per il corpo, ovvero tramite l'accoppiamento, il cambiamento culturale si può trasmettere con l'insegnamento (il cacciatore che spiega ai suoi compagni la nuova tecnica). Questa forma di sapere è più variegata rispetto alla mutazione biologica, ma è anche più precaria, perchè va sempre ritrasmesso ai nuovi individui.
Q3: l'esempio serve a dimostrare la versatilità dell'uomo nel campo dell'apprendimento. Questo infatti risulta essere un'animale bioculturale, portato ad imparare sempre nuove informazioni. Questo sapere però può cambiarci fisionomicamente: la cultura, forma extrasomatica, può essere così potente da modificare il nostro corpo (lo spessore della amigdala dei tassisti dell'esempio).

Ciro Impinto ha detto...

Q.1) Affinché un alveare (o gruppo naturale) possa sopravvivere, innanzitutto, è necessario che ogni ape abbia la possibilità di adattarsi, cioè che sviluppi una particolare caratteristica al fine di nutrirsi, e quindi sopravvivere. Inoltre, questa mutazione è importante che si trasmetta alla progenie, attraverso la riproduzione e la selezione naturale (che ricordiamo essere una mutazione casuale che avviene costantemente). In questo modo, emerge e nasce una "nuova specie", la quale è il frutto di queste tappe appena esposte.

Q.2) Affinché un gruppo culturale sopravviva (si prenda in esempio una tribù), un membro di questo gruppo deve ingegnarsi per trovare una nuova tecnica di caccia per la sopravvivenza, nonché di una nuova forma di sostentamento: la pesca, la caccia ecc. Una volta individuati e acquisiti questi due importanti fattori, vanno poi condivisi in modo comunicativo con gli altri membri del gruppo culturale, al fine di istruirli. Tutto questo dipende dal singolo individuo che è portatore iniziale di questa scoperta e che egli stesso, secondo la sua volontà, apporta poi il futuro arricchimento culturale del gruppo culturale.

Q.3) I potenziali tassisti londinesi vengono sottoposti a un esame, conosciuto come "The Knowledge". Questo esame consiste nella verifica delle conoscenze totali ed esaustive delle strade di Londra da parte dell'esaminato. Secondo delle ricerche, è stato riscontrato che coloro che hanno superato il test, possiedono l'amigdala più spessa rispetto alla media. Ciò è dovuto al fatto che dietro c'è una preparazione formidabile da parte dei potenziali tassisti. Il senso di questo esempio discusso in classe è a dimostrazione del fatto che l'essere umano è propenso a imparare qualsiasi cosa e che la sua cultura, intesa come saper appreso, è in repentino mutamento grazie agli stimoli che riceve dall'ambiente che lo circonda. Se si toglie questo sapere appreso da un essere umano, tutto ciò che rimane è un'ameba: l'uomo non può vivere se non impara.

Eleonora Cericola ha detto...

1) le condizioni minime affinché un gruppo naturale sopravviva fronte una crisi ecologica, sono legate alla sostituzione della fonte di sostentamento principale e alla mutazione casuale. L'esempio delle api che in una crisi ecologica hanno dovuto sostituire la loro fonte principale (i fiori), e attraverso una mutazione casuale (ape che aveva sviluppato un altro organo), sono riuscite a sopravvivere, anche grazie alla riproduzione del genere considerato "anomalo". Quindi da evidenziale l'importanza della trasmissione, in questo caso intesa come riproduzione, che ha salvaguardato la specie.

2) per la sopravvivenza del gruppo culturale bisogna far sì che il sapere venga trasmesso di generazione in generazione. È un sapere flessibile, non standardizzato, quindi può cambiare nel tempo perché soggetto a cambiamenti dell'ambiente circostante. Ricorre l'esempio del gruppo di uomini primitivi che senza la loro fonte principale di sostentamento (conigli), hanno appreso nuove arti per poter vivere. Una volta appresa questa nuova arte e ' loro compito trasmetterla al resto del gruppo.

3) l'esempio dei tassisti londinesi rivela come la cultura sia in gradi di modificare delle parti del nostro corpo. I tassisti londinesi devono sostenere un esame "knowledge" e dimostrare la conoscenza della maggior parte delle strade di Londra. Si è rilevato che chi superava l'esame possiedeva un'amigdala più spessa. Ciò rivela come il nostro cervello sia predisposto al l'apprendimento e di come esso sia flessibile.

Eleonora Cericola

Maria Spinella ha detto...

Q1) Le condizioni necessarie per cui un gruppo naturale (esempio: alveare) possa sopravvivere sono il cambiamento e la trasmissione. Il cambiamento, generalmente, in natura è un atto involontario! Nel caso in cui un giorno dovessero scomparire dei fiori, le api inizierebbero un mutamento per adattarsi alla nuova situazione e in seguito, tramite l’accoppiamento, trasmetterebbero i geni alle future generazioni.
Q2) Per far in modo che un gruppo culturale sopravviva (esempio: tribù) si devono ricreare le stesse situazioni del gruppo naturale, ossia cambiamento e trasmissione, ma con delle differenze. Facendo riferimento a una tribù abituata a cacciare sempre conigli, notiamo che se ad un tratto i conigli dovessero scomparire, i membri (o un membro) della tribù per pure casualità troverebbero un altro sistema per procurarsi cibo, esempio la pesca, per poi trasmetterlo ai compagni tramite la comunicazione e/o spiegazione. Le forme di trasmissione tra i due gruppi sono diverse: Ape: genetica; Uomo: comunicazione. Inoltre, la trasmissione che avviene dentro un gruppo culturale è molto più fertile rispetto alla trasmissione che avviene in forma biologica, poiché si presuppone che i diversi membri appartenenti alla medesima cultura diano tanti idee diverse.
Q3) Dimostra la flessibilità del cervello umano e come la cultura riesca a condizionare la natura fisica.
Maria Spinella

Alessandro ha detto...

Risposta alla prima domanda)
Il gruppo naturale rappresentato da un alveare per sopravvivere ad una crisi ecologica ha bisogno di una mutazione genetica casuale che aiuti le api a trovare una nuova forma di sostentamento; la condizione necessaria affinchè questo mutamento continui nel tempo, è la capacità di trasmettere questa mutazione genetica tramite l'accoppiamento con un proprio simile.
Risposta alla seconda domanda)
La condizione necessaria perchè un gruppo culturale sopravviva ad un qualsiasi cambiamento passa dapprima attraverso l'esperienza di un singolo, che poi viene trasmessa agli altri tramite l'insegnamento e non attraverso fattori biologici, come nel caso del gruppo naturale. La differenza sta anche nel fatto che tale mutamento va trasmesso attraverso l'insegnamento alle generazioni future, le quali devono essere predisposte all'apprendimento per mantenere l'informazione.
Risposta alla terza domanda)
Nell'esempio da lei illustrato riguardo il mutamento genetico indotto nei tassisti londinesi (aumento spessore amigdala)questo non è innescato da fattori biologici, bensì da fattori culturali spinti al punto da cambiare la fisiognomica del nostro cervello.
Alessandro Bianchi

Alice Carfora ha detto...

RISPOSTA 1
La condizione necessaria perché l’alveare sopravviva è una mutazione di tipo additivo. Se a seguito di una crisi ecologica i fiori spariscono, è necessario che per far si che le api continuino ad esistere, si sviluppi in loro un organo che ad esempio serva per scavare la corteccia degli alberi.
Queste mutazioni però non avvengono tutte insieme, probabilmente prima della suddetta crisi ecologica era nata un’ape con quest’organo per scavare e a seguito di questa crisi, mentre le api che avevano la ligula per succhiare il nettare si estinguono, l’ape con l’organo per scavare sopravvive e riproducendosi trasmette questo nuovo carattere anche alle “nuove” api.
Quindi sono necessarie: una mutazione, un sostituto del fiore, e la capacità di trasmettere questa mutazione.
RISPOSTA 2
Le condizioni necessarie per cui un gruppo culturale sopravviva è principalmente l’apprendimento, perché l’uomo è fatto per imparare.
Se fino al giorno prima quel gruppo aveva cacciato i conigli con una rete, ma poi i conigli a seguito di una crisi ecologica spariscono, l’unica cosa da fare è apprendere la caccia di qualche altro animale (l’esempio visto in classe era quello che l’uomo gettando la rete usata per cacciare i conigli nel fiume avrebbe pescato dei pesci).
Ovviamente poi questo nuovo sapere appreso deve essere trasmesso, ma a differenza del gruppo naturale, l’uomo non ha bisogno di riprodursi per trasmettere ai suoi figli questa nuova capacità, ma deve semplicemente insegnarlo agli altri membri del gruppo.
RISPOSTA 3
L’esempio dei tassisti londinesi vuole sottolineare come la cultura riesca a modificare la struttura (in questo caso il cervello) del nostro corpo.
Gli aspiranti tassisti londinesi devono imparare a memoria molte strade di Londra e i vari percorsi possibili per arrivarci.
A seguito di ciò si è dimostrato che chi aveva conseguito la licenza da tassista (cioè chi aveva veramente imparato tutte le strade), possedesse l’amigdala più spessa di chi non aveva ottenuto la licenza.

Flavia Vitti ha detto...

Q1.Le api per fare fronte alla crisi ecologica avranno bisogno di due fattori combinati che giochino in loro favore. Il primo fattore riguarda una mutazione adattiva che permetta loro di nutrirsi nonostante la problematica, mentre il secondo fattore è la possibilità di riproduzione.
Q2.Per quanto concerne la banda di cacciatori e raccoglitori primitivi sarà invece necessaria una mutazione di tipo culturale. La tribù avrà cioè bisogno di imparare a nutrirsi di altro, e sopratutto dovrà trovare un modo per trasmettere il sapere appreso al resto della tribù. C’è bisogno di una collaborazione per quanto riguarda la mutazione culturale.
Q3.L’esempio del tassista londinese è servito per spiegare la differenza tra la specie umana e le altre specie animali. Per diventare tali i tassisti di Londra devono superare un test che prevede che conoscano i nomi di tutte le strade della città, e che riescono ad arrivare da un punto ad un altro qualsiasi senza l’ausilio di cartine o navigatori. Si è riscontrato che coloro i quali passano il test hanno una parte del cervello più sviluppata che nella media. Questo è prova del fatto che l’uomo al contrario di altro animali, non avendo abilità particolari, non ne ha altra se non quella di imparare. Quindi le connessioni neuronali sono prodotte dall’ambiente in cui viviamo, in parole povere, il cervello è prodotto dall’ambiente.

Martina Luciano ha detto...

RISPOSTA 1 E 2: Le condizioni per fa si che l’ alveare sopravviva difronte a tale crisi ecologia sono:
- ci deve essere un cambiamento. Ovvero un’ape portatrice di una mutazione svantaggiosa quando c’erano i fiori, ma una volta spariti i fiori quella mutazione casuale è adattiva.
- deve avere anche la possibilità di riprodursi e trasmettere i suoi geni (con il nuovo arpione per esempio).
Il cambiamento e la possibilità di trasmetterlo sono biologici, passano cioè attraverso il corpo. L’anno dopo troveremo quindi una nuova specie di api.
Per far si che il nostro gruppo di cacciatori sopravviva invece basta che questo abbia imparato a cacciare altro, (magari la rete usata per i conigli è stata gettata per sbaglio in acqua e ha preso dei pesci) abbiamo quindi anche qui un cambiamento.
Questo però non basta, bisogna trovare il modo di trasmettere questo sapere, e se l’ape si affida alla natura sperando che ci sia un compagno compatibile geneticamente per trasmettere la mutazione, il cacciatore non ha bisogno di trasmetterlo geneticamente ma basta che comunichi alla tribù l’accaduto.
Notiamo quindi come nel caso delle api e nel caso della tribù la forma della trasmissione di questa mutazione è diversa e il tempo di trasmissione nel secondo caso è molto più rapido.
Quando la trasmissione avviene dentro la cultura è molto più fertile della trasmissione quando avviene dentro la biologia. Quando le api sono diventate questa nuova specie tutto torna come prima, si ritorna alla routine e la trasmissione va per conto suo. Il sapere appreso invece è molto più fragile, va ricostruito ad ogni nuova trasmissione e se il nuovo saper fare delle api coincide con il loro nn essere api perché diventano un’altra cosa, la variazione culturale intensifica invece la specificità dell’essere umano. La tribù sapeva cacciare conigli ma adesso sa anche pescare, l’apprendimento è la caratteristica degli umani.
Quindi per far si che un gruppo culturale sopravviva è necessario che ci sia un cambiamento intenzionale nelle pratiche non dovendo dipendere, come dicevo prima, dalla genetica e non sarà necessario che si adattino all’ambiente perché saranno loro a creare il proprio ambiente naturale (hanno iniziato a mangiare il pesce).

RISPOSTA 3: È un esempio per farci capire come il cervello sia prodotto dall’ambiente. L’essere umano è predisposto a non avere alcuna capacità se non quella di imparare, e può imparare qualunque cosa. I tassisti londinesi hanno infatti imparato a memoria tutte le strade di Londra tanto da avere sviluppato l’amigdala molto più spessa rispetto a quelli che non passavano il corso.

MARTINA LUCIANO (0241314)

SOFIA RONCHINI ha detto...

Q1
La prima condizione necessaria affinché un gruppo naturale, come quello delle api che vivono all'interno di un alveare, possa sopravvivere di fronte alla sparizione improvvisa della sua principale fonte di sostentamento, è la sua capacità adattiva. Quest'ultima consiste nella possibilità, in caso di un cambiamento delle condizioni esterne, di adattarsi e sviluppare delle nuove caratteristiche fisiche che possono quindi portare ad un mutamento biologico. La seconda condizione necessaria, invece, è la riproduzione, tramite la quale si trasmettono geneticamente i diversi mutamenti.

Q2
Affinché un gruppo culturale sopravviva di fronte ad una crisi ecologica è importante che attivi la sua capacità intrinseca di apprendimento. Deve imparare a trovare il proprio sostentamento altrove utilizzando altre risorse. Questo prende il nome di mutamento culturale e, a differenza di quello biologico, non necessita la riproduzione per essere trasmesso in quanto sapere acquisito. Quest'ultimo, è molto più flessibile, e si basa sull'accettazione delle novità da parte di un determinato gruppo che deve quindi svolgere un'azione intenzionale nei confronti del cambiamento delle pratiche comuni.

Q3
L'esempio dei tassisti londinesi serve ad avvalorare la tesi secondo la quale la nostra forma fisico-biologica dipende da fattori legati all'ambiente in cui ci si sviluppa. Questi infatti presentano un'amigdala più spessa e sviluppata rispetto a quella di altri esseri umani. Questa mutazione è legata al fatto che hanno dovuto imparare a memoria un ampio numero di percorsi stradali della città per potersi muovere e sapersi orientare senza l'aiuto di cartine e navigatori. Ciò dimostra come il cervello di un essere umano sia estremamente plastico e aperto allo sviluppo di nuove caratteristiche e capacità.

Ilaria Piacenti ha detto...

Ilaria Piacenti

Q1. Affinché un gruppo naturale sopravviva ad una crisi ecologica è necessaria una mutazione adattiva, ovvero, la trasmissione del codice genetico deve aver prodotto, in modo del tutto casuale, un errore di copiatura tale da permettere all’animale, nel nostro caso alle api, di adattarsi al nuovo ambiente; altra condizione indispensabile per la sopravvivenza delle api è la riproduzione che permette la trasmissione di tale mutazione. Nel caso dei cacciatori di conigli deve invece avvenire una mutazione culturale; una volta trovata la nuova fonte di sussistenza (e quindi avendo sostituito la caccia con la pesca) gli individui devono essere anche in grado di comunicare la scoperta di questo nuovo tipo di sussistenza.

Q2. Rispetto agli animali l’uomo ha innata la disposizione ad apprendere, di conseguenza, affinché un gruppo culturale sopravviva, è indispensabile la trasmissione del sapere appreso. Contrariamente all’ape quindi che può affidarsi esclusivamente alla natura, il cacciatore può cambiare il suo stile di vita e trasmetterlo velocemente agli altri individui.

Q3. L’esempio dei tassisti londinesi serve a spiegare che il cervello dell’uomo è naturalmente predisposto all’apprendimento, è quindi in grado di creare connessioni neuronali che sono prodotte dall’ambiente in cui viviamo. Uno studio ha infatti dimostrato che lo spessore dell’amigdala degli studenti londinesi che si iscrivono al corso per tassisti, aumenta in quelli che superano tale corso (quindi in coloro che avevano imparato a memoria tutte le strade di Londra). Da ciò si deduce che la forma biologica del nostro cervello è prodotta dall’interazione con l’ambiente.

Anonimo ha detto...

Q1:
Le condizioni necessarie per cui un gruppo naturale, per esempio un alveare possa sopravvivere in seguito ad una crisi ecologica sono: 1)una mutazione genetica casuale. 2)la possibilità di riprodursi e trasmettere il gene mutato.La mutazione genetica è un errore di copiatura dei codici per cui alcuni errori possono essere:•Non adattivi, rendono un animale svantaggiato nell’ambiente in cui si trova tanto da non potersi sviluppare e trasmettere il gene della mutazione alla sua progenie.
•Adattivi, cioè permettono a un animale di essere avvantaggiato, vivere e riprodursi in un determinato ambiente favorevole.Per esempio la mancanza di fiori spinge le api a dover trovare un altro mezzo di sostentamento, alcune api che invece di succhiare il nettare dai fiori erano nate con una mutazione che le portava ad approvvigionarsi con un piccolo rostro per decorticare la corteccia di un albero, da svantaggiate, con un cambiamento(prima variabile)ambientale, che porta alla scomparsa dei fiori, diventano le avvantaggiate, tanto da potersi riprodurre e trasmettere il proprio gene(seconda variabile).Cambiando le variabili in gioco l’animale può diventare avvantaggiato o svantaggiato, lo stesso è successo alle farfalle di Londra. In un gruppo naturale il mutamento biologico è trasmesso attraverso la riproduzione e non c’è bisogno di alcuna spiegazione; le api riprenderanno i loro ruoli indipendentemente dal mutamento avvenuto perché il sapere innato è più standardizzato e trasmissibile passivamente dal punto di vista di chi lo riceve, passa per la genetica. Quando le api acquisiscono un nuovo saper fare, questo coincide con il loro non essere più api, ma una nuova specie.
Q2:
Le condizioni necessarie per cui un gruppo culturale, per esempio una tribù di cacciatori possa sopravvivere in seguito ad una crisi ecologica sono: 1)un cambiamento. 2)la possibilità di trasmettere il nuovo sapere. La scomparsa della fonte di approvvigionamento di questa tribù porterà i membri a cercare una nuova fonte di cibo, cacceranno altro, per casualità getteranno la rete usata per cacciare nel fiume e pescheranno dei pesci.Quello che differenzia un gruppo culturale da uno naturale sta nella trasmissione del nuovo sapere, quello di tipo culturale ha una fragilità, deve essere ricostituito a ogni trasmissione.L’uomo che con un mutamento da primitivo diventa cacciatore, poi pescatore,etc… non è meno uomo, anzi, sa fare più cose, la variazione culturale intensifica la specificità e non la riduce a speciazione.Nel meccanismo con cui avviene la trasmissione, è insita la dimensione agentiva di chi impara, assente nelle forme di sapere innato.Quando trasmetto il mio nuovo sapere riguardo alla caccia, qualcuno mi ascolterà, proverà nuove tecniche, altri entreranno in competizione dimostrando di essere all’altezza della situazione usando altri utensili.Quando sganciamo il sapere dalla genetica, all’interno della struttura sociale si crea una complicazione; mentre le api sono tutte uguali e reagiscono allo stesso modo gli uomini no, sono tutti diversi e reagiscono in modi differenti, infatti, l’essere umano è quell’essere specializzato ad apprendere e imparare.
Q3:
L’esempio portato a lezione conferma che da una situazione antichissima, quando i nostri antenati cominciarono a camminare su due gambe,andarono incontro a un restringimento del bacino. Questo, nelle donne, portava a gravidanze più brevi e a partorire anticipatamente; i bambini che nascevano avevano un sistema neurale prematuro e molto plastico. Il nostro cervello è predisposto a creare connessioni neurali che sono prodotte dall’ambiente in cui viviamo e così è stato per i tassisti londinesi, studiando per tantissimo tempo tutte le strade della città per superare l’esame,in chi aveva appreso,l’amigdala presentava un ispessimento contrariamente a chi non l’aveva superato a dimostrazione della creazione di reti neurali nuove, misurabili addirittura fisicamente. La plasticità della specie umana ci rende quindi predisposti biologicamente ad avere una capacità: quella di poter imparare ogni cosa.
Noemi Flore.

Valentina Tomassini ha detto...

Q1) Di fronte ad una crisi ecologica responsabile della scomparsa dei fiori, un alveare sarebbe in grado si sopravvivere soddisfacendo due condizioni: la prima consisterebbe nella comparsa casuale di una mutazione genetica adattiva in almeno un esemplare della specie (ad esempio, un rostro in grado di avvantaggiarlo nella sfregatura della corteccia) e, qualora si verificasse questa prima condizione, la seconda sarebbe la riproduzione di quell’esemplare al fine di trasmettere geneticamente la sua mutazione ad altri individui, fino alla creazione di una nuova specie. Pertanto, le condizioni necessarie alla sopravvivenza di un gruppo naturale sono interamente affidate alla selezione naturale, cioè ad eventi involontari e non programmabili.
Q2)Il cambiamento e la sua trasmissione restano le condizioni indispensabili anche per la sopravvivenza di un gruppo culturale (ad esempio, una tribù) durante una crisi. Tuttavia, la natura del mutamento in questo caso è culturale e,dunque, affidata alla capacità inventiva e volitiva dell’uomo. Se la fonte primaria di sostentamento di una tribù di cacciatori viene a mancare (ad esempio, il coniglio), l’uomo può imparare a pescare o a coltivare : sceglie di reagire, di trovare un’alternativa senza dover sperare nella casualità della genetica. Successivamente, la trasmissione di questo nuovo sapere appreso si realizza per mezzo della comunicazione: uno strumento molto più potente della trasmissione biologica. Infatti, oltre ad essere più rapida, la comunicazione può coinvolgere contemporaneamente tutti i membri della tribù, garantendo una possibilità maggiore di conservazione del nuovo sapere rispetto alla riproduzione (il numero dei figli di un insegnante è sempre inferiore rispetto a quello dei suoi studenti). Inoltre, ciascun individuo è in grado di elaborare una versione personale nel nuovo sapere appreso (dimensione agentiva), rivelando la fertilità e la potenzialità creativa della trasmissione comunicativa. Grazie a questo meccanismo, le condizioni per la sopravvivenza di un gruppo culturale si verificano con probabilità maggiori ed imprevedibili rispetto a quelle necessarie alla salvaguardia di un gruppo naturale.
Q3)Il senso dell’esempio dei tassisti di Londra si dispiega a partire dal concetto di cultura come forza plasmatrice del nostro encefalo. Infatti, la plasticità e l’incompiutezza del nostro sistema neuronale fanno sì che le connessioni sinaptiche si sviluppino dopo la nascita attraverso l’interazione con l’ambiente, dando vita a combinazioni variabili in base all’apprendimento acquisito. Di fatto, è stato osservato che solo coloro che riescono a superare il famoso esame “The Knowledge” (memorizzando un’enorme quantità di strade) presentano un ispessimento dell’amigdala: una vera dimostrazione misurabile dell’azione della cultura sulle nostre forme somatiche. Non a caso, l’uomo può essere definito come un animale bioculturale, laddove la nostra struttura biologica è la conseguenza diretta di ciò che abbiamo imparato.
Valentina Tomassini

Sara De Rosa ha detto...

Domanda 1Q
Se i fori dovessero sparire, sparirebbe la diversità genetica e di sostentamento dell’ape di conseguenza si estinguerebbe la razza delle api operaie, del miele questo perché le api si nutrono del nettare del fiore. Per far si che l’ape sopravviva alla sparizione del fiore ci devono essere diverse variabili : in ansi tutto L’adattamento del ape al nuovo clima , il posto in cui sta deve avere le giuste condizioni ambientali per far si che l’ape non muoia e si adatti al cambiamento, All’inizio le prime api saranno le specie pioniere in modo da iniziare a creare il giusto terreno per le specie più complesse (ad esempio le graminacei creano un terreno fertile per piante più complesse e per il nutrimento dei diversi insetti) cosi faranno le api creando il loro Habitat “nuovo” cambieranno fonte di sostentamento magari utilizzando un'altra tipo di pianta e successivamente per far si che la specie continui a vivere sarà necessario che si riproducano con una diversa popolazioni di ape. Arrivando a far
nascere una nuova specie che resista al cambiamento del loro habitat.

Domanda Q2
Per quanto riguarda la sopravvivenza di un gruppo culturale è fondamentale che in questo gruppo non vi sia l’etnocentrismo, ovvero la presunzione che il proprio pensiero sia in assoluto quello corretto e di conseguenza si giudica pensieri o le idee diverse dalle proprie. Bisogna che si trasmetta il sapere appreso non solo all’interno del proprio gruppo ma anche fuori, visto che il sapere appreso è più flessibile e reagisce alle mutazioni culturali. L’uomo impara le culture proprio perché è predisposto al apprendere. Un altro elemento importante per la sopravvivenza di un gruppo culturale oltre che la trasmissione del proprio sapere è la riflessione, avere la consapevolezza delle regole che guidano il nostro agire e le nostre convenzioni.

Sara De Rosa ha detto...

Domanda Q3
L’uomo è predisposto ad apprendere per questo la cultura lo plasma, ma anche l’animale può apprendere la differenza tra l’uomo e l’animale è la capacità di pensiero di possedere i dubbi e le incertezze e di avere la capacità di giudizio e di scelta. Per questo l’uomo fin dall’antichità ha iniziato a creare riti e culture si pensa al fatto che i primitivi seppellivano i propri defunti, alle loro storie incise sulle parati alla scoperta del fuoco e della caccia fino ad arrivare alle costruzioni di case e armi.

Giulia Bonsangue ha detto...

1) Le condizioni necessarie affinché un alveare possa sopravvivere ad una crisi ecologica sono sostanzialmente due: la prima è lo sviluppo del tutto casuale di una mutazione adattiva che permetta all’ape di adattarsi al nuovo ambiente sfruttando a proprio vantaggio quell’errore di copiatura nel suo codice genetico. La seconda è la necessità di trovare un modo per riprodurre quella mutazione e renderla quindi trasmissibile. Sono quindi condizioni genetiche/biologiche, e in quanto tali potrebbero determinare speciazione all’interno di un gruppo animale. Per quanto riguarda l’esempio sui cacciatori di conigli, nell’eventualità di una crisi ecologica che faccia estinguere i conigli, anche qui le principali condizioni necessarie alla sopravvivenza del gruppo sono due: la prima è imparare a cacciare altro, utilizzando per esempio la rete non più per cacciare conigli, bensì per pescare. La seconda è trovare il modo di trasmettere questo nuovo sapere al resto dei cacciatori.
2) Nell’esempio poco fa citato sui cacciatori di conigli il mutamento avvenuto era di tipo culturale, che è estremamente più rapido rispetto al mutamento biologico nell’esempio sulle api. Questo perché il sapere acquisito è molto più flessibile di quello innato/genetico. In un contesto biologico, ad esempio, si possono determinare le probabilità di sopravvivenza delle api; il sapere acquisito, invece, comprende una parte di accettazione e di adattamento, di apertura e collaborazione da parte di chi apprende. Il sapere genetico sta lì, si passa da individuo a individuo senza alcuna volontarietà da parte di chi lo trasmette o di chi lo riceve. È proprio per questo che quando la trasmissione avviene all’interno di una cultura essa è più imprecisa e fertile e può dare vita a innumerevoli risultati tra loro vari e differenziati, mentre quella genetica produce un unico risultato (differente dal quello precedente) in un sistema che invece resta sempre la stesso. Il sapere appreso/culturale ogni volta che viene trasmesso va in un certo senso ricostituito, verificato e riaffermato. Non si riproduce automaticamente e identicamente da individuo a individuo, perché ogni essere umano ha caratteristiche totalmente differenti l’uno dall’altro che, pertanto, determinano esiti differenti nell’apprendimento. La differenza tra l’innovazione genetica rispetto a quella culturale è che quando le api subiscono una mutazione e acquisiscono un nuovo sapere smettono di essere api, mentre l’uomo quando “muta” culturalmente resta comunque tale, anzi sviluppa un’abilità in più. La variazione culturale intensifica la specificità, invece che ridurla a speciazione.
3) L’uomo è un animale bioculturale e la sua marca distintiva è proprio la capacità/disposizione innata di apprendere. Il nostro cervello è infatti naturalmente predisposto a tale compito, a creare quindi delle connessioni neurali prodotte dall’ambiente che ci circonda. La forma biologica dell’encefalo è prodotta proprio dall’interazione con l’ambiente esterno e a dimostrazione di ciò c’è uno studio condotto sui tassisti londinesi. I londinesi, infatti, per il “knowledge” (l’esame per diventare tassisti) devono dimostrare di sapere come raggiungere una determinata via senza l’ausilio di mappe o navigatori; a tal fine, studiano mesi e mesi per memorizzare i migliaia di luoghi che ipoteticamente gli potrebbero essere chiesti all’esame. Lo studio consisteva quindi nella misurazione dell’amigdala al momento dell’iscrizione al corso e al momento successivo al superamento dell’esame. Il risultato è stato di un’ispessimento dell’amigdala, dovuto allo sviluppo di una serie di collegamenti neuronali determinati dall’ambiente esterno. Questo dimostra che la plasticità della specie umana è tale per cui siamo biologicamente predisposti ad imparare, qualsiasi cosa essa sia.

Elsa De Carolis ha detto...

Q1: Ad un groppo naturale (oggetto esempio della nostra lezione un alveare di api) la sopravvivenza legata a una crisi ecologica che comporti la sparizione della principale fonte di sostentamento, è strettamente legata ad una mutazione genetica di tipo adattivo, la quale permette all'animale in questione, come nel nostro caso le api, di poter approvvigionarsi il cibo non più raccogliendo il polline dai fiori, i quali non si trovano più, ma bensì ,ad esempio, scavando mediante un nuovo apparato ,donatogli dalla mutazione, la corteccia di un albero arrivando alla sua linfa la quale è diventata la nuova fonte di cibo.
Un gruppo naturale dunque ,non solo in tal caso sparisse il loro cibo abitudinale dovrebbe attendere una mutazione del codice genetico, ma dovrebbe inoltre aspettare che la portatrice del nuovo codice trovi il corrispondente portatore di codice del sesso opposto per dar così via alla riproduzione, la quale dopo un lungo lasso di tempo, porterà alla sostituzione delle vecchie api mangiatrici di polline alle nuove api nutritrici di linfa. Una volta fatto ciò, nonostante il lungo processo, l'assetto interno all'alveare delle api risulterà lo stesso, ciò a causa del loro grande sapere innato.

Q2: Dall'altra parte abbiamo l'uomo, il quale vede il sapere sganciato dalla genetica, cosa che gli procura disagi dal momento che per evolversi si deve impegnare. La differenza sostanziale che vi è tra l'uomo e l'animale è che egli non deve aspettare una mutazione genetica per poter cambiare le fonti delle sue necessità primari, ma bensì gli basta imparare. Procedendo per tentativi o mediante un processo casuale, all'uomo non serve aspettare il mutamento evolutivo della sua specie, ma gli basta impegnarsi nella ricerca di un qualcosa che possa essere sostitutivo. Una volta trovato l'obbiettivo delle ricerca, vi è un altro passaggio da rispettare, quale la trasmissione del proprio sapere agli altri uomini, nei quali alla presa di coscienza di ciò vi sarà innescato un meccanismo di competizione, che porterà a un consecutivo miglioramento della specie secondo lo stesso meccanismo.
A differenza delle api nel loro alveare, ogni cambiamento apportato dall' uomo alle sue abitudini, comporterà un cambiamento all'interno del suo stile di vita, costringendo l'uomo a ripartire da zero, ciò è dovuto al suo basso sapere innato, e alla sua grande possibilità di apprendere il sapere. La plasticità della mente umana è tale da permettere agli uomini di non avere capacità innate se non quella di apprendere, ciò fa di noi degli animali culturali.

Q3: L'esempio dei tassisti londinesi sta a rafforzare l'affermazione secondo la quale il nostro cervello è predisposto all'apprendimento, il quale si trova a stretto contatto con l'ambiente che ci circonda. I tassisti londinesi ,infatti, per poter affermare di essere tali devono superare un test che richiede loro la memorizzazione di un gran numero di vie. Alcuni sondaggi effettuati hanno rivelato che gli ippocampi dei candidati che avevano superato la selezione presentavano maggiori volumi di materia grigia nella regione posteriore rispetto a coloro che non avevano superato il test.

Chiara Dell'Erba ha detto...

Quesito 1: Le due condizioni che si devono verificare affinchè, ad esempio, successivamente ad una crisi ecologica noi possiamo ancora trovare delle api, una volta che tutti i fiori siano spariti sono: 1- ci sia stata una mutazione genetica tale che l'ape abbia sviluppato una diversa capacità e mezzo di sostentamento, e che quindi non siano più i fiori il suo nutrimento ma ad esempio la corteccia di un albero. Di per sé da questa modificazione non costituirebbe alcun vantaggio (per il singolo si, per la specie delle api no) se non potesse essere trasmessa alla prole. Questa è la seconda condizione sempre genetica, che passa cioè attraverso la biologia che permetterebbe alle api di sopravvivere nel caso di una crisi ecologica.
Quesito 2: L'uomo invece è per la maggior parte costituito,naturalmente, da sapere appreso, che è estremamente più flessibile, fertile ed è possibile trasmetterlo di generazione in generazione attraverso l'insegnamento, l'educazione, l'apprendimento. Il sapere innato non ha questa flessibilità, può essere trasmesso alla prole solo attraverso i geni. Cosa comporta ciò? Nel caso in cui ad esempio, l'uomo che si ciba solo di conigli, dovesse veder sparire quest'ultimi dalla terra non avrebbe bisogno di una mutazione genetica e trasmissione di quest'ultima per sopravvivere. "Basterebbe" che l'uomo scoprisse una nuova fonte di sostentamento e che soprattutto fosse in grado di trasmetterla, nel senso di farla scoprire anche al suo gruppo, attraverso il linguaggio e l' insegnamento.
Quesito 3: L'uomo è un animale bioculturale, ovvero l'uomo per natura è caratterizzato da questo aspetto extrasomatico, la cultura e da un altro aspetto cioè una disponibilità innata all'apprendimento. Un esempio: il test Knowledge (l'esame per diventare tassisti a Londra) ha portato ad un ispessimento dell'amigdala da parte di coloro che ricordavano le strade a memoria; si sono creati dei collegamenti neuronali dettati dall'ambiente esterno, ciò sta a confermare la tesi per cui l'uomo è predisposto per natura ad imparare, solo questo è proprio della natura dell'uomo.

Giulia Testani ha detto...

DOMANDA 1:
Se ci si imbatte in una crisi ecologica, prendendo ad esempio la situazione delle api, ci si trova di fronte alla sparizione del sostentamento delle api, ovvero i fiori. L'alveare avrebbe possibilità di sopravvivenza a due condizioni: la prima è che avvenga una mutazione casuale adattiva in grado di consentire alle api di procurarsi altrimenti il cibo, ovvero la trasmissione del DNA potrebbe, in maniera casuale, produrre un errore di copia da cui però l'animale trarrebbe vantaggio (Ad esempio un "Punteruolo" che potrebbe consentire all'ape di nutrirsi dalla corteccia degli alberi). La seconda condizione è trasmettere queste caratteristiche attraverso la genetica.
Quelli narrati sono eventi incontrollabili che però generano una nuova specie che possiede caratteristiche biologiche che le daranno modo di sopravvivere.

DOMANDA 2:
Affinché un gruppo culturale sopravviva è necessario che ciò che è stato appreso venga tramandato.
Il sapere acquisito ha bisogno di essere sempre ricostituito, deve essere imparato di frequente e richiede un'attività del soggetto che apprende.
Se una crisi ecologica privasse una tribù del loro sostentamento, la tribù dovrebbe procurarsi il cibo necessario per la sopravvivenza in un altro modo.
Supponiamo che la tribù di cui si parla cacci conigli ma quest'ultimi improvvisamente si estinguano.
La tribù, ad esempio, potrebbe imparare a pescare.
Questo sapere, una volta acquisito, può essere trasmesso alla progenie sotto forma di sapere acquisito utile alla sopravvivenza.
Ci troviamo di fronte ad un mutamento di tipo culturale.

DOMANDA 3:
Gli aspiranti tassisti londinesi debbono svolgere un test dal nome "The Knowledge". Il test prevede la messa alla prova degli aspiranti tassisti da parte di esaminatori i quali hanno il compito di verificare le competenze dei candidati.
I tassisti devono essere in grado di raggiungere determinati luoghi senza alcun ausilio come mappe o navigatori.
E' stato dimostrato che, coloro che passano il test hanno l'amigdala più spessa e sviluppata di tutti coloro che invece non lo passano.
Coloro che hanno appreso hanno creato delle connessioni neuronali misurabili fisicamente.
Ciò sta a dimostrare che nasciamo con un cervello elastico in grado di creare connessioni neuronali generate dall'interazione con l'ambiente.
L'uomo è un essere bio-culturale.

GIULIA TESTANI

Arianna Tuni ha detto...

Arianna Tuni
Q1 e Q2
Affinché un gruppo naturale possa sopravvivere vi è bisogno di una mutazione adattiva: nell’animale in cui avviene questa mutazione casualmente la trasmissione del codice ha prodotto un errore di copiatura che però permetterà a quell’animale di poter sopravvivere in caso di crisi ecologica. Tutto ciò si può ben capire se si guarda all’esempio delle api: a causa di una crisi ecologica la principale fonte di sostentamento delle api (i fiori) scompare; a questo punto l’ape dovrà attuare una mutazione nel proprio corpo per fare in modo di trovare il sostentamento non più nei fiori ma in un altro luogo (ad esempio la corteccia degli alberi). Tuttavia questa sola condizione non è sufficiente. È necessario anche dover trasmettere questo cambiamento e ciò è possibile attraverso la riproduzione: infatti l’animale che ha subito la mutazione da solo non può nulla, deve assolutamente trasmettere geneticamente il cambiamento per assicurare la sopravvivenza. Inoltre se la mutazione andrà per il meglio avremo anche una nuova specie.
Per quanto riguarda invece il nostro gruppo, gli esseri umani,in caso di crisi ecologica è allo stesso modo necessario dover attuare un cambiamento. Se infatti una tribù è specializzata in un tipo di caccia ma per problemi ambientali non può più praticarla dovrà in qualche modo trovare una soluzione per poter sopravvivere (magari attraverso la pesca). Come nel caso delle api anche l’uomo dovrà però trasmettere questo cambiamento, tuttavia in questo caso non ha bisogno di affidarsi alla genetica poiché l’uomo può insegnare. Infatti l’apprendimento è proprio la caratteristica degli esseri umani.

Q3
Attraverso l’esempio dei tassisti londinesi possiamo capire che il nostro cervello non è altro che il frutto dell’ambiente in cui viviamo. Gli studenti londinesi iscritti al corso per tassisti dovranno superare un esame chiamato The Knowledge e cioè dovranno dimostrare entro un limite di un’area molto grande della città di Londra di saper arrivare a qualunque strada richiesta solo attraverso le loro conoscenze. Misurando lo spessore della amigdala degli studenti iscritti al corso si sono resi conto che questa aumentava di più in quelli che superavano l’esame. Con questo capiamo che la nostra plasticità ci rende biologicamente predisposti a non avere capacità se non quella APPRENDERE qualunque cosa.

Claudia Giorgi ha detto...

Claudia Giorgi
Q1. A seguito di una crisi ecologica che produca un cambiamento delle condizioni ambientali tale da far scomparire la fonte di sostentamento di una specie (come i fiori per le api), le condizioni affinché questo gruppo naturale possa sopravvivere sono due: la prima è che si presenti una mutazione adattiva, cioè una mutazione genetica che rende l'individuo che la possiede adatto alla vita nel nuovo contesto ambientale; la seconda è la possibilità per tale individuo di riprodursi e dunque di trasmettere tale mutazione alla progenie. In questo caso quindi il destino della specie è affidato ad una mutazione genetica che, in quanto casuale, potrebbe verificarsi come non e la trasmissione per via biologica della mutazione è molto lenta.

Q2. Se invece una crisi ecologica facesse scomparire la fonte di sostentamento di un gruppo culturale, le due condizioni necessarie affinché tale gruppo riesca a sopravvivere sono: in primo luogo la scoperta di un nuovo modo di procacciarsi il cibo e in secondo luogo la trasmissione di tale nuovo sapere agli altri componenti del gruppo. In questo caso il destino del gruppo culturale è affidato ad un'azione intenzionale che in maniera flessibile è in grado di individuare il comportamento più adatto alle condizioni ambientali e inoltre la trasmissione di tale sapere, utilizzando il canale comunicativo, è molto veloce.

Q3. Uno studio condotto sui tassisti londinesi, i quali per superare l'esame abilitante alla professione devono imparare a memoria un'enorme quantità di strade e vie, ha dimostrato come essi presentino un notevole ispessimento dell'amigdala. Questo significa che il nostro cervello, la cui caratteristica fondamentale è proprio quella di essere un sistema aperto e plastico, possa subire modificazioni fisiche e misurabili a seguito dell'interazione con l'ambiente. Dunque la cultura, qualcosa di extrasomatico, è in grado di condizionare la nostra forma somatica.

FEDERICO COCCO ha detto...

DOMANDA 1:

Durante l'arco della vita, con il passare degli anni possono avvenire dei cambiamenti capaci di scaturire danni irreparabili o addiritura causare l'estinzione per una determinata specie, quest'ultima affinchè riesca a sopravvivere a questi cambiamenti deve riuscire a modificare le sue necessità di soppravvivenza e modellarle secondo la nuova situazione che si sarà venuta a creare, deve subire una mutazione genetica. Questa mutazione deve avvenire nel codice genetico della specie, nel caso citato a lezione, le api. L'animale deve essere in grado di creare delle caratteristiche adattive che possano permettergli di sopravvivere, quindi diventare "adatto", ad un determinato ambiente, arrivando così alla riproduzione in modo da trasmettere alle generazioni successive la stessa caratteristica, capace di farle sopravvivere nello stesso ambiente, creando così una specie diversa più adatta. Come il caso sempre discusso a lezione, delle farfalle bianche, che erano destinate a morire a causa dello smog che aveva annerito i tronchi degli alberi sui quali si posavano, con la differenza di colore bianco-nero erano diventate maggiormente identificabili e quindi indifese dai propri predatori. Nacque una farfalla di colore nero, che mimitizzandosi maggiormente sul tronco degli alberi riuscì a sopravvivere quindi a riprodursi, e così facendo la specie di farfalle bianche si estinse e venne sostituita dalla nuova specie delle farfalle di colore nero.

DOMANDA 2:

Al contrario della risposta al quesito numero 1, per sopravvivere ad una determinata situazione di pericolo che si può venire a creare, non deve esserci per forza un cambiamento sul piano genetico, non si deve per forza aspettare che una mutazione nel proprio DNA riesca a creare delle basi per poter sopravvivere in un determinato ambiente. Secondo l'esempio discusso in classe, sulla comunità di uomini che ha dovuto modificare le proprie forme di sostentamento per poter sopravvivere, non c'è stata una modifica sul piano genetico ma vi è stata una modifica sul piano culturale: un sapere appreso quindi, più flessibile rispetto ad un sapere innato, che viene scoperto da un solo uomo (che gettò la rete in mare, e vide che dei pesci rimasero intrappolati) e tramandato e insegnato all'intera comunità per ogni generazione, in modo da poter cambiare le proprie abitudini e riuscire così a sopravvivere.

DOMANDA 3:

Per diventare tassista a Londra bisogna affrontare un esame, che consiste nell'apprendere ogni più piccola strada della città e riuscire a portare l'esaminatore ovunque lui voglia senza poter usufruire di nessun tipo di mappa o strumento di navigazione. Vennero affrontati degli studi, sia sugli aspiranti tassisti che riuscirono a superare l'esame e sia su quelli che invece non riuscirono a passare la prova. I dati che emersero fuori furono una grandezza maggiore di una parte del cervello, l'amigdala, nei tassisti promossi, che quindi avevano appreso maggiormente rispetto a quelli bocciati, traendo quindi la conclusione che la cultura extra-somatica possa modificare, a volte anche in modo rilevante, la parte somatica del nostro corpo, misurando così la grande rilevanza che un sapere appreso possa avere su di noi.

FEDERICO COCCO

Noemi Grant ha detto...

Quesito 1)
- Dinnanzi ad una crisi ecologica, l'alveare può sopravvivere a due condizioni: grazie ad una mutazione casuale di tipo adattiva (garantendo la sopravvivenza della specie) e grazie alla possibilità di trasmettere con la riproduzione questa mutazione.
-Nel caso invece della tribù, specializzata nella caccia dei conigli, questa sopravvive imparando a cacciare altro (o a coltivare) e trasmettendo questo nuovo sapere.

Quesito 2)
Nei due esempi precedenti c'è una forma diversa di Adattamento: nel primo caso è un adattamento genetico, nel secondo caso l'adattamento è culturale. Con il sapere appreso (quello dei cacciatori) si reagisce alla crisi con un'azione intenzionale di cambiamento la quale porta a crearsi un proprio ambiente naturale.

Quesito 3)
E' stato presentato l'esempio dei tassisti londinesi con lo scopo di dimostrare la plasticità neuronale del cervello umano. I tassisti devono superare un'esame chiamato The Knowledge dimostrando di aver memorizzato tutte le strade di Londra; gli studiosi si son resi conto che l'amigdala di chi superava l'esame aveva uno spessore maggiore rispetto chi non superava il test o si era appena iscritto al corso. Questo dimostra che non solo siamo predisposti alla capacità di imparare, ma anche che il nostro cervello cambia con l'ambiente.

Noemi Grant (magistrale LeFiLing)

Federico Pomponi ha detto...

Q.1/2) Le condizioni necessarie affinchè un gruppo naturale, un alveare in questo caso, possa sopravvivere ad una crisi ecologica sono due: il verificarsi di una mutazione adattiva e la possibilità di produzione.
Una mutazione genetica comporta una modifica del genotipo ed eventualmente del fenotipo (aspetto morfologico) di un essere e potrebbe avvenire in modo casuale, dovuta ad un errore nella trasmissione del codice genetico, ma anche in risposta a stress ambientali.
Nell'esempio proposto, con la sparizione dei fiori, le api dovrebbero sviluppare nuovi organi, nuove fisionomie per riuscire a trarre nutrimento da qualcos'altro ( corteccia degli alberi, piccoli insetti, etc.) e trasmettere la mutazione mediante la riproduzione.
In questo caso, essendo quello delle api un sapere innato, parliamo di mutamento biologico.
Ponendo invece come protagonisti di una crisi ecologica una banda di cacciatori, il discorso cambia e parleremo di mutamento culturale.
Gli uomini sono per loro natura predisposti all'apprendimento, all'adattamento e dunque la soluzione al problema risiederebbe nel trovare una nuova forma di sostentamento e nell'insegnare il sapere acquisito ai propri simili.



Q.3) L'esempio dei tassisti londinesi, tratto da "Demenza Digitale" di Spitzer, ci aiuta a comprendere come la cultura riesca ad incidere e modificare i tratti somatici dell'uomo.
L'essere umano nasce prematuro, con un sistema nervoso incompleto ed un esiguo numero di connessioni neuronali, attuate in seguito dalle stimolazioni ambientali e dall'interazione sociale.
I tassisti londinesi sono, prima di diventare tali, sottoposti ad un difficile esame che prevede la memorizzazione delle strade e dei percorsi delle citta; si notò ed evinse, in seguito ad uno studio, che coloro che riuscirono a superare l'esame presentavano un'amigdala più spessa.


Federico Pomponi

Elisa Campanile ha detto...




Q1 La condizione per far sopravvivere un gruppo costituito da forme vitali è la mutazione genetica di tipo adattivo (il vantaggio che predisponde l'animale adattandosi ad un cambiamento dovuto al fattore ambientale). Questa forma di mutazione è trasmettibile attraverso la riproduzione,che permette la trasmissione alle prossime generazioni (metafora dell'alveare).
Ponendo l'esempio della tribù di cacciatori,la cui sopravvivenza avverrà tramite una mutazione di tipo culturale,dimostra quanto il sapere che possiede l'uomo sia più adattabile di quello innato.

Q2 Per sopravvivere ad una situzione tendenzialmente di pericolo e svantaggiosa,l'uomo non deve attuare solo un cambiamento di tipo genetico,ma può adottare anche una modifica sul piano culturale
Ciò comporta l'acquisizione di un sapere che sia più flessuoso e tramandabile ai prossimi.
Esempio trattato in classe (l'uomo e la rete).

Q3Venne condotto uno studio sui tassisti londinesi che portò alla luce diverse informazioni rilevanti.
L'ispessimento dell'amigdala dei tassisti,dovuto ad un fattore di tipo culturale,
dimostra quanto la nostra mente sia assorbente e capace di assimilare in seguito anche all'interazione con l'ambiente, in grado inoltre di modificare la nostra forma somatica. Elisa Campanile

Marta Piccioni ha detto...

[Q1 + Q2] La condizione sine qua non alla sopravvivenza di un gruppo naturale è una mutazione casuale, ma affinché tale mutazione sia efficace alla sopravvivenza stessa, essa dev’essere adattiva ovvero deve produrre un mutamento che sia favorevole all’ambiente in modo da sopravvivervi. Il passo successivo alla mutazione adattiva è la riproduzione di tale mutazione nelle generazioni successive; quindi affinché un gruppo naturale sopravviva possiamo riassumere dicendo che ha bisogno di una mutazione adattiva all’ambiente, e della capacità di trasmetterla alla progenie. A questo punto si differenzia il gruppo naturale e quello sociale: mentre per il primo, la trasmissione della mutazione avviene per riproduzione, nel secondo avviene attraverso la trasmissione orale; oltre che il metodo, i due tipi di trasmissione differiscono anche per gli esiti che producono: nel caso della trasmissione biologica, una volta che la mutazione è stata trasmessa essa rientra in una sorta di routine, quindi possiamo dire che sia passivamente trasmessa e standardizzata; nel caso invece della trasmissione culturale del gruppo sociale, essa implica grandi cambiamenti, tanto da intensificare la specificità del sapere acquisito.
Ciò che si evince da quanto appena descritto è la maggior flessibilità del sapere appreso, rispetto a quello innato, poiché il primo ha in sé la capacità di adattarsi ai cambiamenti ed inoltre implica l’elemento volitivo teso al cambiamento, specie nei momenti di crisi.
[Q3] L’esempio dei tassisti di Londra ci mostra con chiarezza in che misura agisce la cultura anche sull’aspetto fisiologico dell’essere umano, che in tale circostanza definiamo “animale bio- culturale” poiché dotato della predisposizione innata all’apprendimento. Per poter comprendere a pieno l’esempio dei tassisti occorre introdurre il concetto di neotenia, secondo cui l’uomo è un animale che raggiunge la sua maturità in tempi molto lunghi rispetto agli altri animali in natura, e occorre anche precisare che alla nascita siamo dotati di pochissime connessioni neurali ma, grazie alla plasticità del cervello, siamo in grado di sviluppare tali connessioni neuronali in numero davvero enorme: è proprio qui il punto; i tassisti londinesi, nel tentativo di superare il loro esame ed imparando quella quantità enorme di strade, sviluppano un’amigdala più grande in dimensione rispetto a chi non fa l’esame e rispetto anche chi, pur provando a fare l’esame, non lo supera. Tutto questo per arrivare al nocciolo: il sapere cosiddetto “extra-somatico” cioè in grado di produrre dei cambiamenti fisiologici in conseguenza all’apprendimento.

Marta Grant ha detto...

1) Un gruppo naturale può sopravvivere in seguito ad una mutazione adattiva. Di fronte ad una crisi ambientale gli individui di un alveare che riusciranno a sopravvivere sono quelli che hanno una mutazione casuale di tipo adattiva, ovvero una mutazione genetica che arreca vantaggio in quella specifica condizione ambientale. Un’ulteriore condizione necessaria alla sopravvivenza è la possibilità di poter trasmettere questa mutazione. L’individuo dovrà quindi trovare un altro individuo con cui riprodursi avente la stessa mutazione adattiva. In tal modo la mutazione che gli permette di sopravvivere in condizioni ostili potrà essere trasmessa geneticamente garantendo la sopravvivenza anche alla progenie.
Nel caso preso in considerazione a lezione la tribù riesce a sopravvivere alla scomparsa dei conigli grazie all’adattamento culturale. La tribù dovrà quindi imparare a cacciare altro e a tramettere questa nuova conoscenza.

2) Un gruppo culturale sopravvive grazie ad un adattamento culturale. Questa nuova conoscenza dovrà essere tramandata. Al contrario di come avviene nel caso di una mutazione biologica che necessita una trasmissione per mezzo del DNA, la mutazione culturale non si trasmette in forma passiva. Ciò rende il sapere appreso molto più flessibile e pretende un’attivazione dinamica del ricevente.

3) I tassisti inglesi per poter diventare tali devono superare un test chiamato “The Knwoledge”. Durante l’esame il tassista dovrà essere in grado di ricordare le strade di Londra e portare l’esaminatore nel luogo prestabilito senza fare utilizzo del navigatore. In seguito all’esame è stata misurata l’amigdala e si è notato che gli individui che hanno superato l’esame hanno un’amigdala più spessa rispetto chi non l’ha superato. Ciò dimostra la neuroplasticità umana. Il cervello dell’uomo è in grado di modificarsi dal punto di vista strutturale e funzionale in risposta all’esperienza e a stimoli cognitivi. La plasticità umana è tale che noi siamo predisposti ad imparare, ciò rende l'uomo un animale bio-culturale.


Marta Grant
Matricola: 0230643
Scienze dell’educazione e della formazione

Emanuele Montuori ha detto...

Q1-Q2) Di fronte ad una crisi ecologica, come nel nostro caso la scomparsa della fonte primaria di sostentamento dell'animale in questione (le api) ci sono due condizioni grazie alle quali la specie possa sopravvivere. Il primo caso è la mutazione genetica spontanea e casuale dell'animale, il quale grazie a questa riesce a differenza delle altre api a sopravvivere e adattarsi. La seconda condizione è che il soggetto mutato riesca a riprodursi, trasmettendo cosi il gene modificato, generando una nuova specie di api che potrà sopravvivere alla suddetta crisi ecologica.
Invece, nel caso in cui una crisi ecologica colpisse una banda di raccoglitori e cacciatori primitivi che, come detto in classe, abbiano come unica fonte di sostentamento dei conigli, non dovrebbero ricorrere alla trasmissione di una mutazione genetica. Potrebbero però, grazie ad una scoperta casuale, riusce a trovare un metodo alternativo per procurarsi del cibo grazie ai medesimi utensili con i quali cacciavano i conigli. A differenza delle api, l'essere umano deve interagire con i suoi simili per spiegare loro la scoperta e poter insegnargli quanto appreso, di modo che poi questo sapere venga trasmesso alle nuove generazioni, poiché la progenie non dispone di questo sapere come innato, bensì lo dovrà imparare come fatto dai suoi predecessori. L'essere umano quindi, per sopravvivere ad una crisi ecologica, ha come prerogativa quella di adattarsi il più velocemente possibile per poi trasmettere quanto appreso ai suoi simili e permettere cosi una evoluzione anche a livello culturale. L'essere umano non è altro che una macchina di apprendimento, infatti a differenza degli animali questo possiede una scarsa quantità di sapere innato. Se prendiamo una cane addestrato e gli togliamo quanto appreso, otterremo un cane allo stato naturale, mentre se ad un uomo togliamo tutto il suo sapere appreso ad esso non rimarrà nulla, poiché l'uomo non ha uno stato naturale di base.

Q3)L'esempio che abbiamo preso in considerazione è quello dei tassisti di Londra. Questi per poter esercitare devono conseguire un test chiamato "The Knowledge": questo test consiste nel saper orientarsi dentro la città di Londra senza l'ausilio di cartine geografiche, mappe della città, tomtom o altri apparecchi di localizzazione: ovviamente sotto il controllo di un esaminatore. Da uno studio fatto sul cervello dei partecipanti è emerso che i soggetti risultati idonei al test abbiano avuto un incremento delle dimensione dell'amigdala rispetto a quelle che aveva al momento dell'iscrizione. Questo a dimostrazione che l'essere umano è un animale bioculturale, che nasce con un cervello elastico in grado di espandersi e creare collegamenti neurali in base all'ambiente che lo circonda.

Eleonora De Bellis ha detto...

1)Le condizioni necessarie affinché un alveare o un qualsiasi altro gruppo naturale possa sopravvivere sono, in primo luogo la presenza di una qualche mutazione genetica da parte di un’ape che le ha permesso di sopravvivere nutrendosi di qualcos’altro; in secondo luogo è necessario che questo comportamento venga riprodotto attraverso l’accoppiamento e sperare di avere un adeguato numero di successori con lo stesso corredo genetico.

2)Affinché un gruppo culturale possa sopravvivere ad una eventuale crisi ecologica ha bisogno di scoprire e apprendere. Se una tribù di cacciatori ha come principale fonte di nutrimento i conigli e per qualche ragione questi spariscono all’improvviso, questa tribù sarà costretta a scoprire una nuova fonte di nutrimento, come ad esempio la pesca, che garantisca loro la sopravvivenza. L’acquisizione di questo nuovo comportamento sarà acquisito dai membri della tribù non per via genetica, ma grazie all’apprendimento.

3) l’esempio dei tassisti londinesi dimostra come il cervello umano sia predisposto all'apprendimento e anche come l'acquisizione di competenze e più in particolare la cultura sia in grado di modificare il nostro corpo. I tassisti londinesi per poter svolgere questa professione devono superare un test, che richiede loro la conoscenza a memoria di tutte le vie della città. Recenti studi hanno rilevato che l’amigdala di coloro che erano riusciti a superare il test era più spessa di quella di coloro che non lo avevano superato.

ilaria ha detto...

ILARIA PESOLI
1)L'esempio dell'alveare ci ha portato a due condizioni. Vista la scomparsa dei fiori, dovuta alla crisi ecologica, la sopravvivenza delle api è possibile grazie a -mutazioni casuali:queste mutazioni casuali, che magari avrebbero portato alla morte dell'ape in questione in un mondo con i fiori, portano la stessa ape a sopravvivere in un ambiente cambiato; è una mutazione che funziona e porta l'ape a "vincere" la selezione naturale perché la mutazione le ha fornito, a livello biologico, quindi passivo (indipendentemente dalla sua volontà e collaborazione), quegli strumenti ottimali per superare la crisi ecologica. Ma questo non basta e così arriviamo alla seconda condizione necessaria -la possibilità di riprodursi: bisogna trasmettere questa mutazione "vincente" e lo si può fare solo in questo modo visto che parliamo di fattori biologici/genetici.
2)Nel caso dei cacciatori la risposta alla crisi ecologica prevede due condizioni ben diverse. La situazione di base è la stessa, viene a mancare il sostentamento alimentare conosciuto dal gruppo (i conigli) a causa della crisi ecologica. Per sopravvivere sarà necessario un -cambiamento, non genetico, ma culturale. Abbiamo fatto l'esempio di un cacciatore che butta la rete in acqua e con suo stupore prende una trota. Apprende quindi che ci sono diverse cose da cacciare, oltre ai conigli, e impara anche come farlo. E' un sapere acquisito. Altra condizione per la sopravvivenza del gruppo è la trasmissione. Se per le api parlavamo di trasmissione della mutazione attraverso la riproduzione, qui parliamo di comunicazione. Non essendo un mutamento biologico non c'è bisogno, è un sapere acquisito e va tramandato comunicando e acquisito imparando. Da notare è che il sapere acquisito è flessibile, imprevedibile e soggetto a critiche perché comporta cambiamenti nella cultura; mentre le api, con il loro sapere innato, troveranno subito un nuovo equilibrio.
3) L'esempio ci faceva notare il caso dei tassisti londinesi che devono superare un test provando una vastissima conoscenza specifica delle zone di Londra. E' risultato che chi passa il test ha un'amigdala più spessa rispetto a chi non lo passa. Questo per dimostrare l'importanza della predisposizione che l'uomo ha ad apprendere. La nostra forma fisica biologica è la conseguenza del fatto che siamo animali culturali, la cultura determina anche la forma biologica del nostro cervello.

Salvatore Di Simone ha detto...

Q1) In caso di mutamento radicale di un ecosistema o di una crisi ecologica, la scarsità o la mancanza della fonte primaria di sostentamento di un gruppo naturale, quale un alveare di api che si nutrono esclusivamente del nettare dei fiori, dovrà causare irrimediabilmente una mutazione adattiva della specie, affinché quest'ultima possa sopravvivere alla nuova situazione creatasi. Innanzitutto, ci sarà il bisogno che il corpo (specialmente l'apparato digerente) delle api muti affinché esse possano cibarsi di altre cose che non sia il nettare; tale adattamento alla nuova situazione deve essere una mutazione adattiva trasmettibile geneticamente e che designi una vera e propria selezione naturale. Inoltre, non serve solo che tale mutazione genetica avvenga affinché ci sia la sopravvivenza della specie, ma bisogna che essa sia trasmessa attraverso la riproduzione per garantire una prosecuzione della specie mutata, che sarà l'unica a poter fronteggiare la crisi ecologica creatasi.

Q2) In caso dell'estinzione della propria fonte di sostentamento (p.e. conigli), una tribù di cacciatori dovrà mutare qualcosa nella propria cultura affinché possa sopravvivere. Tali cacciatori dovranno imparare a cacciare altri animali, usando in modo diverso gli strumenti per la caccia a loro disposizione oppure inventarne altri nuovi: per esempio, potranno usare le reti adoperate per la caccia dei conigli per pescare. Il nuovo sapere acquisito non è trasmesso alle generazioni future geneticamente, ma si trasmette con l'insegnarlo agli altri, con un successo sicuramente maggiore rispetto a quanto potrebbe accadere se tale sapere fosse trasmesso geneticamente.

Q3) Nel caso specifico degli aspiranti tassisti londinesi, si è notato che esiste una relazione tra l'aumento di spessore dell'amigdala e la quantità di informazioni che gli stessi debbono apprendere per conseguire la licenza. Data la quantità enorme di informazioni da apprendere per muoversi agilmente per le vie della capitale britannica, essi presentano un'amigdala più spessa rispetto a quella dei loro colleghi di altri paesi. Tale esempio non fa altro che mostrare come il cervello umano sia talmente plastico da modificarsi somaticamente quando ci siano condizioni particolari, soprattutto quando l'essere umano apprende qualcosa di nuovo.

lucy ha detto...

1) Gli esempi dell'alveare e della tribù ci pongono di fronte ai diversi modi di reagire delle specie al cambiamento. Nel primo caso, la condizione necessaria e sufficiente perché la api sopravvivano ad una catastrofe ambientale, è il verificarsi di un mutamento biologico, casuale, innato, che permetta loro di trovare nuove risorse per il sostentamento. Nel secondo caso, invece, la sopravvivenza sarebbe dovuta all'avvenimento di una "mutazione" culturale, appresa, più complicata e lenta poiché priva di componenti ereditarie.

2) Facendo riferimento alla risposta precedente, le condizioni necessarie perché un gruppo culturale sopravviva, dipendono dalla predisposizione dei componenti di esso ad apprendere e trasmettere le nozioni fondamentali per la sopravvivenza.

3) L'esempio dei tassisti londinesi mette in luce la flessibilità del cervello umano e la sua predisposizione all'apprendimento. Potremmo dunque affermare che la vera e propria caratteristica innata dell'uomo è l'inclinazione all'apprendimento.

Elena Carnevale

Tommaso Olmastroni ha detto...

Q1: Le condizioni necessarie per cui un gruppo naturale possa sopravvivere a una catastrofe naturale che cambia la sua fonte primaria di sostentamento sono principalmente due. La prima consiste in una mutazione adattiva tale per cui consenta a un membro appartenete a quel gruppo di potersi nutrire (esempio api/scomparsa fiori/grano) e la seconda che questo individuo riesca riproducendosi a trasmettere il proprio corredo genetico alle nuove generazioni.
Un gruppo di cacciatori che vede scomparire la prima fonte di sostentamento, nel nostro esempio i conigli, dovrà tramite un’azione volontaria, anche casuale, imparare un nuovo metodo per procacciarsi il cibo. Tale metodo non può essere trasmesso attraverso il corredo genetico ma attraverso l’insegnamento. Per questo il sapere appreso è molto più flessibile e rapido da trasmettere ma molto più fragile in quanto non è scontato che le generazioni successive lo accettino.

Q2: Le condizioni per cui un gruppo culturale sopravviva afferiscono alla volontà delle generazioni successive di voler proseguire quel retaggio culturale, come per esempio l’utilizzo delle biciclette in Olanda.

Q3: Il senso dell’esempio dei tassisti londinesi che, secondo Spitzer, presentano una migdala più spessa dopo aver superato l’esame di abilitazione alla professione, che prevede una grande conoscenza dell’area metropolitana di Londra, è quello di dimostrare che non è il cervello umano a creare la cultura ma esattamente l’opposto. L’uomo privato del sapere appreso, ovvero della sua capacità di apprendere, non tornerebbe allo suo stato “naturale” ma regredirebbe a uno stato “mostruoso” in quanto incapace persino di comunicare, camminare in posizione eretta e nutrirsi.

Tommaso Olmastroni

Liliana Bonacini ha detto...
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Liliana Bonacini ha detto...

1. Le condizioni necessarie affinché l'alveare (gruppo naturale) possa sopravvivere ad una crisi ecologica che abbia fatto sparire la loro principale fonte di sostentamento (i fiori), sono: una MUTAZIONE BIOLOGICA casuale che sia adattiva (ossia un errore di copiatura del codice genetico che avvantaggi l'animale) e la possibilità da parte di questa nuova specie di api mutanti di riprodursi (dunque di poter TRASMETTERE il cambiamento, la mutazione biologica). Data una banda di cacciatori di conigli nel caso di una crisi ecologica, che preveda la sparizione di questi animali necessari per il sostentamento del gruppo culturale, le condizioni necessarie sono: un MUTAMENTO DELLE ABITUDINI CULTURALI del gruppo (imparare a pescare o cacciare altri animali) e la TRASMISSIONE di quel sapere appreso agli altri componenti del gruppo.
2.Nel caso del gruppo culturale le due condizioni di mutamento e trasmissione, nonostante possano sembrare simili, in realtà sono ben diverse da quelle riguardanti il gruppo naturale. Negli ex cacciatori di conigli la trasmissione del sapere acquisito è più fertile (raggiunge un maggior numero di persone) ed imprecisa (non tutti gli individui capiranno ecc.) di quanto si verifica invece nella biologia. Mentre nel caso delle api la mutazione e la trasmissione avviene a livello biologico (in cui dunque il sapere innato è cristallizzato e può essere trasmissibile passivamente da chi lo riceve), nella trasmissione del sapere acquisito dei cacciatori è insita una dimensione agentiva di colui che apprende, non presente nel sapere innato. Nel gruppo culturale il sapere acquisito va nuovamente ricostruito ad ogni nuova trasmissione.

3. I tassisti londinesi, per poter essere abilitati allo svolgimento della loro professione, devono essere sottoposti ad un esame chiamato "the knowledge", il quale comporta la conoscenza di migliaia di vie della capitale inglese. In coloro che effettivamente lo superano con successo è stato riscontrato che lo spessore dell'amigdala (componente dell'encefalo umano) aumenta notevolmente. Questo esempio mostra chiaramente che il cervello umano viene prodotto dall'ambiente in cui si è immersi, che la cultura è talmente potente da poter trasformare la nostra forma somatica. L'uomo ha così iniziato ad incamerare sapere acquisito facendolo diventare parte della nostra stessa natura umana.

Federico Vespoli ha detto...

Q1.
Le condizioni necessarie affinché un gruppo naturale sopravviva ad una crisi ecologica sono la comparsa, tra gli individui del gruppo, di una mutazione genetica adattativa (che permette dunque di sopravvivere nel nuovo ambiente ecologico) e la possibilità di trasmissione biologica di tale modifica alla prole. Queste condizioni non sono sufficienti se la crisi è troppo repentina o se i tempi di riproduzione del gruppo sono troppo lunghi, in questi casi il gruppo va incontro all’estinzione.

Q2.
Le condizioni necessarie affinché un gruppo culturale sopravviva ad una crisi ecologica sono un mutamento, volontario, di stile di vita e la trasmissione attiva di informazioni su tale mutamento al resto del gruppo. Chiaramente si parla di un nuovo stile di vita che meglio si adatta alle caratteristiche dell’ambiente.

Q3.
L’esempio serve a mostrare due caratteristiche della biologia umana: l’accumulo di informazioni necessarie per superare l’esame da tassista (centinaia di strade e di percorsi) corrispondeva ad un vero e proprio aumento della massa cerebrale nei candidati che riuscivano a passare l’esame; inoltre tale sapere non è andato a sostituire quelli presenti in precedenza. Quindi la cultura modella la biologia del cervello che a sua volta risulta essere la migliore risposta adattativa alle esigenze di apprendimento dell’uomo (ereditata dagli altri ominidi precedenti all’Homo Sapiens).

Federico Vespoli

Chiara Grossi ha detto...

Chiara Grossi: Le condizioni necessarie affinchè un gruppo naturale sopravviva, in questo caso le api, le quali si trovano improvvisamente in una situazione di penuria di fiori, sono due. Se i fiori dovessero improvvisamente sparire, si dovrebbe prima di tutto verificare una mutazione genetica, in modo tale che le "povere" api possano nuovamente tornare a nutrirsi, per esempio sviluppare un rostro che permetta loro di nutrirsi della corteccia degli alberi grattandola ( logicamente alberi privi di fiori!!!!!!). Inoltre dovrebbe verificarsi la trasmissione di questa mutazione favorevole alle generazioni successive, le quali però, in tal modo, si distinguerebbero in una nuova specie.

Nell'essere umano, invece, la modalità di adattamento all'ambiente non è biologica, ma culturale, quindi nel caso in cui una popolazione di cacciatori di conigli sia improvvisamente di fronte alla penuria di questi ultimi, gli esseri umani sono in grado di elaborare, attraverso la capacità di articolare in ragionamenti il proprio pensiro, nuove strategie di adattamento all'ambiente, per esempio semplicemente cambiando la propria modalità di reperire il cibo,trasformandosi da cacciatori di conigli in pescatori. Potrebbero addirittura decidere di utilizzare le reti precedentemente usate per intrappolare i conigli come reti da pesca, dimostrando una costante plasticità e malleabilità dell'azione umana di fronte ai diversi stimoli ambientali. Inoltre non dovrebbero affidarsi alla trasmissione genetica per trasmettere le nuove tecniche apprese: basterà insegnarle,comucandole agli altri membri della tribù, i quali, a loro volta, non riceveranno qualcosa di "statico e già confezionato", ma rielaborando le informazioni date, potranno essi stessi modificarle, intregarle oppure ometterle, in tutto o in parte.

Il caso dei tassisti londinesi è un chiaro esempio di come la cultura plasmi il nostro cervello, il quale, potremmo dire, realmente, si adatta agli stimoli che gli provengono dall'esterno, ed elaborando il materiale culturale, ovvero il sapere appreso, subisce delle modificazioni fisiche alla propria struttura, in questo caso un aumento dello spessore dell'amigdala. Quindi questo esempio dimostra che non è la struttura del cervello a determinare la quantità di informazioni potenzialmente oggetto del nostrop apprendimento ma, viceversa, è proprio il sapere appreso a strutturare la nostra mente, in questo caso aumentando lo spessore del corpo amigdaloideo.

Anastasia Di Giuseppe ha detto...

Q.1 Le condizioni necessarie affinché un gruppo di api sopravviva alla mancanza di fiori, necessaria per il suo sostentamento sono combinate tra di loro; infatti in primis è necessaria una mutazione adattiva che consenta loro di trovare sostentamento altrove (nella corteccia di un albero, scavando sotto terra etc..) e di riuscire ad attingervi; in secundis è fondamentale che questa mutazione adattiva venga preservata nel tempo attraverso la capacità di questa ape "X" di riprodursi e quindi di trasmettere geneticamente alla prole questa alterazione.
Q.2 Al contrario delle api, un uomo sopravvive ad una crisi ecologica se è capace di modificarsi culturalmente, ovvero se è in grado di scovare un altro metodo per nutrirsi con l'unica capacità innata che lo contraddistingue dagli animali: l'apprendimento. Imparare un nuovo modo però non è sufficiente per la sopravvivenza del gruppo culturale, poiché questa novitas non si trasmette geneticamente ed automaticamente alle generazioni successive ma c'è bisogno di una trasmissione di tipo orizzontale e verticale tra i membri del medesimo gruppo culturale(ognuno apprenderà a modo proprio).
Q.3 L'esempio dei tassisti londinesi è stato fornito a lezione per poter dimostrare come la cultura sia bilaterale; non siamo noi che vivendo in un determinato gruppo sociale, etnico e politico lo influenziamo con la nostra presenza, ma è la cultura stessa che determina i nostri comportamenti e anche la nostra biologia. Nel caso dei tassisti londinesi, costretti ad imparare a memoria una numerosa serie di strade per prendere la licenza, è stato dimostrato che coloro che sono stati promossi hanno avuto uno sviluppo superiore dell'amigdala rispetto a quelli che non sono stati capaci di concludere con successo l'esame. La cultura ci plasma, non è di certo un mistero.

Caterina Zarlenga ha detto...

1.Le condizioni necessarie affinché un gruppo naturale (ad esempio l’alveare) possa sopravvivere ad una crisi ecologica (ad esempio la scomparsa dei fiori) sono, una mutazione genetica casuale adattiva (ad esempio la possibilità di nutrirsi non più di fiori ma, grazie alla comparsa di un nuovo organo, della corteccia degli alberi) in almeno un esemplare della specie, e in seguito a questa mutazione la possibilità per questo esemplare di riprodursi, affinché possa trasmettere la mutazione alle successive generazioni, aumentando in questo modo la possibilità di creare una nuova specie in grado di sopravvivere alla nuova condizione.

2.Le condizioni necessarie affinché un gruppo culturale (ad esempio una tribù specializzati nella caccia di renne) sopravviva ad una crisi ecologica (ad esempio la scomparsa delle renne sul loro territorio) sono un cambiamento (ad esempio praticare la pesca oppure cacciare altri animali); a questo punto, come nel caso delle api, anche la tribù dovrà trasmettere alle generazioni future questo cambiamento, questo non avverrà geneticamente ma semplicemente attraverso l’insegnamento e la capacità di apprendere, fondamentale nell'uomo, che gli permetterà di diffondersi in tempi molto più rapidi. Tuttavia potrebbe andare perso se non costantemente rinnovato.

3.La ricerca condotta sui tassisti londinesi mostra come il cervello umano sia predisposto all'apprendimento e venga plasmato dall'ambiente che lo circonda. Lo studio è stato condotto sui candidati, che per ottenere la licenza, dovevano superare il test “the Knowledge”, che richiede di sapere a memoria la complessa struttura stradale londinese; il risultato della ricerca ha mostrato che l’amigdala dei tassisti che avevano superato la prova si presentava inspessita rispetto a chi non lo aveva superato o si era appena iscritto.

ilariastirpe ha detto...

1)
Di fronte ad una crisi ecologica con la conseguente sparizione dei fiori, principale fonte di sostentamento delle api, è necessaria una condizione di mutazione casuale. In sintesi, un ape deve affidarsi alla natura per sperare che ci sia una compatibilità genetica per trasmettere la mutazione.
Un'altra condizione necessaria riguarda la possibilità di riprodursi, di trasmettere un cambiamento.

2)
A lezione abbiamo preso in considerazione l'esempio di una popolazione primitiva specializzata nella caccia ai conigli. In caso di crisi ecologica, la condizione necessaria affinché un gruppo culturale sopravviva risiede nella capacità di saper trasmettere il sapere acquisito.
I due esempi sottolineano una differenza radicale tra: sapere innato (più cristallizzato e più standardizzato) e sapere acquisito (più flessibile).

3)
L'esempio dei tassisti londinesi vuole dimostrare come il cervello sia predisposto all'apprendimento. La cultura, il saper apprendere, ha condizionato la forma somatica degli esseri umani. Ciò significa che la forma biologica che noi abbiamo risulta essere una conseguenza del fatto che siamo animali culturali.

Ilaria Stirpe I ANNO Scienze dell'informazione, della comunicazione e dell'editoria

Valentina Deidda ha detto...

1. Le condizioni necessarie affinché un gruppo naturale, come l'alveare delle api, possa sopravvivere ad una crisi ecologica, come la scomparsa dei fiori, sono due: la variazione casuale che si manifesta in alcuni tipi di api che, per esempio, possono sviluppare una determinata parte del corpo che permetta loro di procurarsi altro cibo (magari negli alberi e non più nei fiori) e, soprattutto, la possibilità di trasmettere questa variazione (che risulta essere vantaggiosa) ai discendenti. Una sola ape, della sua mutazione genetica non se ne farà nulla; dovrà trovare un partner a lei compatibile geneticamente poiché è indispensabile la possibilità di trasmettere questa variazione in modo tale che, a lungo andare, determinerà un cambiamento totale della specie nella direzione di quel cambiamento.

2. Prendiamo ora in considerazione un gruppo culturale quale quello di una tribù primitiva. Se immaginiamo che la loro cultura si sia specializzata nella caccia ai conigli e che improvvisamente (a causa di una crisi ecologica) spariscano i conigli, la situazione sarà molto diversa rispetto al precedente gruppo naturale. L'uomo imparerà a cacciare altro, diventando per esempio pescatore. Ci vorrà sempre una variazione (probabilmente con la stessa rete con cui prima prendeva i conigli, sarà riuscito a prendere dei pesci gettandola in un fiume) ma bisognerà comunque trovare il modo di trasmettere questo sapere. Questa trasmissione avviene non più per via biologica, bensì mediante l'insegnamento e l'apprendimento (che è la specificità dell'uomo la quale lo contraddistingue da tutti gli altri animali). A differenza del sapere innato trasmesso per via biologica, il sapere culturale si trasmette mediante l'apprendimento: in questo meccanismo è insita una dimensione agentiva, volitiva di colui che impara che non è presente nelle forme di sapere innato.

3. L'esempio dei tassisti londinesi è servito a mostrare quanto il nostro cervello sia effettivamente disposto all'apprendimento e a creare connessioni neuronali che sono prodotte dall'ambiente in cui viviamo (cioè dalla cultura). I tassisti londinesi, per diventare tali, devono superare un esame, "the knowledge", per dimostrare di conoscere tutte le strade di Londra senza l'utilizzo di alcun navigatore. Gli studi condotti sugli studenti che si iscrivevano a questo corso dimostrano che l'amigdala è più spessa in coloro che passavano l'esame. Non è altro che una dimostrazione del fatto che noi uomini siamo biologicamente disposti a non avere alcuna qualità specifica se non quella di imparare qualsiasi cosa (si potrebbe dire che questo è il nostro proprio sapere innato).

Valentina Deidda

valentina ciuchini ha detto...

1)Affinché le api sopravvivano al brusco mutamento ecologico in primis si deve verificare un mutamento genetico in alcuni esemplari che gli permetta di adattarsi al nuovo ambiente (mutamento casuale ma “adattivo”: ad esempio che alcune api nascano con un organo che permette di cercare cibo nella corteccia degli alberi). In secondo luogo queste api mutate devono poter essere in grado di riprodursi con esemplari simili, in modo da mettere al mondo una nuova generazione capace di sopravvivere nell’ambiente .
Questo esempio spiega che il mutamento adattivo, nel caso di un gruppo naturale, non può essere altro che genetico, e questo porta a una speciazione, ovvero alla nascita di una nuova specie.

2)Il gruppo culturale al contrario, fonda la propria sopravvivenza su delle conoscenze condivise e tramandate da individuo a individuo attraverso un processo di comunicazione e apprendimento.
Se si verifica un brusco mutamento dell’ambiente, i membri del gruppo culturale devono elaborare una nuova strategia di sopravvivenza, cercando di mettere a frutto le loro capacità in un modo a cui prima non avevano pensato (nel caso del gruppo di cacciatori, convertendo le loro trappole per conigli in arnesi da pesca, ad esempio).
Una volta che uno di essi abbia elaborato delle tecniche che si adattano meglio al nuovo ambiente, deve essere in grado di comunicarle efficacemente a tutti gli altri (tutti infatti fin da piccoli devono imparare a pescare, anche se non necessariamente nello stesso modo).
In questo modo il mutamento adattivo è culturale e passa unicamente attraverso l’apprendimento (senza modificare la genetica della specie).

3)I tassisti che superano l’esame chiamato “the Knowledge” mostrano un ispessimento dell’amigdala, dovuto alla grande quantità di connessioni neurali formatesi per imparare le posizioni delle strade nella città.
Questo è un esempio del fatto che la cultura può effettivamente modificare la biologia del corpo di chi la possiede, e di come il cervello umano sia predisposto all’apprendimento e a modificarsi in base agli stimoli dell’ambiente.

Valentina Ciuchini

IreneLapo ha detto...

1)Affinché un'alveare, come un qualsiasi gruppo naturale, possa sopravvivere a una crisi ecologica ed abituarsi al nuovo habitat, sarà necessario uno sviluppo, una mutazione genetica e di conseguenza fisica. In tal modo l'ape, grazie alla mutazione e per via dell'istinto di sopravvivenza, riuscirà ad adattarsi alla crisi ecologica e trovare nuovi modi di sostentamento.

2)A differenza di un gruppo naturale, un gruppo culturale (composto perciò da esseri umani) fonda la propria esistenza e sopravvivenza sulla cultura , quindi sul sapere innato e sapere appreso. In un gruppo culturale perciò la mutazione non avviene a livello biologico bensì attraverso cultura. Di conseguenza essa sarà molto più imprecisa e fertile.
Essendo la cultura un insieme di sapere innato e appreso, quest ultimo, in caso di crisi esterna (ecologica), non condurrà l'uomo ad un mutamento interno, biologico, bensì ad usare il proprio intuito, intelletto e istinto di sopravvivenza per trovare nuovi modi di mantenimento.

3) A dimostrazione del fatto che la cultura segna l'essere umano, e che la sua specificità è quella di essere specializzato ad imparare, tale esperimento condotto dai ricercatori della University College di Londra, dimostra come sottoposta ad un apprendimento intensivo, come appunto imparare a memoria le vie di un'intera città, possa modifica regioni del nostro cervello quale l'ippocampo, di fondamentale importanza per la nostra memoria.
La cultura, quindi, modifica l'uomo e la sua natura.

Irene La Porta

Giorgia Giovannini ha detto...

Q1) Una delle condizioni per far sì che l’alveare sopravviva a fronte di una crisi ecologica che stermini tutti i fiori, fonte di sostentamento delle api, è una mutazione casuale adattiva, che consiste in un errore di copiatura del codice genetico dell’ape durante la trasmissione che, però, va a vantaggio dell’animale aiutandolo a far fronte alla mancanza di fiori (il che potrebbe essere, ad esempio, un piccolo arpione per grattare la corteccia di un albero e ricavarne delle sostanze nutritive). Ovviamente, la mutazione in sé non basta per condurre alla sopravvivenza l’intero alveare: c’è bisogno che l’ape con la mutazione abbia la possibilità di riprodursi con un’altra ape avente le stesse caratteristiche per poter poi trasmettere il nuovo codice genetico a una nuova futura popolazione dell’alveare, che saprà far fronte alla mancanza di fiori. Si tratta di un vero e proprio fenomeno biologico in cui le nuove api avranno accettato questo sapere innato in modo assolutamente passivo dal corpo dei donatari per poi vedere tutto tornare alla normalità per inerzia in modo standardizzato senza alcuno sforzo una volta adattatisi al nuovo ambiente.

Q2) Nel caso di una crisi ecologica in cui un gruppo culturale vedesse venire a mancare la propria principale fonte di sostentamento, la sopravvivenza è possibile solo se l’uomo reagisce ed impara a procacciarsi il cibo in altro modo per poi trasmettere questa nuovo sapere al prossimo. Basti pensare ad una tribù specializzata nella caccia al coniglio: nel caso di una mancanza degli animali in questione, deve trovare un metodo alternativo per sopravvivere, la pesca ad esempio, per poi trasmettere questa conoscenza. Chi riceve questo sapere acquisito ha la possibilità di far suo quanto appreso e modificarlo. Questo tipo di cambiamento è di tipo culturale ovvero avviene nel contesto del sapere appreso e, come tale, ha la fragilità di dover essere ricostituito ad ogni trasmissione, non trattandosi di una trasmissione genetica (che invece avviene passivamente di padre in figlio), ogni generazione riparte da zero. E’ un sapere libero dalla selezione naturale e più che adattarsi al nuovo ambiente, l’uomo in questione lo crea.

Q3) i tassisti londinesi sono chiamati a svolgere un esame chiamato “The Knowledge”, in cui l’esaminatore testa la loro l’abilità di raggiungere un qualsiasi luogo senza l’ausilio di mappe o navigatori satellitari. È stato dimostrato che chi passa l’esame possiede l’amigdala più spessa di quelli che vengono bocciati, in poche parole hanno sviluppato connessioni neuronali misurabili grazie al contatto con l’ambiente. Ciò dimostra quanto sia plastica la specie umana, l’uomo non possiede alcuna capacità naturale se non quella di imparare. Ogni produzione, positiva o negativa che sia, fa parte del prodotto del sapere acquisito e entra così tanto nel nostro io che ai nostri occhi ci sembra naturale. Se all'uomo venisse tolto il sapere appreso, la cultura, quello che ne rimarrebbe sarebbe un mostro che non sa parlare, nutrirsi, fare pensieri complessi, camminare su due “zampe” e così via. È l’opposto di quanto avviene con un animale: se ad un cane eliminiamo il sapere appreso (fare il morto, portare il giornale, ecc.), ne rimarrà comunque un cane con tutti i suoi caratteri naturali (abbaiare, ringhiare, ecc.).

Giorgia Giovannini

Erica Blandino ha detto...

Erica Blandino

1. Le condizioni secondo cui un gruppo naturale sopravviva sono due: quella di affidarsi ad una mutazione genetica di tipo adattiva e quella di riprodursi in modo da creare una nuova specie in grado di sopravvivere in un determinato ambiente.
Rispetto agli animali, l'uomo non ha nessun bisogno di un mutamento genetico per continuare a vivere in un certo ambiente. Egli sarà capace di trovare un altro metodo per cibarsi.

2. Le condizioni secondo cui un gruppo naturale sopravviva è quella di affidarsi alla propria capacità di apprendimento e trasmettere il proprio sapere ad altri individui.

3. L'esempio mette in evidenza come il cervello può essere modificato dall'ambiente in cui ci si trova. Nel caso dei tassisti, essi, imparando migliaia e migliaia di strade e vie, hanno sviluppato delle connessioni neuronali misurabili fisicamente, facendo aumentare così lo spessore dell'amigdala.

Elettra De Giuli ha detto...

1) In caso di crisi ecologica, la prima condizione che garantisce la sopravvivenza di un gruppo naturale, è una mutazione biologica “adattiva”, mediante la quale viene assicurata l’acquisizione di fonti di sostentamento alternative a quella primaria - di fatto - azzerata. Questa mutazione, che scaturisce da un errore di copiatura nella trasmissione del codice, consente al soggetto che muta sia maggior sopravvivenza, che maggiori probabilità, per effetto della selezione naturale, di riproduzione. È ovvio che, affinché l’intero gruppo naturale possa beneficiare degli effetti prodotti da una simile mutazione, questa non debba restare circoscritta al soggetto mutante ma, al contrario, essere trasmessa al resto dei membri. La trasmissione biologica della mutazione, attraverso la riproduzione è, infatti, la seconda condizione necessaria, tale da permettere al gruppo naturale, ormai dotato delle caratteristiche idonee per l’adeguamento al nuovo ambiente, di produrre una “speciazione”, ovvero, la nascita di una nuova specie, che differisce da quella preesistente, in cui non è avvenuta alcuna mutazione.

2)Un gruppo culturale sopperisce alla sparizione della propria fonte di sostentamento, mediante un processo – apparentemente – simile che prevede l’apprendimento di nuove tipologie di nutrimento e la successiva trasmissione ai restanti membri del gruppo. A variare, in questo caso, è la forma di trasmissione del cosiddetto “sapere appreso”, che avviene mediante l’insegnamento. In questo modo, si verifica una mutazione “culturale” che è non solo più rapida, se comparata ad una biologica, ma anche maggiormente dinamica, in quanto, richiede una partecipazione attiva da parte del soggetto ricevente – che elabora, personalmente, il sapere appreso, rivelandone la sua “flessibilità”. A questa flessibilità si associa una intrinseca fragilità del sapere trasmesso per via culturale: mentre il sapere innato, una volta stabilizzato, una volta superata, cioè, la fase critica di adattamento ambientale, può proseguire in forma standardizzata, il sapere appreso reagisce, in maniera imprevedibile, alle mutazioni ambientali. Quella culturale, dunque, è una trasmissione mutevole – ma fertile - e, la sua mutevolezza, ne intensifica la specificità.

3)A Londra, per ottenere la licenza, i tassisti devono superare un esame - “The knowledge” – che attesti, appunto, “la conoscenza” delle strade di Londra – circa 25.000 - e, di conseguenza, la capacità di sapersi orientare senza utilizzare piantine o supporti tecnologici, come il Gps. Una ricerca dell’University College di Londra - coordinata da Elanor Maguire - ha rivelato che, quanti superano l’esame, dimostrando di aver effettivamente di aver appreso, presentavano un ispessimento dell’ippocampo, l’area fondamentale nella gestione dell’ apprendimento a lungo termine e della navigazione spaziale. Dunque, se «[…] guidare i famosi black cab sviluppa cervello» - come scrive Valeria Pini su Repubblica – è ragionevole sostenere che, attraverso determinati esercizi cognitivi e un apprendimento intensivo, è possibile modificare la morfologia del cervello anche in età adulta, consentendo lo sviluppo di determinate capacità. L’uomo, di fatto, nasce con un sistema neuronale immaturo e plastico che si modifica - con l’incremento di connessioni - attraverso l’interazione sociale e ambientale. È la cultura, quindi, ad aver forgiato – e a forgiare - la forma fisica del cervello umano, rendendo l’uomo un “animale culturale”.

Elettra De Giuli

Sharon Petrongari ha detto...

Q1. Le condizioni necessarie per le quali l'alveare(un gruppo naturale) possa sopravvivere sono: 1)una mutazione adattiva, cioè la trasmissione casuale del codice genetico che ha prodotto un errore di copiatura che però ha un effetto tale affinché quell'animale risulti avvantaggiato; 2) La possibilità di riprodursi e di trasmettere quel determinato errore di copiatura.
In sintesi ci vuole sia un cambiamento che la possibilità di trasmettere questo cambiamento e tutte e due queste caratteristiche passano attraverso il corpo e sono genetiche, biologiche.
- Le condizioni necessarie affinché il nostro gruppo possa sopravvivere di fronte alla sparizione improvvisa della principale fonte di sostentamento sono due:
1) Un cambiamento, imparare a cacciare altro es. la stessa rete che prima mi serviva per cacciare conigli se casualmente ora la getto nel fiume mi tirerà su dei pesci che sono altrettanto commestibili;
2) Trasmettere questo nuovo sapere alla prole, alla tribù però non accoppiandosi come facevano le api ma comunicando e potendo così trasmettere queste nuove conoscenze velocemente e a più individui possibili.

Q2. Le condizioni necessarie affinché un gruppo culturale possa sopravvivere sono: adattarsi ai cambiamenti e comunicare il sapere acquisito con quante più persone possibili. Il sapere acquisito è molto più flessibile, reagisce alle mutazioni ambientali in maniere che sono imprevedibili per un'analisi casuale e ha una terribile fragilità, quella di essere ricostruito ad ogni trasmissione.

Q3. I tassisti londinesi, per diventare tali devono fare un esame molto complicato dentro Londra che consiste nel portare l'esaminatore nella in una determinata via e ciò richiede uno studio di mesi e mesi per imparare tutte le vie della città. Uno studio su questi tassisti ha dimostrato che l'amigdala di coloro che passavano il corso per diventare tassisti aumentava. I tassisti londinesi hanno un'amigdala più spessa perché hanno sviluppato delle connessioni neuronali che sono addirittura misurabili fisicamente. Questo esempio ci permette di capire e dimostrare la plasticità della specie umana, il cervello è naturalmente predisposto all'apprendimento e a creare connessioni neuronali che sono il prodotto dell'ambiente in cui viviamo.

ADTR171095 ha detto...

1. Mutazione adattiva e possibilità di riproduzione: queste sono le condizioni necessarie affinché un alveare possa sopravvivere ad una crisi ecologica. La mutazione in senso genetico, è un cambiamento somatico dell'Ape che permette a questa di trovare una nuove fonte di sostentamento primario. La particolarità di questa situazione che andrà poi per contrasto a mettere in luce come il sapere acquisito dell'uomo sia un tipo di sapere "flessibile", "adattivo", è il fatto che tale mutazione, tale "sapere acquisito" da parte dell'ape, ne modifica completamente l'essenza di questa, avendo come risultato non più un'ape ma una nuova specie.

2.In caso la crisi ecologica avvenga per un gruppo di individui umani, il sopravvivere prende una strada diversa.
La situazione ha la stessa dinamica, l'uomo necessita di altra fonte di sostentamento: ma in questo caso l'essere umano non necessiterà di nessuna mutazione genetica ma dovrà bensì ,IMPARARE cosa poter mangiare per poi comunicarlo. Se il sapere innato è un qualcosa di cristallizzato, il sapere acquisito e trasmesso nella cultura possiede una dimensione agentiva, che rende fertile il campo della possibilità di applicazione e adattamento di questo.
Quindi l'uomo rimane se stesso adattando il suo sapere alla situazione corrente.

Diego D'ottavi.

Gianni Schioppa ha detto...

DOMANDA 1
Le condizioni necessarie affinché un gruppo naturale, un alveare nel caso specifico dell’esempio riportato, possa sopravvivere ad una crisi esterna, come la scomparsa dei fiori, sono: il verificarsi di una mutazione genetica delle api, la quale permetterebbe loro di adattarsi con successo all’ambiente, quindi di procacciarsi il nutrimento in maniera alternativa, ad esempio tramite la formazione di un rostro per rodere la corteccia degli alberi; la possibilità di riprodursi, condizione prima e necessaria affinché la stessa mutazione si verifichi e che consenta quindi la trasmissione biologica dell’elemento genetico mutato, con il risultato finale della creazione di una nuova specie.

DOMANDA 2
Confrontato con l’esempio dell’alveare, l’esempio della tribù di cacciatori di conigli che, per ragioni di sostentamento, smette di cacciare conigli e comincia a pescare presenta due sostanziali differenze. In primo luogo, la natura della tipologia di sapere che viene trasmesso: se nelle api il sapere trasmesso è di natura innata, quello trasmesso dall’uomo al suo simile è di natura appresa, è un sapere culturale; in secondo luogo, la modalità di trasmissione: se la mutazione delle api viene trasmessa attraverso il patrimonio genetico, in via del tutto biologica e sostanzialmente inconsapevole, la trasmissione della competenza di pescare avviene mediante tradizione partecipativa, tramite un insegnamento, tramite la condivisione tra simili. E’ possibile quindi asserire che i presupposti fondamentali affinché un gruppo culturale possa sopravvivere consistano: nel verificarsi di una trasmissione partecipativa tra esseri umani di nuove competenze culturali apprese, volte al migliore adattamento ad un ambiente cangiante; nell’avvenire di una sostanziale ricostruzione del sapere ad ogni trasmissione, in quanto estremamente fragile e predisposto alla dispersione.

DOMANDA 3
L’esempio dei tassisti londinesi che superano l’esame è paradigma della relazione che intercorre tra biologia e cultura, tra sapere innato e sapere appreso.
Per ottenere la licenza, gli aspiranti tassisti di Londra sono chiamati a sostenere un esame, chiamato “The Knowledge”, nel quale è verificata la loro effettiva conoscenza delle strade della città: la prova consiste nel condurre l’esaminatore in una qualsiasi strada della capitale britannica, senza ausilio di navigatori satellitari o stradari. La preparazione all’esame richiede pertanto uno straordinario sforzo mnemonico ed una preparazione estremamente meticolosa e dettagliata.
Uno studio ha dimostrato come l’amigdala degli studenti che superano l’esame, divenendo tassisti, sia effettivamente più spessa rispetto a quella di coloro che hanno fallito nel superare la prova.
Tale risultato suffraga la tesi dell’influenza predominante della cultura sulla biologia: il sapere appreso, la cultura, influisce direttamente sulla struttura somatica umana, e non il contrario.

Silvia Della Bella ha detto...

1) Affinché l'alveare, preso come esempio per indicare un gruppo naturale qualsiasi, possa sopravvivere a seguito di una crisi ecologica (in questo caso la scomparsa improvvisa dei fiori, fonte primaria di sostentamento) c'è bisogno di una mutazione genetica casuale adattiva, ad esempio la comparsa, in un'ape, di una parte del corpo che le permetta di nutrirsi di altri elementi naturali (la corteccia dell'albero o il terreno). Inoltre, è necessario che questa mutazione venga trasmessa, tramite la riproduzione, alle generazioni future, in modo da creare una nuova specie di api (mutata) in grado di sopravvivere nel contesto ambientale (anch'esso mutato).
2) Nel caso in cui una crisi ecologica coinvolga un gruppo culturale (ad esempio, la scomparsa dei conigli in un contesto in cui vi è una tribù basata esclusivamente sulla caccia e venerazione di tale animale), le condizioni necessarie per poter sopravvivere sono differenti. In effetti, in questo caso c'è bisogno di un cambiamento dal punto di vista culturale. L'uomo è obbligato a imparare altre tecniche per procurarsi da vivere (imparare a pescare o dedicarsi all'agricoltura) ma queste non vengono trasmesse biologicamente bensì attraverso la comunicazione, la trasmissione avviene dentro la cultura. Il cambiamento si basa quindi su un'azione intenzionale che non comporta un cambiamento biologico, per cui questo sapere viene tramandato per via comunicativa ad altre generazioni che ripartiranno da zero, dato che l'unico sapere innato che caratterizza l'uomo è questa sua disposizione ad apprendere.
3) L'esempio riportato è quello dei tassisti londinesi i quali, per poter esercitare questa professione, devono superare un test chiamato "The Knowledge" che consiste nel saper individuare, localizzare tutte le strade di Londra, senza ricorrere all'aiuto del navigatore. È stato testato che tutti coloro che sono risultati idonei al test, avevano la amigdala più spessa rispetto agli altri. Questo serve a dimostrare l'elasticità, la plasticità del cervello umano che è naturalmente predisposto ad imparare qualsiasi cosa e la quantità di sapere che l'uomo apprende è sempre prodotto dall'ambiente che lo circonda.
Silvia Della Bella

Giada Giorgi ha detto...

1)
Le condizioni necessarie affinchè un alveare (un gruppo naturale) possa sopravvivere di fronte ad una crisi ecologica sono due: un cambiamento e la possibilità di trasmetterlo. E’ necessario, per esempio, che di fronte alla sparizione del polline degli alberi dell’ambiente circostante, nasca un’ape con un becco duro, capace di prelevare nutrimento dalla corteccia, e che questa ape sia in grado di riprodursi al fine di trasmettere i suoi geni ai suoi discendenti. Essendo più forte grazie alla differenza genetica, l’ape con il becco ricurvo ha più possibilità di sopravvivere e quindi di riprodursi, rispetto alle altre.
Quando queste api acquisiscono un nuovo modo di nutrirsi, inscritto nel loro DNA, non sono più api, ha luogo la speciazione.

2)
Affinché un gruppo culturale (ad esempio quello umano) sopravviva ad una crisi ecologica, c’è bisogno che il sapere culturale appreso venga trasmesso agli altri individui del gruppo, comunicando, e che gli altri membri del gruppo siano predisposti all’apprendimento (predisposizione all’apprendimento=ciò che ci rende umani). L’essere umano non ha bisogno di una compagna geneticamente compatibile per la sopravvivenza del proprio gruppo, ma solo di continuare a comunicare ai nuovi membri nati della propria specie il sapere appena appreso.
Essendo questo sapere appreso per via comunicativa e non genetica (sapere culturale e non naturale), il nuovo essere umano non sarà qualcosa di diverso dal precedente, non avrà luogo la speciazione, continuerà anzi ad essere un essere umano, se possibile ancora più umano, dato che ha imparato qualcosa di nuovo.


3)
L’esempio dei tassisti a Londra ci riportava che quei tassisti che avevano superato l’esame per diventare tali, apprendendo mnemonicamente un gran numero di vie di Londra, avevano visto ingrandirsi lo spessore della propria amigdala; questo ci porta a dare per assodato che nasciamo con un sistema neuronale plastico, le cui connessioni si formano con la socialità durante le fasi di apprendimento e sviluppo dei primi anni, ma non solo, si modificano continuamente adattandosi agli stimoli esterni (condizione che prende il nome di Neotenia). Il cervello umano resta plastico quindi, per tutta la vita: siamo biologicamente creati per imparare, è questa la caratteristica biologica che differenzia l’essere umano dalle altre specie.

Luca Pizziconi ha detto...

Q1: A lezione abbiamo individuato 2 condizioni necessarie per cui l'alveare sopravviva:
1:Un ape qualsiasi subirà una mutazione adattiva totalmente casuale che gli permetterà di sopravvivere nell'ambiente circostante a differenza delle altre api.
2:L'Ape con la mutazione genetica dovrà riuscire a trasmetterla alla sua futura prole con la riproduzione.
Queste due situazioni dovranno coesistere all'unisono per far si che le api sopravvivano alla crisi ecologica.
La tribù per sopravvivere avrà bisogno di un cambiamento nelle abitudini culturali (ovvero dovrà adattarsi a cacciare altro) e la possibilità di trasmettere queste nuovi abitudini.
Q2:Come possiamo vedere la situazione è molto diversa dal caso delle api dato che il cambiamento nella tribù avviene a livello culturale e non biologico (genetico), ma anche la trasmissione del sapere sarà diversa in quanto quella della tribù avverrà tramite la comunicazione e non attraverso la trasmissione genetica.
Con questo si può quindi dire che il cambiamento in un animale risiederà nel sapere innato dato che ci sarà un mutamento a livello genetico, viceversa nell'uomo tutto ciò coinvolgerà il sapere appreso in quanto si tramanderà alla generazioni future tramite la comunicazione.
Q3:Con l'esempio dei tassisti londinesi possiamo vedere come la cultura, a differenza di un animale, è sempre esistita ed è parte intrinseca dell'uomo a tal punto che con il passare dei milioni di anni l'uomo è riuscito a modificare fisicamente il suo corpo in relazione alla cultura come nel caso dell'amigdala dei tassisti londinesi.

Anonimo ha detto...

1)La prima condizione necessaria affinché un gruppo naturale (ad esempio un gruppo di api che vivono in un alveare) possa sopravvivere ad una crisi ecologica è che avvenga casualmente una mutazione genetica che permetta a uno di quegli individui di sopravvivere alla crisi. La seconda è trasmettere con la riproduzione quella mutazione alla sua prole.

2)Le condizioni necessarie perché un gruppo culturale sopravviva ad una crisi ecologica sono due: la prima è che una persona scopra un modo per sopravvivere e la seconda è che lo comunichi ed insegni agli altri membri di quel gruppo.

3)L’esempio dei tassisti londinesi serve a dimostrare che siamo animali bio-culturali: la nostra cultura acquisita è talmente importante che per noi che addirittura modifica la struttura fisica del nostro corpo.

Valerio Veloccia

Vivian De Dominicis ha detto...

Q1-2) Le condizioni necessarie affinché il gruppo naturale possa sopravvivere sono 2: un adattamento al cambiamento ecologico attraverso una mutazione adattiva (abbiamo fatto l’esempio della presenza di un rostro con cui grattare un albero), che gli garantisca la sopravvivenza, accompagnata però dalla capacità dell’ape di trasmettere alle generazioni successive quella mutazione, dovrà quindi accoppiarsi e sperare di aver passato il suo corredo genetico ad un cospicuo numero di successori.
Nel caso invece di un’improvvisa sparizione della principale forma di sostentamento (i conigli) di un gruppo di cacciatori, le condizioni di sopravvivenza saranno diverse. Immaginiamo quindi che un cacciatore per caso ha imparato che con la stessa rete con cui prima cacciava i conigli è possibile pescare o comunque procurarsi del cibo diverso, non dovrà aspettare di riprodursi e sperare di aver trasmesso quella capacità ma può semplicemente radunare i membri del suo gruppo e insegnarglielo. È probabile che poi all’interno dei cacciatori la ‘lezione’ venga rielaborata in modi diversi, magari anche in modi più vantaggiosi. Mentre per un’ape il cambiamento biologico potrebbe non renderla più un’ape ma creare una nuova specie, il cambiamento dell’uomo che impara cose nuove lo renderà ancora più uomo, ma esso dovrà essere trasmesso ed insegnato ad ogni generazione successiva e non verrà acquisito automaticamente come nelle api.
Q3) l’esempio dei tassisti londinesi ci fa comprendere come l’apprendimento riesca a modificare la nostra struttura neuronale che nel corso della nostra vita tende a mutare. Si è visto infatti che i tassisti londinesi hanno un’amigdala più spessa, in seguito all’apprendimento mnemonico di molte delle strade di Londra al fine di superare ‘The knowledge’ cioè l’esame per ottenere la licenza da tassista.

Francesca Rita Apicella ha detto...

1. Perché un gruppo naturale possa sopravvivere è fondamentale che esso abbia adeguati strumenti di sostentamento, e anche la capacità di trasmettere per via biologica questi strumenti. A lezione abbiamo preso l’esempio delle api per mostrare come al venir meno dei mezzi di sostentamento sia necessaria una mutazione nel gruppo naturale. La trasmissione della mutazione non potrà che avvenire per via genetica, il che può portare a tempi di trasmissione relativamente lenti, o addirittura all’estinzione della specie. Una volta trasmesso il nuovo saper vivere, la progenie dell’esemplare mutato sarà una specie a sé stante, e procederà naturalmente in quelle azioni dettate dal proprio DNA, da cui quindi non potrà scappare.
2. Per quanto riguarda gli uomini, la cui prerogativa fondamentale sta nell’apprendere, la trasmissione del sapere appreso non è genetica, ma si muove per canali formali o informali nell'interazione con il mondo esterno. Si tratta di un tipo di trasmissione più flessibile, potenzialmente più rapido, ma anche fragile: perché una tradizione sopravviva questa deve essere rinnovata volta per volta a ogni membro della collettività, ad ogni generazione. Inoltre, rimane negli uomini uno strato di volizione: chi apprende è nelle condizioni di poter gestire come meglio crede il sapere acquisito.
3. L’esempio dei tassisti di Londra è stato riportato durante la lezione in merito all’impatto anche fisico che la cultura ha sull’uomo. I futuri tassisti londinesi devono conoscere per bene le strade della metropoli, uno sforzo memonico più che notevole. Si è trovato che chi riesce a passare il test per ottenere la licenza ha una materia grigia di maggior volume per la mole di informazioni appresa. Questo ad indicare appunto come la cultura modifichi anche la forma somatica, in questo caso il cervello.

Mik Dedo ha detto...

Q1- Affinché l'alveare possa sopravvivere è necessario che:- nasca un'ape con caratteristiche genetiche differenti che possa dunque sviluppare nuovi modi per nutrirsi forte delle proprie mutazioni.
-La stessa ape dovrà riprodursi in modo tale che nascano nuove api con caratteristiche adatte alla sopravvivenza.

Q2- Al contrario dell'alveare, un gruppo culturale può sopravvivere a cambiamenti naturali modificando la propria cultura, senza il bisogno di modificarsi geneticamente.
Le due condizioni affinché il gruppo culturale sopravviva sono:
-L'acquisizione di nuove tecniche, ad esempio per i cacciatori e raccoglitori presi in esempio a lezione un buon modo per sopravvivere alla sparizione dei conigli può essere quello di imparare a pescare.
- La trasmissione delle tecniche apprese, chi imparerà per primo a pescare dovrà trasmettere il suo sapere al resto della comunità.

Q3- L'esempio di Spitzer ha l'obiettivo di sostenere che le nostre caratteristiche sono determinate dalla cultura e non viceversa. I tassisti londinesi imparando a memoria un così grande numero di strade hanno apportato una modifica in una parte del proprio cervello preposta a quella funzione.
Utile a capire questo concetto può essere anche l'esempio degli scultori antichi, i quali lavoravano la pietra con la mano destra e tenevano salda la pietra lavorata con la mano sinistra, siamo così tutt'oggi abili nei movimenti precisi con la mano destra e sappiamo tenere ben fermo un oggetto con la sinistra a eccezione dei mancini che sono oggetto di una modifica genetica che non crea né svantaggi né vantaggi.

Mik Dedo ha detto...

Michele De Dominicis

Simone Battistoni ha detto...

Q1: Nel caso in cui l'alveare si trovi di fronte all'improvvisa assenza del proprio mezzo primario di sostentamento , due sono le condizioni necessarie affinché esso possa continuare a sopravvivere : innanzitutto almeno uno dei membri del gruppo deve possedere nel corredo genetico una caratteristica , deviante da quelle della maggioranza (svantaggiosa nelle condizioni passate) , che in questo nuovo scenario gli consenta di attingere ad un altro metodo di sostentamento . In seguito alla scoperta della fonte alternativa , imprescindibile sarà che l'esemplare trasmetta il codice genetico utile ai propri successori attraverso la riproduzione .
In un immagine corrispondente in cui fonte unica del sostentamento dell'uomo fossero i conigli , necessario non sarebbe un particolare corredo genetico ma solo un cambiamento culturale , derivante dalla scoperta di un metodo alternativo , del quale la conoscenza verrebbe trasmessa attraverso l'insegnamento .

Q2:Nel caso in cui il gruppo al quale venga sottratta , per diversi motivi , la fonte di sopravvivenza fosse un gruppo culturale , non sarà necessaria una diversa costituzione genetica bensì banalmente l'ideazione o la casuale scoperta di una fonte alternativa . Di conseguenza non indispensabile sarà la trasmissione per riproduzione , poiché essa avverrà attraverso la capacità di apprendimento , unica caratteristica innata dell'uomo .

Q3:L'esempio dei tassisti londinesi , impegnati a superare l'esame "knowledge"( il quale richiedeva la conoscenza mnemonica di tutte le strade di Londra ) per l'abilitazione alla licenza , è espressione limpida della potenzialità del cervello umano . Coloro i quali ebbero passato il test , risultarono mostrare una maggiore dimensione della amigdala rispetto alla media , dovuta allo sforzo di memoria che avevano dovuto esercitare . Questa considerazione dichiara al meglio la reale plasticità del cervello umano , che risulta essere prodotto della cultura e non produttore , ne consegue che l'unica e univoca capacità dell'uomo sia quella dell'apprendimento .

Camilla Antonini ha detto...

DOMANDA 1
Quando un gruppo naturale viene turbato nel proprio sistema di equilibri da una crisi ecologica, viene privato, in effetti, di quel sapere innato, biologico, che gli ha sempre garantito la sopravvivenza. Le condizioni per cui un gruppo naturale sopravviva ad una crisi ecologica, dunque, sono due: la prima è che quel sapere innato venga “rimpiazzato” da un altro, sempre genetico, per cui il gruppo possa sostituire le fonti di sostentamento perdute a causa della crisi, attraverso nuove capacità fisico-biologiche di procurarsi da vivere. Perché un nuovo sapere innato si sviluppi è necessaria una mutazione biologia casuale, detta “adattiva”: tale mutazione è un errore di copitarura del DNA che consente al mutante maggiori possibilità di sopravvivere e, di conseguenza, di accoppiarsi. La seconda condizione perché il gruppo non estingua, infatti, è proprio la riproduzione: l’unico modo di trasmettere la mutazione genetica casuale, perché non resti circoscritta al soggetto geneticamente differente, è la possibilità che i mutati, ormai adatti a vivere nel nuovo ambiente circostante, hanno di trasmettere il nuovo sapere innato attraverso il proprio corpo e di generare una speciazione, ovvero la separazione dalla specie precedente, ormai incapace di sopravvivere.

DOMANDA 2
Quando un gruppo culturale deve adattarsi, per sopravvivere, alla scomparsa improvvisa della propria fonte di sostentamento, impara, secondo i meccanismi di acquisizione di un sapere appreso, a nutrirsi in un altro modo. Questo tipo di mutazione, detta culturale, non è interna alla biologia del gruppo, né ha a che fare con l’ereditarietà attraverso la riproduzione, dunque non è trasmessa geneticamente ma con l’insegnamento. La mutazione culturale coinvolge anche il soggetto ricevente, che deve sforzarsi di apprenderla in modo attivo, e la dimensione agentiva dell’intero gruppo, che deve attivarsi per trovare soluzioni esterne alle proprie funzioni genetiche. Seppure la mutazione di tipo culturale sia più rapida da trasmettere, perché non ha bisogno che l’intera specie si adatti fisicamente al nuovo ambiente, non è, però, stabile come una mutazione genetica, che determina un tipo di sapere innato, cristallizzato: dovrà essere ritrasmessa ad ogni nuovo membro della specie, che dovrà avere, nel processo di apprendimento, un ruolo sempre attivo. Questo aspetto volitivo del sapere culturale appreso lo rende più impreciso, perché non è codificato da un sistema perfetto come quello del DNA, ma senza dubbio più flessibile e più ricco di potenziale, in grado di intensificare la specificità e la complessità del gruppo, che avrà trovato un modo in più per sopravviere, senza dimenticare il precente.

DOMANDA 3
“The knwoledge” è un esame cui i tassisti londinesi vengono sottoposti per valutare la loro idoneità ad ottenere la licenza: l’esame consiste nell’apprendimento dell’intera mappa stradale londinese e, ovviamente, nell’abilità di orientarsi senza utilizzare supporti diversi dalla propria memoria. I tassisti che superavano l’esame riportavano, secondo uno studio, un ispessimento dell’ippocampo, l’area del cervello relativa all’apprendimento e all’orientamento. L’esempio è volto a dimostrare come il cervello umano adulto, che si presuppone come geneticamente finito rispetto ad un cerebro di un neonato, che è plastico e si sviluppa attraverso l’interazione con l’ambiente esterno, possa adattarsi ad un tipo di apprendimento specifico ed intensivo che ne modifichi, oltre che il bagaglio culturale del soggetto, la forma fisica. Questo aspetto tende a giustificare l’assenza di caratteristiche e capacità naturali dell’uomo, se non quella di imparare e plasmare se stesso grazie a impulsi esterni, culturali, appunto, che lo rendono un animale culturale, piuttosto che naturale.

Giulitti Giulia ha detto...

Q1) Nel caso di una crisi ecologica, un gruppo naturale ( in questo caso un alveare) può sopravvivere solo attraverso l'adattamento, ovvero, dovrà adattarsi al nuovo ambiente ed alla nuova condizione (in questo caso la scomparsa del loro sostentamento principale, i fiori).
Per far sì che ciò accada è necessario un cambiamento e, quindi, una mutazione adattiva. Questa mutazione può avvenire se, prima della crisi, fosse già esistita un ape con una mutazione che potrebbe avvantaggiare l'animale nella nuova condizione (mentre, nella condizione precedente, sarebbe stato svantaggiato). Inoltre è importante che esista la possibilità di trasmettere questo cambiamente, e quindi devono esserci partner compatibili con l'ape "mutata".
Nel caso di una banda di cacciatori/raccoglitori, la sopravvivenza è possibile tramite la scoperta di nuovi modi di trovare sostentamento. Un membro della tribù potrebbe trovare casualmente un altro modo per procurarsi del cibo e conseguentemente insegnare al resto della tribù
Q2)Perchè un gruppo culturale soppraviva è necessario trasmettere ed insegnare il sapere; inoltre, essendo un sapere acquisito e trasmesso all'interno della tribù è più fertile e più soggetti a cambiamenti ed innovazioni, anch'esse necessarie per la sopravvivenza.
Q3) Il senso di questo esempio è per spiegare che l'uomo è biologicamente portato all'apprendimento, infatti nei neonati il sistema neuronale è prematuro e plastico, il che significa che le connessioni neurali si formeranno in seguito, con l'apprendimento e l'ambiente. I tassisti inglesi, dovendo studiare e memorizzare un enorme mole di informazioni, hanno effettivamente più connessioni neurali e perfino un amigdala più grande.

Claudia Presutti ha detto...
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Eva Sara Donnini ha detto...

(Q1) Le condizioni essenziali che permettono ad un gruppo naturale di sopravvivere, come quello dell’esempio proposto a lezione, sono due: una mutazione genetica vantaggiosa e casuale che renda l’animale capace di adattarsi al cambiamento dell’ambiente in cui vive e la possibilità di riprodursi, poiché altrimenti l’animale che presenta questa mutazione non potrà trasmettere il proprio patrimonio genetico e riuscire così a far sopravvivere la specie. Quindi ciò che permette ad un gruppo naturale di restare in vita è dovuto a fattori genetici. Nel caso invece in cui sia l’uomo a dover affrontare una crisi ecologica i fattori che ne determinano la salvezza non sono più gli stessi. Nell’esempio esposto in classe, riguardante dei cacciatori a cui venga a mancare improvvisamente la propria fonte di sostentamento primaria, abbiamo individuato altre due condizioni. Per prima la capacità umana di riuscire a reperire nuove tecniche di caccia ed una nuova fonte di sussistenza e come secondo requisito il riuscire a trasmettere culturalmente questo nuovo sapere.
(Q2) Affinché un gruppo culturale sopravviva, è di vitale importanza la capacità umana di adattamento ad una nuova situazione e la capacità di trasmissione del sapere appreso. La variazione culturale intensifica la specificità dell’essere umano. L’uomo dimostra di essere uno degli esseri viventi capace di adattarsi con maggior successo ai mutamenti ambientali, non grazie alle sue qualità biologiche, ma grazie alla molteplicità delle risposte comportamentali che lo caratterizza. Il mutamento culturale è più veloce, ma anche più imprevedibile e fragile, poiché dipende dalla volizione umana e va ricostituito ad ogni nuova generazione.
(Q3) Gli esempi dimostrano chiaramente quanto la cultura possa incidere anche sulle caratteristiche somatiche umane e il fatto che l’uomo possa sempre essere disponibile all’apprendimento. L’esempio dei tassisti londinesi di Manfred Spitzer ne è la prova. Questi tassisti, al fine di superare l’esame “the knowledge” per ottenere la licenza, hanno dovuto memorizzare una vastissima quantità di strada e alcuni recenti studi hanno rivelato che coloro che sono stati in grado di superarlo avevano “sviluppato” un’amigdala più spessa.

Eva Sara Donnini

Martina Coppola ha detto...

1-Due sono le condizioni minime che si devono verificare affinchè un gruppo naturale sopravviva:
-La prima una mutazione genetica, di tipo adattiva in almeno in un esemplare della specie. In questo modo l'ape mutata è in grado di adattarsi al nuovo ambiente.
- La seconda condizione è la riproduzione, la possibilità quindi di trasmettere alla prole il codice genetico mutato, per la continuazione della nuova specie.
2. La cultura ha una grande flessibilità, non passa per via genetica come negli animali, ma attraverso l'apprendimento. Quindi, se un gruppo umano specializzato nella caccia ai conigli si trovasse senza la sua fonte di nutrimento, basterebbe che anche un solo membro di quel gruppo umano trovasse una nuova fonte di sostentamento (per esempio la pesca) per essere in grado di trasmettere (insegnare) la nuova conoscenza al resto del gruppo.
3. Lo studio sui tassisti londinesi ci permette di capire quanto la cultura possa influenzare il nostro corpo e come il nostro cervello sia predisposto all'apprendimento. Infatti, osservando l'amigdala dei tassisti che erano riusciti a prendere la licenza, questa risultava essere di dimensioni superiori rispetto a quella di chi non aveva passato il test.
Martina Coppola

federica faggiani ha detto...

Q1. Data una crisi ecologica in cui non ci sono più fiori (principale fonte di sostentamento delle api) le condizioni minime per cui le api possano sopravvivere sono due: 1) deve esserci una mutazione genetica casuale adattiva che ha un effetto tale che fa sì che l’ape sia avvantaggiata 2) deve esserci la possibilità di riprodursi in quanto solo così la mutazione potrà essere trasmessa geneticamente. Se la nostra classe fosse una banda di cacciatori specializzata nella caccia ai conigli e ci fosse una crisi ecologica per cui i conigli scompaiono, il nostro gruppo potrebbe sopravvivere a queste condizioni: 1) il gruppo ha imparato a cacciare altro 2) bisogna trovare il modo di trasmettere il nuovo sapere non per via genetica ma culturale.
Q2.Le condizioni necessarie per cui un gruppo culturale possa continuare a sopravvivere sono: 1) il cambiamento 2) la trasmissione del nuovo sapere non per via genetica ma culturale. Mentre l’ape può fare affidamento solo sulla sua natura, l’uomo deve invece insegnare il nuovo sapere agli altri componenti della tribù in quanto la caratteristica principale dell’essere umano è la capacità di apprendere: la cultura è quello che più ci costituisce.
Q3. I londinesi per diventare tassisti devono dimostrare di saper raggiungere qualsiasi via della città senza l’ausilio di mappe, ritrovandosi così a studiare per mesi. È stato fatto uno studio che ha dimostrato come i tassisti abbiano l’amigdala più spessa proprio a causa dell'eccessiva quantità di dati che devono memorizzare. Questo esempio serve a dimostrare come il cervello sia naturalmente predisposto all’apprendimento e soprattutto come esso crei delle connessioni neuronali che sono prodotte dall’ambiente in cui l’uomo vive.

Giorgia Papasidero ha detto...

GIORGIA PAPASIDERO
RISPOSTE 1 e 2:
Le condizioni necessarie affinchè, noi che siamo un alveare (gruppo naturale) possiamo sopravvivere di fronte ad una crisi ecologica che fa sparire i fiori (fonte primaria del sostentamento delle api) sono due:
-una mutazione (che possa far sì che le api non debbano più avere necessariamente la ligula per prendere il nettare ma sviluppare qualche altro organo che garantisca la nostra sopravvivenza);
-sostituire la fonte primaria del sostentamento delle api (il fiore) con qualcos' altro, sempre commestibile e necessario per la sopravvivenza.

Se noi invece non fossimo un alveare ma una banda di cacciatori e raccoglitori che si trovano di fronte ad una sparizione improvvisa della principale fonte di sostentamento (essendo animali bio-culturali), affronteremmo la condizione:
-apprendendo (acquisizione) un nuovo modo per cacciare (es. non più nutrirsi di carne ma di pesce);
-cercando di trasmettere (trasmissione) questo modo appreso al resto della banda.

Quindi le condizioni necessarie per far sopravvivere un gruppo culturale sono: apprendere e trasmettere.

RISPOSTA 3
Da "Demenza digitale" di Manfred Spitzer si è evidenziato come in una scuola per tassisti a Londra, coloro che passavano l'esame (quindi che si ricordavano tutte le strade, gli indirizzi, ecc.) possedevano un maggior volume di materia grigia nella regione posteriore dell’ippocampo e minore in quella anteriore rispetto agli altri individui che non ammessi. Questo significa che l'uomo può essere plasmato dalla cultura (tanto da riuscire a plasmare il cervello dei tassisti londinesi).

Manuele Margani ha detto...

Buonasera professore,di seguito le riporto le mie risposte ai suoi 3 quesiti. MARGANI MANUELE.
Q1+Q2=Della lezione in questione ho vivi gli esempi che ci ha simpaticamente riportato,parlando delle api e di un possibile cambiamento della loro principale fonte di sostentamento,esse avranno bisogno di sviluppare nuove tecniche e nuovi modi per sopravvivere,cosa che abbiamo individuato come mutazione genetica casuale, in relazione alla quale ricordo l'esempio della farfalla nera che per pure caso genetico nacque nera e nella sua "sfortuna" riuscì a salvarsi da un estinzione di massa dato un certo animale che attaccava solo quelle bianche che quindi non riuscivano a mimetizzarsi con un albero. A differenza delle api e delle farfalle nell'uomo é necessario cambiare la fonte della caccia e imparare a pescare per esempio,questo perché non si deve passare obbligatoriamente per via genetica ma per puro sapere appreso al quale l'uomo e naturalmente predisposto. Rispondendo così al secondo quesito dico che è sufficiente per l'uomo trasmettere il sapere appreso affinché si propaghi che il coniglio non era poi così buono come il pesce che hanno appena assaggiato!!
Q.3 =La risposta trova le basi dell'apprendimento,Che come ho già detto,l'uomo ne è predisposto.
Nell'esempio i tassisti sono sottoposti ad un esame interazionale con le strade,quindi l'ambiente dimostrando come l'Amigdala celebrale fosse più spessa di chi non ne avesse superato l'esame.
Buonaserata e buon lavoro.

Eleonora Segaluscio ha detto...

D.1-
Le condizioni per le quali un alveare possa sopravvivere ad una crisi ecologica, che comporta la sparizione di tutti i fiori sono le seguenti: Le api dovranno trovare un sostituto al fiore che sia quantomeno utilizzabile , inoltre dovrebbe verificarsi una mutazione genetica adattiva che porti appunto parte della specie a poter sopravvivere a queste condizioni ambientali e per finire il cambiamento deve avere la possibilità di essere trasmesso nelle varie generazioni, quindi la nuova specie caratterizzata dal mutamento genetico avere avere la possibilità di riprodursi.
Per quanto riguarda invece il gruppo di cacciatori di conigli che si trovano davanti ad una crisi ecologica , le condizioni per le quali questa “tribù” possa sopravvivere sono tutt'altre perché non di tipo genetico. I cacciatori in effetti per sopravvivere dovrebbero solamente iniziare a cacciare altro, coltivare o allevare e trasmettere il sapere appreso comunicandolo al resto del gruppo.

D.2-Le condizioni necessarie per la sopravvivenza di un gruppo culturale sono: il cambiamento e la trasmissione di tale attraverso la comunicazione. Un gruppo culturale quindi non ha bisogno di trasmissioni a livello genetico, per questo le condizioni necessarie alla sua sopravvivenza sono molto più funzionali ed efficaci rispetto a vere e proprie mutazioni di cui avrebbe bisogno un qualsiasi gruppo naturale.

D.3-L'esempio dei tassisti londinesi (di Spitzer),che per diventare tali studiano per mesi le mappe della città, ha portato,grazie ad uno studio, a scoprire che l'amigdala di questi ultimi è molto più spessa rispetto alla normalità. Lo scopo finale dell'esempio è stato quello di dimostrare che il cervello dell'essere umano è prodotto dalle interazioni che l'uomo ha con l'ambiente che lo circonda e che la specie umana è predisposta da sempre ad apprendere qualsiasi cosa.

Claudia Presutti ha detto...

1-In presenza di una crisi ecologica che minaccia la possibile estinzione di una specie,2sono le condizioni necessarie affinché il gruppo naturale(in questo caso l’alveare) sopravviva:MUTAZIONE ADATTIVA e RIPRODUZIONE.Immaginiamo la situazione:in seguito ad un cambiamento ambientale improvviso,tutti i fiori scompaiono e il gruppo delle api si ritrova privato del suo cibo.E' bene che si verifichi una mutazione genetica adattiva(in almeno un’ape del gruppo),ossia una modifica ereditabile di materiale genetico che consenta all’ape di modificare il proprio fenotipo,rendendolo il più adatto possibile alle sue nuove esigenze.Ma la presenza di una singola ape portatrice del carattere mutato non consente la trasmissione di quest’ultimo:è bene che nel gruppo naturale sia presente almeno un’altra ape con il medesimo carattere mutato.In tal modo l’accoppiamento delle due api mutanti consente la trasmissione (per via biologica)del carattere mutato ad una nuova generazione,la quale si adatterà senza problemi ai cambiamenti ambientali.I successivi accoppiamenti tra api mutate comporteranno la diffusione sempre maggiore del carattere mutato e la sopravvivenza perciò dell’intero gruppo naturale.Differente è la situazione per un gruppo di cacciatori,privati del loro principale nutrimento (legato alla caccia di conigli)in seguito ad una crisi ecologica.In tal caso affinché il gruppo sopravviva è bene scoprire nuove forme di sostentamento e trasmettere quanto scoperto agli altri membri della tribù.E’ necessario perciò che un singolo membro del gruppo considerato si applichi in una qualsiasi altra attività che gli consenta di provvedere al sostentamento pur in assenza dei conigli. A differenza della mutazione biologica che richiedeva il verificarsi del processo riproduttivo per essere trasmessa,in questo caso la mutazione culturale può essere trasmessa più facilmente e in maniera più flessibile tramite la comunicazione:è bene cioè che l’individuo che casualmente ha scoperto la nuova attività la comunichi ai compagni,in modo che essa si diffonda all'interno del gruppo e ne consenta la sopravvivenza. 2-L’elemento che consente la sopravvivenza di un gruppo culturale è rappresentato dall’attitudine di quel gruppo ad adattarsi alle novità derivanti da un mutamento ambientale. Si parta da una premessa:l’uomo nasce con un a naturale predisposizione all’apprendimento e con una potenzialità di violare ciò che ha appreso qualora una situazione lo richieda.In caso di crisi ecologica il singolo è in grado di violare quanto appreso sino a quel momento(cacciare solo conigli per cibarsi) e sostituire le proprie pratiche abituali con delle nuove( ad esempio la pesca di trote da un fiume prossimo al villaggio),che gli consentano di adattarsi ed integrarsi al meglio nel nuovo ambiente e di sopravvivere.Ma se la scoperta dell’attività di pesca rimanesse limitata nelle mani di un singolo individuo della tribù, si rivelerebbe alquanto sterile.Affinché si riveli utile, è bene che sia trasmessa agli altri individui.Quindi,In generale, la sopravvivenza di un gruppo culturale, oltre che dipendere dalla scoperta di nuove pratiche che si affianchino o che si sostituiscano a quelle abituali, dipende dalla trasmissione ( attraverso la comunicazione ) di ciò che di nuovo è stato appreso. Fondamentale è che tale trasmissione si verifichi e si rinnovi per ogni generazione,in modo tale da fornire ad ognuna di essa gli strumenti idonei per la sopravvivenza.

Claudia Presutti ha detto...

RISPOSTA 3-3.Partiamo da un’ulteriore premessa:è possibile considerare la cultura come un oggetto extrasomatico talmente potente che è in grado di condizionare la nostra fisionomia. In virtù di ciò affermiamo che la forma biologica dello strumento più funzionale per l’uomo- cioè il cervello- non è altro che il risultato delle sue continue interazioni con l’ambiente nel corso della storia. Partendo da questa considerazione è possibile comprendere la profonda volontà comunicativa dell'esempio dei tassisti londinesi. Affinché si ottenga la licenza di tassista a Londra è necessario sostenere un test chiamato “the knowledge” che verte sulla conoscenza mnemonica di circa 2500 strade della città e l’abilità di saperle raggiungere senza l’uso di stradari o di navigatori.Recenti studi hanno dimostrato che coloro i quali superano il test,diventando perciò tassisti a tutti gli effetti,possiedono la regione posteriore dell’ippocampo più spessa rispetto ad altri individui(proprio in virtù dello sforzo mnemonico che il test richiedeva per poter essere superato con successo). Ciò per dire che la cultura, intesa in termini di sapere appreso, è in grado di forgiare e plasmare la struttura del nostro encefalo,nonchè l'intera fisionomia dell’essere umano stesso,rendendoci esempi perfetti di animali bio-culturali.

Francesca Bonomo ha detto...

1.

Durante la lezione abbiamo immaginato di essere un alveare e abbiamo sottolineato come le api (come qualsiasi altro animale) non debbano imparare a far nulla, tutto ciò che sanno lo sanno e basta, è tutto nel loro DNA. Per gli animali non si parla tanto di sapere appreso quanto di sapere innato: ed è proprio questo che distingue gli animali dall’uomo: la capacità di quest’ultimo di imparare!
Capita però, che durante la trasmissione del codice genetico (da ape ad ape), possa verificarsi CASUALMENTE un errore di copiatura che porta una determinata ape ad essere svantaggiata rispetto alle altre api perché “diversa” nel modo di nutrirsi, nel colore (basta pensare alla farfalle di Londra), ecc.
Tornando alla questione, quello che noi ci siamo chiesti è: in caso di crisi ecologica che porta le api a perdere il loro principale mezzo di sostentamento, quali sono le condizioni necessarie perché l’alveare (quale gruppo naturale) possa sopravvivere?
La risposta è proprio in quella piccola ape “diversa”, quella stessa ape che prima era tanto svantaggiata rispetto alle altre, ora è l’unica ape in grado di sopravvivere alla crisi ecologica proprio per la sua diversità. Perché? Perché è l’unica ape a non aver bisogno di fiori per sopravvivere!
Ed ecco che possiamo individuare nella MUTAZIONE GENETICA CASUALE (ADATTIVA) la risposta alla nostra domanda.
CI VUOLE UN CAMBIAMENTO MA ANCHE LA POSSIBILITA’ DI TRASMETTERLO e per farlo bisogna sempre passare “attraverso il corpo”, parliamo difatti di mutamento biologico e ovviamente di sapere innato.
Dobbiamo sottolineare infine come tornando dopo un anno, in mezzo a quello stesso alveare, ci troveremo davanti a una specie COMPLETAMENTE NUOVA, COMPLETAMENTE MUTATA (mutata sempre in modo del tutto casuale, non programmabile).

Successivamente, abbiamo immaginato di essere cacciatori di conigli e, anche in questo caso, abbiamo immaginato di trovarci davanti a una crisi ecologica che abbia portato alla scomparsa di tutti i conigli e quindi del loro principale mezzo di sostentamento. Come sopravvivere?
Abbiamo visto fin da subito come per gli uomini non si parli di “mutazione genetica” o “mutazione biologica”, per l’uomo non c’è bisogno di una mutazione che passi attraverso il corpo, attraverso il DNA.
Basta che uno di quei cacciatori di conigli improvvisamente si accorga di come quella stessa rete che magari utilizzavano per cacciare conigli possa ora servire per pescare (ad esempio), per prendere dei pesci!!!
E allora mi rendo conto che non c’è bisogno di alcuna trasmissione genetica, non ho bisogno di nessun altro essere vivente per trasmettere questo mio SAPERE APPRESO (diverso dal sapere innato dell’ape), non ho bisogno di accoppiarmi. AL CACCIATORE BASTA PARLARE, COMUNICARE, BASTA DIFFONDERE IL SUO NUOVO SAPERE ATTRVERSO LE SUE PAROLE!

Ed ecco che allora, se nel primo caso abbiamo parlato di “mutamento biologico/genetico”, qui, nel secondo caso, ci troviamo di fronte a un MUTAMENTO CULTURALE!

DUE DIVERSE MUTAZIONI, DUE DIVERSE FORME DI TRASMISSIONE, DUE DIVERSI SAPERI.

Inoltre, l’uomo che impara improvvisamente a pescare, riesce a diffondere questo suo nuovo sapere (acquisito) in un tempo brevissimo, rapidissimo proprio perché non deve passare attraverso la genetica!


2.

Per sopravvivere l’uomo deve adattarsi ai cambiamenti. Come? APPRENDENDO! Arricchendosi giorno dopo giorno di nuovi saperi! Saperi che deve poi CONDIVIDERE, DIFFONDERE, TRASMETTERE (non geneticamente ma attraverso la parola, il linguaggio) agli altri uomini.
Parliamo di MUTAZIONE CULTURALE! E la mutazione culturale non fa altro che intensificare la specificità dell’essere umano: LA CAPACITA’ DI APPRENDERE! E’ proprio quest’ultima caratteristica a rendere gli esseri umani “UMANI” rispetto a tutti gli altri esseri viventi.

(La 3 sta nel commento successivo!)

Francesca Bonomo ha detto...

3.

Durante la lezione abbiamo visto quanto la dimensione acquisita del sapere sia costitutiva della nostra specie.
Noi nasciamo con un sistema neuronale prematuro e plastico. La plasticità della specie umana è tale per cui noi siamo biologicamente predisposti a non avere alcuna capacità se non quella di imparare. Imparare cosa? Qualsiasi cosa!
Il nostro cervello è naturalmente predisposto all'apprendimento, a creare connessione neuronali che sono prodotte dall'ambiente in cui viviamo: LA FORMA BIOLOGICA DEL NOSTRO CERVELLO, DELL'ENCEFALO, E' PRODOTTA DALL'INTERAZIONE CON L'AMBIENTE.

L’esempio dei tassisti ci è servito a dimostrare proprio tutto questo, difatti abbiamo visto che i londinesi per diventare tassisti a Londra devono superare un esame chiamato "The Knowledge": devono dimostrare di conoscere tutte le migliaia e migliaia di vie di una delle principali zone di Londra. A un certo punto si è pensato di misurare lo spessore dell'amigdala degli studenti che si iscrivevano al corso per diventare tassisti ed è stato rilevato come questa aumentasse in tutti quelli che superavano il corso! In poche parole: I TASSISTI LONDINESI HANNO L'AMIGDALA PIU' SPESSA, hanno sviluppato una serie di connessione neuronali che sono addirittura misurabili fisicamente.
GRAZIE A QUESTO ESEMPIO ABBIAMO POTUTO VEDE COME IL NOSTRO CERVELLO SIA PRODOTTO DALL'AMBIENTE CHE CI CIRCONDA!

Emanuele Ietto ha detto...

DOMANDA 1
Affinché un gruppo naturale, come ad esempio un alveare, possa sopravvivere ad una crisi ecologica che faccia scomparire la fonte di sostentamento di tale gruppo, è necessario il verificarsi di due condizioni: la mutazione genetica adattiva di almeno un elemento del gruppo (un'ape) che sarà di conseguenza in grado di adattarsi al nuovo ambiente, e la riproduzione di tale elemento mutato per la continuazione della specie.

DOMANDA 2
Affinché un gruppo culturale, come ad esempio una tribù di cacciatori, possa sopravvivere ad una crisi ecologica, è sufficiente che un elemento del gruppo trasmetta il sapere appreso agli altri elementi. Non è necessaria la mutazione genetica adattiva di un elemento, come accadrebbe in un gruppo naturale.

DOMANDA 3
Per diventare tassista a Londra, è necessario memorizzare tutte le vie e strade della città, in modo da raggiungere qualsiasi luogo senza l'ausilio di mappe. Uno studio ha rivelato che coloro che sono riusciti a superare l'esame finale per diventare tassisti, memorizzando quindi tutte le strade della città, hanno un'amigdala cerebrale molto più spessa del normale. Da ciò possiamo dedurre che il nostro cervello è naturalmente predisposto all'apprendimento e che la cultura può avere un notevole impatto, anche fisico, sull'uomo.

Martina Di Croce ha detto...

Q1
Affinché il gruppo naturale, l’ alveare, possa sopravvivere alla catastrofe ecologica sono state individuate almeno due condizioni:
le api devono individuare un sostituto dei fiori altrettanto efficace nel Garantire loro sostentamento;
Nelle api deve intervenire un cambiamento che consenta loro di adattarsi alla nuova situazione che si è configurata con la catastrofe ecologica. Nella fattispecie si è ipotizzata una mutazione genetica che, del tutto casualmente, abbia fornito le api di un apparato in grado di sintetizzare il nutrimento di cui hanno bisogno dalla corteccia degli alberi. La mutazione in sé, sebbene adattiva, non sarebbe sufficiente a garantire la sopravvivenza del gruppo naturale alveare: sarebbe infatti necessario che le api in cui è intervenuta tale mutazione si riproducano in modo da assicurare la trasmissione dei miglioramenti acquisiti alle generazioni successive di api.

Q2
È stato proposto l’esempio della tribù di cacciatori di conigli, messa in pericolo di estinzione dalla scomparsa di tutti i conigli a seguito di una catastrofe ecologica. Le possibilità di sopravvivenza di questo gruppo non passano esclusivamente per la genetica, come per le api. Sarebbe sufficiente, infatti, che un uomo della tribù gettasse per caso la sua rete da caccia nel fiume e riuscisse a pescare dei pesci, e che notasse che tali pesci possono sostituire i conigli come nutrimento. A differenza del sapere innato, acquisito geneticamente, che ha bisogno di trasmettersi attraverso la riproduzione, questo tipo di sapere dell’uomo, che si è rivelato altrettanto adattivo, è scollegato dalla genetica. Affinchè sia tramesso agli altri membri del gruppo culturale è sufficiente che l’uomo che lo ha appreso lo comunichi e lo condivida con il resto del gruppo culturale.


Q3
L’esempio dei tassisti londinesi i quali, alla fine del loro addestramento, devono superare un test nel quale dimostrano di ricordare a memoria un numero altissimo di strade di Londra, mostra come l’acquisizione di sapere provoca delle modificazioni visibili nell’organo cerebrale umano. I tassisti che hanno superato l’esame di abilitazione, infatti, presentano un’amigdala molto più sviluppata rispetto al normale. Il cervello umano si dimostra un organo plastico, che la cultura e l’ambiente sono in grado di modificare e forgiare.

Anonimo ha detto...

GIOVANNI BRUNI
Domanda 1-2
La prima condizione per cui l'alveare possa sopravvivere è una mutazione adattiva, cioè un'errore nella trascrizione del dna che renderebbe l'animale avvantaggiato nell'affrontare la crisi presentatasi. Esempio reale di questo è la Biston Betularia, una farfalla che è sopravvissuta nella sua "versione" nera, in quanto più mimetizzata con l'inquinamento Londinese, ai danni della "sorella" bianca. La seconda condizione è evidentemente la possibilità di riprodursi, trasmettendo così i propri geni. Se provassimo a riportare questo esempio all'uomo, come nel caso di una tribù alla quale sparisse la principale fonte di sostentamento, noteremmo che per mantenersi in vita il gruppo sociale dovrebbe IMPARARE a servirsi di altro e a trasmettere questo mutamento culturale. Importante è sottolineare, nel necessario paragone tra gli uomini e gli altri viventi, che la realtà sostanziale umana non cambia in virtù del mutamento culturale: un uomo è uomo tanto quanto cacciatore di conigli, quanto raccoglitore di pesche; gli altri viventi, invece, dipendendo dalla sola mutazione genetica, mutano la loro stessa realtà sostanziale: acquisendo un nuovo saper fare non sono più gli stessi.

DOMANDA 3
L'esempio dei tassisti Londinesi che superano l'esame denominato "Knowledge", i quali riscontrano un maggiore spessore dell'amigdala, mostra come a livello genetico-evolutivo l'uomo sia disposto all'apprendimento e dunque dipendente dal sapere appreso, unica grande specializzazione dell'uomo. Ma vi è un esempio ancor pi profondo, che affonda le radici nei nostri più remoti abitanti ominidi a rendere evidente la dipendenza evolutiva dell'uomo dal sapere: la Lateralizzazione Emisferica, la quale determinò la forma fisico-biologica del futuro Homo Sapiens (noi), in quanto rese l'ominide capace di costruire utensili utili a difendersi in modo più preciso (nel caso del destrimane, infatti, la mano destra è più precisa mentre la sinistra più ferma, ovvero, con la sinistra posso tenere ben saldo il sasso mentre con la destra posso scheggiarlo il più precisamente possibile).

Francesco Pisani ha detto...

1) L'alveare e ogni tipo di specie vivente riesce a sopravvivere mediante una trasformazione biologica che permette al soggetto di adattarsi al cambiamento,ad esempio, climatico che si è venuto a verificare in quel determinato ambiente. 2) Il sapere acquisito e tramandato ha il problema fondamentale che non essendo innato si deve insegnare e ovviamente non tutti lo intenderanno nel medesimo modo. Abbiamo fatto l'esempio che nella tribù di cacciatori di conigli in mancanza di conigli il capo tribù impara a cacciare le trote ma non tutti saranno in grado di comprenderlo, anche perché il sapere appreso essendo schiavo del linguaggio, che tende a ridurre tutto un gioco di dicotomie, è quello più imperfetto. 3) L'esempio dei tassisti londinesi dimostra come l'uomo sia predisposto ad apprendere tutto e come questo apprendimento modifichi non solo la nostra coscienza ma addirittura implichi una modifica a livello biologico. Il compositore tedesco Johann Sebastian Bach, secondo alcuni studiosi che analizzarono il suo cranio, sembra che avesse un cervello più grande del comune probabilmente a causa della enorme complessità e degli sforzi assoluti nella composizione delle sue opere. FRANCESCO PISANI

Francesca Russo ha detto...

Q1. Perché le api, in mancanza di fiori, sopravvivano, è necessario un adattamento. L'ape che presenterà una mutazione casuale grazie alla quale potrà cibarsi della linfa degli alberi -per esempio- anzichè di nettare, sarà avvantaggiata e avrà maggiori probabilità di sopravvivenza. Di conseguenza, questa ape si accoppierà, nasceranno altre api con questa mutazione e andando avanti nel tempo queste api "speciali" sostituiranno quelle che invece in mancanza di fiori non sopravvivono. Dopo un anno, se si sono verificate queste condizioni, troveremo ancora l'alveare, le api non si saranno estinte, ma piuttosto saranno diventate un'altra specie, poiché c'è stato un mutamento biologico che ora caratterizza tutto il gruppo, e che non è più l'handicap di una singola ape, anzi, è la principale condizione perché queste sopravvivano.
Q2. Un gruppo culturale, in mancanza di conigli, ha bisogno di imparare a cacciare un altro animale per poter sopravvivere. Può essere un evento casuale, o parto dell'ingegno di un uomo intelligente, che scopre di poter pescare i pesci e che questi siano pure buoni da mangiare. Allora quest'uomo, di ritorno al suo villaggio mostrerà ai suoi compagni come si pesca. Ci sarà chi lo troverà facile, chi difficile, chi non ne avrà voglia e persino l'uomo a cui non piacerà il pesce e preferirà coltivare e mangiare carote. Questo non sarà un cambiamento biologico come nel caso dell'ape, gli uomini rimarranno uomini e non si trasformeranno in una nuova specie. Nel caso in cui dovessero tornare i conigli, questi uomini, almeno teoricamente, sono ancora in grado di cacciarli perché queste attività sono saperi appresi, che comunque, però, permettono loro di sopravvivere ad una crisi biologica.

Davide Carapellotti ha detto...

QUESITO 1

Le condizioni per le quali un alveare possa sopravvivere ad una crisi ecologica, che comporta la sparizione di tutti i fiori sono le seguenti: Le api dovranno trovare un sostituto al fiore che sia quantomeno utilizzabile , inoltre dovrebbe verificarsi una mutazione genetica adattiva che porti appunto parte della specie a poter sopravvivere a queste condizioni ambientali e per finire il cambiamento deve avere la possibilità di essere trasmesso nelle varie generazioni, quindi la nuova specie caratterizzata dal mutamento genetico avere avere la possibilità di riprodursi.


QUESITO 2

Quando un gruppo culturale deve adattarsi, per sopravvivere, alla scomparsa improvvisa della propria fonte di sostentamento, impara, secondo i meccanismi di acquisizione di un sapere appreso, a nutrirsi in un altro modo. Questo tipo di mutazione, detta culturale, non è interna alla biologia del gruppo, né ha a che fare con l’ereditarietà attraverso la riproduzione, dunque non è trasmessa geneticamente ma con l’insegnamento. La mutazione culturale coinvolge anche il soggetto ricevente, che deve sforzarsi di apprenderla in modo attivo e che deve attivarsi per trovare soluzioni esterne alle proprie funzioni genetiche.


QUESITO 3

L'esempio dei tassisti Londinesi che superano l'esame denominato "Knowledge", i quali riscontrano un maggiore spessore dell'amigdala, mostra come a livello genetico-evolutivo l'uomo sia disposto all'apprendimento e dunque dipendente dal sapere appreso, unica grande specializzazione dell'uomo.

Slawka G. Scarso ha detto...

Q1: affinché un alveare sopravviva davanti a una crisi ecologica è necessario che ci sia una mutazione genetica adattiva per cui un’ape sarà in grado ad esempio di penetrare la corteccia di un albero e trarre nutrimento in questo modo. Questa mutazione genetica casuale verrà trasmessa attraverso la riproduzione, portando alla creazione di una nuova specie.

Q2: affinché un gruppo culturale sopravviva, invece, è necessario che all’interno del gruppo ci sia qualcuno che intuisca una nuova tecnica/pratica – ad esempio usare una rete per conigli in acqua, per pescare – e la condivida poi con gli altri membri del gruppo che devono essere disposti ad ascoltare e capire. Quindi la condivisione è l’elemento essenziale e non implica un mutamento della specie. Anzi, nell’apprendere la nuova tecnica l’essere umano può addirittura modificare l’idea ascoltata – il sapere appreso è infatti flessibile - e trovare una tecnica ulteriore.

Q3: i tassisti di Londra a cui si riferisce Manfred Spitzer devono conoscere a memoria tutte le strade di Londra e sapere come arrivarci. Si tratta di un sapere appreso, ovviamente. L’aspetto interessante è che questo sapere appreso ha influenzato il loro cervello, e hanno più materia grigia (hanno un'amigdala più spessa) di chi non fa il loro lavoro. Si tratta di uno dei tanti esempi che ci dimostra come il sapere appreso influenzi il nostro corpo e il modo in cui siamo fatti.

CeleCarota ha detto...

Q1+Q2: Data una crisi ecologica e due gruppi, uno naturale e uno culturale, si può notare come al gruppo naturale sia necessaria una mutazione biologica adattativa per sopravvivere alla crisi, ovvero un cambiamento del tutto casuale nel codice. Si tratta della selezione naturale, dunque un processo passivo che prevede tale mutazione e la possibilità di trasmissione di questa, che porta a una speciazione del gruppo naturale in una nuova specie più adatta alle nuove condizioni rispetto a quella originaria.
Il gruppo culturale, invece, ha la variabile attiva della volizione umana, che velocizza notevolmente la possibilità di adottare un nuovo comportamento e trasmetterlo ad altri individui, aumentando esponenzialmente la capacità di adattamento. Il gruppo trova nuove alternative per far fronte alla crisi ecologica, attuando un mutamento culturale, che è un sapere acquisito, fragile perché necessita di essere rinforzato a ogni passaggio di generazione, ma molto fertile perché velocemente trasmissibile a più individui che lo declineranno secondo nuove variabili.
L'innovazione culturale quindi intensifica la specificità della specie al contrario di quella biologica, che la diversifica e crea una specie nuova.

Q3: L'esempio dei tassisti londinesi realizza nel concreto l'idea che il nostro cervello, come organo dell'apprendimento, modifichi fisicamente la sua struttura in base al tipo di sapere che l'individuo acquisisce; serve dunque a ribadire il fatto che siamo animali plastici e votati all'apprendimento a tal punto. I tassisti hanno una amigdala più spessa perché è la componente maggiormente impiegata nei processi di memorizzazione ed è stata dunque rafforzata dall'impiego continuo degli stessi circuiti neurali.

Francesco Minni ha detto...

Francesco Minni

1-2) Le condizioni necessarie affinché un gruppo naturale possa sopravvivere sono due: variazione e riproduzione. La prima consente all'individuo la sopravvivenza ad una crisi ecologica attraverso una variazione adattiva del tutto casuale (causata da errori di copiatura del codice genetico). Gli individui che avranno sviluppato questa variazione adattiva saranno avvantaggiati rispetto agli altri e avranno più possibilità di riprodursi. La riproduzione, appunto, è la seconda condizione e permette di trasmettere quelle variazioni vantaggiose alla progenie (TRASMISSIONE BIOLOGICA). A lezione si è fatto l'esempio delle difficoltà in cui può incorrere un alveare nel caso in cui sparissero i fiori nell'ambiente di sua competenza. Ciò che consentirebbe a questo gruppo naturale di adattarsi sarebbe, quindi, una variazione somatica casuale che consenta una differente modalità di alimentazione affinché l'individuo possa sopravvivere e trasmetterlo ai suoi discendenti. Una volta trasmessa, la variazione sarà assestata e cristallizzata; si creerebbe così una diversa specie di ape, con differenti caratteristiche somatiche più adatte al nuovo ambiente. Per quanto riguarda invece un gruppo culturale (prendiamo in esempio l'uomo) il meccanismo è diverso. Anch'esso dovrà adattarsi al cambiamento e trovare una soluzione: se dovesse sparire la sua fonte primaria di sostentamento (i conigli) dovrà imparare a cacciare altri animali. Grazie alla sua grande capacità di apprendimento l'uomo imparerà a pescare (MUTAMENTO CULTURALE ). A differenza di quella biologica, la variazione culturale intensifica la specificità dell'essere umano: la capacità appresa (pesca) si accosta alla precedente (caccia) senza sostituirla. Successivamente l'uomo non trasmetterà il cambiamento agli altri individui attraverso la riproduzione bensì tramite la comunicazione, l'insegnamento (TRASMISSIONE CULTURALE). Chi riceve l'insegnamento svolge in questo caso un ruolo attivo al fine di apprendere; questo processo dovrà ripetersi di generazione in generazione.


3. Lo scopo dell'esempio dei tassisti londinesi è dimostrare come la cultura abbia condizionato anche la nostra struttura somatica (in questo caso il cervello). Per questo l'uomo è definito un animale culturale. Se non acquisissimo cultura non saremmo umani e la conseguenza di questa capacità di apprendimento è la nostra plasticità neuronale. Lo dimostra proprio l'esempio fatto in classe: sappiamo che gli aspiranti tassisti londinesi devono memorizzare la posizione di ogni via della capitale inglese per superare l'esame. Alcuni studi dimostrano che i tassisti che superano il test hanno l'amigdala più spessa rispetto a chi viene bocciato. Questa è la dimostrazione di come la selezione naturale abbia forgiato il nostro cervello e che l'apprendimento è il nostro sapere innato più importante.

GIULIA VINCIGUERRA ha detto...

1. Le condizioni necessarie per cui un gruppo naturale possa sopravvivere alla nostra ipotetica crisi ecologica sono due: MUTAZIONE e TRASMISSIONE. Infatti prendendo in esame il caso delle api, abbiamo sottolineato che la probabilità di sopravvivere di quella specie dipende sostanzialmente da una mutazione genetica CASUALE, che, se funzionale ed adattiva, permette la sopravvivenza dei nuovi individui mutati e la TRASMISSIONE di questo mutamento in maniera biologica, attraverso la RIPRODUZIONE. Si crea così una nuova specie adatta all'ambiente creato dalla crisi.

2. Le condizioni per cui invece può riuscire a sopravvivere un gruppo culturale sono diverse: posto il caso della nostra tribù che vive di conigli, al momento della sparizione di questi, i membri della tribù dovranno trovare un'alternativa valida per nutrirsi. E' necessario perciò che qualcuno all'interno del gruppo abbia un'INTUIZIONE, anche casuale, che permetta sempre di mutare il loro sostentamento. Per esempio, se un componente della tribù per rabbia butta la rete da conigli in un fiume e si accorge che può pescare e mangiare pesci, non gli resta altro che MOSTRARE ai suoi simili l'alternativa da lui trovata, compiendo un gesto di trasmissione del suo sapere. Questi però dovranno essere disponibili ad IMPARARE, poiché questo tipo di TRASMISSIONE CULTURALE, implica l'apprendimento e il feedback da parte del ricevente, da chi appunto impara. Inoltre, a differenza del sapere biologico delle api cristallizzato e definito, il nuovo saper pescare della tribù si unisce al saper cacciare i conigli; non determina quindi la sparizione del sapere precedente, ma va a sommare ad esso un nuovo sapere.

3.Il senso dell'esempio dei tassisti londinesi è profondo, poichè rappresenta la presa di coscienza del fatto che la nostra struttura fisica (nel caso dei tassisti il cervello) è influenzata dalla cultura. Il test al quale i tassisti londinesi sono sottoposti, Knowledge, prevede la conoscenza a memoria di quasi tutte le strade di Londra. E' stato dimostrato che coloro che hanno superato il test hanno l'amigdala più spessa di chi non fa il loro mestiere o di chi non ha superato il test. Il nostro corpo è estremamente plastico e assume forme diverse in base alle competenze che acquisiamo, confermando inoltre che la peculiarità dell'essere umano è proprio la tendenza all'apprendimento.

Giulia Vinciguerra

Lisa Del Nero ha detto...

Le api, come pure le farfalle di cui si é parlato a lezione, per sopravvivere devono mettere in atto una mutazione adattiva, quindi un cambiamento che risulti predominante e vincente. Quindi potremo osservare un cambiamento fisico, un carattere predominante nuovo trasmissibile per via genetica, quindi non un abilità appresa, ma innata. Diverso é il caso dei cacciatori che si nutrono di conigli. Nel caso in cui fosse necessario un cambiamento adattivo, sarà sicuramente un cambiamento strategico. Quindi l'uomo apprenderá un nuovo modo di procurarsi il cibo. Questo cambiamento verrà trasmesso culturalmente, tramite un vero e proprio insegnamento. Non verrà trasmesso geneticamente, di generazione in generazione. Sarà un mutamento culturale, proprio perché la vera abilità innata dell'uomo é l'apprendimento. Come ci dimostra il caso dei tassisti inglesi, i quali dopo aver studiato e superato l'esame per diventare tassisti, hanno un'amigdala più spessa rispetto alla media. Questo ci dimostra come le capacità adattive dell'uomo siano principalmente frutto del sapere e non di abilità innate che ci portiamo nel corredo genetico. Questo dimostra anche come sia plastico e malleabile il nostro sistema neuronale, capace appunto di adattarsi e creare strategie di sopravvivenza.

Leonardo Ungherini ha detto...

Q1:
Premessa una grande crisi ecologica, complice di aver fatto sparire tutti i fiori dalla terra, è possibile che le api possano riuscire a sopravvivere? La risposta è sì, ma solo col verificarsi di due principali condizioni.
1) La mutazione adattiva, o meglio una mutazione casuale, che consenta alla specie (in questo specifico caso, alle api) di poter andare alla ricerca di una nuova fonte di sostentamento. Un esempio di cui si è parlato durante la lezione vede come protagoniste le farfalle di Londra. In seguito all’inquinamento che aveva annerito le cortecce degli alberi, luogo abituale delle farfalle bianche, la selezione naturale aveva dato vita ad un nuovo tipo di farfalla: quella nera, in grado di vivere più a lungo della loro controparte bianca, grazie alla mimetizzazione, e di poter svolgere anche la seconda condizione necessaria…
2) La capacità di riproduzione. Essenziale per trasmettere alla generazione successiva lo stesso codice genetico e permettergli di adattarsi al nuovo ambiente.

Q2:
Ricollegandosi alla risposta precedente e ponendosi lo stesso quesito iniziale cambiando il protagonista: è possibile che una banda di cacciatori, privati della loro principale fonte di sostentamento, che noi abbiamo identificato nei conigli, sia in grado di sopravvivere? Anche qui la risposta è affermativa.
1) Il cacciatore impara a cacciare altro e trovare in esso una nuova fonte di sostentamento. Ad esempio, è possibile che cacci altre prede o addirittura possa svolgere un’attività diversa come la pesca.
2) Trasmettere ciò che si è appreso a tutti i componenti del proprio gruppo attraverso una spiegazione a parole.
Da qui, una differenza sostanziale. Mentre per gli animali è necessaria la riproduzione e dunque la trasmissione del codice genetico (sapere innato, dunque), all’uomo basterà la cultura, anche se meno precisa. (sapere appreso)

Q3:
L’esempio dei tassisti londinesi, posto a lezione, ha un significato ben preciso. Tutti coloro che vogliono svolgere questa professione nella capitale inglese, devono svolgere un particolare esame, il “Knowledge”. In cosa consiste? Ogni aspirante tassista viene messo alla prova: dovrà raggiungere un punto prestabilito della città senza l’ausilio di cartine stradali o navigatori satellitari. Solo in chi è stato capace di superare la prova è stato possibile riscontrare uno sviluppo non solo dal punto di vista mnemonico, ma anche dello spessore dell’amigdala, zona del cervello in grado di gestire la parte emozionale.
In conclusione, questo esempio è stato fondamentale per capire la plasticità del sistema cerebrale dell’essere umano. Particolarmente collegato all’ambiente è dunque in grado di cambiare oltre che, semplicemente, di apprendere.


LEONARDO UNGHERINI (0244337)

Sara Mercuri ha detto...

Q.1 Le condizioni necessarie per le quali un alveare possa sopravvivere ad una possibile crisi ecologica, che comporterebbe la sparizione di tutti i fiori, sono due :
- Le api dovrebbero trovare un sostituto nutrizionale al fiore che sia utilizzabile; poi dovrebbe verificarsi una mutazione casuale genetica adattiva, per farle sopravvivere a queste condizioni ambientali.
-Infine le api per trasmettere questa nuova condizione genetica, dovrebbero riprodursi.

Q.2-Per quanto riguarda il gruppo culturale ( i cacciatori di conigli )per sopravvivere a una crisi ecologica, come in questo caso alla scomparsa dei conigli, e’ sufficiente che anche un solo membro della “tribù “ trovasse una altra fonte di nutrimento e comunicasse il sapere appreso agli altri componenti del gruppo.
Infatti il mutamento biologico ( riproduzione) e il mutamento culturale ( comunicazione) si distinguono anche in base a come si trasmette il cambiamento.
Un gruppo culturale quindi non avendo bisogno di trasmissioni a livello genetico, ha delle condizioni di sopravvivenza più funzionali e risolutive rispetto a vere e proprie mutazioni di cui avrebbe bisogno un gruppo naturale.

Q.3-L'esempio riportato in classe dei tassisti londinesi (Manfred Spitzer), ci spiega che per diventare tali, dovevano sostenere un esame chiamato “The Knowledge”, dove veniva richiesta la conoscenza di tutte le strade di Londra.
Grazie a ciò si e’ riscontrato che l'amigdala delle persone che superavano il test era molto più spessa rispetto alla normalità.
Questo esempio ci testimonia l'elevata flessibilità del cervello umano, che la forma biologica dell'encefalo umano è prodotta dalle interazioni con l'ambiente che lo circonda e che l'essere umano è biologicamente predisposto ad apprendere qualsiasi cosa.

Sara Mercuri

Aurora Celima ha detto...

Q1) Nel caso in cui un alveare si trovi a dover affrontare una crisi ecologica a causa della mancanza di fiori, la sopravvivenza sarà assicurata dalla possibilità di sostituire il fiore con qualcosa di altrettanto commestibile.
Se ciò non fosse possibile, sarebbe necessario che avvenisse un mutamento delle condizioni fisiche del gruppo naturale e, affinché quest'ultimo possa agevolare tutti gli individui, bisognerebbe trasmetterlo alle generazioni successive attraverso la riproduzione.
Il cambiamento trasmesso geneticamente è un tipo di sapere innato.

Q2) Invece, nel caso in cui ciò avvenisse agli esseri umani, ci sarebbe la possibilità di cambiare senza effettuare una mutazione genetica, per poi trasmetterla agli altri uomini: grazie all'apprendimento.
In questo caso ciò che viene trasmesso è definito sapere appreso, il quale è più flessibile di quello innato perché è relativo al soggetti che lo apprendono.

Q3) Con l'esempio dei tassisti londinesi si vuole spiegare che le connessioni naturali sono assenti al momento del parto e si formano soltanto attraverso l'interazione con il mondo circostante.
I tassisti londinesi, infatti, presentano l'amigdala più spessa (dopo aver sostenuto un esame di "knowledge" che richiede la conoscenza di tutte le strade di Londra) rispetto a coloro che non hanno superato l'esame

Ciro del Covillo ha detto...

Q1 - Per far si che l'alverare sopravviva ad una catastrofe ecologica e per evitare che le api si estinguano è necessario che le stesse siano oggetto di una mutazione, un cambiamento adattivo che permetta loro appunto di adeguarsi alla nuova condizione venutasi a creare e far si che la nuova specie combaci con l'ambiente esterno.
Oltre ciò è necessario trasmettere geneticamente questo mutamento, trasmettere questo sapere innato, affinchè la nuova specie venutasi a creare prosegua la sua esistenza come gruppo.
E' necessario quindi sia un cambiamento che la possibilità di trasmetterlo (ad un esemplare compatibile geneticamente affinchè la mutazione avvenga con successo)

Q2 - Affinchè un gruppo culturale (l'esempio della lezione era quello dei cacciatori di conigli) sopravviva è necessario che uno o più membri di quest'ultimo sviluppi coscientemente un'idea affinchè il cambiamento possa avvenire
Serve quindi un' azione cosciente affinchè il cambiamento avvenga.
Se per le api il cambiamento avviene sotto il profilo genetico/biologico che dalla sua ha il pregio che una volta stabilitasi procede meccanicamente ed ha una cristallizzazione precisa ed autentica, per il gruppo culturale, per i cacciatori, il cambiamento avviene perchè gli stessi hanno preso consapevolezza della situazione venutasi a creare e decidono di cambiare e trasmettere questa nuova azione intenzionale agli altri membri del gruppo, sebbene questo metodo di trasmissione, quello culturale, quello appreso è più fragile e va ricostituito ogni volta ( non si presenta più la possibilità di cacciare conigli a causa della loro sparizione, per cui i cacciatori di conigli, comprendendo l'urgente necessità di un cambiamento ai fini esistenziali, adattano le loro conoscenze ed i loro strumenti alla pesca diventando quindi pescatori e comunicando di volta in volta agli altri i nuovi metodi)

Q3 - Il senso dell'esame che i tassisti londinesi debbono sostenere, il "The Knowledge", in cui gli stessi sono tenuti a memorizzare la maggiorparte delle strada studiando per mesi e mesi e sviluppando di conseguenza un'amigdala più spessa , serve a dimostrare come l'ambiente abbia un effetto diretto sul cervello e di come l'essere umano abbia un "talento" innato cioè la capacità di imparare qualsiasi cosa

Ciro del Covillo

Alessio Martorelli ha detto...

Q1. Le condizioni necessarie affinché un gruppo naturale come l’alveare possa sopravvivere dopo una crisi ambientale sono due: la mutazione di un gene che risulti adattivo per il nuovo ambiente, e la trasmissione dello stesso alle future generazioni. L’esempio fatto in classe di mutazione permette di utilizzare una fonte di nutrimento diversa da quella precedente non più reperibile in questo ipotetico nuovo ambiente. Le mutazioni però sono presenti già nella specie non ancora minacciata e possono essere di tre tipi:
• Adattive, che facilitano la sopravvivenza del portatore e dunque la possibilità di trasmissione dei propri geni
• Non adattive, che rendono difficile la sopravvivenza del portatore, come nel caso delle farfalle nere di Londra prima della rivoluzione industriale e del conseguente inquinamento ambientale che causò l’annerimento delle cortecce sulla quale vivevano. Queste si ritrovarono ad essere non più svantaggiate ma avvantaggiate rispetto alle farfalle bianche, in quanto capaci di sopravvivere meglio al nuovo ambiente.
• Non produrre alcun effetto
È la trasmissione di questo nuovo gene però a compiere nella nuova specie un processo di differenziazione, di speciazione, rispetto alla procedente. Infatti il gene mutato, divenuto adattivo, permette la sopravvivenza della specie, non costituendo più una peculiarità genetica di pochi individui , bensì la normalità di molti.

Q2. Per sopravvivere, un gruppo culturale (in questo caso i cacciatori di conigli) deve imparare a cacciare un'altra fonte di cibo (il pesce, ad esempio). Tuttavia, scoprendo come si caccia il pesce, il nuovo pescatore dovrà insegnare agli altri come procurarsi il pesce. A differenza del sapere innato, il sapere appreso non modifica la specie umana, perché la tribù acquisirà solo un’altra competenza (la pesca), e non cambierà biologicamente. Inoltre, mentre la sopravvivenza delle api è legata al possedere un gene mutato in grado risultare adattivo al nuovo ambiente, le risposte culturali dell’uomo di fronte ad un cambiamento ambientale possono essere numerose ed imprevedibili. Infine, mentre il sapere innato è cristallizzato e ricevuto passivamente, producendo individui identici, il sapere appreso è percepito diversamente da ogni individuo. Questo permette, ad esempio, a individui particolarmente dotati, di apportare migliorie a quel sapere che possano poi essere insegnate successivamente.

Q3. L’esempio dei tassisti londinesi, che hanno un’amigdala più sviluppata rispetto agli altri abitanti di Londra, è un esempio di come il cervello possa modificare sensibilmente la sua struttura in base ad una stimolazione ambientale. È un esempio di come la forma biologica dell’encefalo è prodotta dall’interazione con l’ambiente.

Lorenzo Angelici ha detto...

1) Le due condizioni, che sono la mutazione casuale e la trasmissione di essa, sono necessarie perché permettono alle api di continuare a vivere nella stessa organizzazione malgrado la crisi ecologica ipotizzata.
Nello specifico la mutazione casuale è data da un tipo di caratteristica differente rispetto (in questo caso) alle altre api, la quale era controproducente con la presenza dei fiori, ma risulta producente con la loro assenza; la trasmissione di questa mutazione invece è il passo successivo per la sopravvivenza nella crisi ecologica, dal momento che, con la riproduzione di queste api particolari, nasceranno nuovi individui mutati che continueranno a vivere nelle nuove condizioni.

2) Le condizioni per gli uomini sono diverse: se una crisi ecologica fa sparire la fonte principale di sostentamento di una tribù (nel nostro caso i conigli), la prima condizione per sopravvivere è l'intuizione di qualcuno, che può essere sia ragionata che casuale, l'importante è trovare un'alternativa funzionante; un esempio fatto durante la lezione è quello di un membro di questa tribù che, preso dalla rabbia per la situazione, getta la rete, apposita per catturare i conigli, in un fiume, riuscendo così a pescare dei pesci, alimento alternativo a quello dei conigli.
Il passo successivo per la soprravvivenza della tribù è quella della trasmissione dell'abilità appena appresa, spiegando quindi l'accaduto agli altri membri, i quali però devono rispettare la terza condizione, ovvero quella di imparare ciò che viene spiegato. La caratterstica fondamentale che contraddistingue il sapere innato con il sapere appreso è proprio quella che, una volta appresa la nuova tecnica, quella precedente non viene dimenticata, a differenza della mutazione biologica, infatti il sapere biologico è più cristallizzato e definito rispetto a quello culturale.

3) L'esempio fatto a lezione sui tassisti londinesi spiega come il cervello, in base alle conoscenze acquisite, possa modificarsi fisicamente, e ciò prova il fatto che noi siamo animali plastici portati al sapere. Nello specifico, i tassisti londinesi presentano un'amigdala più spessa perché il sapere acquisito di tutte le strade di Londra imparate e la conoscenza dei percorsi possibili da poter fare hanno letteralmente modificato il loro cervello.

Alessandra Cicinelli ha detto...

Q1 e Q2 :

In caso di una crisi ecologica, conseguente alla mancanza di fiori, un alveare potrebbe sopravvivere tramite un cambiamento, verificatosi con una mutazione genetica. Dovrebbe esistere un'ape portatrice di tale mutazione, adattiva al momento della sparizione dei fiori. Successivamente a questa condizione ne subentra un'altra, quella della riproduzione, per far in modo che più api siano mutate da ricreare un alveare.
In caso di sparizione di conigli o qualunque altra sia la principale fonte di sostentamento, una banda di cacciatori o raccoglitori primitivi potrebbe sopravvivere imparando a cacciare e alimentarsi di altro.
La differenza sta nella distinzione delle condizioni di sopravvivenza: le api trasmettono la loro modifica tramite biologia, tramite genetica (sapere innato), mentre la trasmissione tra i cacciatori avviene tramite insegnamento (sapere appreso). Quest'ultima richiede collaborazione, è più fragile ma anche molto più acquisibile.
In risposta anche alla seconda domanda, essendo considerata una banda di cacciatori un gruppo culturale, le condizioni per sopravvivere sono derivate dall'apprendimento, ovvero imparare a nutrirsi di altro e comunicare agli altri ciò che è stato imparato. Per cui, parlando di sapere appreso, è proprio da qui che deriva il termine "culturale".

Q3 :

A Londra, i tassisti, per iniziare a praticare tale professione, devono avere come requisiti la conoscenza di tutte le strade londinesi e la capacità di orientarsi senza una cartina geografica o un navigatore.
Ciò richiede un grande studio per superare un test verificatore della presenza dei requisiti. Si è potuto notare che chi riusciva nell'intento aveva un'amigdala più spessa del normale, in seguito ad una variazione biologica.
Il significato di questo esempio sta nella capacità innata di apprendere dell'uomo e nel fatto che la sua fisicità è condizionata dall'ambiente esterno culturale.

Alessandra Cicinelli

sara pitolli ha detto...

Q1
Un gruppo naturale, di fronte ad una crisi ecologica che coinvolga i suoi principali mezzi di sostentamento, riuscirebbe a sopravvivere solo grazie ad una mutazione genetica casuale adattiva: questa, nel caso dell'alveare, permetterebbe nelle api la comparsa di una ipotetica parte del corpo in grado di procurar loro cibo in altro modo. Affinché tale mutazione sopravviva nel tempo, ci sarà bisogno di un processo di trasmissione biologica di quel determinato gene.
Q2
Le condizioni necessarie affinché un gruppo culturale sopravviva di fronte alla mancanza della propria fonte di sostentamento tipica, seguono un processo apparentemente simile al precedente. L'uomo, infatti, davanti ad un problema del genere avrà bisogno di apprendere nuove tecniche di caccia/raccolta per garantire la prosecuzione vitale del proprio gruppo umano. Inoltre, tali tecniche non potranno essere trasmesse biologicamente -come nel caso precedente- bensì ci sarà bisogno di un processo di comunicazione delle stesse. In questo caso, quindi, non si parla di mutazione biologica ma, appunto, culturale: chiara espressione della flessibilità della capacità di apprendimento dell'uomo.
Q3
Un ulteriore esempio di flessibilità del nostro sistema neurologico è rappresentato dal caso dei tassisti londinesi. Lo studio prendeva in considerazione i candidati al test per l'ottenimento della licenza, che prevedeva la memorizzazione di una gran parte del sistema stradale del luogo. I risultati fecero emergere un notevole inspessimento dell'amigdala nei soggetti che erano stati in grado di superare la prova, rispetto al resto.

Marco Petruccelli ha detto...

Domanda n 1:
Le condizioni necessarie perchè un gruppo naturale possa sopravvivere a fronte di una grave crsis sono individuabili nella mutazione genetica di tipo adattivo.Ciò significa che ad esempio nel caso dell'alveare, le api attraverso mutazioni di tipo casuali riescano non solo a trovare la giusta mutazione per sopperire alla crisi , ma anche a trasmetterla alle generazioni successive attraverso la riproduzione che è in questo caso indispensabile.

Domanda n 2:
Nel caso in cui una crisi si verificasse invece all'interno di un gruppo culturale , il procedimento di risoluzione non avverrà piu per mutazione , bensì attraverso l'apprendimento.Cio significa che il nostro sapere oltre a dover esser acquisito presupponga anche il fatto che venga trasmesso per poter superare una crisi.La differenza sostanziale sta nel sapere innato proprio di un gruppo naturale costretto a mutazioni genetiche poichè presenta un livello di apprendimento molto basso o inesistente , a differenza di un gruppo culturale con un enorme livello di apprendimento, dove quindi il sapere nel primo caso sarà molto piu uniforme e standardizzato , mentre il secondo piu impreciso ma incredibilmente piu veloce e fertile.

Domanda n 3:
Dimostrare la plasticità della specie umana tale che l'uomo è biologicamente predisposto ad avere come unica capacità innata l'apprendimento.Il nostro sistema neurale infatti si forma attraverso interazioni provenienti da cio che ci circonda , dove quindi la cultura è talmente potente e radicata nel nostro essere che influisce su di noi anche in maniera somatica , facendo si che la cultura abbia plasmato l'uomo così come lo conosciamo ora.

Jamila Zenobio ha detto...

Q1/Q2: Le condizioni necessarie affinché un gruppo naturale possa sopravvivere sono due. Abbiamo immaginato, durante la lezione, di essere uno sciame d’api che vive in un ambiente completamente stravolto da una crisi ecologica che ha eliminato tutti i fiori. La sopravvivenza della specie in questa condizione è affidata a mutazioni genetiche completamente casuali che meglio permettono l’adattamento delle api all’interno del nuovo ambiente.
Questo processo, è necessario sottolinearlo, è completamente svincolato da ogni concetto di finalismo: si tratta di mutazioni, come detto, completamente casuali che talvolta diminuiscono le possibilità di sopravvivenza della specie, talvolta le aumentano (mutazione adattiva).
La mutazione adattiva dunque aumenta la possibilità di sopravvivenza della specie permettendo alle api di vivere più a lungo e di trasferire il proprio patrimonio genetico attraverso la riproduzione. E’ questa la seconda condizione necessaria alla sopravvivenza di un gruppo naturale.
Nel caso invece di un gruppo culturale le condizioni necessarie alla sopravvivenza sono differenti.
Qualora esso sia coinvolto in una modificazione dell’ambiente, l’adattamento e la malleabilità del sapere è una delle due condizioni necessarie alla prosecuzione della specie.
Differentemente da altri animali infatti, l’uomo è capace di adattare il proprio sapere e di acquisire nuove conoscenze che ne facilitino la sua sopravvivenza. In questo caso, trattandosi di sapere appreso, la trasmissione non avverrà attraverso la riproduzione bensì mediante l’insegnamento ai propri simili.
Questa modalità di trasmissione porta con sé vantaggi e svantaggi: si tratta sicuramente di un meccanismo di trasferimento delle conoscenze più fertile ma è insita anche una terribile fragilità ovvero il fatto che il sapere appreso, affinché venga trasmesso di generazione in generazione, debba essere ricostruito ad ogni trasmissione.
Si tratta di un sapere che presuppone una componente agentiva e che deve essere perpetuato attivamente dai componenti, differentemente dal mutamento biologico, standardizzato e trasmissibile passivamente.

Q3: Buona parte delle connessioni neurali presenti nel cervello dell’essere umano si creano a seguito del contatto con l’ambiente esterno. Ciò dimostra come la capacità di apprendimento possa plasmare in modalità estremamente differenti il nostro cervello dal punto di vista meramente materiale. Il caso dei tassisti di Londra risulta probante in tal senso. Quest’ultimi, per ottenere la licenza, sono stati sottoposti ad un test (“the knowledge”) che prevedeva la conoscenza della mappa di Londra. Tutti coloro che l’avevano superato, dimostrando quindi di aver memorizzato la mappa, presentavano un amigdala più spessa rispetto a coloro che non l’avevano superato.

Jamila Zenobio

Marilisa Di Crosta ha detto...

Q1: L’alveare, in caso di crisi ecologica, potrebbe sopravvivere adattandosi alle nuove condizioni ambientali createsi, attraverso una mutazione di tipo adattivo. Il processo di adattamento non si limiterebbe però alla mutazione, in quanto i nuovi tratti sviluppati andrebbero poi trasmessi geneticamente attraverso l’accoppiamento.
Q2: Per quanto riguarda l’uomo, anche in questo caso sarebbe necessario un processo di adattamento ma, diversamente dalla condizione dell’alveare, si tratterebbe di un cambiamento meno legato al fattore genetico e più legato alla ricerca di una nuova fonte di sostentamento. Anche in questo caso sarebbe però necessaria una trasmissione alle future generazioni, trasmissione che non dipenderà dalla genetica poiché la caratteristica principale dell’uomo è l’apprendimento.
Q3: I tassisti londinesi, per poter ottenere la licenza, vengono sottoposti ad un esame durante il quale devono dimostrare di aver imparato tutte le strade della città. In coloro che hanno portato a termine l’esame con successo si è potuto notare una parte del cervello, l’amigdala, più spessa rispetto a coloro che l’esame non l’hanno superato. L’esempio dei tassisti londinesi dimostra che la cultura (e dunque il sapere appreso) può talvolta condizionare fisicamente il cervello di un essere umano.

Laurenti Alessandro ha detto...

Quesito°1
Affinché un alveare sopravviva davanti a una crisi ecologica è necessario che ci sia una mutazione genetica, per adattarsi, per cui un’ape trovi nutrimento tramite altri modi. Questa mutazione sarà in grado di far sopravvivere un alveare

Quesito n°2
Per far sì che un gruppo culturale sopravviva, invece, è necessario che all’interno del gruppo ci sia qualcuno che intuisca una nuova tecnica e la condivida poi con gli altri membri del gruppo che devono essere disposti ad apprenderla. Quindi non implica un mutamento della specie.

Quesito n°3
I tassisti di Londra devono conoscere a memoria tutte le strade di Londra e sapere come arrivarci. Si tratta di un sapere appreso. Questo sapere appreso ha influenzato il loro cervello, ed essi hanno più conoscenze di chi non fa il loro lavoro. Si tratta di un esempio che ci dimostra come il sapere appreso possa influenzare il nostro corpo, le nostre conoscenze ed a volte la nostra vita.

Francesco Paoletti ha detto...

Q1: le condizioni necessarie affinché un gruppo naturale possa sopravvivere, durante la lezione abbiamo fatto l'esempio dell'alveare, sono il cambiamento e la trasmissione.
In natura il cambiamento è generalmente un atto involontario, quindi, qualora ad esempio un giorno dovessero sparire i fiori, le api inizierebbero un processo di mutazione adattiva finalizzato all'adattamento al nuovo ambiente. Naturalmente, in seguito, tramite l'accoppiamento, le api trasmetteranno i nuovi geni mutati alle nuove "generazioni"

Q2: per fare in modo che un gruppo culturale possa sopravvivere (ad esempio una tribù) debbono essere ricreate le stesse situazioni e condizioni del gruppo naturale, sebbene con alcune differenze. A lezione abbiamo fatto l'esempio di una tribù specializzata nella caccia al coniglio, qualora questi sparissero la tribù in questione per sopravvivere dovrà imparare a cacciare qualcos'altro: ad esempio, casualmente, si potrebbe scoprire che con la stessa rete che veniva usata per la caccia ai conigli, se gettata in acqua, si riesce anche a pescare del pesce. In ciò è fondamentale la velocità di adattamento e la trasmissione, che in campo animale (ape) è la genetica, mentre in campo umano la comunicazione.
Sicuramente, la trasmissione che avviene all'interno di un gruppo culturale è molto più efficace rispetto a quella che avviene in forma biologica poiché si presuppone che i diversi membri appartenenti alla medesima cultura forniscano una elevata varietà di "idee".

Q3: l’esempio dei tassisti londinesi è servito per spiegare la differenza tra la specie umana e le specie animali. Per diventare tassisti, a Londra, occorre superare un test che prevede la conoscenza dei nomi di tutte le strade della città, e che i candidati riescano ad arrivare da un punto ad un altro qualsiasi della città senza l’ausilio di cartine o navigatori. Si è riscontrato che coloro i quali passano il test hanno una parte del cervello più sviluppata della media. Questo esempio dimostra la flessibilità del cervello umano e come la cultura condizioni la natura fisica.

Francesco Paoletti

Silvia Gamucci ha detto...

Domanda 1:
Le condizioni minime per cui, dopo una crisi ecologica, le api potrebbero sopravvivere, risiedono nella capacità di una mutazione adattiva genetica. Mutazione casuale che, in questo caso, accrescerebbe le possibilità di sopravvivenza delle api all'interno del nuovo ambiente se accompagnata dalla possibilità di riproduzione in modo da trasmettere il gene modificato alla futura specie.

DOMANDA 2:
Nel caso del gruppo culturale la sopravvivenza presuppone un cambiamento che consiste nell'imparare ad evolvere le proprie tecniche di caccia e nella trasmissione delle stesse per garantire il sostentamento della tribù.
In questo caso, allora, la trasmissione non avverrà più biologicamente (come per le api ed il loro gene mutato) e quindi in maniera passiva, standardizzata e cristallizzata, ma attraverso un meccanismo di conoscenze che presuppone una componente agentiva e che, se da una parte risulta più flessibile e imprevedibile del precedente, dall'altra è caratterizzata da una forte fertilità: il sapere acquisito. Questa componente che è propria dell'uomo e le variazioni culturali intensificano la specificità dell'essere umano che ha come caratteristica l'apprendimento.

DOMANDA 3:
L'esempio dei tassisti londinesi dimostra come l'essere umano sia biologicamente predisposto all'apprendimento. Lo studio condotto ha dimostrato infatti che, tra i candidati per la licenza di tassista, solo coloro che avevano sostenuto positivamente l'esame, quindi studiato molto, riportavano un l'amigdala (parte del cervello) più spessa rispetto a coloro che invece avevano fallito il test.
L'esempio dimostra quindi come la plasticità della mente umana sia stimolata dall'ambiente esterno culturale, e come il nostro sistema neurologico si evolva naturalmente interagendo con la realtà circostante.

Vanessa Sabellico ha detto...

VANESSA SABELLICO
PRIMA DOMANDA:
Le condizioni necessarie per cui l’alveare possa sopravvivere sono due:la mutazione della specie di api e la possibilità di riproduzione della nuova specie portatrice della mutazione. Per mutazione (casuale) s’intende avvenuta tramite la trasmissione genetica.Tale copiatura di codice ha molti errori,la maggior parte dei quali è irrilevante,alcuni errori possono essere non adattivi,cioè produrre un effetto per cui quell’animale che porta quella mutazione è svantaggiato in quell’ambiente,quindi tenderà a non svilupparsi a tal punto da trasmettere quella mutazione alla sua progenie,quindi non avrà progenie,morirà prima,come nel caso della nostra ape mutante prima della crisi ecologica. Invece gli animali che hanno una mutazione adattiva, secondo la quale casualmente la trasmissione del codice ha prodotto un errore di copiatura che però ha un effetto tale che quell’animale è avantaggiato in quell’ambiente,nel nostro caso l’ape mutante dopo la crisi ecologica. La selezione naturale è una mutazione casuale che avviene costantemente,in alcuni casi non produce nessun effetto,in altri decresce per il soggetto la possibilità di sopravvivere come nel caso delle api non mutanti dopo la crisi ecologica , in altri aumentano i soggetti portatori di quella mutazione che sopravvivono dopo una variazione della radicale dell’ecosistema(API MUTANTI DOPO LA CRISI ECOLOGICA). I soggetti mutanti aumentano,come aumentano le possibilità di riprodursi,avviene così il mutamento di specie .
SECONDA DOMANDA:
In caso di crisi ecologica,l’essere umano riflette sulla propria condizione e decide d’inventare,nel nostro caso imparare a cacciare altro oltre i conigli, utilizzando in modo differente la rete con cui cacciavano i conigli,imparare a pescare. Parliamo di un saper fare appreso per sopravvivere in quell’ambiente, condizione necessaria e conseguente per la sopravvivenza è la trasmissione di questa mutazione culturale. La trasmissione di questa conoscenza o mutazione culturale, avviene in modo più rapido perché non passa attraverso la genetica,ma attraverso la trasmissione culturale . Nel meccanismo con cui avviene la trasmissione, è insita una dimensione agentiva di colui che impara che non esiste nelle forme di sapere innato. Altra condizione fondamentale è che il sapere culturale,è appreso e fragile, quindi ha bisogno di essere ricostituito ad ogni nuova trasmissione.
TERZA DOMANDA:
I tassisti londinesi hanno letteralmente sviluppato una serie di connessioni neuronali che sono misurabili fisicamente.Si può dire che il rapporto con l'ambiente, ciò che apprendiamo va a modificare la forma fisica del nostro cervello,il cervello è prodotto dall’ambiente,è un prodotto della cultura. La plasticità della specie umana è tale per cui noi siamo biologicamente predisposti a non avere alcuna capacità se non quella d’imparare qualunque cosa.Tutto ciò che fanno gli uomini è naturale. Noi come animali abbiamo smesso di affidarci alla selezione naturale e abbiamo incominciato ad incamerare il sapere acquisito facendolo parte della nostra natura.

Ilaria Campaniello ha detto...

Q1 Q2 :
Si prenda in considerazione un gruppo naturale.
In seguito ad una crisi ecologica, le api, grazie ad una mutazione casuale adattiva, sopravvivono . La selezione naturale può avere effetti positivi o meno, a seconda che la mutazione sia vantaggiosa o svantaggiosa. Tuttavia, questo della mutazione è solo un aspetto. E' indispensabile, infatti, che, oltre al cambiamento in sé per sé, vi sia la possibilità di trasmetterlo attraverso la riproduzione, per mezzo, quindi, di processi somatici. Qualora non fosse possibile trasmettere cambiamenti, saremmo in presenza di un fenomeno di speciazione.

Si prenda, ora, in considerazione un gruppo culturale.
Supponiamo che la nostra cultura si basi sulla caccia ai conigli e che, con una crisi ecologica, questi spariscano. Come potrebbe sopravvivere la civiltà?. Imparando nuove tecniche, che dovranno essere trasmesse. Cosa attiva il mutamento biologico? e cosa, quello culturale?. Il secondo è, senza dubbio, più immediato, in quanto non passa per via genetica. Da ciò è possibile evincere come il sapere appreso sia molto più flessibile. C’è accettazione, c’è volizione umana. Nel meccanismo in cui si dispiega la trasmissione culturale, entra in gioco un processo agentivo, molto lontano dalla passività entro cui si muove il mutamento biologico. Il sapere culturale è più fragile, in quanto non si basa su un meccanismo prestabilito e ferreo, ma, bensì, variabile. D'altro canto, il sapere innato è più cristallizzato e standardizzato e facilmente acquisibile da chi lo riceve.
Un altro problema dell’innovazione genetica risiede nel fatto che quando le api cambiano il loro saper fare,ciò coincide con il loro non essere più api, diventando, quindi, un’altra cosa. Gli uomini, che passano dal cacciare conigli alla pesca delle trote, restano uguali, apprendendo semplicemente qualcosa in più. Dunque, si intensifica la specificità dell’uomo, che non si riduce ad un mero processo speciativo.
Pertanto, il sapere appreso è più specifico il quello innato, ed ha, come cassa di risonanza, l’operare dell'uomo all’interno della socialità, un operare frutto di un sapere flessibile e critico, che lo porta ad una continua maturazione.

Q3 :
L’esempio dei tassisti londinesi, tratto da "Demenza digitale" di Manfred Spitzer, ha dimostrato la sorprendente plasticità umana, tale per cui siamo predisposti ad avere nessun’ altra capacità se non quella di imparare. Questi tassisti, in seguito ad aver appreso molte informazioni stradali, presentavano la amigdala più spessa. La cultura ha modificato la nostra somaticità. La lateralizzazione emisferica, ne è un lampante esempio. La cultura, per gli ominidi, era capacità di acquisire sapere ed era da loro sfruttata al punto da riuscire a modificare il proprio corpo, selezionato dagli ambienti culturali. La cultura ha creato la biologia e non viceversa. La cultura si incarna nei corpi ma è trasmessa con la comunicazione. Siamo animali bioculturali : l’uomo diventa il "faber" quando acquisisce un sapere extra somatico. Non esiste un essere umano naturale, poichè la natura umana stessa non esiste.

Ilaria Campaniello
matricola: 0254325

jessica ciuffa ha detto...

Q1
Le condizioni necessarie alla sopravvivenza di un gruppo naturale,come un alveare, sono:
1)un'ape del gruppo deve subire una mutazione genetica adattiva,che assicuri la sopravvivenza della specie
2)L'ape in questione deve "affidarsi alla natura",ossia deve aspettare di riprodursi per avere la possibilità di trasmettere la mutazione alle nuove generazioni (sperando anche che il nuovo "gene" venga ereditato dal maggior numero di figli).
Tuttavia,in questo modo,si potrebbe verificare una speciazione o l'estinzione della specie originaria di ape.

Q2
Le condizioni necessarie alla sopravvivenza di un gruppo culturale, come quello della tribù di cacciatori di conigli,sono:
1) Almeno un componente del gruppo deve imparare,anche per caso, una capacità adattiva (per esempio, scopre la pesca).
2)Quest'uomo deve insegnare ciò che ha appreso al resto del gruppo.
Il sapere appreso,a differenza del sapere innato, può essere declinato in diverse interpretazioni senza correre il rischio di creare una speciazione.Inoltre, questo tipo di sapere è facilmente e velocemente trasmissibile poichè viene "passato" per via linguistica;ciò gli dona una grande flessibilità e assicura la sopravvivenza della specie.

Q3
L'esempio dei tassisti londinesi dimostra che noi esseri umani siamo biologicamente disposti ad imparare qualunque cosa. Infatti, il nostro cervello,essendo caratterizzato dalla plasticità, è portato spontaneamente a creare delle sinapsi a causa di un'interazione sociale.
Inoltre,grazie all'esempio dei tassisti, si può provare che è la cultura a creare la struttura dell'encefalo e non il contrario.

Andrea Girolami ha detto...

1) Perché l'alveare possa sopravvivere a una crisi ecologica è necessaria una mutazione genetica delle api. Tali mutazioni non sono finalizzate a uno scopo, ma casuali. Esse si sviluppano a causa di un errata copiatura del codice genetico, e possono risultare irrilevanti, vantaggiose (nel caso di mutazione adattiva) o svantaggiose (nel caso di mutazione non adattiva). Gli esemplari che presentano una mutazione favorevole sopravvivono più facilmente; ciò però non è sufficiente affinché quel tipo di mutazione si perpetui: è necessario che quell'ape si riproduca e trasmetta questa vantaggiosa mutazione ai propri discendenti.
L'alveare riuscirà a sopravvivere grazie alla riproduzione degli esemplari che avranno sviluppato la fortunosa mutazione; si avrà però una nuova specie di api, differente da quella che abitava l'alveare prima della crisi ecologica.

2) Abbiamo visto che i fattori affinché un gruppo naturale sopravviva sono legati alla necessità di una fortuita mutazione genetica e alla possibilità di accoppiarsi con un altro individuo compatibile per la trasmissione della mutazione, si rientra dunque nel ventaglio della casualità. Per quanto riguarda la sopravvivenza di un gruppo culturale si ha invece la possibilità di sviluppare intenzionalmente una soluzione al problema e di tramandarla non per via genetica, ma tramite l'apprendimento. Colui che possiede questa soluzione fondamentale per il superamento della crisi ecologica può rapidamente trasmetterla a tutti gli altri membri del proprio gruppo. La fragilità della trasmissione del sapere acquisito sta nel fatto che esso deve essere trasferito di volta in volta, dunque ogni nuovo membro del gruppo deve essere istruito e la conservazione del gruppo implica la necessità di imparare.
Il sapere acquisito si contrappone al sapere innato, ed è tipico (ma non esclusivo) dell'essere umano, quello innato è invece caratteristico di tutti gli altri animali (nonostante anche l'uomo ne sia dotato in piccola parte, come già visto).
Il sapere acquisito non è naturale, ma culturale, ed è molto più flessibile di quello innato, il quale è invece cristallizzato ed ereditato passivamente alla nascita per via genetica, non attivamente tramite l'esperienza e l'apprendimento.
Al mutare, in qualche modo, del sapere innato muta anche la specie: differenti saperi innati corrispondono a differenti specie. Ciò non può dirsi valido, invece, per quanto concerne il sapere acquisito: nel caso dell'uomo l'assimilazione di un nuovo sapere acquisito non conduce all'esistenza di una nuova e differente specie umana. Si aggiunge un sapere acquisito, ma senza dimenticare quelli precedentemente assimilati; può dirsi dunque che l'acquisizione di nuovi sapere acquisiti (e quindi la variazione culturale) intensifichi la specificità piuttosto che frazionarla.

3) L'esempio dei tassisti londinesi ha come scopo quello di evidenziare l'incredibile plasticità e adattamento della morfologia del cervello umano in relazione alle situazioni e all'ambiente esterno. La peculiarità dell'essere umano - e questa è una caratteristica esclusivamente dell'uomo - è la straordinaria predisposizione all'apprendimento.
La forma dell'encefalo non è standard, ma modellata in relazione all'ambiente circostante. Il sapere acquisito modifica la biologia umana; questa è la cosa assolutamente sorprendente. L'esempio dei tassisti londinesi, i quali devono sostenere un esame che implica la conoscenza a memoria di tutte le strade londinesi, testimonia la validità di quanto appena detto, poiché la successiva misurazione dello spessore dell'amigdala ha rivelato un maggiore spessore nei soggetti che avevano superato l'esame, avendo essi sviluppato ulteriori connessioni neuronali. Si evince così che le specializzazioni di alcune persone sono riconoscibili fisicamente. Il cervello non solo percepisce e incamera ogni sorta di informazione proveniente dall'esterno, ma addirittura modifica la propria forma in relazione a tali informazioni.

Bianca Bisciaio ha detto...

1) Le condizioni necessarie affinché un gruppo naturale (nel nostro esempio un alveare) possa sopravvivere ad una catastrofe naturale (come l'improvvisa scomparsa di tutti i fiori) sono due. La prima è l'improvvisa comparsa in un esemplare di una caratteristica genetica differente che sia una mutazione adattiva e comporti quindi un aumento delle possibilità di sopravvivenza (come un nuovo organo che permetta all'ape di scavare la corteccia degli alberi e trovarvi nutrimento). La seconda condizione è che questa mutazione (sapere innato) venga poi trasmessa geneticamente alle generazioni successive e porti quindi ad un'evoluzione della specie.


2) Le condizioni necessarie affinché un gruppo culturale (nel nostro esempio una comunità di cacciatori di conigli) sopravviva nel caso di una crisi ecologica (come l'estinzione dei conigli) sono due. La prima è che uno degli individui della comunità scopra un cambiamento/un'innovazione culturale che gli permetta di ovviare al problema ( ad esempio che impari a cacciare i pesci o altri animali). La seconda condizione è che questa innovazione venga trasmessa ed insegnata come un nuovo sapere ed appresa e accolta da tutta la comunità, sfruttando quindi il grande potere di accettazione del sapere acquisito.


3) L'esempio dei tassisti londinesi è la dimostrazione che noi, in quanto genere umano, incorporiamo il sapere acquisito facendolo diventare parte della nostra natura. Per superare l'esame da tassista (The knowledge), i londinesi devono memorizzare tutta la rete stradale delle zone più centrali ed importanti della città. Analizzando il cervello di coloro che hanno superato l'esame si è osservato che l'amigdala era ispessita rispetto alla norma. Questo prova che il cervello umano è effettivamente condizionato dall'ambiente circostante e che la specie umana è dotata di plasticità nella facoltà dell'apprendimento.

Bianca Bisciaio, matricola 0229645

Maria Lorenzetti ha detto...

(Q1)
In caso di crisi ecologica, se sparissero i fiori che sono la principale fonte di sostentamento delle api, bisognerebbe per prima cosa che esse trovassero un sostituto utilizzabile del fiore stesso.
In secondo luogo, questa condizione si può verificare con una mutazione casuale adattiva del codice genetico; tale fenomeno che risulta da un'errata trasmissione del DNA, diviene poi indispensabile per la sopravvivenza della specie.
Grazie a questa mutazione, l'ape potrebbe attingere il suo nutrimento da altre fonti del mondo vegetale, (ad esempio dalla corteccia o dalle foglie degli alberi).
Conseguentemente, per la sopravvivenza della specie stessa, è necessario che il carattere mutato venga trasmesso alla discendenza.
Per concludere, un esempio di mutazione adattiva che rende la specie avvantaggiata in una nuova situazione ambientale, è quello della "Biston Betularia", una farfalla che, nella condizione dell'inquinamento ambientale londinese, vede la mutante nera più idonea a sopravvivere rispetto alla bianca, in quanto si mimetizza più facilmente sugli alberi agli occhi dei predatori. La relativa variante bianca, al contrario, sarebbe più idonea a sopravvivere in un ambiente meno inquinato, dove, invece, la nera diventerebbe più soggetta all'assalto dei predatori stessi, perché maggiormente visibile.

(Q2)
Prendiamo ora l'esempio di una tribù primitiva, la cui principale fonte di sostentamento sono i conigli. Se a seguito di una crisi ecologica, essi sparissero, i cacciatori di questa tribù dovrebbero imparare a trarre il proprio sostentamento da altri animali.
Se uno di loro CASUALMENTE gettasse la rete utilizzata per cacciare i conigli in un fiume, scoprirebbe che con essa è possibile pescare i pesci.
In questo caso, è necessario che il cacciatore trasmetta la sua scoperta agli altri membri della tribù, a differenza dell'ape, la cui mutazione è esclusivamente di tipo genetico e quindi non adattabile a modificazioni ambientali, se non in caso di mutazione genetica casuale.
L'uomo infatti può "insegnare", e ciò gli consente di trasmettere attraverso il linguaggio il proprio sapere a più persone, e non soltanto alla sua prole.
Dunque il sapere appreso, (preponderante nell'essere umano rispetto agli altri animali), è più variegato, poiché ogni persona può recepire ciò che gli viene insegnato in modo diverso.
In questo caso si può parlare di una mutazione culturale dettata anche dalla volizione: l'essere umano infatti decide liberamente di accettare di adattarsi alla nuova situazione.
In conclusione, possiamo fare un ulteriore parallelo tra la condizione dell'alveare e quella della tribù primitiva; le api già conoscono i loro compiti, e pertanto hanno un comportamento ben definito e prevedibile, a differenza dell'uomo che attraverso il linguaggio trasmette un sapere molto più variegato.

Maria Lorenzetti ha detto...

(Q3)
La plasticità neuronale si può definire come la capacità di adattamento del sistema nervoso, che gli permette di modificare la sua organizzazione strutturale e la sua funzione, risultandone una risposta adeguata alla richiesta funzionale. Dunque l'incremento duraturo di una attività, (ad es. motoria), presuppone un aumento delle attività sinaptiche relative alle strutture nervose che controllano quella funzione. Nell'esempio riportato dei tassisti londinesi, l'"ispessimento" dell'amigdala dovuta al fatto che essi devono memorizzare molteplici itinerari di Londra, può essere riferito alla plasticità neuronale relativa alla maggiore richiesta funzionale di questa struttura.
Per concludere diamo una definizione della funzione amigdaloidea; l'amigdala è un nucleo di sostanza grigia sottocorticale a forma di mandorla (da qui il nome), che si trova profondamente nei lobi temporali del cervello. L'amigdala controlla lo stato emozionale dell'individuo, in rapporto a stimoli esterni e modula il comportamento in virtù della memoria emozionale che possiede. Dunque i tassisti londinesi, sottoposti continuamente a sollecitazioni esterne, sviluppano maggiormente la funzione amigdaloidea.

Anonimo ha detto...

1- L’alveare, in caso di crisi ecologica, può sopravvivere scoprendo alternative fonti di sostentamento, o andare incontro ad una mutazione fisiologica (casuale) che modifichi materialmente l’organismo; un cambiamento necessario che, per dare stabilità al futuro dell’alveare, deve necessariamente poter essere trasmesso geneticamente alle generazioni successive.
Il gruppo di cacciatori/raccoglitori primitivi, venendo meno la disponibilità di conigli, per sopravvivere dovrà considerare (e sfruttare) altre fonti di cibo; altri animali o altri generi alimentari, che siano conosciuti al gruppo o meno: in quest’ultimo caso si andrà incontro a scoperte necessarie volte a garantire la sopravvivenza della specie.

2- Il gruppo culturale, per sopravvivere, deve tramandare il sapere scoperto/accumulato alle generazioni successive. In questo caso non si tratta di una mutazione fisica (come nel caso delle api), bensì di un perpetuare un certo patrimonio culturale alle generazioni successive, che non posseggono alla nascita quel tipo di sapere accumulato.

3- L’esempio del cervello dei tassisti londinesi testimonia il fatto che il nostro corpo può essere modificato, per esigenza, da cause naturali e non: per ricevere la licenza, i tassisti devono immagazinare la mole impressionante di coordinate, toponimi e dati geografici che la città di Londra porta con sé; per questo, l’amigdala di tali tassisti si è maggiormente sviluppata (tanto da poterla fisicamente misurare).

Federico Favale

Alessia Concetti ha detto...

Q1: Le condizioni necessarie affinché un alveare possa sopravvivere dopo una crisi ecologica sono la mutazione genetica e la possibilità di potersi riprodurre. Ponendo il caso che in questa crisi ecologica non esistano più fiori e le api non possano più nutrirsi, queste dovranno trovare un altro modo per sopravvivere e questo potrebbe comportare una loro mutazione di tipo adattivo. Nella mutazione di tipo adattivo si ha una trasmissione del codice casualmente sbagliato, ma l’animale è avvantaggiato dall’errore. Se ad esempio la forma di sostentamento alternativa per le api sia grattar via della corteccia dagli alberi e casualmente un’ape mutata abbia al posto del pungiglione qualcosa che le permette di raschiare la corteccia, questa sarà avvantaggiata. A quest’ape mutata non basterà comunicare un’alternativa alle altre per permettergli di sopravvivere, perché queste non avendo la predisposizione biologica non possono metterla in atto. L’unica soluzione a questo problema è la riproduzione di quest’ape mutata, creando parallelamente un'altra specie di api.
Q2: Un gruppo culturale può sopravvivere ad una crisi ecologica senza andare incontro ad un mutamento di tipo biologico, ma basta solo un cambiamento di tipo culturale. Se gli uomini cambiano la loro cultura non diventano meno umani (a differenza delle api): per poter sopravvivere gli basta la comunicazione. Il sapere acquisito è flessibile, ma è anche fragile infatti, a differenza delle api che una volta ristabilito l’equilibrio possono riprendere la loro routine, il sapere culturale va sempre ricostruito ad ogni nuova trasmissione.
Q3. L’esempio dei tassisti londinesi è la dimostrazione che il nostro cervello è prodotto dall’ambiente. Tutti nasciamo con un sistema neuronale ma le connessioni neuronali si formano con l’interazione sociale. I tassisti londinesi hanno sviluppato tantissime connessioni neuronali per poter memorizzare le vie della città fino a presentare un ingrandimento fisico dell’amigdala.

Elisa Raponi ha detto...

Q1- L’ape ha un sistema di comunicazione raffinato: l’ape lo fa e basta, è un tipico sapere innato. Pensiamo ad una crisi ecologica che azzera la fonte principale di sostentamento delle api; non ci sono più i fiori. L’ape deve trovare un sostituto del fiore che sia utilizzabile. C’è bisogno di una mutazione casuale che porti ad esempio allo sviluppo di un arpione che permetta alle api di scavare la corteccia degli alberi. La trasmissione genetica avviene per copiatura di codici. Quegli animali che hanno sviluppato una mutazione adattiva sono avvantaggiati in quel determinato ambiente; casualmente la trasmissione del codice ha prodotto un errore di copiatura che però ha un effetto tale che quel determinato animale risulterà avvantaggiato (farfalle londinesi). Spariti i fiori quella mutazione casuale è adattiva, questa condizione però non è l’unica necessaria. Ci vuole un cambiamento e la possibilità di trasmetterlo; tutte queste caratteristiche passano attraverso il corpo. Le mutazioni genetiche avvengono sempre per salti; se si verifica un cambiamento nell’ecosistema c’è bisogno di una mutazione. Si tratta dunque di un meccanismo complicato che si fonda su una serie di eventi incontrollabili, non programmabili in buona parte; non è un atto di volontà.

Q2- Quando la trasmissione invece avviene dentro la cultura è molto più imprecisa e spettacolarmente fertile di quando avviene dentro la biologia. Una volta che le api ce l’hanno fatta e sono diventate una nuova specie, si ritorna al punto di partenza: stessa organizzazione, stesse strutture interne; si arriva dunque a re-installare una routine. Una volta rientrata in equilibrio la trasmissione va per conto suo. Il sapere appreso/culturale invece ha questa fragilità: va ricostituito a ogni nuova trasmissione. Il saper innato è più cristallizzato, più trasmissibile passivamente dal punto di vista di chi lo riceve, più standardizzato. Quegli uomini primitivi che diventano pescatori sono forse meno uomini? No, oltre a cacciare conigli hanno appreso e acquisito qualcosa in più, questa conoscenza però non passa attraverso la genetica. Il sapere acquisito è molto più flessibile, reagisce alle mutazioni ambientali in maniera imprevedibile per un’analisi puramente stocastica. C’è una parte fondamentale di accettazione; rimane sempre uno spessore molto forte di volizione umana che puoi sistematicamente violare se sei pressato a farlo. La variazione culturale intensifica la specificità, non riduce la speciazione; intensifica la specificità dell’essere umano. L’apprendimento è la caratteristica degli esseri umani. Quando il sapere si sgancia dalla genetica si crea una bomba atomica sociale: io, uomo, ho prodotto complessità all’interno di quel sistema sociale.

Q3- L’essere umano è quell’animale specializzato nell’imparare. La cultura è una cosa che acquisiamo. Non esiste un essere umano naturale. L’uomo è quello strano animale che ha innata la disposizione ad apprendere. L’uomo è naturalmente predisposto ad imparare. La cultura ha condizionato la nostra forma somatica; la capacita di acquisire esisteva prima della specie homo sapiens. La cultura nei nostri antenati pre-umani ha forgiato la forma fisica del nostro cervello; la forma fisica/biologica che abbiamo è la conseguenza del fatto che siamo animali culturali. L’esempio proposto a lezione sui tassisti londinesi ha come obiettivo fondamentale quello di mostrare come la cultura arrivi a condizionare la forma somatica degli uomini; le capacità neuronali umane sono il prodotto dell’interazione dell'uomo con l’ambiente. Noi nasciamo con un sistema neuronale prematuro e plastico; molte connessioni neuronali si formano con l’interazione sociale. Il nostro cervello è naturalmente predisposto a creare connessioni neuronali che sono prodotte dall’ambiente in cui viviamo. La forma biologica dell’encefalo è prodotta dall’interazione con l’ambiente. La cultura è un “di più”, ma è quel “di più” che ci costituisce. La cultura è sapere acquisito.

Francesco Pieri ha detto...

1.La sopravvivenza di un alveare dipende dalla capacità di adattamento delle api rispetto ai cambiamenti esterni. La selezione naturale, in tal caso, agirà sulle api facendo riprodurre maggiormente quelle che avranno le caratteristiche più conformi alle nuove necessità. Questo accade perché cambiando l’ambiente, cambia il filtro attraverso cui la natura agisce sulle specie e, conseguentemente, cambia il modo di selezione. Tale cambiamento risulta, però, molto lento quindi prima che la specie erediti le nuove capacità e acquisisca diversa forma, diventando una nuova specie, ci vorrà del tempo. Quindi le due condizioni necessarie affinché un gruppo naturale possa sopravvivere sono la mutazione genetica adattativa e la trasmissione di tale mutazione attraverso la riproduzione sessuale. La sopravvivenza dipende da un sapere innato.
2.La sopravvivenza dell’uomo, invece, non dipende dal mutamento biologico bensì dalla capacità degli esseri umani di riflettere sulla propria condizione e di mettere in atto, conseguentemente, un mutamento di tipo culturale. Un gruppo culturale, quindi, sopravvive grazie alla trasmissione del sapere appreso. Un uomo che, dopo un cambiamento esterno, impara a vivere nella nuova condizione non trasmetterà le proprie capacità attraverso la biologia ma attraverso la cultura, insegnando agli altri membri del suo gruppo come sopravvivere. Una tribù che caccia principalmente conigli sopravviverà alla sparizione di quest’ ultimi imparando a cacciare nuovi animali o volgendo la propria attenzione verso altre fonti di nutrimento come gli ortaggi, la frutta. Così non si dedicherà più all’affinamento delle tecniche della caccia ma si dedicherà alla pratica dell’arrampicarsi sugli alberi o dell’agricoltura. Questo non significa che l’uomo non sarà più in grado di cacciare, ma solo che ora sarà in grado sia di cacciare che di coltivare. E’ questa una delle differenze tra gruppi naturali e gruppi culturali: mentre i primi, cambiando, cambiano anche il loro saper fare e viceversa, i secondi rimangono tali anche quando c’è un accumulo di conoscenza e anzi tanto più la variazione culturale s’intensifica quanto più risulta forte la specificità dell’essere umano. Tutto ciò che gli uomini impareranno poi lo insegneranno agli altri e così si creeranno nuove azioni, quindi nuove abitudini e nuovi saperi. Inoltre, la trasmissione culturale è assai più fertile di quella biologica, ma è anche più imprecisa e fragile e per questo si ha un costante bisogno di collaborazione e coordinamento tra le parti. La sopravvivenza dipende da un sapere culturale, meno standardizzato e cristallizzato rispetto al sapere innato che comporta la sopravvivenza dei gruppi naturali. Se i gruppi naturali, quindi, sono passivi di fronte il cambiamento, i gruppi culturali sono attivi.
3. Quello dei tassisti è un esempio che dimostra la plasticità della specie umana e del suo cervello. Chi scrive a penna, ricopia, fa i calcoli senza calcolatrice o, come in questo caso, guida senza GPS crea nuovi percorsi neuronali e velocizza la capacità di ulteriore apprendimento, oltre a mantenere inalterato quello acquisito. Perciò, quando ai tassisti viene chiesto di ricordare un numero elevato di strade senza l’uso del navigatore, si attivano particolari zone del cervello che, allenate costantemente, portano a rafforzare e quindi ad accrescere le dimensioni dei neuroni ed il numero di collegamenti che instaurano con altre cellule nervose. Questo dimostra come l’apprendimento e la cultura influiscono sul corpo dell’uomo e non viceversa.

Francesco Pieri

Francesca Calisi ha detto...
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Francesca Calisi ha detto...

Francesca Calisi ha detto:

Q1.) Una delle prime condizioni che permetterà alle api di sopravvivere è la mutazione genetica, dovuta ad agenti esterni o atmosferici, queste mutazioni sono costituiti da elementi di base che permettono lo svolgersi dei processi evolutivi, portando così ad un sopravvivenza delle api. Una seconda possibilità, è la capacità di riprodursi. La riproduzione, permette la trasmissione delle informazioni genetiche da una generazione ad un’altra. In sintesi, ci vuole sia un cambiamento, che la trasmissione di questo cambiamento. Il primo avviene ad esempio con il cibarsi di un altro fiore, indispensabile per la sopravvivenza attraverso un canale genetico, dunque in maniera assolutamente passiva, il secondo attraverso un canale naturale ovvero la riproduzione.

Q2.) L'uomo, A differenza dell’animale, possiede una maggiore predisposizione all’apprendimento. Riprendendo l’esempio analizzato in aula, (banda di cacciatori e raccoglitori primitivi), l’uomo, posto di fronte ad una crisi acquisirà una nuova tecnica di caccia, la quale rappresenterà la prima condizione di sopravvivenza. Nel momento in cui avrà immagazzinato la nuova tecnica, la trasmetterà in modo diretto agli altri membri della comunità, parliamo quindi della seconda condizione di sopravvivenza. In opposizione, al caso delle api analizzato in precedenza, l'uomo reagisce in maniera intenzionale al cambiamento (cibarsi di un altro animale), poiché non ha bisogno della mutazione per acquisirlo e non ha bisogno di un canale naturale come la riproduzione per trasmetterlo. Da quest’aspetto possiamo riscontrare due caratteristiche del sapere appreso: la flessibilità e la fragilità. In riferimento a quest'ultima, il sapere innato una volta superato il momento di crisi, prosegue senza alcuna fatica. Il sapere appreso invece, ad ogni generazione deve ripartire da zero, cioè ogni nuova generazione deve apprendere il nuovo sistema per poter sopravvivere. L'adattamento dell'uomo alle mutazioni dell'ambiente circostante, comporta delle mutazioni che non vengono trasmesse per via riproduttiva, ma tramite l'apprendimento. Una delle condizioni necessarie alla sopravvivenza di un gruppo culturale è la mutazione di tipo culturale. La cultura, (sapere appreso) viene, quindi, impiegata come soluzione a tali cambiamenti.

Q3.) In aula è stato proposto l'esempio dei tassisti londinesi. A Londra, se si vuole intraprendere la professione di tassista occorre superare un esame (The Knowledge) volto a certificare le conoscenze geografiche sulla città di Londra, questo richiede un grande sforzo mnemonico, poiché vede condurre l'esaminatore in un determinato punto della città, senza poter contare di cartina stradali o qualsiasi altro sussidio tecnologico. Uno studio condotto sui partecipanti, ha registrato un forte ispessimento dell'amigdala soltanto in coloro che erano risultati idonei all'esame. Questo esempio, offre un importante spunto di riflessione e fornisce una testimonianza di come l'essere umano non sia determinato dalla biologia ma da quanto la cultura influisce sul nostro cervello, e quanto quest'ultimo abbia una struttura fortemente instabile, flessibile che si modifica per tutto il corso della nostra vita.

Francesca Calisi

martina fiorentini ha detto...

Martina Fiorentini
(Q1)
Le condizioni necessarie affinché un gruppo naturale (nel nostro caso le api) possa sopravvivere a una crisi ecologica sono due: la prima è quella di una mutazione, la seconda è la capacità di trasmettere questa mutazione attraverso la riproduzione. Per mutazione casuale si intende trasmissione per via genetica. Tale copiatura di codice ha molti errori, la maggior parte dei quali è irrilevante, alcuni errori possono essere non adattivi, cioè produrre un effetto per cui quell’animale che porta quella mutazione è svantaggiato in alcune situazioni e quindi non trasporterà la mutazione, cioè morirà prima (ape prima della crisi ecologica). Gli animali che hanno invece una mutazione adattiva, vuol dire che casualmente la trasmissione del codice ha trasportato un errore di copiatura che ha un effetto di vantaggio (Farfalle nere di Londra) nella sopravvivenza dell'animale in quell'ambiente. Infine come abbiamo già detto è necessario che questa mutazione venga trasmessa attraverso la riproduzione.

(Q2)
Prendiamo ora in considerazione un gruppo culturale la cui principale fonte di sostentamento sia la caccia ai conigli. Supponiamo che a seguito di una crisi ecologica questi spariscano ossia venisse a mancare la loro principale fonte di sopravvivenza, vedremo come al contrario delle api, avremo sempre un cambiamento, ossia imparare a cacciare altro, ma a differenza delle api che mutano attraverso la trasmissione biologica, gli esseri umani insegnano questo nuovo sapere attraverso la trasmissione culturale, quindi senza passare attraverso la riproduzione (trasmissione biologica). L'uomo quindi per trasmettere questo nuovo sapere non ha bisogno di accoppiarsi ma insegna ai confratelli della sua tribù. Vediamo bene quindi come il sapere appreso è più flessibile rispetto a quello innato. La trasmissione di questa conoscenza o mutazione culturale, avviene in modo più rapido perché non passa attraverso la genetica, ma attraverso la trasmissione culturale. Quando la trasmissione avviene dentro la cultura è molto più imprecisa di quella che avviene in biologia.

(Q3)
Nel corso della lezione ci è stato proposto l'esempio dei tassisti londinesi. Chiunque voglia intraprendere questa attività è sottoposto ad un esame chiamo the Knowledge, ossia dovrà nel corso dell'esame condurre l'esaminatore nel posto richiesto senza l'ausilio di carte stradali o navigatori. Gli sudi fatti sui partecipanti al test hanno dimostrato come chi avesse superato l'esame avesse l'amigdala più spessa rispetto a coloro che non lo avevano superato. L'esempio dei tassisti è la dimostrazione che noi in quanto genere umano incorporiamo il nostro sapere acquisito rendendolo parte della nostra cultura. La plasticità della specie umana è tale per cui noi siamo biologicamente predisposti a non avere alcuna capacità se non quella d’imparare qualunque cosa.

Leonardo De Stefano ha detto...

Q1: Le condizioni per cui le api continuino a sopravvivere si baseranno sull'adattamento ai fenomeni esterni che esse dovranno affrontare. Se dovesse scomparire la loro fonte primaria ,ovvero il nettare dei fiori ,le api dovranno o cambiare fonte dalla quale si nutrono oppure affidarsi ad una mutazione genetica casuale la quale porterà le api al non estinguersi tutto questo,ovviamente,deve essere lasciato in "eredità" alla generazioni future tramite la riproduzione.

Q2: Le condizioni per cui gruppo culturale sopravviva di fronte ad un problema che si pone, per esempio la sparizione di conigli fonte di sostentamento per il gruppo, pone l'uomo come essere che basa il suo sapere sul sapere appreso di trovare la soluzione come, per esempio, cambiare animale oppure utilizzare lo strumento che prima adoperava per la caccia al coniglio per cacciare altri animali per esempio pesci. Ciò fa in modo che chi apprende le nuove tecniche o scoperte le condivida con il suo gruppo il quale lo insegnerà alle nuove generazioni facendo in modo che il gruppo culturale sopravviva

Q3: Questo esempio serve a far comprendere come la nostra specie umana si adatti per un determinato scopo come questo dei tassisti ovvero, il sapere a memoria la geografia della città di Londra ha portato a questi individui una peculiarità unica ovvero l'amigdala più spessa. Tutto ciò fa comprendere come l'uomo può cambiare anche fisicamente nel corso della sua vita.

Leonardo De Stefano

Linda Di Loreto ha detto...

Q1:nel caso in cui si verifichi una crisi ecologica l'alveare può sopravvivere attraverso il percorso di adattamento alle condizioni di un'altra situazione, oppure sviluppate caratteristiche fisiche che permettano la sopravvivenza; un cambiamento che deve avvenire necessariamente per far sì che l'alveare sviluppi caratteri genetici che gli permettano di andare avanti.
Lo stesso processo seppur di carattere diverso avviene tra i cacciatori/raccoglitori primitivi,dal momento che i conigli vengono meno,devono adattarsi ad altro tipo di cibo che siano altri animali o altro genere di pietanza. Tutto questo ha come scopo il mantenimento della specie.

Q2:un gruppo culturale per poter sopravvivere nel tempo ha bisogno di tramandare sotto diverse forme il sapere raccolto fino a quel momento così che possa mantenersi vivo. Più che di una forma di trasformazione genetica, in questo caso parliamo di un bagaglio che deve essere ereditato nel corso del tempo dalle generazioni seguenti.


Q3:L’esempio del cervello dei tassisti londinesi testimonia il fatto che il nostro corpo può essere modificato, per esigenza, da cause naturali e non: per ricevere la licenza, i tassisti devono immagazinare un grande quantità di nozioni che la città di Londra richiede a livello stradale/geografico per questo, l’amigdala di tali tassisti si è maggiormente sviluppata rispetto ad un altro genere di individui.

LINDA DI LORETO

Monsieur Luca Parodi ha detto...

1. Per un gruppo naturale in cui la trasmissione culturale è assente, i due elementi che contraddistinguono l’aumento della possibilità di sopravvivenza sono spesso riassunti in una semplice definizione, di origine darwiniana: discendenza con modificazioni. Al mutare dell’ambiente, dunque, non avendo il membro del gruppo naturale la capacità di acquisire volontariamente e di trasmettere in maniera complessa le nuove strategie adattive legate alla modificazione ambientale, saranno le mutazioni genetiche più utili al nuovo contesto che determineranno la sua probabilità di sopravvivere ai cambiamenti. Tali variazioni interne, per essere vincenti sul lungo termine, devono inoltre essere trasmesse alle generazioni successive in maniera ampia e costante nel tempo.

2. Il mutamento che deve avvenire affinché sia garantita la sopravvivenza di un gruppo di cacciatori-raccoglitori il cui ambiente ecologico di riferimento muta è di natura culturale. Nel caso in cui, infatti, una certa specie animale dovesse venire ad estinguersi, il gruppo culturale sarebbe, contrariamente al gruppo naturale, dotato della capacità di adottare una diversa strategia di approvvigionamento e, sopratutto, di trasmetterla in maniera volontaria a tutti i propri membri. La comunicazione del sapere e la capacità di ingegnarsi per trovare risposte nuove a problemi adattivi sono i due elementi che contraddistinguono il gruppo culturale.

3. Ho potuto constatare personalmente, nel corso degli anni, come il notissimo esperimento sui tassisti londinesi abbia avuto influenze su moltissimi campi, dalle scienze cognitive fino al più commerciale self help. Nell’ordine del discorso portato avanti a lezione, però, mi è stato possibile leggerne i risultati in una nuova luce: la neuroplasticità, infatti, sembrerebbe emergere come una prova concreta della natura a forte carattere culturale dello stesso cervello, in grado finanche di cambiare forma per adattarsi a determinati stimoli esterni - in questo caso l’enorme mole di studio richiesta a chi, a Londra, avesse in mente di sostenere l’esame per prendere la licenza da tassita. In tal senso, inoltre, mi è venuto in mente come un’altro concetto caro alle scienze cognitive contemporanee potrebbe rientrare in tale discorso, ed esso è quella di mente estesa: non solo il cervello inteso in senso neurologico è fortemente influenzato nella sua formazione dagli stimoli esterni, ma sembrebbe possibile ipotizzare come anche gli stessi processi cognitivi, intesi in senso più astratto, siano dei processi necessitati dalla presenza di un contesto esterno influenzante.

Luca Parodi

Micol Megliola ha detto...

1-2) Le condizioni necessarie alla sopravvivenza di gruppi naturali e culturali prevedono: un cambiamento e la possibilità di trasmetterlo ai membri del gruppo.

Per quanto concerne i gruppi naturali tale cambiamento prende la forma di un mutamento genetico adattivo (e casuale) trasmissibile attraverso la riproduzione e generante speciazione. Nel caso della crisi ecologica sopravviverà l'ape che muterà forma sviluppando, ad esempio, una protuberanza in grado di estrarre linfa dagli alberi a scopo nutritivo e sperando di trasmettere il proprio corredo genetico a buona parte della prole. All'interno di un gruppo naturale la trasmissione biologica di sapere innato (per sua natura cristallizzato, standardizzato e trasmissibile passivamente) crea speciazione: le api non sono più tali, ma sono diventate altro da sé (magari coleotteri).

Per quanto concerne i gruppi culturali il cambiamento prende la forma di un sapere acquisito trasmissibile attraverso l'insegnamento. La differenza della trasmissione culturale rispetto a quella genetica risiede nella dimensione volitiva ed agentiva dell'uomo e nel fatto che la cultura, più che speciazione, produce varietà intraspecifica. Nel caso della crisi ecologica la banda di raccoglitori e cacciatori primitivi sopravviverà a patto che impari a procurarsi un nutrimento alternativo. Nello specifico un uomo, anche in via del tutto casuale, imparerà a pescare e insegnerà come fare altrettanto agli altri membri del gruppo. Il sapere acquisito non rende l'uomo meno uomo, ma, al contrario, ne intensifica la specificità. La trasmissione culturale è più rapide e meno cristallizzata di quella biologica, ovvero prevede una svariata gamma di variazioni all'interno di uno stesso gruppo (fra i nuovi pescatori ci sarà chi si limiterà a riprodurre l'insegnamento e chi lo arricchirà producendo tecniche di pesca sempre nuove e funzionali).

3) I tassisti londinesi sono sottoposti ad un serrato addestramento atto a rimandare a memoria ogni possibile percorso stradale senza l'ausilio di navigatori. Nei tassisti che superano il test abilitativo alla professione è registrato un significativo ispessimento del'amigdala. Questo esempio permette di sottolineare come finanche la nostra forma fisica dipenda dalla cultura e come, nella fattispecie, la forma biologica del cervello umano (organo plastico per eccellenza) sia plasmata dall'interazione con l'ambiente esterno.

Francesco Santini ha detto...

Q1) Prendiamo il caso di una crisi ecologica per cui le api non avessero più la loro fonte di sostentamento,ossia i fiori,le condizioni necessarie affinché esse possano continuare a sopravvivere sono:
1) Che le api trovino un sostituto del fiore, valido quanto quest'ultimo.
2) Una mutazione casuale, grazie alla quale le api non avessero più bisogno di nutrirsi del nettare, ma ad esempio che esse avessero sviluppato un altro organo capace di trovare sostentamento in un altro modo . Queste mutazioni avvengono in seguito ad errori casuali e biologici , alcuni irrilevanti, altri non adattivi con la conseguente mancata trasmissione e morte dell' animale, altri ancora adattivi per cui quell'animale era avvantaggiato ed in grado di riprodursi,quindi la terza condizione necessaria è la RIPRODUZIONE (3). Un esempio è il caso delle farfalle londinesi bianche, sostituite in pochi anni da quelle nere poiché, in seguito all'oscurarsi delle cortecce degli alberi causato dello smog,esse erano le uniche in grado di mimetizzarsi per non essere mangiate dai predatori e dunque sopravvivere.

Q2) Analizzando il caso di una tribù che sa cacciare solo conigli,la sua unica fonte di sostentamento e prendendo il caso di un estinzione di tali animali, le condizioni affinché tale tribù sopravviva sono:
1) Imparare a cacciare un altro tipo di animale. Magari la stessa rete che usavano per cacciare i conigli, l'avrebbero potuta impiegare per gettarla nel fiume dove magari fino a quel momento si lavavano. Avrebbero così pescato i pesci, altrettanto commestibili e nutrienti al punto di garantire la sopravvivenza della tribù.
2) Una volta aver appreso il sapere, bisognava insegnare/trasmettere tale sapere ai membri della tribù. E' proprio qui che si pone la differenza tra l'ape e la tribù, per la tribù che impara a pescare non sarà sufficiente riprodursi per trasmettere tale conoscenza ai propri figli, ma ogni generazione dovrà apprendere di nuovo questa tecnica poiché non è una mutazione genetica ma culturale.

Q3) Questo esempio ci permette di dimostrare quanto l’uomo sia predisposto all’apprendimento. Infatti per diventare tassisti a Londra è necessario sottoporsi ad un esame, “The Kownledge”, e dimostrare di aver imparato a muoversi all’interno della città di Londra senza l’ausilio di navigatori o cartine stradali .Tale esame ha dimostrato, attraverso un confronto fra tassisti che hanno superato l’esame e persone casuali , che i primi,i tassisti ,avevano l’amigdala(zona del cervello dedicata alla memoria) più sviluppata. Questo significa che se sottoposto a sollecitazioni, il cervello, può sviluppare nuove capacità. Quindi si può dire che la cultura plasma il nostro cervello e non viceversa. Per concludere, la plasticità della specie umana è una conseguenza della nostra capacità di apprendere.

Francesco Santini

Catello Palatucci 0233310 ha detto...

1-2 Come qualsiasi specie che non sia quella umana, un gruppo di api di un determinato alveare in una situazione di crisi ecologica che porti alla scomparsa di fiori, il cui nettare costituisce la fonte di nutrimento del gruppo, non ha altra strada per la sopravvivenza che la seguente: una determinata ape in seguito a un errore di trasmissione del dna potrebbe aver acquisito la capacità di nutrirsi, ad esempio, bucando la corteccia degli alberi. Tuttavia nonostante questa nuova capacità acquisita necessita di un secondo "step": sarebbe a dire trovare una compagna o un compagno, per potersi riprodurre. In questo caso parliamo di una nuova specie, non più di api.
Nel caso in cui una crisi analoga colpisca una zona in cui vive un gruppo di cacciatori raccoglitori che, poniamo per ipotesi, caccia conigli: qualora data la crisi ecologica sparissero i conigli, principale fonte di sostentamento del gruppo, ci sono molteplici modi in cui il gruppo potrebbe sopravvivere: con la stessa rete utilizzata per cacciare l'animale, per sbaglio, per intuizione, per caso, uno dei cacciatori raccoglitori potrebbe imparare a pescare; o modificando la rete lo stesso gruppo potrebbe imparare a cacciare un animale differente, oppure potrebbe ricavare le stesse proteine scoprendo la coltivazione di legumi, potrebbe capire che deve cambiar zona e quindi modificare il proprio modus vivendi trasformandolo da sedentario a nomade. Chiunque abbia l'illuminazione, l'intuizione, all'interno del gruppo, non ha bisogno di trovare un compagno, né di modificare in maniera significativa il proprio dna mediante un errore di trasmissione, la cui caratteristica si riveli vantaggiosa, ma, sfruttando la caratteristica innata dell'uomo -l'apprendimento- può trasmettere il sapere agli altri del gruppo; in un certo senso è come se tutti coloro che vengono edotti sono "figli culturali" del membro del gruppo che ha apportato l'innovazione.
Seppure la trasmissione culturale necessita che tutto il sapere venga ritrasmesso e reinsegnato di generazione in generazione, essa è infinitamente più versatile e vantaggioso.
3 L'esempio dei tassisti milanesi è utile a comprendere come quanto di poco "predisposto" ci sia nel nostro cervello, ma anche nel nostro corpo. Le possibilità di costruzione di nuove reti neuronali e di nuove connessioni tra le varie zone del nostro cervello sono illimitate. L'idea di base è che ci sia qualcosa di esterno a noi che attivi qualcosa che nel nostro corpo è solo una potenzialità, come succede con il linguaggio che si sviluppa solo se attivato da un gruppo di parlanti. L'amigdala più sviluppata nell'esempio dei tassisti londinesi che hanno passato il test per iniziare a svolgere il loro lavoro ne è la riprova.

Leandro Pasquali ha detto...

1)- Le condizioni necessarie alla sopravvivenza di un gruppo naturale (come un alveare) ruotano intorno alla capacità di adattamento biologico del gruppo davanti ad una determinata minaccia. La mutazione degli individui però viene trasmessa solo al livello genetico, tramite la riproduzione, di genitore in figlio, rendendo questo processo estremamente lento.
2) - Le condizioni necessarie alla sopravvivenza di un gruppo culturale sono invece basate sulla capacità di acquisizione di una determinata conoscenza e la comunicazione di questa tra gli elementi del gruppo. Questo tipo di adattamento è estremamente più flessibile rispetto a quello biologico e anche molto più rapido, poiché il veicolo di diffusione non è la genetica ma i canali comunicativi.
3) - L'esempio riportato dei tassisti londinesi voleva dimostrare come questi individui abbiano l'amigdala più sviluppata rispetto ad altre persone perchè, dovendo imparare le strade di Londra a memoria, hanno dovuto sfruttare maggiormente quella zona celebrale, rendendola più spessa. Questo esempio vuole dimostrare di come la cultura condizioni il nostro cervello più di quanto il cervello condizioni la nostra cultura.

ILENIA FALSONE ha detto...

Ilenia Falsone

Q1 e Q2
-Di fronte ad una crisi ecologica, che riguarda la scomparsa dei fiori, la prima condizione necessaria affinchè un alveare possa sopravvivere, è la mutazione genetica, ovvero la capacità di riuscire a sviluppare un certo senso di adattamento , cioè deve cercare di nutrirsi trovando una fonte di sostentamento alternativa e, di conseguenza sopravvivere. Questa mutazione è importante che avvenga e soprattutto che venga trasmessa, attraverso la riproduzione. Questo secondo caso, viene a determinare la seconda condizione. Una volta individuate queste due condizioni , possiamo affermare che le api acquisiscono il cambiamento necessario alla sopravvivenza attraverso un processo genetico, quindi, passivamente e si servono di un canale naturale (riproduzione) per trasmettere tale cambiamento.

-Proponiamo un caso diverso dal primo. Viene presa in considerazione una banda di cacciatori e raccoglitori primitivi. Come ben sappiamo, l’essere umano è naturalmente portato ad apprendere. Nel momento in cui si troverà a dover fare i conti con una crisi ecologica che, lo priverà dei suoi elementi di sostentamento, egli escogiterà nuove tecniche di caccia affinchè trovi nuovi elementi per cibarsi e quindi, sopravvivere. Quanto abbiamo detto, determina la 1^ condizione di sopravvivenza. Una volta escogitata e fatta propria, la nuova tecnica verrà trasmessa direttamente agli altri membri della comunità e qui viene a determinarsi la 2^ condizione di sopravvivenza. Detto ciò, possiamo notare che, il sapere viene acquisito in maniera attiva e si configura come un mutamento culturale e non genetico. Il sapere che viene appreso, presenta alcune caratteristiche: flessibilità e fragilità. E’ flessibile, poiché può reagire ad una crisi ambientale con un’azione intenzionale di cambiamento e, non necessita una mutazione biologica dei soggetti per trasmettere questo mutamento alle nuove generazioni. Oltre ad essere flessibile, è anche fragile poiché il sapere innato una volta superato il momento di crisi, prosegue senza alcuno sforzo e in forma cristallizzata. Il sapere appreso invece, a ogni generazione deve ripartire da zero, cioè ogni nuova generazione deve apprendere il nuovo sistema per poter sopravvivere.

Q3
L’esempio dei tassisti londinesi è la dimostrazione che il nostro cervello è prodotto dall’ambiente. A Londra, se si vuole intraprendere la professione di tassista occorre superare un esame (The Knowledge) volto a certificare le conoscenze geografiche sulla città di Londra. Tutto ciò richiede un grande sforzo mnemonico, poiché vede condurre l'esaminatore in un determinato punto della città, senza poter consultare cartine stradali o qualsiasi altro sussidio tecnologico. Uno studio condotto sui partecipanti, ha registrato un forte ispessimento dell'amigdala soltanto in coloro che erano risultati idonei all'esame. Questo esempio, fornisce una testimonianza di come l'essere umano non sia determinato dalla biologia ma da quanto la cultura influisce sul nostro cervello, e quanto quest'ultimo abbia una struttura fortemente instabile, flessibile che si modifica per tutto il corso della nostra vita.

giulia lucia ha detto...

PRIMA DOMANDA
Durante la lezione sono state elaborate due condizioni necessarie al fine che l'alveare possa sopravvivere, la prima é la mutazione genetica come cambiamenti atmosferici, la seconda é la capacità di trasmettere questa mutazione attraverso la riproduzione. Mentre per quanto riguarda l'esempio dei cacciatori primitivi la cui fonte essenziale di sopravvivenza é la caccia ai conigli, i cacciatori sopravvivono imparando a cacciare altro.

SECONDA DOMANDA
Un gruppo culturale é in grado di sopravvivere perché l'uomo (cacciatori) a differenza degli animali (api) non ha bisogno di riprodursi perché possiede un sapere innato ed é predisposto ad imparare. L'uomo é infatti un animale culturale perché già in passato disponeva di una cultura. Riprendendo l'esempio gli uomini della tribù tramandavano alle nuove generazioni la capacità di comunicazione e di trovare sempre nuove soluzioni.

TERZA DOMANDA
Con l'esempio dei tassisti londinesi vuole sottolineare come le capacità neuronali umane siano in grado di apprendere tutto (come le vie della città di Londra in questo caso)

Flavia Romagnoli ha detto...

PRIMO QUESITO
Esistono essenzialmente due condizioni necessarie affinché un alveare possa sopravvivere ad una crisi ecologica, ossia all'azzeramento della fonte principale di sostentamento:
- presenza della MUTAZIONE evolutiva, determinata da una selezione naturale, che avvantaggia e adatta un determinato animale in un determinato ambiente;
- presenza della RIPRODUZIONE che trasmette da generazione in generazione per via genetica la mutazione, accolta in maniera passiva dal ricevente

SECONDO QUESITO
Le condizioni necessarie affinché un gruppo culturale sopravvivi, sono sempre due e sono molto simili alle sopracitate:
- saper adottare il "saper appreso" attraverso una MUTAZIONE CULTURALE
- saper tramandare tale sapere attraverso un INSEGNAMENTO, accolto in maniera attiva dal ricevente

TERZO QUESITO
Il senso effettivo dell'esempio dei tassisti londinesi è quello di far riflettere su quanto alta sia l'influenza dell'ambiente in cui vive un individuo sui mutamenti del cervello dell'individuo stesso: tale esempio infatti ci permette di capire quanto la nostra struttura neuronale sia in formazione, predisposta quindi al costante apprendimento che tende a modificarsi continuamente nel corso della vita.

Flavia Romagnoli

Sara Ciancarelli ha detto...

1/2. Quando le circostanze in cui un organismo è abituato a vivere mutano, anche l'organismo in questione deve impiegarsi al cambiamento, affinchè la propria specie possa adattarsi al nuovo ambiente e perpetuare la propria esistenza.
Le condizioni per questo adattamento sono principalmente due: la disposizione al cambiamento e la capacità di trasmettere un nuovo sapere ai propri simili.
I modi in cui un organismo può adattarsi ad una nuova istanza dipendono essenzialmente dalla sua capacità di apprendere e imparare in maniera volontaria o involontaria. Se poniamo una crisi ecologica affrontata da un gruppo di api e poi da un gruppo di umani, notiamo che il processo di adattamento delle due specie procede per strade diverse.
Nel caso delle api, lo strumento di trasmissione di un nuovo sapere passa per via biologica: queste, infatti, possedendo la capacità innata di riconoscere un fiore da cui estrarre il polline, non hanno bisogno di alcuna trasmissione "intenzionale" del sapere, ma questo si trasmette in maniera naturale attraverso il mutamento del codice genetico. Se ogni fiore sparisse, le api saprebbero vagliare alternative altrettanto valide per prelevare il polline da nuove sorgenti, come ad esempio la corteccia di un albero o dal suolo. Attraverso mutazioni casuali e particolari, si potrebbe trovare un'ape in grado di reperire un'elemento alternativo da trasmettere poi ai suoi simili. La specie muterebbe biologicamente, e le api in grado di soppiantare il vecchio sapere con il nuovo, e di adattarsi alle nuove condizioni, sopravvivrebbero sostituendo capacità nuove alle vecchie.
Nel caso degli uomini, che come abbiamo visto non possiedono saperi innati specifici se non il saper apprendere, il processo di adattamento passa per altri canali. La premessa è sempre quella di una crisi ecologica che porta alla totale sparizione delle risorse di sostentamento fino ad allora impiegate. Un gruppo di uomini, da sempre cacciatori di conigli, dovrà trovare un'alternativa valida per nutrirsi. Si cercherà quindi un sostituto andando per tentativi, ad esempio, gettando la rete dapprima utilizzata per cacciare i conigli in un lago raccogliendo dei pesci, candidati validi alla sostituzione dei conigli per il loro nutrimento.
La differenza essenziale tra i due esempi è che il sapere che per le api è innato, e quindi inscritto nel proprio DNA, che le porta ad estrarre il polline dal fiore per via spontanea, l'uomo lo assume attraverso un sapere acquisito e comunicato, frutto di tentativi e trasmissione non genetica bensì culturale. La nuova tendenza a pescare non soppianterà il saper cacciare, non modificherà il codice genetico dell'uomo e gli permetterà una trasmissione del sapere (acquisito) diretta, attraverso la comunicazione e l'educazione delle successive generazioni all'utilizzo del nuovo strumento (come di uno vecchio, d'altro canto).

3. Se la capacità di imparare è la capacità fondativa e innata dell'uomo, possiamo comprendere come la varietà di questi saperi a noi accessibili produca differenze profonde tra esseri di una stessa specie più che in qualsiasi altra.
Questa varietà di saperi acquisibili non condiziona unicamente le nostre abitudini ma può avere un impatto anche sul piano anatomico. L'uomo infatti possiede una rete di connessioni neuronali relativamente povera, ma attraverso l'apprendimento può essere sviluppata. L'esempio perfetto è l'esempio dei tassisiti di Londra, che per divenire tali sono sottoposti ad un test mnemonico in cui devono dimostrare di sapersi orientare per le strade della città senza alcun ausilio se non la memoria. A distanza di tempo, è stato evidenziato come chi avesse sostenuto il knowledge test avesse sviluppato un'amigdala più spessa, e dunque una rete neuronale più fitta, a dimostrazione della potenzialita e plasticità mentale che caratterizza l'uomo.

Sara Ciancarelli

Francesco Baldini ha detto...

Q1. Nel caso in cui si verifichi una crisi ecologica, a causa della quale le api, nella fattispecie, non abbiano più a disposizione i fiori per l’impollinazione, c’è bisogno di una mutazione genetica, casuale, cioè dovuta ad una errata copiatura del DNA di un’ape durante la trasmissione di quest’ultimo, ma ADATTIVA (ovvero vantaggiosa, e non tutte lo sono), che permetta cioè di sostituire i fiori con un altro elemento e di adattarsi, in tal modo, al nuovo ambiente. Ma per far sì che questa mutazione adattiva si diffonda, contribuendo alla creazione di una nuova specie, è fondamentale che essa venga trasmessa geneticamente, da un esemplare all’altro, tramite la riproduzione.
Q2.A differenza del sapere innato, rigido, standardizzato e intrasgredibile, in quanto vincolato alla struttura del DNA, la “cultura”, intesa come “sapere appreso”, è decisamente flessibile e ammette la possibilità di trasgressione, poiché nasce e si sviluppa grazie alla nostra volontà, che glielo consente, dunque alla nostra “accettazione”. Al contrario, non abbiamo la possibilità di “accettare” il sapere innato, perché è già dato alla nascita. Inoltre, se il sapere innato si diffonde tramite la riproduzione e quindi con la trasmissione del DNA, il sapere appreso deve essere costantemente trasmesso e insegnato. Così, nel momento in cui si verifichi una crisi ambientale che lo condizioni, come nel caso dell’estinzione dei conigli, l’uomo ha la possibilità di cambiare le proprie pratiche, in merito a quel genere di caccia, senza aspettare alcuna mutazione genetica (selezione naturale), ma affidandosi ad una mutazione culturale (selezione culturale), che va comunicata e trasmessa ai discendenti e che non implica la creazione di una nuova specie umana, poiché riguarda direttamente il sapere appreso e non apporta alcuna modifica al nostro DNA.
Q3.L’esempio dei tassisiti londinesi dimostra chiaramente come il sapere appreso influisca non soltanto astrattamente sul nostro modo di agire e di affrontare l’ambiente circostante, ma abbia la possibilità di modificare fisicamente, in maniera concreta, parte della struttura del nostro cervello. Pertanto, la struttura del cervello stesso muta in virtù del sapere acquisito, di ciò che apprendiamo dall’esterno e può modificarsi continuamente: è dunque la cultura ad influenzare e plasmare la nostra struttura cerebrale, la nostra “biologia”, piuttosto che il contrario. I tassisti sopracitati, infatti, sono chiamati ad affrontare un test, volto a verificare la loro completa conoscenza della “mappa stradale cittadina”. Esso prevede, ovviamente, uno sforzo mnemonico apparentemente “disumano” e una ricerca ha dimostrato il fatto che chi ha effettivamente studiato e passato il test ha riportato un inspessimento dell’amigdala, ovvero quella parte del sistema neuronale che è addetta soprattutto alla gestione della memoria.

Francesca D'Amico ha detto...

1 Le condizioni necessarie affinché l'alveare possa sopravvivere sono essenzialmente due: La MUTAZIONE e la RIPRODUZIONE. La prima, nonché una mutazione casuale, può rivelarsi non adattiva o adattiva; in questo ultimo caso l'animale è avvantaggiato in quanto può migliorare le condizioni e trasmetterle a sua volta (un esempio sono le farfalle londinesi: l'inquinamento ha fatto si che venissero selezionate quelle nere che si mimetizzavano più facilmente). La seconda invece è la RIPRODUZIONE attraverso la quale viene trasmessa la mutazione alle generazioni successive. Questi elementi sono strettamente genetici.

2 Ora prendiamo in considerazione una tribù specializzata nella caccia ai conigli; all'imbattersi di una crisi, i conigli spariscono improvvisamente. A questo punto, affinché la tribù continui a sopravvivere, sono necessarie due condizioni: il CAMBIAMENTO e la TRASMISSIONE. Per quanto riguarda il primo, l'uomo trova delle alternative che garantiscono la sua sopravvivenza, trova altre fonti di sostentamento, ad esempio inizia a pescare e nutrirsi di pesci. Per quanto riguarda la seconda, a differenza dell'ape che si affida alla natura per trovare un'altra ape compatibile per far in modo che la mutazione venga trasmessa, il cacciatore, che ora è diventato pescatore, si adatta con velocità all'evento accaduto e comunicherà il tutto alla tribù.

3 L'esperimento londinese mette in luce come il nostro cervello venga influenzato dall'ambiente in cui viviamo. Infatti questi tassisti devono affrontare un esame ("the knowledge") che dimostri di aver imparato tutte le strade, portando l'esaminatore dovunque voglia senza mappe o altri strumenti. Gli studiosi hanno notato come lo spessore dell'amigdala di coloro che superavano la prova fosse maggiore rispetto a coloro che venivano bocciati. Questo esperimento evidenzia la plasticità e la propensione dell'uomo ad imparare ogni cosa.
Francesca D'Amico

Giulia Pazzini ha detto...

1) Un alveare, cioè un gruppo naturale, sopravvive a una crisi ecologica (ad esempio: esaurimento della principale forma di nutrimento) grazie a due fattori, dettati dall’adattamento di una determinata specie: in primo luogo, ci dev’essere una mutazione, cioè una sorta di errore nella trasmissione genetica che permette all’essere vivente di sopravvivere ad una determinata situazione; in secondo luogo, è necessaria la trasmissione, quindi la riproduzione a livello genetico di questa mutazione (sapere che passa attraverso la biologia), cosicché che anche le generazioni successive di una specie siano in grado di sopravvivere nel caso in cui la crisi ecologica persista.

2) Un gruppo culturale sopravvive, invece, grazie alla sua capacità di apprendimento: nel caso preso in considerazione a lezione la tribù riesce a sopravvivere alla scomparsa dei conigli grazie al fatto che impara (quindi si adatta) a cacciare altro e a trasmettere questa nuova conoscenza alle generazioni successive (sapere che viene trasmesso non per via biologica, ma per via della cultura e dell’insegnamento).
L’uomo ha questo “spirito di sopravvivenza” molto più malleabile rispetto agli animali proprio grazie a questa sua capacità innata di apprendere.

3) Il senso dell’esempio dei tassisti londinesi è quello di dimostrare come alcuni aspetti biologici dell’uomo siano influenzabili dalla cultura: dato che per prendere la licenza da tassista, un individuo è tenuto a memorizzare un numero spropositato di nomi di strade, vie, luoghi, ecc., è stato poi notato dagli scienziati che chi passato l’esame aveva un’amigdala molto più sviluppata rispetto a coloro che non lo avessero passato.
Perciò il sapere appreso può interferire su quello che sappiamo (la nostra cultura) e può condizionare la struttura fisica del nostro cervello.

Gaia Bottaro ha detto...

RISPOSTA 1
La sopravvivenza di un gruppo naturale, in questo caso di un alveare, è permessa da una mutazione genetica casuale di alcuni individui, che in seguito viene trasmessa di generazione in generazione a tutti gli altri. Prendendo come esempio le api, possiamo ipotizzare che,di fronte alla mancanza di fiori, esse mutando potrebbero trarre nutrimento scavando la corteccia degli alberi. Tutto il resto del meccanismo che caratterizza la vita dell'alveare rimane invariato, poichè i comportamenti delle api sono innati e non hanno bisogno di essere trasmessi e insegnati. Se invece un gruppo di cacciatori che si nutre solo di conigli viene colpito da una crisi ecologica che li priva del loro unico cibo, gli uomini potrebbero scoprire casualmente o logicamente che i loro attrezzi di caccia sono utili anche per cacciare altri animali. Oppure i cacciatori, spinti dalla fame, potrebbero assaggiare varie piante e frutti fino a trovare quelli commestibili. Gli uomini sopravvissuti in seguito insegneranno ai loro figli tutto ciò che hanno appreso.
RISPOSTA 2
l'unica condizione per cui un gruppo culturale può sopravvivere è l'insegnamento del sapere appreso da una generazione all'altra perchè senza di esso le nuove generazioni non saprebbero nemmeno tenersi in vita. Infatti l'uomo, prima di imparare gli usi e le tradizioni del suo gruppo culturale, ha bisogno di apprendere le azioni basilari necessarie alla vita, tra cui mangiare, parlare e adattarsi ai cambiamenti climatici.
RISPOSTA 3
I tassisti londinesi, per diventare tali, sono tenuti a sostenere un esame in cui devono guidare per la città, raggiungendo un dato numero di luoghi senza l'aiuto di mappe o navigatori, ma solo affidandosi alla propria memoria. Un esperimento ha provato che l'amigdala dei tassisti che hanno superato il test è più spessa di quella di un comune uomo. Ciò vuol dire che l'essere umano si sviluppa grazie alla propria formazione culturale e grazie all'allenamento del proprio saper apprendere e non per doti innate.
Gaia Bottaro

ilaria falcone ha detto...

Domanda 1: Le condizioni necessarie affinché un gruppo di api possa sopravvivere all’improvvisa scomparsa di tutti i fiori sono due. La prima è la comparsa in un esemplare (in questo caso di un ape) che abbia una caratteristica genetica differente come un nuovo organo che permetta all'ape di scavare la corteccia degli alberi e nutrirsi. La seconda è che questa mutazione venga poi trasmessa per via genetica alle successive generazioni di api e permetta la sopravvivenza di questa specie animale.
Domanda 2: La capacità di un gruppo culturale di sopravvivere ad un imminente cambiamento è associata alla predisposizione all’apprendimento che possiede l’uomo. Questo tipo di sapere è più flessibile del sapere innato, perché vi è una parte di accettazione volontaria all’apprendimento. L’apprendimento ci rende diversi dagli animali, costituisce in noi una sorta di bagaglio da poter tramandare alle generazioni successive. Si tratta di una mutazione fisica e non biologica come quella avvenuta per le api.
Domanda 3: L'esempio citato in classe riguardo ai tassisti londinesi voleva dimostrare come questi individui abbiano sviluppato un’amigdala più spessa rispetto ad altre persone perché la preparazione per il superamento dell’esame prevedeva lo studio delle strade di Londra a memoria. Hanno esercitato di più quella zona celebrale, rendendola più spessa. Questo esempio vuole dimostrare come il nostro corpo può essere modificato attraverso l’apprendimento e di come siamo influenzati dalla cultura circostante.

Anonimo ha detto...

Risposta numero uno e due:
Quando un alveare e una tribù si trovano di fronte a una crisi ecologica, hanno modi differenti di affrontarla. Quando l’alveare si trova davanti alla mancanza della sua fonte di alimentazione, cerca qualcosa che possa sostituire quella perdita, non tutte le api però sono in grado di affrontare tale crisi. Ci saranno delle api che si differenzieranno dalle altre per via di una mutazione all’interno del loro DNA, che le aiuterà a sopravvivere. Questa mutazione viene trasmessa per via genetica, essendo parte del sapere innato di quell’ ape “speciale”. Questo sapere le permette di andare avanti e di trovare un nuovo modo per procurarsi la sua materia prima, per poi ritornare al suo modo di vivere. Queste nuove tipi di api porteranno alla nascita di una nuova specie. Se questa mutazione viene trasmessa per via genetica, non si può dire altrettanto riguardo alla tribù. Davanti alle stesse difficoltà delle api ( mancanza sostenimento ), la tribù una volta trovata la soluzione sente il bisogno di trasmettere questa nuova conoscenza al resto della comunità. Per esempio se un membro della tribù dopo la crisi trovasse una nuova fonte di alimento (pesce) che sostituisse quella precedente (coniglio) , altri membri della tribù si metterebbero alla ricerca di nuovi metodi per cacciare il pesce, portando così a rinnovare il modo di ambientarsi della tribù.

Risposta numero tre:
L’esempio dei tassisti londinesi fa comprendere che la capacità maggiore dell’uomo è quella di apprendere. Il tassista per poter superare l’esame deve imparare tutte le strade primarie e secondarie di Londra ( knowledge ). Da studi svolti si è riscontrato uno inspessimento della amigdala nei soggetti che avevano superato l’esame, a differenza di coloro che non ce l’avevano fatta.

Elisabetta Pittalis

giada stracqualursi ha detto...

Q1) In caso di una crisi ecologica ci sono due condizioni che determinano la possibilità di sopravvivenza di un gruppo naturale: la presenza di una mutazione genetica casuale che risulti adattiva (utile per l'adattamento nell'ambiente) e la possibilità di trasmetterla alla prole. Spesso queste mutazioni determinano un'incompatibilità riproduttiva con gli individui che hanno il precedente corredo genetico e sono quindi responsabili della nascita di nuove specie. Nel caso in cui le mutazioni genetiche non siano utili all'adattamento nel "nuovo" ambiente, si può andare incontro all'estinzione di quel gruppo naturale.
Nell'esempio spiegato a lezione si fa riferimento a un alveare e a un'ipotetica scomparsa dei fiori, principale fonte di sostentamento delle api. In questo caso la mutazione che permetterà loro di trovare altro per sopravvivere dovrà essere per forza di tipo genetico, ci sarà un cambiamento radicale a livello di speciazione, ad esempio la nuova specie nata nel gruppo delle api potrebbe avere una struttura fisica che permette di assumere grano.Il cambiamento verrà diffuso soltanto per mezzo della riproduzione, è un processo lento che riguarda la prole dei soggetti portatori della mutazione adattiva, quindi pochi individui.
Q2) Un gruppo culturale di fronte a un mutamento ambientale ha la possibilità di utilizzare un sapere appreso per sopravvivere. Ad esempio nel caso esaminato a lezione, se dovesse venire a mancare la fonte abituale di sostentamento ( la caccia ai conigli) se ne possono trovare altre attraverso comportamenti appresi (la pesca, l'agricoltura). I cambiamenti adattivi sono inoltre facilmente trasmissibili a tutta la comunità. Non c'è bisogno di avere le due condizioni necessarie ai gruppi naturali per l'adattamento (mutazione genetica casuale e possibilità di trasmetterla alla prole), in quanto il sapere appreso è molto più flessibile e reagisce alle mutazioni ambientali in modo non casuale, modifica la qualità della circolazione delle informazioni. Ciò che ci fa umani è la capacità di apprendere, questo fa sì che un sapere appreso sia basato su regole violabili che ci spingono sempre più al progresso in base ai cambiamenti dell'ambiente in cui viviamo. La fragilità della nostra natura culturale sta nel fatto che ogni generazione deve imparare da zero il valore del sapere culturale adottato dalle generazioni precedenti, nei gruppi naturali il cambiamento è invece scritto nel codice genetico.
Q3) L'esempio dei tassisti londinesi citato nel libro "Demenza digitale" di Spitzer mette in risalto il concetto di neotenia, con questa parola si indica il fenomeno evolutivo per cui gli individui adulti mantengono delle caratteristiche tipiche dell'età giovanile. Per l'uomo possiamo pensare alla plasticità delle strutture neuronali, predisposte a plasmarsi in funzione dei saperi appresi a partire dalla nascita fino alla morte. In testimonianza di questo possiamo osservare i tassisti londinesi, che presentano l'amigdala più spessa a causa del loro mestiere. La forma del nostro cervello è il risultato dell'ambiente in cui viviamo e delle interazioni sociali. Il nostro corpo si è modellato nel corso dell'evoluzione grazie all'apprendimento e per questo possiamo essere definiti animali bio-culturali. Non ci sono saperi innati tipici soltanto dell'uomo, peculiari dell'uomo sono soltanto gli strumenti extrasomatici acquisiti.

Giada Stracqualursi

Giampaolo Giudici ha detto...

1) Una crisi ecologica mette a repentaglio la sopravvivenza di un gruppo naturale in quanto questo non è in grado di adattarsi volontariamente alle nuove condizioni ambientali. Le condizioni per cui il gruppo può sopravvivere sono due: che si verifichi in uno dei suoi componenti una mutazione genetica, che lo favorisca in questo nuovo tipo di ambiente e che questa venga trasmessa per riproduzione.
Questa mutazione casuale avviene dunque nel DNA, a livello biologico, è adattiva e non può essere trasmessa agli altri direttamente. Solo attraverso la riproduzione, con altri membri mutanti, può essere trasmessa alle generazioni successive. Si dà vita di fatto ad un processo di speciazione, in quanto la nuova caratteristica rende questi soggetti una specie completamente nuova, diversa da quella originaria.
Questo è un esempio di come il sapere innato abbia una forma di trasmissione passiva, che passa per il corpo dei donatari a quello dei riceventi senza alcuna partecipazione attiva o volontà di apprendere.

2) Un gruppo culturale fa fronte ad una crisi ecologica in maniera radicalmente diversa da un gruppo naturale. Non viene posta in atto nessuna mutazione genetica, nè tantomeno una speciazione. Il gruppo culturale impiegherà il proprio sapere appreso per trovare un'altra forma di sostentamento che vada a sopperire la mancanza di quella originaria.
Una qualsiasi tribù che veda la sua preda principale sparire, può adattarsi a cacciare prede di altro tipo, può cominciare a coltivare o arrivare a soluzioni estreme come il cannibalismo.
Il punto fondamentale è che questo nuovo tipo di sapere appreso non sostituisce quello precedente, nè dà vita ad una nuova specie. Prevede una trasmissione diretta di sapere, con una partecipazione attiva e agentiva di tutti i suoi membri, sia di coloro che insegnano che di coloro che imparano.
Ad elementi favorevoli come la velocità di trasmissione e le infinite potenzialità, il sapere appreso accomuna un'insita fragilità. Il fatto che questo non sia scritto su nessun codice genetico e che debba essere trasmesso volontariamente lo rende estremamente instabile e facilmente perdibile.

3) A lezione è stato citato uno studio sui tassisti londinesi che, per passare l'esame finale, devono imparare a memoria tutte le strade di Londra per potersi muovere senza l'ausilio di strumenti tecnologici. Uno studio ha dimostrato come nei soggetti che superino l'esame, e che dunque hanno effettivamente imparato le strade a memoria, si registri un ispessimento dell'ippocampo, la regione del cervello deputata alla navigazione spaziale e alla memoria a lungo termine.
Questo esempio vuole dimostrare come il cervello umano sia sempre ricettivo nei confronti dell'ambiente in cui vive, che la sua estrema plasticità lo porta a modificarsi e a creare nuove connessioni neurali. L'esperimento dimostra come un elemento extra-somatico come la cultura possa modificare le caratteristiche del cervello umano. L'uomo dunque è sempre pronto ad apprendere e ad adattarsi all'ambiente sociale e culturale in cui vive: l'apprendimento è la vera caratteristica naturale dell'uomo.




Anonimo ha detto...

Negli esempi citati a lezione, per l'appunto l'alveare e la banda di cacciatori e raccoglitori, si può evincere in modo netto la stranezza dell' animale uomo che pur non avendo nessuna straordinaria dote innata riesce con la sua peculiarità, l' apprendimento, ad adattarsi perfettamente ed in modo assai rapido alle condizioni ambientali.
Dunque le condizioni per le quali un alveare possa sopravvivere ad un disastro ecologico del suo ambiante sono sostanzialmente casuali, affidate alla trasmissione biologica, nella speranza assai piccola che durante la trascrizione vi sia un errore portatore di una mutazione adattiva al nuovo ambiente e che questa poi venga trasmessa mediante riproduzione.
Cosa ne consegue?
Se tutto funziona avremo una mutazione ed una specie di api che sa fare altro perdendo però le caratteristiche che le rendevano api e pertanto sono una nuova specie in due parole: selezione naturale.
A differenza delle api gli uomini, forti dell'apprendimento, non devono affidarsi al caso possono intenzionalmente affrontare il problema scoprendo casualmente o con ingegno una nuova organizzazione adattiva ideale per la nuova conformazione ambientale.
La vera magia avviene però nel secondo passaggio quando il nuovo sapere viene trasmesso tramite linguaggio permettendo all'intero gruppo ed in breve tempo di apprendere la nuova acquisizione e non solo, questa sarà recepita ed assimilata in maniera differente da ogni membro della comunità generando una diversità di saperi che nel tempo porterà a tecniche e modi sempre più efficaci di applicare quel sapere.
Potremmo dire forse che a seguito del cambiamento quelli siano meno uomini?
La risposta è sicuramente no, la sostanza sta nel fatto che l' uomo può rompere gli schemi di quello che sa poiché cambiamento e trasmissione non hanno nessun legame biologico.
La cultura come abbiamo visto ha il potere di farci adattare rapidamente all'ambiente generando però, con questa flessibilità, una grande fragilità non essendoci nulla di scritto nei nostri geni, ma al contempo(come nell'esempio dei tassisti londinesi o della mano dominante che è più precisa e l'altra più stabile) ciò che apprendiamo modifica tutto il nostro mondo compresi i nostri tratti somatici diventando la selezione "naturale" di noi stessi.

Marco Giovannangelo

Alessandro Viscomi ha detto...

Q1&Q2. Le condizioni necessarie per far sì che un gruppo naturale possa sopravvivere di fronte ad una crisi ecologica sono due.
La PRIMA CONDIZIONE necessaria, in ordine logico, è l’avvento di una MUTAZIONE GENETICA di uno o più individui del gruppo naturale.
Durante la trasmissione genetica del DNA da un individuo all’altro nel tempo, la “copiatura” dei codici che compongono il DNA comporta spesso tanti errori, per lo più insignificanti dal punto di vista adattativo dell’individuo rispetto al suo ambiente naturale. In certi casi però, alcuni errori potrebbero risultare decisivi per le capacità adattative (che incidono anche sul sapere innato) di quel particolare individuo di quel gruppo naturale, nel diverso contesto ambientale conseguente la crisi ecologica.
Il passo successivo è la SECONDA CONDIZIONE, ovvero la possibilità che l’individuo mutante, possa trasmettere geneticamente, attraverso la RIPRODUZIONE, la stessa mutazione, alla sua prole per aumentare la possibilità adattativa del gruppo naturale al cambiamento ambientale, dando la possibilità ad altri individui mutanti di riprodursi a loro volta, processo sì esponenziale, ma piuttosto lento e fragile.
Il problema fondamentale è che entrambe le condizioni, avvengono attraverso l’organismo e quindi presuppongono la conservazione del corpo mutante; problema rilevante nell’ambito di una crisi ecologica che compromette in prima istanza la sopravvivenza del gruppo naturale interessato.
Per quanto riguarda invece un gruppo culturale, come nell’esempio dei cacciatori di conigli, la PRIMA CONDIZIONE per far sì che esso sopravviva
ad una crisi ecologica (estinzione dei conigli), si coglie nella capacità innata dell’uomo all’adattamento; quindi l’uomo può sopravvivere ad una crisi ecologica compiendo un CAMBIAMENTO culturale, attraverso le sue capacità logiche. Nell’esempio dei cacciatori di conigli, trovando un modo alternativo di cacciare un altro tipo di preda.
Parliamo di una capacità consapevole dell’uomo, il quale la sfrutta per la propria conservazione e perciò possiamo definirlo un evento consequenziale alla crisi, al contrario della mutazione genetica che rimane potenzialità, e quindi legata ad un evento casuale (errore durante la trasmissione del codice genetico).
La SECONDA CONDIZIONE riguarda la TRASMISSIONE del SAPERE ACQUISITO sulle nuove capacità adattative. Quindi nel caso dei cacciatori di conigli, l’insegnamento della nuova tecnica di caccia da parte di colui che l’ha imparata sfruttando le sue capacità innate di adattamento, ricercando una nuova preda e trovando la soluzione per cacciarla.
Questa trasmissione, riguardando il sapere appreso, diventa non più limitata alla possibilità di riproduzione dell’individuo che detiene la soluzione al problema posto dalla crisi ecologica (come nella trasmissione genetica), ma si lega alla sua capacità di COMUNICAZIONE con gli altri individui che possono apprendere tale sapere e che possono essere innumerevoli. Questo tipo di trasmissione, FLESSIBILE, moltiplica le possibilità di conservazione di un gruppo culturale, sicuramente più avvantaggiato, per questa ragione, rispetto ad un gruppo naturale.


Alessandro Viscomi

Alessandro Viscomi ha detto...

Q3. L’esempio dei tassisti Londinesi mostra come il nostro cervello sia flessibile, adattabile e modificabile rispetto all’ambiente che ci circonda. Esso muta a seconda delle necessità dell’individuo rispetto alle condizioni esterne, come per i tassisti Londinesi che hanno passato l’esame di Knowledge, ed hanno “visto” aumentare lo spessore dell’amigdala, sviluppando delle connessioni neuronali che gli hanno permesso di ricordarsi tanti nomi, indirizzi e strade per poter passare l’esame, a differenza di quelli bocciati in cui tali connessioni erano assenti.
Ciò significa che per selezione naturale, l’uomo è biologicamente predisposto ad imparare qualunque cosa, qualunque linguaggio; questa stessa selezione viene messa da parte dall’uomo quando il sapere appreso diventa parte della nostra natura, grazie alla nostra cultura, tramite l’interazione sociale:
Quando nasciamo, impariamo cose del nostro patrimonio culturale, così come il linguaggio; e sviluppiamo competenze specifiche in base al tipo di linguaggio e al tipo di cultura che appartiene al nostro gruppo culturale.


Alessandro Viscomi

Cristiano Formisano ha detto...

Q1:Le condizioni affinché un gruppo naturale (come quello delle api) sopravviva ad una crisi ecologica (come quella, da noi ipotizzata, della scomparsa dei fiori) sono due. La prima è la comparsa di una mutazione genetica, la quale renda possibile la conservazione della specie: nel nostro esempio, che compaia un'ape che anziché nutrirsi del polline dei fiori presenti un nuovo organo che le consenta di nutrirsi differentemente. La seconda riguarda la possibilità, per l'individuo modificato, di riprodursi e quindi trasmettere la mutazione alla propria prole e quindi mantenere in vita la specie. Questo mutamento, di tipo genetico, è inconsapevole per le api, e del tutto casuale, seppur prevedibile a livello statistico, a differenza di quello culturale.
Q2: Le condizioni affinché un gruppo culturale (come quello dei cacciatori di conigli) sopravviva ad una crisi ecologica simile, nel nostro esempio alla scomparsa dei conigli, sono due. La prima riguarda la casualità per la quale un uomo apprenda un nuovo metodo di approvvigionamento e sostentamento, nel nostro esempio: che con la stessa rete con la quale si cacciavano i conigli un uomo, gettandola in mare, raccolga diversi pesci. La seconda riguarda la trasmissione di questo nuovo sapere tecnico, la quale deve essere ogni volta ripetuta per i singoli individui, e che è, anche in questo senso, consapevole e trasmessa attraverso la comunicazione. Il sapere acquisito è pertanto soggetto a imprecisioni dovute alla comunicazione, le quali lo rendono però più fertile e imprevedibile. Nel sapere trasmesso vi è una dimensione agentiva che non si trova nel sapere innato.
Q3: Il senso dell'esempio riguardante i tassisti londinesi, i quali per ottenere la licenza devono superare un test mnemonico riguardante i nomi delle vie della capitale inglese, sta nel riconoscimento dell'influenza che l'ambiente esterno e la trasmissione culturale hanno sul cervello, e quindi sull'aspetto somatico, dell'uomo. Infatti dei tassisti in questione, quelli che sono stati in grado di superare il test hanno dimostrato di possedere un'amigdala maggiormente sviluppata in senso fisico, proprio a causa della maggiore quantità di connessioni cerebrali acquisite. Ciò significa che l'uomo è predisposto naturalmente all'acquisizione del sapere: la dimensione acquisita di questo è costitutiva della nostra specie.

Cristiano Formisano

Nicolò Fiorani ha detto...

1) Le condizioni per cui un gruppo naturale, nel nostro esempio quello dell'alveare, sopravvive ad una crisi ecologica sono fondamentalmente due. Innanzitutto è necessario che alcuni individui subiscano una mutazione adattiva, ovvero che gli permetta di adattarsi al nuovo ambiente. Nel caso delle api, può accadere, ad esempio, che alcune di esse sviluppino delle protuberanze che le permettano di attingere nutrimento dagli alberi. In secondo luogo è necessario che questi nuovi individui possano riprodursi così da trasmettere la loro mutazione alla prole, in modo da formare una nuova specie che possa sopravvivere alla crisi ecologica.

2) Le condizioni affinchè un gruppo culturale sopravviva una crisi ecologica sono due. Nel nostro esempio, in cui per un qualche motivo i conigli, fonte di approvvigionamento di un gruppo di cacciatori si estinguano, può accadere ad esempio che un individuo impieghi casualmente la rete che utilizzava per la caccia dei conigli per pescare un pesce.in seguito potrebbe insegnare agli altri membri del suo gruppo questo nuova modalità di caccia, al fine di preparare il gruppo ad affrontare la nuova situazioni di crisi. Si tratta dunque di un caso in cui un uomo può apprendere un nuovo sapere e comunicarlo ad altri, al fine di far sopravvivere la sua specie. Quindi a differenza degli altri animali l'uomo per adattarsi compie un'azione( in parte) volitiva e consapevole.

3) Il senso dell'esempio è evidenziare come la cultura,dunque il sapere appreso, caratteristica specificatamente umana, influenzi sulla conformazione del cervello. Infatti è stato dimostrato come nei tassisti di Londra, che hanno dovuto memorizzare un numero notevole di informazioni al fine di ricordare le vie della città, l'amigdala sia particolarmente sviluppata a causa della grande quantità di nuove connessioni cerebrali acquisite nell'apprendimento. Questo prova come i saperi appresi modifichino costitutivamente l'uomo e che esso sia naturalmente portato all'apprensione di essi.

Davide Surace ha detto...


1) Ponendo il fatto che nel caso di un alveare si verificasse una crisi ecologica che avrebbe fatto sparire tutti i fiori (fonte primaria del nostro sostentamento), le condizioni necessarie e sufficienti affinché le api possano sopravvivere sono:
MUTAZIONE ADATTIVA: una volta spariti i fiori le api dovranno trovare un’altra fonte necessaria di sostentamento, e quella mutazione casuale e genetica, dovuta alla trasmissione del codice per un errore di copiatura, è proprio adattiva, in quanto ha un effetto tale che avvantaggia l’animale e gli permette di riprodursi.
CAMBIAMENTO e possibilità di TRASMETTERLO: le api, in mancanza di fiori, devono adattarsi all'ambiente ecologico circostante e avere la possibilità di riprodursi. Pertanto questi due fattori contribuiranno alla sopravvivenza dell’alveare (gruppo naturale) perché sono qualità biologiche, innate di ogni essere che gli permettono di vivere e di adattarsi anche di fronte a una crisi ecologica.


2) Al contrario, per quanto riguarda un gruppo culturale (raccoglitori primitivi) le condizioni necessarie atte alla loro sopravvivenza son ben diverse da quelle di un gruppo naturale: infatti, mentre un gruppo naturale (es. api) accoglie il sapere in maniera innata e lo trasmette biologicamente riproducendosi, un gruppo culturale (noi uomini) apprende il sapere tramite informazione, comunicazione, e lo trasmetterà ai suoi simili, non in maniera genetica, ma attraverso l’insegnamento. Pertanto il sapere acquisito è molto più flessibile del sapere innato e l’essere umano, in quanto tale, è in grado di sfuggire alla selezione naturale e di CREARE ed adattarsi all'ambiente culturale in cui si trova a sopravvivere.



3) Il nostro cervello è naturalmente predisposto all’apprendimento. Abbiamo analizzato il caso dei tassisti londinesi, i quali (senza avere una mappa stradale/navigatore) erano costretti a imparare a memoria la maggior parte delle strade di Londra per superare un test chiamato “The Knowledge”. Alcuni studi hanno evidenziato come codesti hanno l’amigdala più spessa, dal momento che hanno sviluppato una serie di connessioni neuronali che sono addirittura misurabili fisicamente. Dunque la plasticità della specie umana è tale per cui noi siamo biologicamente predisposti ad imparare qualunque cosa , e, nel caso dei tassisti di Londra, certi esercizi cognitivi e l’apprendimento intensivo hanno permesso di modificare la morfologia del cervello, portandolo a sviluppare determinate capacità.


Anonimo ha detto...

Q1
Gli esseri umani hanno una straordinaria capacità, quella di apprendere, e possono trasmettere di generazione in generazione il loro sapere appreso. Mentre gli animali, a differenza degli esseri umani, trasmettono il loro sapere direttamente alla prole per via genetica. Un esempio può essere il caso delle api, le quali nel momento in cui vi è una crisi ecologica, non possono nutrirsi dei fiori, e quindi per poter sopravvivere necessitano di determinate condizioni: la MUTAZIONE GENETICA, ovvero le api hanno nel loro codice genetico la capacità di adattarsi nutrendosi di qualcos’ altro; un’altra condizione per poter sopravvivere è la RIPRODUZIONE, l’ape dovrebbe accoppiarsi e sperare di trasmettere lo stesso corredo genetico ad un numero elevato di successori.
Q2
Riportando l’esempio fatto in classe: gli uomini primitivi hanno inizialmente imparato a nutrirsi cacciando conigli. Ma nel momento in cui quest’ultimi sono spariti, l’uomo ha imparato a nutrirsi di altro grazie all’insegnamento di altri individui, i quali hanno scoperto un nuovo modo per cibarsi. Un sapere, una capacità, una cultura possono essere trasmessi di generazione in generazione attraverso la ripetizione di quell’insegnamento ad altri individui. E molto spesso quell’insegnamento può subire delle modifiche in peggio o in meglio, si può decidere se utilizzare quell’insegnamento oppure rimanere indifferenti.
Q3
La specie umana, come detto in precedenza, ha la capacità di apprendere qualunque cosa e di adattarsi all’ ambiente. Molti ritengono come la cultura possa modificare la normale struttura del cervello (plasticità) .. ciò coincide con l’esempio riportato a lezione dei tassisti londinesi, i quali per poter superare il corso per diventare tassisti devono imparare a memoria tutte le vie di Londra, senza utilizzare mappe e GPS. In coloro che hanno superato questo esame hanno scoperto come l’amigdala sia più spessa, in quanto hanno sviluppato una serie di connessioni neuronali che sono misurabili addirittura fisicamente.
Tiziana Vincenzo

Sara Cantalupo ha detto...

Q1: In aula, parlando del SAPERE APPRESO siamo arrivati alla constatazione che l’essere umano e l’essere animale hanno la capacità di adattarsi all'ambiente in cui vivono attraverso diverse modalità: gli animali possiedono dei comportamenti innati che fanno parte del loro gene e che successivamente verranno trasmessi alla prole per via biologica; difatti abbiamo riportato l’esempio delle API, le quali non imparano a raccogliere il nettare seguendo un corso di formazione, ma è una capacità/abilità innata, trasmessa attraverso il corredo genetico.
Nel momento in cui vi è la scomparsa improvvisa dei fiori le api per poter sopravvivere possono adottare alcune modalità:
MUTAZIONE GENETICA: attraverso essa le api possono sopravvivere nutrendosi di qualcos'altro ad esempio il grano;
RIPRODUZIONE: attraverso la quale l’ape dovrebbe accoppiarsi facendo in modo che i suoi successori abbiano il suo stesso corredo genetico.
Q2: Per quanto riguarda l’essere umano, la situazione è differente.Possiamo immaginare un gruppo di cacciatori i quali si sono specializzati alla caccia dei conigli e ponendo il caso che all'improvviso questi ultimi spariscono e per poter sopravvivere dovranno cacciare altro. Può accadere che all'interno di questo gruppo ci sia un membro che ha imparato a nutrirsi di altro. Di conseguenza quest’ultimo può trasmettere agli altri la sua capacità di pescare o di praticare altre attività attraverso l’insegnamento.Questo comportamento adattivo può svilupparsi e diffondersi in un minor lasso di tempo. L’apprendimento è una caratteristica degli esseri umani ed è proprio quella qualità che ci differenzia dagli animali. Il nostro sapere nel momento in cui viene trasmesso alle altre generazioni può essere confermato o rinforzato;quest'ultimi possono decidere di poterlo utilizzare in alcuni momenti della vita, facendo tesoro di ciò che hanno appreso, altri, invece, possono modificarlo e altri ancora possono decidere di non utilizzarlo proprio e accantonarlo per sempre.
Q3: l’essere umano come ben sappiamo possiede un cervello il quale è predisposto all'apprendimento, ha la capacità di creare connessioni neuronali che sono prodotte dall'ambiente in cui viviamo.
A Londra,alcuni ricercatori, hanno utilizzato delle tecniche per poter studiare il cervello di una particolare categoria di lavoratori ovvero i tassisti, dimostrando come l’apprendimento modifica la plasticità cerebrale. I tassisti devono essere delle vere e proprie mappe viventi imparando a memoria le numerose strade di Londra, e per poter diventare tassisti devono aver superato un test chiamato KNOWLEDGE,ovvero conoscenza, la cui preparazione richiede molti mesi. Hanno misurato lo spessore dell’amigdala di coloro che dovevano diventare tassisti notando come quest’ ultima era più sviluppata in coloro che avevano superato il test.
Ciò dimostra come la plasticità della specie umana è tale per cui noi siamo biologicamente predisposti ad imparare qualunque cosa.

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